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Crisis Economics

A Crash Course in the Future of Finance

By

Publisher: Penguin Pr

4.1
(68)

Language:English | Number of Pages: 288 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Chi traditional , Chi simplified

Isbn-10: 1594202508 | Isbn-13: 9781594202506 | Publish date: 

Also available as: Others , Audio CD , Paperback , eBook

Category: Business & Economics , Non-fiction , Political

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Book Description
A leading economist reveals the methods that enabled him to predict current financialcrises while drawing on parallels from other countries and time periods to ...
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  • 4

    Il saggio illustra principalmente le interconnessioni economico/finanziarie e i suoi sviluppi nei prossimi anni.
    Consigliato a chi vuole farsi un'idea chiara sull'argomento.

    said on 

  • 4

    Uomini in balia del sistema economico

    Libro interessante, abbastanza scorrevole vista la sua natura di saggio, molto chiaro nel descrivere l’origine della crisi economica che stiamo vivendo. Qualcuno potrà trovarlo un po’ ripetitivo in alcuni passaggi ma ‘ripetita iuvant’ specie per i non addetti ai lavori.
    Nouriel Roubini avev ...continue

    Libro interessante, abbastanza scorrevole vista la sua natura di saggio, molto chiaro nel descrivere l’origine della crisi economica che stiamo vivendo. Qualcuno potrà trovarlo un po’ ripetitivo in alcuni passaggi ma ‘ripetita iuvant’ specie per i non addetti ai lavori.
    Nouriel Roubini aveva previsto nel 2006 la crisi in arrivo, così come nel libro (pubblicato nel 2010) gli autori prevedono la trasformazione della crisi finanziara in crisi del debito pubblico. E, ahimè, prevedono anche che, allo stato attuale delle cose, crisi di questo tipo saranno sempre più frequenti e violente in futuro.
    Gli autori propongono delle soluzioni per rendere più stabile il sistema economico, ma la mia idea è che continuare a sostenere questo sistema che abbiamo creato non è né sano né auspicabile per il futuro.

    said on 

  • 5

    ... una crisi è una cosa terribile da sprecare ...

    Il sistema capitalistico è sempre stato caratterizzato da periodi di crescita e da "inaspettati" momenti di crisi ... ma se la crisi scoppiata a seguito dei mutui subprime non fosse finita? ... o meglio ... se la crisi non fosse stata analizzata correttamente e i governi e le banche centrali (in ...continue

    Il sistema capitalistico è sempre stato caratterizzato da periodi di crescita e da "inaspettati" momenti di crisi ... ma se la crisi scoppiata a seguito dei mutui subprime non fosse finita? ... o meglio ... se la crisi non fosse stata analizzata correttamente e i governi e le banche centrali (in particolare gli Stati Uniti e la Fed) avessero adottando politiche che vadano nella direzione opposta, cosa potrebbe accadere? A questi e a molti altri interrogativi, gli autori provano a fornire delle risposte, esplorando e spiegando in maniera dettagliata l'evolversi dell'attuale crisi, proponendo nei capitoli finali delle soluzioni per evitare un'aggravarsi della situazione e gettare le basi per un periodo di stabilità globale necessario per evitare il ripetersi di crisi potenzialmente più devastanti. In conclusione, un ottimo libro.

    said on 

  • 4

    看完此書對2008年的金融海嘯發生的前因後果的輪廓更清楚知悉
    更重要的,是了解其間聯準會做了多少首開先例、不計後果代價只求穩住危機的大動作

    said on 

  • 0

    Se la politica nelle democrazie postmoderne, almeno quelle più avanzate, si è ormai specializzata nell'amministrazione della spesa pubblica per il mantenimento di un sistema di benessere diffuso, allora un'infarinatura di economia (quello che gli specialisti chiamano "alfabetismo economico") è un ...continue

    Se la politica nelle democrazie postmoderne, almeno quelle più avanzate, si è ormai specializzata nell'amministrazione della spesa pubblica per il mantenimento di un sistema di benessere diffuso, allora un'infarinatura di economia (quello che gli specialisti chiamano "alfabetismo economico") è un dovere civico cui dovremmo essere iniziati fin dalle scuole elementari. In altre parole, se i programmi elettorali dei partiti politici si differenziano ormai solo nei piani di spesa, capirne la praticabilità e saperne cogliere i possibili effetti dovrebbe essere strumento di ogni buon cittadino. Il libro di Roubini e Mihm è un'ottima introduzione ai principi dell'economia politica e del sistema finanziario globale. Senza ricorrere a una sola formula né accennare a complessi modelli congiunturali, bensì in modo sempre comprensibile ai più, i due autori colmano tutte le lacune dell'"analfabeta economico" con un racconto avvincente della crisi esplosa nel 2008. Se il libro dovesse comunque risultare difficile per qualcuno, questo dovrebbe accadere solo dopo i primi capitoli. Nei successivi la trattazione si fa più tecnica, come è inevitabile che avvenga se si discutono soluzioni concrete alle debolezze del sistema finanziario attuale. D'altra parte, per chi si accontenti della critica al sistema, i primi capitoli sono più che sufficienti.
    L'autore principale Nouriel Roubini, professore all'università di New York, è assurto a richiestissimo "guru" finanziario dopo aver pronosticato la crisi mondiale anni prima che accadesse (la quarta di copertina riporta questo riconoscimento dal premio Nobel Paul Krugman). In realtà Roubini, lungi dal fregiarsi di capacità profetiche, fa della sistematicità e quindi della facile prevedibilità delle crisi finanziarie un tema ricorrente del suo libro. In ciò riprende l'altro best-seller di economia del 2010, "This Time Is Different" (ovvero le ultime parole famose), di Carmen Reihnardt e Kenneth Rogoff. Altro importante filo conduttore dell'opera è l'idea che le interazioni globali favoriscano il rischio sistemico. Da qui Roubini deriva svariate proposte per scomporre il sistema in diversi compartimenti più o meno isolati, in modo che un crollo locale non abbia a propagarsi in tutto il mondo. Una meritevole crociata i due autori la compiono nei confronti dei "prestigiatori" di Wall Street, invocando trasparenza nel mercato dei prodotti finanziari.
    Quello che si apprezza di Roubini è l'onestà della sua analisi e la concretezza delle sue proposte. Sul primo punto, nel contesto di una stucchevole battaglia ideologica fra neoliberisti e neokeynesiani che perdura tutt'oggi, è ottima la risposta che diede al giornalista del Financial Times Gilliam Tett nel maggio 2010: «sulle questioni economiche sono "centrista" perché sono convinto che i governi debbano mettere mano al portafogli nei periodi di crisi per sostenere il sistema, in linea con gli ideali economici keynesiani, ma sono altresì convinto che quando una crisi è finita si dovrebbe tornare a un approccio liberista, secondo quanto insegna la cosiddetta "scuola austriaca". C'è un gran dibattito fra keynesiani e liberisti. Ma io sono pragmatico ed eclettico. È tutta una questione di tempistica».
    In conclusione, "La crisi non è finita" (Crisis Economics il titolo originale) è un libro che vale interamente il suo prezzo, anche per coloro che dovessero abbandonarlo a metà.

    said on