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Critica della ragion pratica

Di

Editore: Laterza (UL 178)

4.1
(229)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000037264 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Capra

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un libro che ha fatto storia. L'intuizione dell'imperativo categorico è una pietra miliare nella storia morale e fa riflettere ancora oggi. Uno dei maggiori problemi di Kant è la scrittura, poichè per ...continua

    Un libro che ha fatto storia. L'intuizione dell'imperativo categorico è una pietra miliare nella storia morale e fa riflettere ancora oggi. Uno dei maggiori problemi di Kant è la scrittura, poichè per quel che se ne dica, non è affatto agevole. Bisogna abituarsi a periodi lunghi, incassati, e a giri di parole interminabili.
    Per quanto riguarda il pensiero espresso, credo che Kant sbagli nel ricercare a priori la regola di condotta. La pragmatica va considerata con il giusto peso, allora si che un principio a priori - l'universabilità del precetto - può essere applicato a una serie di casi concreti: stando a Kant uccidere è sbagliato in ogni caso secondo la legge morale, ma, nel caso in cui si uccidesse una persona che causerebbe milioni di morti, rispettare il precetto significherebbe portare a uno sterminio. Insomma, gli imperativi sono tanti quante le situazioni che ci si presentano.
    Se quindi la Ragion Pratica pecca nel considerare poco la pragmatica, o nel male considerarla, come Kant ritengo che una norma morale si possa trovare, e che il principio di universalità sia applicabile e utile. L'imperativo è un dovere verso gli altri, uno dei perni delle teorie sociologiche.
    La lotta contro l'eteronomia della legge porta anche a responsabilizzare l'uomo e lo invita a pensare.

    ha scritto il 

  • 3

    Il voto dipende da me...

    Non posso dargli 5 stelle semplicemente perché non ci ho letteralmente capito NIENTE.
    Di tutto il libro (pur rileggendo frequentemente una stessa pagina) avrò capito si e no 5 o 6 pagine. Suppongo di ...continua

    Non posso dargli 5 stelle semplicemente perché non ci ho letteralmente capito NIENTE.
    Di tutto il libro (pur rileggendo frequentemente una stessa pagina) avrò capito si e no 5 o 6 pagine. Suppongo di dover leggere prima le altre opere di Kant, per poter meglio affrontare questa, ma fino a che non lo avrò fatto il voto rimarrà 3 stelle.
    A voi futuri lettori non so cosa dire. Forse la vostra esperienza sarà differente, ma se non avete mai letto Kant vi sconsiglio vivamente di cominciare da questo testo.

    ha scritto il 

  • 0

    Kant (e i permalosi)

    Ho sempre pensato che Kant fosse una parte caduca della filosofia.
    - E pensavi benissimo.
    Ma ho sempre fatto di tutto per leggerlo lo stesso.
    - E hai fatto benissimo.
    Mi prendi in giro?
    - Assolutament ...continua

    Ho sempre pensato che Kant fosse una parte caduca della filosofia.
    - E pensavi benissimo.
    Ma ho sempre fatto di tutto per leggerlo lo stesso.
    - E hai fatto benissimo.
    Mi prendi in giro?
    - Assolutamente. Tra un Kant e l'altro, hai avuto altre pensate?
    Da dire a te, me ne guardo bene.
    - (Pochissimo kantiano).

    [scolio, Definizione §1.: "Se per esempio dite a qualcuno che deve lavorare e risparmiare nella giovinezza per non stentare nella vecchiaia: questo è un precetto pratico giusto, e nello stesso tempo importante, della volontà. Ma si vede facilmente ecc."
    Dove mi permetto di sottolineare:
    1. l'altissima cifra comica;
    2. "e nello stesso tempo";
    3. Il "ma" che precede il "facilmente".

    Altroché le prove dell'esistenza di Dio.
    Altroché [ "ignoranti che volentieri s'immischiano di metafisica e poi viene loro il capogiro". Mica vero - del capogiro]

    ha scritto il 

  • 4

    La Volontà

    Di tutti i termini, concetti espressi da Kant ce n'è uno che non usa molto spesso, ma le due, tre righe in cui lo utilizza, quelle di aprono il mondo in due. Questa parola è la Volontà. La critica de ...continua

    Di tutti i termini, concetti espressi da Kant ce n'è uno che non usa molto spesso, ma le due, tre righe in cui lo utilizza, quelle di aprono il mondo in due. Questa parola è la Volontà. La critica della ragion pratica personalmente mi ha colpito meno della ragion pura, ma questo elemento che si subodora nell'opera è così potente e prorompente che è inevitabile non rimanere affascinato, non c'è nulla da fare, che si legga una frase che si vorrebbe scolpire su ogni muro, o che si vaghi in acuto stato di depressione nelle tante lungaggini con cui Kant risponde a critiche giustificate, ingiustificate o inesistenti. Leggere Kant ti fa davvero sentire un nano sulle spalle dei giganti. Immenso.

    ha scritto il 

  • 5

    L'etica più bella , solo Levinas ha saputo far altrettanto ma senza il rigore deduttivo kantiano ,più percezione e fiuto che ragionamento quella levinasiana ma bella anch'essa ;l'etica kantiana è talm ...continua

    L'etica più bella , solo Levinas ha saputo far altrettanto ma senza il rigore deduttivo kantiano ,più percezione e fiuto che ragionamento quella levinasiana ma bella anch'essa ;l'etica kantiana è talmente attraente che gli si perdona perfino la prosa (kantiana)quella sì tremenda anche se pienamente funzionale al ragionamneto sviluppato dal filosofo e ,comunque, saggio imprescindebile di prosa filosofica "vera"

    ha scritto il 

  • 0

    Le meravigliose contraddizioni di Kant

    Da leggere possibilmente dopo aver letto la Critica della ragion pura.
    Si potrà così comprendere appieno la differenza e la continuità tra questi due testi, l'uno in funzione dell'altro.
    Il rigoroso l ...continua

    Da leggere possibilmente dopo aver letto la Critica della ragion pura.
    Si potrà così comprendere appieno la differenza e la continuità tra questi due testi, l'uno in funzione dell'altro.
    Il rigoroso lavoro della Critica della ragion pura emerge chiaramente al servizio di un'etica universale nella Critica della ragion pratica.
    Emerge altresì il Kant religioso, perché la prassi è resa difficile dal rigore della legge morale, vissuto opprimente e contraddittorio come il comandamento biblico.
    Da leggere psicologicamente, come il conflitto tra il Kant romantico ed il Kant rigoroso, tra il Kant scientifico ed il Kant teologo, sullo sfondo delle problematiche riflessioni sul rapporto tra la legge e la libertà.

    ha scritto il 

  • 4

    Sicuramente non è una lettura facile, tantomeno se lo si vuole capire fino in fondo (a tal proposito consiglio vivamente la "Guida alla lettura della Critica della Ragione Pratica" di Filippo Gonnelli ...continua

    Sicuramente non è una lettura facile, tantomeno se lo si vuole capire fino in fondo (a tal proposito consiglio vivamente la "Guida alla lettura della Critica della Ragione Pratica" di Filippo Gonnelli). E' un testo comunque fondamentale, che necessita però di una conoscenza almeno basilare di tutto il sistema filosofico kantiano. Tuttavia, superate le difficoltà interpretative, ci si addentra nell'universo di Kant, un universo ordinato e razionale, quasi matematico, dove ogni proposizione è minuziosamente dimostrata in ogni sua sfaccettatura, e ogni vocabolo è pesato e posizionato perfettamente all'interno della struttura filosofica.

    ha scritto il