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Cristo si è fermato a Eboli

Di

Editore: Mondadori

4.1
(4004)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000031904 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Capolavoro

    Un capolavoro, sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista della analisi sia sociale che politica inquadra alla perfezione la "questione meridionale" di allora ed esprime inoltre dei concetti che sott ...continua

    Un capolavoro, sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista della analisi sia sociale che politica inquadra alla perfezione la "questione meridionale" di allora ed esprime inoltre dei concetti che sotto molti aspetti sono validi ancora oggi a settant'anni di distanza.

    ha scritto il 

  • 5

    Si tratta di un libro preso con il sentimento del "si vedrà". Reduce da un esame di letteratura del Novecento e pervasa dallo spirito del "devo rimettermi in pari leggendo i capolavori che mi mancano ...continua

    Si tratta di un libro preso con il sentimento del "si vedrà". Reduce da un esame di letteratura del Novecento e pervasa dallo spirito del "devo rimettermi in pari leggendo i capolavori che mi mancano", sono rimasta affascinata dagli accurati resoconti di Levi. Inutile dire che pochi giorni dopo averlo terminato sono corsadicorsa a vedermi il film con Volonté per la regia di Francesco Rosi. (E inutile parlare della conseguente delusione per la mancanza di particolari a me cari presenti nel libro: non ci posso far nulla, è il dramma da confronto). Cinque stelle, sì, perché alla cura del contenuto si aggiunge una prodigiosa rifinitura del lessico (sarà la mentalità scientifica del nostro Levi?). E non è poco.

    ha scritto il 

  • 5

    Per i contadini, lo Stato è più lontano del cielo, e più maligno, perché sta sempre dall'altra parte.

    Levi scrisse questo libro nel giro di pochi mesi, dal Natale del '43 all'inizio dell'estate dell'anno successivo. Si tratta di un'autobiografia (seppur non nei minimi dettagli) dei suoi due anni al co ...continua

    Levi scrisse questo libro nel giro di pochi mesi, dal Natale del '43 all'inizio dell'estate dell'anno successivo. Si tratta di un'autobiografia (seppur non nei minimi dettagli) dei suoi due anni al confino, in Lucania, al quale venne condannato per la sua attività antifascista.
    Le pagine di questa sorta di diario scorrono pervase da paesaggi, colori e suoni propri di una terra, la Basilicata, e più in particolare di uno dei suoi piccoli paeselli fatti di casette a strapiombo sulla roccia arsa, Gagliano (è un nome adattato per assonanza). Questo piccolo borgo è il punto focale da cui si irradiano storie, resoconti, pensieri, riflessioni. L'affresco delle esistenze di quegli uomini e quelle donne, miseri, incolti, malati, delle loro mancanze, speranze, illusioni, il fascino delle antiche credenze e superstizioni, sempre vive seppur in contrasto con la modernità. Inevitabile calarsi nella vita del paese, farsi amici i poveri soprattutto, i bisognosi, i bambini e le donne, vittime di se stesse e delle loro sfortune ma comunque sempre tanto forti da scacciare dietro l'uscio l'ombra del demonio.
    Terre talmente lontane, non solo dalla modernità, ma da qualsiasi minima forma di cultura e progresso da far pensare, appunto, che quel Dio sempre prodigo non le abbia mai raggiunte.
    Isolate e lasciate a se stesse, vicine a Roma solo per interesse ma tanto lontane, abbandonate a quel destino che forse, solo la forza della loro gente potrà, col tempo e dolorosa pazienza, scacciare...

    Ci sono libri ben scritti e libri interessanti che riescono a darti e lasciarti molto. Quando questi elementi coesistono, per me, esiste inevitabilmente il capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Una finestra su una realtà dimenticata

    Levi racconta in prima persona cos'è stato passare da una società semi civilizzata ad una terra dimenticata da Dio, il tempo si è fermato e i riti magici sopperiscono alla mancanza della scienza medic ...continua

    Levi racconta in prima persona cos'è stato passare da una società semi civilizzata ad una terra dimenticata da Dio, il tempo si è fermato e i riti magici sopperiscono alla mancanza della scienza medica.
    Obbligato al confino per un anno in uno sputo malarico in cima ad un roccione della Lucania, dove il paese non è altro che una strada di case che termina con una frana, Levi si rende subito conto dell'odio recondito che ogni paesano incuba verso l'altro e ce lo racconta in modo da farcelo comprendere, non ci serve la verità sul piatto.
    I ragionamenti dello scrittore, pittore e medico occasionale, si srotolano pagina per pagina, accompagnandoci nella lettura antropologica di una realtà che vive all'interno dello Stato nonostante esso si sia dimenticato completamente di lei.
    Un paese che ha come santi protettori la Madonna Nera di Viaggiano e il presidente americano Roosevelt, dio pagano di un eden irraggiungibile.
    Ho apprezzato tantissimo questo libro, una finestra aperta su un pezzo di realtà dimenticata e su un territorio di cui mi chiedo tutt'ora cosa ne sia stato in questi ultimi ottanta anni, oltre alla scoperta del petrolio.
    Lo stile narrativo e descritto di Levi non è mai pesante e affascina per la sua accuratezza e ricchezza morfologica.

    ha scritto il 

  • 4

    Cristo si è fermato a Eboli

    A contatto con l'arretratezza eterna della Lucania, il medico e pittore Levi, per quanto confinato, si presta ad aiutare i contadini rassegnati a piegare la testa, tra soprusi, autorità oppressive, ma ...continua

    A contatto con l'arretratezza eterna della Lucania, il medico e pittore Levi, per quanto confinato, si presta ad aiutare i contadini rassegnati a piegare la testa, tra soprusi, autorità oppressive, malaria, senso di ingiustizia che viene dalle azioni dello Stato e contro il quale per la gente del posto non ha senso opporsi, così come non ci si può opporre alla grandine o al destino. Libro attuale.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro eccezionale

    Evidentemente c'è qualcosa di straordinario nei Levi di Torino. Basti pensare a Primo o a Natalia e naturalmente a Carlo. Mi sono innamorato di questo libro, prima come audiolibro, poi sono passato al ...continua

    Evidentemente c'è qualcosa di straordinario nei Levi di Torino. Basti pensare a Primo o a Natalia e naturalmente a Carlo. Mi sono innamorato di questo libro, prima come audiolibro, poi sono passato alla versione cartacea e fra poco mi vedrò pure il film con Gian Maria Volontè. Lo consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    "E pensavo che si dovrebbe scrivere una storia di questa Italia, se è possibile scrivere una storia di quello che non si svolge nel tempo: la sola storia di quello che è eterno e immutabile, una mitol ...continua

    "E pensavo che si dovrebbe scrivere una storia di questa Italia, se è possibile scrivere una storia di quello che non si svolge nel tempo: la sola storia di quello che è eterno e immutabile, una mitologia."

    ha scritto il 

  • 5

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2014/10/leggiamo-cristo-si-e-fermato-eboli.html
    Ho voluto leggerlo dopo averne più volte sentito parlare nel corso della mia visita alla pittoresca città ...continua

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2014/10/leggiamo-cristo-si-e-fermato-eboli.html
    Ho voluto leggerlo dopo averne più volte sentito parlare nel corso della mia visita alla pittoresca città di Matera. Un racconto autobiografico dei due anni trascorsi dall'autore, alla metà degli anni Trenta, al confino in Lucania, tra i paesi di Grassano e Aliano (nel libro Agliano), in provincia di Matera, una terra povera al punto da essere definita "dimenticata da Dio". Il titolo riassume perfettamente il messaggio ricorrente del libro: il problema meridionale, non solo una denuncia, ma anche il racconto di una vita, quasi rassegnata, di chi vi abita.
    Eboli è un paese in provincia di Salerno, dove la strada e il treno abbandonano la costa e il mare per addentrarsi nelle desolate terre di Lucania, dove gli abitanti non si ritengono cristiani (espressione con cui da queste parti ci si riferisce agli uomini), ma bestie. Eboli rappresenta quindi una sorta di confine tra due mondi così diversi seppur facenti parte dello stesso Paese.
    Una descrizione meticolosa, ma mai noiosa, ci permette di conoscere persone, luoghi e avvenimenti, spesso attraverso il racconto di storie, credenze, leggende e superstizioni tipiche di una civiltà prettamente contadina che vive nell'incubo della malaria. Levi con i suoi ricordi, precisi nonostante il libro sia stato scritto circa una decina di anni dopo, suscita forti emozioni. Forte è il contrasto tra la sua figura di medico e persona colta con quella del mondo arcaico nel quale si ritrova costretto a vivere. La sua intelligenza traspare in continuazione: dal sapere adattarsi alla nuova condizione alla voglia di conoscere le persone e non limitarsi ai giudizi ricevuti; inoltre non scrive mai una parola di troppo contro il regime che l'ha condannato.
    Come gli abitanti di Agliano, anche io avrei voluto che Levi al termine del confino non fosse salito sul treno per tornare a casa, per poter conoscere altri fatti e altre persone povere economicamente, ma ricche di valori.

    ha scritto il 

  • 3

    Fa parte delle mie letture di libri per grandi fatte da bambino e come tutte le altre fatte lo ricordo nitidamente anche nei particolari.

    E' una cronaca del suo confino forzato come antifascista a Ebo ...continua

    Fa parte delle mie letture di libri per grandi fatte da bambino e come tutte le altre fatte lo ricordo nitidamente anche nei particolari.

    E' una cronaca del suo confino forzato come antifascista a Eboli un paesino della Lucania dimenticato da Dio e dagli uomini.

    Talmente datato ed autobiografico che non è possibile andare oltre le tre stelline che per la verità sono anche un po' stiracchiate, e poi comunque l'autore non ha certo la stoffa del nipote Primo.

    ha scritto il 

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