Cristo si è fermato a Eboli

Di

Editore: Einaudi (Tascabili, 40)

4.1
(4345)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 242 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Olandese

Isbn-10: 880612207X | Isbn-13: 9788806122072 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Aldo Marcovecchio ; Prefazione: Jean-Paul Sartre , Italo Calvino

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
E' la cronaca, trasfigurata in senso lirico e meditativo, di un soggiorno coatto in Lucania, cui l'autore fu costretto negli anni 1935-1936, perché militante di Giustizia e Libertà e condannato per attività antifascista.
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  • 5

    Bellissimo racconto storico, antropologico, politico, ambientato nella Lucania che diventa simbolo della questione meridionale già presente nell'autore durante il confino.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo nell'Italia meridionale, più precisamente in Lucania, durante il fascismo..
    Descrizioni dettagliate dei personaggi e dei luoghi, in particolare le pagine che raccontano della città di Mate ...continua

    Uno sguardo nell'Italia meridionale, più precisamente in Lucania, durante il fascismo..
    Descrizioni dettagliate dei personaggi e dei luoghi, in particolare le pagine che raccontano della città di Matera, la città dei Sassi, delle grotte dove uomini e animali vivevano insieme, in condizioni di degrado e di miseria assoluta, mi hanno colpito molto..
    Carlo Levi,ci racconta i suoi due anni di confino a Gagliano, descrive come la gente allora
    viveva, dimenticata dallo Stato, dove credenze e superstizioni spesso avevano il sopravvento, dove inimicizie e odi si tramandavano di padre in figlio, dove chi era contadino, si spaccava la schiena lavorando terre aride e ingrate...per poi più delle volte dover soccombere alla malaria...
    Il titolo non potrebbe essere più azzeccato e descrive benissimo le condizioni di questo pezzo di mondo, dimenticato da tutti, anche da Cristo, che si è fermato ad Eboli, confine e fine di tutto...

    ha scritto il 

  • 5

    "è un libro che devi leggere perché è molto bello anche se un poco triste. spero che ti piaccia e con ciò ti auguro buon anno, maria pia". questa la dedica sul libro; l'anno era quello dei miei 18 ann ...continua

    "è un libro che devi leggere perché è molto bello anche se un poco triste. spero che ti piaccia e con ciò ti auguro buon anno, maria pia". questa la dedica sul libro; l'anno era quello dei miei 18 anni, maria pia era un'amica di mia nonna, ferocemente ironica e disincantata come solo i romani autentici sanno esserlo. passava da casa nostra tutti i giorni (abitava al piano di sopra) e ci faceva morire dal ridere coi racconti sulle corna che il marito le metteva e che lei portava con grande stile e disinvoltura. quanto al libro in sé, sprigiona talmente tante forze telluriche e ctonie che per me è impossibile resistergli.

    ha scritto il 

  • 4

    Carlo Levi mistico

    Cristo si è fermato a Eboli, prima d'essere il trattato antropologico e sociologico cui lo riducono le letture più volgari, è il resoconto d'un'esperienza mistica, d'un crescente distacco dalle cose t ...continua

    Cristo si è fermato a Eboli, prima d'essere il trattato antropologico e sociologico cui lo riducono le letture più volgari, è il resoconto d'un'esperienza mistica, d'un crescente distacco dalle cose terrene e dall'io reso possibile dalla caduta in un luogo desertico e senza tempo, abitato da fantasmi più che da uomini.

    ha scritto il 

  • 4

    Se fosse solo il resoconto di un anno di confino questo libro avrebbe perso presto la sua fama. Invece è un canto d'amore. Un canto, perchè Levi scrive con una lingua poetica, affascinante e affascina ...continua

    Se fosse solo il resoconto di un anno di confino questo libro avrebbe perso presto la sua fama. Invece è un canto d'amore. Un canto, perchè Levi scrive con una lingua poetica, affascinante e affascinata, sonora. D'amore, perchè Levi si innamora della realtà che incontra. Non la studia, non la analizza, non la mette sotto il bisturi. Un amore difficile, perchè la realtà contadina della Basilicata di quegli anni è ostica, spigolosa. Ma Levi non recede. Da manuale il modo in cui interiorizza il magico - mai criticato ma sempre descritto come dato di fatto. Ciò che è reale per tutti gli abitanti di un luogo, d'altra parte, è reale per definizione e Levi, che non vuol restare congelato nel ruolo di osservatore semplicemente accetta il ruolo della magia.
    E' un libro ferocemente antifascista, pur senza quasi mai nominare il fascismo. E' il regime a incolparsi da solo, visto che su queste montagne la sua retorica cade nuda e resta solo l'eterna sopraffazione dei potenti sugli umili, giustificata da belle parole non tanto diverse da quelle che l'hanno preceduta.
    Un atto d'accusa, anche, sommesso ma deciso. Per tutti quelli per cui "la questione meridionale" era uno slogan da urlare dai pulpiti. A nessuno di loro gli abitanti di Gagliano avranno mai chiesto di restare, tornare.

    ha scritto il 

  • 2

    Purtroppo non sono riuscita a farmi coinvolgere da questo libro, scritto magistralmente tratta di temi che non mi sono entrati nel cuore, quindi per me la lettura è stata un pò pesante. Le descrizioni ...continua

    Purtroppo non sono riuscita a farmi coinvolgere da questo libro, scritto magistralmente tratta di temi che non mi sono entrati nel cuore, quindi per me la lettura è stata un pò pesante. Le descrizioni sono state comunque magnifiche.

    ha scritto il 

  • 5

    Un potente e magnifico resoconto di una terra abitata da ruoli e figure statiche più che da uomini, dove la cultura, lo Stato, e nemmeno la religione (quella cristiana ma anche quella greca e romana) ...continua

    Un potente e magnifico resoconto di una terra abitata da ruoli e figure statiche più che da uomini, dove la cultura, lo Stato, e nemmeno la religione (quella cristiana ma anche quella greca e romana) sembrano averla toccata. Tutto è immutabile da secoli, il tempo è fermo e la vita è abnegazione e miseria, senza futuro, in un eterno e plumbeo presente. Uno spaccato efficace della Lucania all'epoca fascista - ma ferma a quasi un millennio prima - laddove i ritmi di vita e le relazioni tra gli uomini marciano al ritmo di una musica sotterranea e sconosciuta. Un romanzo strepitoso oltreché un perfetto saggio di antropologia sociale.

    ha scritto il 

  • 5

    L'intellettuale Levi confinato perché antifascista

    L'intellettuale torinese Carlo Levi, convinto antifascista, viene messo al confino in Lucania. Siamo nel 1935. Qui, nel paese di Aliano, scoprirà l'umanità contadina del mezzogiorno, vivrà con una pop ...continua

    L'intellettuale torinese Carlo Levi, convinto antifascista, viene messo al confino in Lucania. Siamo nel 1935. Qui, nel paese di Aliano, scoprirà l'umanità contadina del mezzogiorno, vivrà con una popolazione da sempre vissuta ai margini della storia, dimenticata e rimasta sepolta per millenni sotto il peso dell'ingiustizia sociale e dell'indifferenza politica.
    "- Noi non siamo cristiani, - essi dicono, - Cristo si è fermato a Eboli - . Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo... [...] Noi non siamo cristiani, non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma..."
    Questo libro racconta, come in un viaggio al principio del tempo, la scoperta di una diversa civiltà. E' quella dei contadini del Mezzogiorno: fuori della Storia e della Ragione progressiva, antichissima sapienza e paziente dolore. Vi si esprime una visione complessa, nella quale gli infiniti punti di vista sono legati assieme, riuniti nel consenso delle cose. Il lettore può trovarvi insieme una ragione di poesia, un modo di linguaggio, uno specchio dell'anima, e la chiave di problemi storici, economici, politici e sociali altrimenti incomprensibili. Un libro che tocca il cuore, che ci fa comprendere la reale percezione delle cose, dei rapporti umani, dello scorrere del tempo.
    Capolavoro di umanità. Ecco come definirei in poche parole questa straordinaria opera autobiografica di Carlo Levi. Nel 1935 Levi, medico, pittore e intellettuale, viene mandato al confino in Lucania, prima a Grassano, poi a Gagliano. Vi rimarrà per circa un anno. Il libro, pubblicato nel 1945, è il poetico resoconto di questo periodo della sua vita e rappresenta una delle più importanti e coinvolgenti testimonianze sulle condizioni del Meridione nella prima metà del Novecento. Levi narra i suoi casi e l'incontro con questa "gente mite, rassegnata e passiva, impenetrabile alle ragioni della politica e alle teorie dei partiti", usando la prima persona. Lo fa col distacco scientifico di un competente etnologo che ci descriva in maniera esauriente gli usi e costumi di una popolazione ignota e le necessarie partecipazione e simpatia emotive del narratore e dell'uomo di cultura. La fanno da padrone miseria, arretratezza, diffidenza verso lo straniero, solitudine. Gagliano, Grassano, la Lucania appare agli occhi dei lettori come una terra dimenticata, remota, sconosciuta. Cristo si è fermato a Eboli ebbe subito un grande successo conseguendo fama in tutto il mondo. Nel 1979 Francesco Rosi diresse l’omonimo film interpretato da Gian Maria Volontè, Irene Papas, Alan Cuny, Lea Massari e Paolo Bonacelli. La terra lucana di confine e l’antica civiltà contadina fu affidata alla fotografia del Premio Oscar Pasqualino De Santis. Secondo le sue ultime volontà Carlo Levi riposa nel cimitero di Aliano, lo stesso nel quale durante il periodo del confino si vedeva dipingere in compagnia del cavalletto e dei colori. “Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia. Spinto qua e là alla ventura, non ho potuto finora mantenere la promessa fatta, lasciandoli, ai miei contadini, tornare fra loro, e non so davvero se e quando potrò mai mantenerla”.

    ha scritto il 

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