Crociera nell'infinito

Urania Collezione 082

Di

Editore: A. Mondadori (Urania Collezione)

3.7
(328)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 373 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Giapponese , Chi tradizionale , Olandese , Tedesco

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sebastiano Fusco

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Se volete scoprire il vero ispiratore di Alien e gli altri film della serie originata da Ridley Scott, questa è la migliore occasione. L'astronave Beagle (battezzata come il brigantino di Darwin) parte per una lunga crociera scientifica e conduce una stupefacente partita di caccia grossa fra mostruosi e intelligenti esemplari di una terrificante fauna galattica. Ogni sezione del romanzo è dedicata a un mostro sempre più potente e spaventoso: il felino Coeurl, gli alati Riim, il misterioso Ixtl e infine Anabis, la creatura che permea della sua essenza distruttrice il cosmo stesso.
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    Coeurl, Riim, Ixtl, Anabis sono le quattro creature incontrate dallo Space Beagle durante la sua odissea nello spazio. Quattro diversi problemi da affrontare, uno più mortale dell’altro, per una spedi ...continua

    Coeurl, Riim, Ixtl, Anabis sono le quattro creature incontrate dallo Space Beagle durante la sua odissea nello spazio. Quattro diversi problemi da affrontare, uno più mortale dell’altro, per una spedizione di ricerca che sembra destinata a confrontarsi solo con esseri molto più evoluti dell’uomo (seppur mai invulnerabili).
    “Crociera nell’infinito”, però, non è solo una storia di guerra umani vs. alieni, è una riflessione molto più profonda e ricca di implicazioni. Una piccola replica della società umana, costituita da soli maschi, viene osservata nelle sue dinamiche, nei suoi conflitti, amplificati dall’ambiente sclerotico, nell’eterno dissidio tra efficientismo e democrazia, nello sforzo di conciliare visioni differenti date dalle particolarità delle singole scienze a cui si aggiunge la presenza dei militari.
    In questo microcosmo si muove il protagonista, Elliot Grosvenor, connettivista, campione di una nuova scienza che mira a sintetizzare l’intero sapere ma anche a esercitare una forte influenza sulla mente umana. Attorno a questa idea si sviluppa la riflessione più forte del libro: un sistema organico di sapere, che induce il senso critico con il condizionamento, può portare a risultati soddisfacenti (in ultima istanza è sempre Grosvenor che fornisce le soluzioni per sconfiggere le creature incontrate nello spazio) ma è poi scevro da pericoli? Non è piuttosto uno strumento che può essere facilmente usato a fin di male?
    Van Vogt non dà una risposta. Si limita a descrivere personaggi e situazioni, in cui non è sempre facile distinguere una buona idea da una cattiva se non a posteriori. I mezzi, insomma, sono giustificati dal fine, ma è lecito accettare mezzi illimitati e attuati anche prevaricando gli altri?
    Un campione di umanità che, in fondo, racconta l’umanità stessa e le questioni mai risolte nel corso della sua lunga storia.

    ---

    Io considero il mio Dipartimento un centro educativo. Le persone che vi entrano con la forza ricevono un insegnamento che lo vogliano o no.
    Ma le creature viventi possono avere dalla loro esistenza delle soddisfazioni che non richiedono macchine.

    Solo degli eventi reali erano suscettibili di apportare cambiamenti nell’atteggiamento di certe persone. Solo vedendo le loro idee mortificate dalla realtà – e non prima – esse sarebbero state pronte, in senso emotivo, ad accettare delle soluzioni più drastiche di quelle preventivate.
    Non era sufficiente possedere informazioni e conoscenza; non era sufficiente nemmeno avere ragione. Gli uomini dovevano essere persuasi e convinti.

    La gente giudica etica o non etica una data cosa soltanto secondo le associazioni che si presentano alla sua mente sul momento, oppure quando considera il problema in retrospettiva. Questo non significa però che nessun sistema etico sia valido. Personalmente, sono favorevole al principio che il nostro criterio di giudizio etico dovrebbe essere il beneficio della maggioranza, a condizione di no ricorrere allo sterminio, alla tortura o alla privazione dei diritti individuali di coloro che non si conformassero a questo principio. La società deve imparare a difendere il malato o l’ignorante.

    ha scritto il 

  • 4

    Crociera nell'infinito è un romanzo di Van Vogt che racchiude in se 4 racconti, ognuno di quali racconta di un incontro con una diversa razza aliena. Il primo di questi lo si può trovare singolarmente ...continua

    Crociera nell'infinito è un romanzo di Van Vogt che racchiude in se 4 racconti, ognuno di quali racconta di un incontro con una diversa razza aliena. Il primo di questi lo si può trovare singolarmente con il titolo "Il distruttore nero" che da solo ne vale la lettura. Anche gli altri sono comunque di altissimo livello. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il pregio di questo libro è di conservare la compattezza del continuum che crea. Negli oltre settant'anni dalla concezione dei racconti che lo compongono e negli oltre sessanta dalla sua ricompilazion ...continua

    Il pregio di questo libro è di conservare la compattezza del continuum che crea. Negli oltre settant'anni dalla concezione dei racconti che lo compongono e negli oltre sessanta dalla sua ricompilazione come romanzo, molta acqua è passata sotto i ponti e la scienza è andata da tutt'altra parte rispetto a quella che poteva essere ipotizzata allora. Rimane la fantasia e l'abilità narrativa dello scrittore e questi sono punti estremamente solidi.
    Risulta fin troppo facile vedere similitudini fra la "Space Beagle" e l'astronave "Enterprise" o fra Ixtl e Alien ma è solo un apparenza. La nostra prospettiva offuscata da mezzo secolo di Star Trek e altra fantascienza cinematografica ci fa perdere la visuale evoluzionistica insita anche nel nome scelto da Van Vogt per la sua astronave. William Shatner avrebbe forse voluto essere un Elliott Grosvenor ma James T. Kirk non lo era. Come non lo era ovviamente il Signor Spock. In Star Trek il superomismo presente in alcuni personaggi non è funzionale alla sopravvivenza del più forte, o del più adatto, che soggiace alle vicende della nave spaziale "darwiniana". In un continuum i pericolosissimi antagonisti devono essere sterminati, nell'altro basta che siano sconfitti e la loro morte eventuale è un disgraziato effetto collaterale.
    Detto questo, ribadisco che, a mio avviso, la solidità della narrazione basta a schermare contro le piccole incongruenze insite nella storia in se o generate dai decenni di progresso scientifico reale. A libro chiuso poco mi importa che in un'astronave in cui i computer sono solo macchine da calcolo e si registri ancora su filo metallico rapporti da stampare su carta e inoltrare per posta (non elettronica) si viaggi nello spazio ordinario fra una galassia e l'altra a velocità migliaia di volte superiore a quella della luce. Io sulla "Space Beagle" ci sono stato e mi sono divertito.

    ha scritto il 

  • 2

    I nostri lettori conoscono ormai A. E. Van Vogt, attraverso le turbinose fantasie dei suoi racconti di fantascienza, ma questo che presentiamo è forse il migliore dei suoi romanzi. Leggendolo, facciam ...continua

    I nostri lettori conoscono ormai A. E. Van Vogt, attraverso le turbinose fantasie dei suoi racconti di fantascienza, ma questo che presentiamo è forse il migliore dei suoi romanzi. Leggendolo, facciamo parte anche noi della spedizione di scienziati imbarcati sull'astronave Argus, che ha scopo di studiare le creature viventi su altre galassie e i loro mondi; conosciamo la ferocia di Coeurl, il felino a cui una civiltà morta ha dato conoscenze e poteri quasi invincibili; il mondo dei Riim, popolo pacifico di uccelli-umanoidi che, cercando si prendere amichevoli contatti con l'astronave e i suoi occupanti, rischia di provocare un terribile disastro; Ixtl, il mostro metallico di doti quasi soprannaturali e infine Anabis, la creatura primitiva sorta, come la vita stessa sulla Terra, dalle paludi che ricoprivano i pianeti nei tempi della loro infanzia. I lettori troveranno in questo romanzo, infine, i primi elementi di una scienza nuova che gli esseri umani incominciano ora a scoprire: il connettivismo. Questo romanzo aprirà la mente su orizzonti meravigliosi, nuovi e forse non soltanto fantastici, orizzonti che forse i nostri discendenti un giorno raggiungeranno.

    ha scritto il 

  • 3

    prima lettura che faccio di questo autore classico della fantascienza, e la prima impressione è buona. il vero punto forte è sicuramente l'immaginazione di van vogt e gli originalissimi alieni che ci ...continua

    prima lettura che faccio di questo autore classico della fantascienza, e la prima impressione è buona. il vero punto forte è sicuramente l'immaginazione di van vogt e gli originalissimi alieni che ci presenta. le 4 storie che compongono la crociera sono caratterizzate ognuna da un particolare alieno, tutti differenti e tutti interessanti. ogni alieno richiederà di essere analizzato e affrontato in maniera differente, ricorrendo di volta in volta a branche diverse della scienza. se appunto può sembrare che van vogt affronti il tema scientifico con semplicità, in realtà credo possa essere considerato un punto a favore. non è un romanzo di hard sci-fi, e la scienza è un mezzo usato bene da van vogt per rendere diversa ogni storia senza entrare troppo nel tecnico. qualche ingenuità c'è anche, ma parlando di un romanzo degli inizi degli anni '50 mi sembra giustificato.
    la scrittura forse troppo semplice è il punto più debole del romanzo. l'autore riesce a stupire grazie all'originalità dei suoi alieni, ma una prosa tanto elementare smorza un po' la sua immaginazione. maggiori descrizioni avrebbero secondo me giovato.

    ha scritto il 

  • 4

    Terzo romanzo di Van Vogt che leggo, è il primo a soddisfarmi pienamente. E' stato come guardare in successione 4 episodi del miglior Star Trek. Il background è la nave spaziale con la convivenza tra ...continua

    Terzo romanzo di Van Vogt che leggo, è il primo a soddisfarmi pienamente. E' stato come guardare in successione 4 episodi del miglior Star Trek. Il background è la nave spaziale con la convivenza tra i membri dell'equipaggio ma i veri protagonisti sono le forme di vita misteriose ed originali che incontrano lungo il loro viaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Un buon vecchio libro di sci-fi che ha retto il tempo

    Non ho mai apprezzato troppo Van Vogt, forse troppo poco ritmo per i miei gusti, ma le sue idee e visioni sul futuro del nostro pianeta, e le aspre critiche sono senz'altro entusiasmanti e senza tempo ...continua

    Non ho mai apprezzato troppo Van Vogt, forse troppo poco ritmo per i miei gusti, ma le sue idee e visioni sul futuro del nostro pianeta, e le aspre critiche sono senz'altro entusiasmanti e senza tempo.
    Più che un romanzo è un insieme di racconti e quindi non c'è molta coralità ma è comunque ottima la caratterizzazione dei personaggio e l'idea del connettivismo, che non è una novità per il 1950 come molti pensano.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto molte recensioni che sottovalutano questo romanzo considerandolo un po' troppo semplice e/o con la pretesa non riuscita di sconvolgere il lettore. Volevo solo far notare alle persone che hann ...continua

    Ho letto molte recensioni che sottovalutano questo romanzo considerandolo un po' troppo semplice e/o con la pretesa non riuscita di sconvolgere il lettore. Volevo solo far notare alle persone che hanno definito in questo modo il libro la data di pubblicazione di quest'ultimo: 1950....
    In quell'anno in italia le macchine e le persone con un telefono in casa in un paese si contavano sulle dita ( e non lo dico per enfasi, sappiamo tutti molto bene che è così).
    Il libro rispecchia molto la definizione che gli è stata data: un classico.
    Molto bello e fluido ogni racconto è frutto di una bella immaginazione che TUTTORA risulta fantastica. Senz'altro è da leggere per chi vuole avvicinarsi al mondo della fantascienza o per chi si reputa un appassionato del genere.
    Concludo rispondendo a quelli che affermano "tropp simile ad un Star Treck": s

    ha scritto il 

  • 4

    Star Trek ante litteram

    Lettura gradevole e abbastanza coinvolgente. Qua e là un po' ingenua con qualche scappatoia di troppo, ma buona e sana space opera, come dice un mio amico, trattasi di un "classicone". L'idea di un'as ...continua

    Lettura gradevole e abbastanza coinvolgente. Qua e là un po' ingenua con qualche scappatoia di troppo, ma buona e sana space opera, come dice un mio amico, trattasi di un "classicone". L'idea di un'astronave in viaggio per una missione (quinquennale?) di esplorazione spaziale non poteva non farmi pensare a Star Trek. Mi è piaciuto il protagonista, il connettivista Grosvenor che, nella parte finale, si dimostra davvero... tosto!

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi è piaciuto molto, sarà che sono abituata a questo stile, ma è degno di essere definito come "Pietra miliare" della fantascienza (insieme a molti altri classici, ovviamente).

    Quello che ...continua

    Questo libro mi è piaciuto molto, sarà che sono abituata a questo stile, ma è degno di essere definito come "Pietra miliare" della fantascienza (insieme a molti altri classici, ovviamente).

    Quello che mi lascia perplessa, sarò sincera, sono certi commenti che ho letto proprio qui tra alcune recensioni.
    Sicuramente, quella più insensata che ricordo è una che commentava negativamente lo stile "antico" di questo libro. Davvero, non capisco: la Divina Commedia ha molti più anni di questo libro, sicuramente ha anche un italiano molto ostico -di certo più della traduzione di questa versione- ma è pur sempre considerata una pietra miliare della letteratura italiana.
    Un libro finisce di essere bello se un po' antiquato, dunque? Non dovrebbe affascinare per la sua lungimiranza, invece?

    Forse non ci si rende conto della spettacolarità del viaggio, dell'immedesimazione che il lettore può avere con gli alieni e della ricerca di un linguaggio tecnico (e quindi plausibile) che l'autore ha cercato di darci.
    Senza contare l'influenza che ha avuto su questo genere! (basti pensare al fatto che l'autore aveva intenzione di denunciare Alien, che copiava il meccanismo di riproduzione di una sua razza di alieni, poi giunti a compromessi.)

    Almeno informarsi.

    ha scritto il