Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Cristo si è fermato a Eboli

Di

Editore: Einaudi (Tascabili, 40)

4.1
(4048)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 242 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 880612207X | Isbn-13: 9788806122072 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Aldo Marcovecchio ; Prefazione: Jean-Paul Sartre , Italo Calvino

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

Ti piace Cristo si è fermato a Eboli?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
E' la cronaca, trasfigurata in senso lirico e meditativo, di un soggiorno coatto in Lucania, cui l'autore fu costretto negli anni 1935-1936, perché militante di Giustizia e Libertà e condannato per attività antifascista.
Ordina per
  • 5

    Lo spunto è stata la mia vacanza last minute in Basilicata, terra che non conoscevo affatto e che ho trovato affascinante, nuda, solare, spopolata, semplice, con il turismo poco sviluppato, e terribil ...continua

    Lo spunto è stata la mia vacanza last minute in Basilicata, terra che non conoscevo affatto e che ho trovato affascinante, nuda, solare, spopolata, semplice, con il turismo poco sviluppato, e terribilmente calda. Inevitabile, al ritorno, procurarmi una copia di questo classico, nel quale ho ritrovato le mie sensazioni e ho scoperto la loro genesi. La storia è nota: durante il fascismo il pittore e intellettuale torinese Carlo Levi viene inviato al confino in Lucania, prima a Grassano e poi a Gagliano (oggi Agliano), nel quale si narra la vicenda, due sperduti paesini dell'entroterra poverissimo, abitati da contadini rassegnati al loro destino di miseria e tuttavia portatori di una saggezza popolare che gli permette di tirare avanti a dispetto delle calamità più terribili, quali la fame, le malattie endemiche, le estati torride e gli inverni gelidi, la terra arida e improduttiva, lo Stato assente e anzi avverso. Accanto ai contadini abitano il paese alcuni esponenti della classe media che, lungi dall'essere promotori del progresso, non fanno che vivere grettamente, sfruttando la miseria e l'ignoranza dei contadini per i loro miseri tornaconto e le loro meschine manie di prestigio. Chi può fugge in cerca di una vita migliore, al Nord o meglio in America, e chi rimane non è certo la parte migliore.
    Carlo Levi, che si era laureato in medicina, pur non avendo esercitato la professione, per necessità deve diventare il medico di quei disgraziati, perché di due medici del paese non sono che inutili e meschini "medicaciucci", intenti solo al loro prestigio e tornaconto, molto più preoccupati delle loro parcelle che della salute dei loro pazienti. E sì che le malattie non mancano, la malaria è ovunque e gli accorgimenti che potrebbero arginarla, benché noti e poco costosi, non sono messi in pratica perché chi avrebbe autorità (il podestà, i medicaciucci, lo Stato insomma) fa finta di non vedere, anzi, peggio, ignora e basta la condizione tragica dei contadini.
    Un pugno allo stomaco insomma, se si pensa che stiamo parlando di una realtà che risale a meno di 80 anni fa. Tra le tante descrizioni, risalta anche quella di Matera, con le sue terribili condizioni di vita, la situazione igienica pessima e le malattie che ne conseguivano, che pesantemente stride con il volto di capitale europea della cultura che le è stato attribuito per il 2018.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande letteratura

    I poveri e il potere; i poveri e la storia; la morale; l'America; la magìa; la superstizione; il brigantaggio.
    Sembrano storie di secoli fa, addirittura millenni, e invece i bambini di cui parla Levi ...continua

    I poveri e il potere; i poveri e la storia; la morale; l'America; la magìa; la superstizione; il brigantaggio.
    Sembrano storie di secoli fa, addirittura millenni, e invece i bambini di cui parla Levi sono la generazione a metà tra mio nonno e mio padre.
    Uno straordinario trattato di antropologia. Un libro che dovrebbe essere parte integrante dei programmi di storia nelle nostre scuole (come lo dovrebbe essere UN ANNO SULL'ALTIPIANO per raccontare la prima guerra mondiale): la realtà contadina del sud d'Italia descritta e narrata con intensità e trasporto. Le nostre radici, così vicine così lontane. Grande letteratura.

    ha scritto il 

  • 5

    Prorompente

    Un capolavoro. Semplicemente stupendo. Un salto nel passato. In luoghi senza tempo, memoria di un Sud che alberga nel patrimonio genetico di chi ha vissuto il mondo contadino sino a pochi decenni addi ...continua

    Un capolavoro. Semplicemente stupendo. Un salto nel passato. In luoghi senza tempo, memoria di un Sud che alberga nel patrimonio genetico di chi ha vissuto il mondo contadino sino a pochi decenni addietro.
    Una forza centripeta, ancestrale, catapulta immediatamente il lettore dentro un potente paesaggio metaforico, dove l'unica strada (lo Stato) porta alla frana, dove il paese frana perché e' "fatto dalle ossa dei morti", dove la chiesa (il Credo) e' crollata nel burrone.
    Dinamiche le descrizioni, dalla vorticosa danza al suono della zampogna, l'unica dell'anno, di due fidanzati, al paesaggio di Matera visto da una donna, medico dalla razionale cultura piemontese, che, mentre scende verso gli abissi di un girone dantesco scavato "nell'imbuto all'incontrario" dei Sassi, inseguita da bambini malati che chiedono chinìno, incrocia occhi di altre donne che, apparendo tra usci e botole, mostrano sguardi rassegnati di sopravvissute.
    Potente la voce data agli elementi naturali, "dal fondo dei burroni il vento saliva con i suoi vortici, (...) penetrava nelle ossa e si perdeva, ruggendo, nelle gole dei camini", "la notte, solo nella mia casa lo ascoltavo: un grido senza interruzione, un urlo, un lamento" che, metaforicamente, da' voce alla passività ed alla rassegnazione di un mondo lasciato a se stesso, che va avanti per inerzia.
    Ogni personaggio, dall'incantatore di lupi a Donna Caterina, dalla Madonna nera di Viggiano alla strega Giulia, dai tre barbieri ai monachicchi, dal sanaporcelle al postino anticensura, penetra nell'anima.
    L'emigrazione, il brigantaggio, le credenze popolari, il confino, la stregoneria, la condizione meridionale, il rapporto tra il mondo contadino e lo Stato sono osservati ed affrontati dall'autore piemontese, confinato oltre Eboli, con nuova personale prospettiva che ne influenzerà, altrove, l'opera e la visione politica.

    ha scritto il 

  • 5

    Non per ragazzi

    Letto per la prima volta quando avevo 15 anni su consiglio del mio professore di lettere. Era un insegnante straordinari,o ma quella volta fece un errore. E' chiaro che un quindicenne milanese non è i ...continua

    Letto per la prima volta quando avevo 15 anni su consiglio del mio professore di lettere. Era un insegnante straordinari,o ma quella volta fece un errore. E' chiaro che un quindicenne milanese non è in grado di capire questo libro ed infatti allora non lo capii; lo classificai fra i libri noiosi ...
    Oggi che il quindicenne milanese è diventato un cinquantenne varesino posso dire che si tratta di un libro bellissimo.

    ha scritto il 

  • 0

    Si tratta della memoria di essere stati bestie e Dei allo stesso tempo, di quando i nomi e le parole avevano un potere magico, con fichi secchi si facevano collane e Roosevelt ed il brigantaggio erano ...continua

    Si tratta della memoria di essere stati bestie e Dei allo stesso tempo, di quando i nomi e le parole avevano un potere magico, con fichi secchi si facevano collane e Roosevelt ed il brigantaggio erano presenze immanenti più che fatti storici reali. Da ricordare il sanaporcelle, l'indovinante, i cupi-cupi, l'abracadabra dei contadini lucani e la malattia dell'arco. Una tragedia senza teatro, col tempo fermo nell'oggi ed il futuro che era solo una filastrocca irreale di suoni simili: crai, pescrai, pescriddi, pescruflo, maruflo, maruflone, maruflicchio!

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo

    Quando ho finito questo libro mi sono detta: " e adesso?". Forse se non avessi visitato Matera, non sarei stata in grado di cogliere questo libro a pieno, invece sono riuscita ad immedesimarmi complet ...continua

    Quando ho finito questo libro mi sono detta: " e adesso?". Forse se non avessi visitato Matera, non sarei stata in grado di cogliere questo libro a pieno, invece sono riuscita ad immedesimarmi completamente nei luoghi, nei paesaggi e nei personaggi! Mi è piaciuto moltissimo, uno dei più bei libri che abbia letto.

    ha scritto il 

  • 5

    A parte due-tre punti in cui mi sono annoiata (descrizioni molto dettagliate di eventi storici, e una parte naturalistica) per il resto questo libro mi è piaciuto davvero tanto.
    Avevo un po’ timore ch ...continua

    A parte due-tre punti in cui mi sono annoiata (descrizioni molto dettagliate di eventi storici, e una parte naturalistica) per il resto questo libro mi è piaciuto davvero tanto.
    Avevo un po’ timore che fosse impegnativo e che non riuscissi ad appassionarmi, ma poi mi sono ritrovata a figurarmi in modo così vivido i luoghi, l’atmosfera, le vite dei contadini e dei signori incontrati da Levi in questo soggiorno forzato a Gagliano, negli anni ’30. Proprio le parti più “paesane”, le descrizioni di persone, usanze, luoghi...sono quelle che ho preferito. Non mancano le interessanti riflessioni di Levi sul Meridione e sullo Stato (e il suo mal-funzionamento) e la posizione dei contadini nei confronti delle istituzioni.

    ha scritto il 

  • 4

    La tristezza lucana ben raccontata

    Teoricamente un libro del genere potrebbe essere per tanti aspetti confrontato con Furore di Steinbeck, proprio per il peso specifico che assume dal punto di vista storico il romanzo di Levi. La vita ...continua

    Teoricamente un libro del genere potrebbe essere per tanti aspetti confrontato con Furore di Steinbeck, proprio per il peso specifico che assume dal punto di vista storico il romanzo di Levi. La vita del popolo lucano degli anni '30 lontana anni luce dal mondo cittadino ed in particolare l'epopea statica (e non dinamica come per Furore) descritta nei dettagli più umani, coloriti, vissuti. La storia di un uomo che impara a conoscere i valori di gente remota, ignorante, abbandonata da Dio e dagli uomini e impara ad amarli. Certo, non cederà alle finali lusinghe del posto, rinunciando ad una scelta di vita radicale (come biasimarlo), pertanto alla fine i lucani ed in generale i meriodionali "passano per simpaticissimi, fantastici, caldi, veri, ecc... ma col cacchio che ci vivrei in un posto del genere".
    Ecco, il succo è questo. Il sud nella storia è sempre un luogo oscuro e preoccupante, passano i decenni ma i concetti poco cambiano.
    Straordinaria la descrizione della città di Matera, una sorta di meraviglioso girone infernale dantesco, con più in generale la lucania, odierna Basilicata, che conferma la sua infinita tristezza e la sua mancanza di qualità, terra di mezzo tra regioni più fortunate, oscillante tra freddo montano e calura meridionale. Un paradiso a metà, quindi per diritto un inferno.
    Lo stile dell'opera tuttavia non appare così caratterizzante come il romanzo di Steinbeck, la rilevanza storica surclassa quella narrativa non rendendo epico un testo dal notevole potenziale evocativo. Un libro importante per chi ha voglia di capire l'upgrade sociologico che il nostro disintegrato paese avrebbe raggiunto negli ultimi 50 anni.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Un capolavoro, sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista della analisi sia sociale che politica inquadra alla perfezione la "questione meridionale" di allora ed esprime inoltre dei concetti che sott ...continua

    Un capolavoro, sotto tutti gli aspetti. Dal punto di vista della analisi sia sociale che politica inquadra alla perfezione la "questione meridionale" di allora ed esprime inoltre dei concetti che sotto molti aspetti sono validi ancora oggi a settant'anni di distanza.

    ha scritto il 

Ordina per