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Critica del giudizio

Testo originale a fronte

By Immanuel Kant

(275)

| Others | 9788842053316

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Book Description

Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizioneeconomica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni chehanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testooriginale nell'edizione dell'Ac Continue

Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizioneeconomica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni chehanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testooriginale nell'edizione dell'Accademia delle Scienze di Berlino. Traduzione diAlfredo Gargiulo. Revisione della traduzione di Valerio Verra . Introduzionedi Paolo D'Angelo.

12 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Sublime è ciò che, per il fatto di poterlo anche solo pensare, attesta una facoltà dell'animo superiore ad ogni misura dei sensi"
    Andare oltre la potenza di frasi come queste è molto, molto difficile. Specie se si pensa che Kant, a cavallo tra sette ...(continue)

    "Sublime è ciò che, per il fatto di poterlo anche solo pensare, attesta una facoltà dell'animo superiore ad ogni misura dei sensi"
    Andare oltre la potenza di frasi come queste è molto, molto difficile. Specie se si pensa che Kant, a cavallo tra sette e ottocento, è stato capace di scrivere un'opera di tale portata, di tale potenza tematiche talmente complesse da sembrare al di là delle capacità umane. Quello che si ricava è una umanità così profonda, un ritorno al soggetto, potenziato dalla ricerca dell'oggettività ma da essa mai annichilito, da rimanere colpiti nel profondo.
    Quello che consiglio, a chi voglia leggere quest'opera, è di non fermarsi, non lasciare, perché dopo magari 10-15 pagine di noia assoluta, Kant lascia una mezza riga che ti fulmina, come quella sopra riportata. Si avverte attraverso quelle righe un genio al di là dei secoli che sono passati dalla pubblicazione delle sue opere.

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    Francesco Finucci said on Jan 5, 2012 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Kant....se solo il mio prof. di filosofia sapesse che mi sono innamorata di Kant, riderebbe!!

    La "Critica della Ragion Pura" ha concluso che quella natura che dominiamo con la scienza è soltanto fenomenica, è la realtà come appare allo spirito umano; il mondo noumenico, il mondo delle cose-in-sé è invece quello al quale apparteniamo come sogg ...(continue)

    La "Critica della Ragion Pura" ha concluso che quella natura che dominiamo con la scienza è soltanto fenomenica, è la realtà come appare allo spirito umano; il mondo noumenico, il mondo delle cose-in-sé è invece quello al quale apparteniamo come soggetti morali ed è quello che ha concluso la "Critica della Ragion Pratica", ma di questo mondo non abbiamo conoscenza; fra i due mondi c’è un "abisso immenso".

    Ora, la "Critica del Giudizio" si domanda se non vi siano vie per superare questo "abisso", questa "spaccatura". Superare l’abisso vorrebbe dire cogliere un riflesso di intelligibilità nella natura anche là dove non arriva l’intelligibilità portata dalle nostre categorie., cogliere un’intelligibilità anche in ciò che negli oggetti deriva dalla materia della conoscenza. Si tratta di vedere se anche i particolari attestati dalle intuizioni empiriche non portino in sé una traccia di intelligibilità; le vie per arrivare a questa persuasione non sono evidenze scientifiche, ma l’ordine della natura e la bellezza: tali sono appunto gli oggetti di studio della "Critica del Giudizio".

    Il "noumeno" è teoreticamente inconoscibile, può avere solo realtà pratica; la "Critica del Giudizio" è il tentativo di mediare il mondo fenomenico con il mondo noumenico. Vi è dunque una terza facoltà intermedia fra l’intelletto (facoltà conoscitiva teoretica) e la ragione (facoltà pratica): il giudizio, collegato al "sentimento puro".

    Vi sono due tipi di giudizio (per giudizio Kant intende la facoltà dell’uomo in cui si scopre l’accordo degli oggetti di natura con le libere finalità etiche della ragione).

    Giudizio determinante - In tale giudizio sono dati sia il particolare (molteplice sensibile), sia l’universale (le categorie e i principi a-priori). È il giudizio scientifico nel quale l’universale è già posseduto dall’intelletto che lo applica al molteplice delle intuizioni.
    Giudizio riflettente - È il giudizio in cui è dato solo il particolare, l’universale è da ricercare, va trovato. Tale principio "universale" della "riflessione" equivale alle "Idee della Ragione" nel loro uso "regolativo". Il principio guida a-priori per giungere all’universale nei giudizi riflettenti è l’ipotesi della finalità della natura. Vi sono due modi per scoprire il "finalismo" nella natura:
    la contemplazione della bellezza, ovvero il giudizio estetico. Il giudizio estetico ha una pretesa di universalità, di oggettività e si può specificare attraverso tre definizioni:
    Bello è l’oggetto di un piacere disinteressato;
    Bello è ciò che piace universalmente, perché vale per tutti gli uomini;
    Bellezza è la forma della finalità di un oggetto percepita senza la rappresentazione di uno scopo.
    Il piacere estetico è l’apprensione dell’intelligibilità dell’oggetto attraverso la consapevolezza dell’armonia delle nostre facoltà; è "una finalità senza scopo". Nel piacere estetico una cosa ha senso, cioè intelligibilità, senza sapere precisamente a quale idea essa corrisponda; la finalità è percepita attraverso il sentimento dell’armonia fra le nostre facoltà. La bellezza non è altro che il modo in cui l’uomo sente la finalità del reale.

    Sublime, invece, è "ciò che è assolutamente grande al di là di ogni comparazione"; riguarda quindi ciò che è "informe", cioè illimitato e, come tale, non può essere dato dall’esperienza. Il sublime è in un certo modo presentito quando, di fronte a certi spettacoli naturali che superano il potere della nostra immaginazione, proiettiamo su quest’ultimi quella grandezza assoluta che è propria del sovrasensibile (che è in noi in quanto persone morali appartenenti al mondo intelligibile).

    riflessione sull’ordine della natura, ovvero il giudizio teleologico. Contro il "realismo della finalità" (perché la finalità della natura non può essere dimostrata scientificamente) si afferma la finalità come principio regolativo. Cosa sia in sé la natura non lo sappiamo, perché la conosciamo solo fenomenicamente; tuttavia non possiamo fare a meno di considerarla come finalisticamente organizzata: "per la particolare struttura della mia facoltà conoscitiva io non posso giudicare della possibilità di quelle cose [naturali] e della loro produzione se non pensando ad una causa che agisce intenzionalmente". Poi, una Intelligenza ordinatrice può servirsi di leggi meccaniche per realizzare il suo ordine. L’intelligenza umana che forgia la natura con le sue leggi, senza esaurirne tutti i particolari, sarebbe un riflesso della Intelligenza che ha creato la natura. La considerazione teleologica ha un uso regolativo, euristico, ossia valido "per ricercare le leggi particolari della natura".

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    ♫ Daniela ★ chiuso said on Jul 15, 2011 | 5 feedbacks

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    Un martello, parola per parola, riga dopo riga, capitolo dopo capitolo la costruzione dell'edificio morale è forse la più completa opera di K.
    La possibilità di un fondamento a priori della sfera religiosa, un giudizio che non determini ma renda pos ...(continue)

    Un martello, parola per parola, riga dopo riga, capitolo dopo capitolo la costruzione dell'edificio morale è forse la più completa opera di K.
    La possibilità di un fondamento a priori della sfera religiosa, un giudizio che non determini ma renda possibile una via morale a Dio rappresenta una delle pietre angolari del pensiero filosofico tout court.
    Impossibile da ignorare, fondamentale per non rinunciare alla possibilità di un uomo morale.

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    Piega27 said on Feb 3, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Difficile da capire se non si ha un buon background filosofico alle spalle, la terminologia kantiana è molto complessa.
    Il rigorismo kantiano, in morale come in estetica, è affascinante, e leggere Kant muta profondamente la visione del mondo e della ...(continue)

    Difficile da capire se non si ha un buon background filosofico alle spalle, la terminologia kantiana è molto complessa.
    Il rigorismo kantiano, in morale come in estetica, è affascinante, e leggere Kant muta profondamente la visione del mondo e della fiosofia.
    Affascinante più di tutto il resto la parte sui giudizi teleologici, fa riflettere.

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    Jakdaniel91 said on Jan 9, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    lasciare l'introduzione come ultima lettura

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    zeno said on Dec 15, 2009 | Add your feedback

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