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Crociera nell'infinito

Urania Collezione 082

Di

Editore: A. Mondadori (Urania Collezione)

3.7
(305)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 373 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Giapponese , Chi tradizionale , Olandese , Tedesco

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sebastiano Fusco

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Se volete scoprire il vero ispiratore di Alien e gli altri film della serie originata da Ridley Scott, questa è la migliore occasione. L'astronave Beagle (battezzata come il brigantino di Darwin) parte per una lunga crociera scientifica e conduce una stupefacente partita di caccia grossa fra mostruosi e intelligenti esemplari di una terrificante fauna galattica. Ogni sezione del romanzo è dedicata a un mostro sempre più potente e spaventoso: il felino Coeurl, gli alati Riim, il misterioso Ixtl e infine Anabis, la creatura che permea della sua essenza distruttrice il cosmo stesso.
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  • 2

    I nostri lettori conoscono ormai A. E. Van Vogt, attraverso le turbinose fantasie dei suoi racconti di fantascienza, ma questo che presentiamo è forse il migliore dei suoi romanzi. Leggendolo, facciamo parte anche noi della spedizione di scienziati imbarcati sull'astronave Argus, che ha scopo di ...continua

    I nostri lettori conoscono ormai A. E. Van Vogt, attraverso le turbinose fantasie dei suoi racconti di fantascienza, ma questo che presentiamo è forse il migliore dei suoi romanzi. Leggendolo, facciamo parte anche noi della spedizione di scienziati imbarcati sull'astronave Argus, che ha scopo di studiare le creature viventi su altre galassie e i loro mondi; conosciamo la ferocia di Coeurl, il felino a cui una civiltà morta ha dato conoscenze e poteri quasi invincibili; il mondo dei Riim, popolo pacifico di uccelli-umanoidi che, cercando si prendere amichevoli contatti con l'astronave e i suoi occupanti, rischia di provocare un terribile disastro; Ixtl, il mostro metallico di doti quasi soprannaturali e infine Anabis, la creatura primitiva sorta, come la vita stessa sulla Terra, dalle paludi che ricoprivano i pianeti nei tempi della loro infanzia. I lettori troveranno in questo romanzo, infine, i primi elementi di una scienza nuova che gli esseri umani incominciano ora a scoprire: il connettivismo. Questo romanzo aprirà la mente su orizzonti meravigliosi, nuovi e forse non soltanto fantastici, orizzonti che forse i nostri discendenti un giorno raggiungeranno.

    ha scritto il 

  • 3

    prima lettura che faccio di questo autore classico della fantascienza, e la prima impressione è buona. il vero punto forte è sicuramente l'immaginazione di van vogt e gli originalissimi alieni che ci presenta. le 4 storie che compongono la crociera sono caratterizzate ognuna da un particolare ali ...continua

    prima lettura che faccio di questo autore classico della fantascienza, e la prima impressione è buona. il vero punto forte è sicuramente l'immaginazione di van vogt e gli originalissimi alieni che ci presenta. le 4 storie che compongono la crociera sono caratterizzate ognuna da un particolare alieno, tutti differenti e tutti interessanti. ogni alieno richiederà di essere analizzato e affrontato in maniera differente, ricorrendo di volta in volta a branche diverse della scienza. se appunto può sembrare che van vogt affronti il tema scientifico con semplicità, in realtà credo possa essere considerato un punto a favore. non è un romanzo di hard sci-fi, e la scienza è un mezzo usato bene da van vogt per rendere diversa ogni storia senza entrare troppo nel tecnico. qualche ingenuità c'è anche, ma parlando di un romanzo degli inizi degli anni '50 mi sembra giustificato.
    la scrittura forse troppo semplice è il punto più debole del romanzo. l'autore riesce a stupire grazie all'originalità dei suoi alieni, ma una prosa tanto elementare smorza un po' la sua immaginazione. maggiori descrizioni avrebbero secondo me giovato.

    ha scritto il 

  • 4

    Terzo romanzo di Van Vogt che leggo, è il primo a soddisfarmi pienamente. E' stato come guardare in successione 4 episodi del miglior Star Trek. Il background è la nave spaziale con la convivenza tra i membri dell'equipaggio ma i veri protagonisti sono le forme di vita misteriose ed originali che ...continua

    Terzo romanzo di Van Vogt che leggo, è il primo a soddisfarmi pienamente. E' stato come guardare in successione 4 episodi del miglior Star Trek. Il background è la nave spaziale con la convivenza tra i membri dell'equipaggio ma i veri protagonisti sono le forme di vita misteriose ed originali che incontrano lungo il loro viaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Un buon vecchio libro di sci-fi che ha retto il tempo

    Non ho mai apprezzato troppo Van Vogt, forse troppo poco ritmo per i miei gusti, ma le sue idee e visioni sul futuro del nostro pianeta, e le aspre critiche sono senz'altro entusiasmanti e senza tempo.
    Più che un romanzo è un insieme di racconti e quindi non c'è molta coralità ma è comunque ...continua

    Non ho mai apprezzato troppo Van Vogt, forse troppo poco ritmo per i miei gusti, ma le sue idee e visioni sul futuro del nostro pianeta, e le aspre critiche sono senz'altro entusiasmanti e senza tempo.
    Più che un romanzo è un insieme di racconti e quindi non c'è molta coralità ma è comunque ottima la caratterizzazione dei personaggio e l'idea del connettivismo, che non è una novità per il 1950 come molti pensano.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto molte recensioni che sottovalutano questo romanzo considerandolo un po' troppo semplice e/o con la pretesa non riuscita di sconvolgere il lettore. Volevo solo far notare alle persone che hanno definito in questo modo il libro la data di pubblicazione di quest'ultimo: 1950....
    In quel ...continua

    Ho letto molte recensioni che sottovalutano questo romanzo considerandolo un po' troppo semplice e/o con la pretesa non riuscita di sconvolgere il lettore. Volevo solo far notare alle persone che hanno definito in questo modo il libro la data di pubblicazione di quest'ultimo: 1950....
    In quell'anno in italia le macchine e le persone con un telefono in casa in un paese si contavano sulle dita ( e non lo dico per enfasi, sappiamo tutti molto bene che è così).
    Il libro rispecchia molto la definizione che gli è stata data: un classico.
    Molto bello e fluido ogni racconto è frutto di una bella immaginazione che TUTTORA risulta fantastica. Senz'altro è da leggere per chi vuole avvicinarsi al mondo della fantascienza o per chi si reputa un appassionato del genere.
    Concludo rispondendo a quelli che affermano "tropp simile ad un Star Treck": s

    ha scritto il 

  • 4

    Star Trek ante litteram

    Lettura gradevole e abbastanza coinvolgente. Qua e là un po' ingenua con qualche scappatoia di troppo, ma buona e sana space opera, come dice un mio amico, trattasi di un "classicone". L'idea di un'astronave in viaggio per una missione (quinquennale?) di esplorazione spaziale non poteva non farmi ...continua

    Lettura gradevole e abbastanza coinvolgente. Qua e là un po' ingenua con qualche scappatoia di troppo, ma buona e sana space opera, come dice un mio amico, trattasi di un "classicone". L'idea di un'astronave in viaggio per una missione (quinquennale?) di esplorazione spaziale non poteva non farmi pensare a Star Trek. Mi è piaciuto il protagonista, il connettivista Grosvenor che, nella parte finale, si dimostra davvero... tosto!

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi è piaciuto molto, sarà che sono abituata a questo stile, ma è degno di essere definito come "Pietra miliare" della fantascienza (insieme a molti altri classici, ovviamente).


    Quello che mi lascia perplessa, sarò sincera, sono certi commenti che ho letto proprio qui tra alcun ...continua

    Questo libro mi è piaciuto molto, sarà che sono abituata a questo stile, ma è degno di essere definito come "Pietra miliare" della fantascienza (insieme a molti altri classici, ovviamente).

    Quello che mi lascia perplessa, sarò sincera, sono certi commenti che ho letto proprio qui tra alcune recensioni.
    Sicuramente, quella più insensata che ricordo è una che commentava negativamente lo stile "antico" di questo libro. Davvero, non capisco: la Divina Commedia ha molti più anni di questo libro, sicuramente ha anche un italiano molto ostico -di certo più della traduzione di questa versione- ma è pur sempre considerata una pietra miliare della letteratura italiana.
    Un libro finisce di essere bello se un po' antiquato, dunque? Non dovrebbe affascinare per la sua lungimiranza, invece?

    Forse non ci si rende conto della spettacolarità del viaggio, dell'immedesimazione che il lettore può avere con gli alieni e della ricerca di un linguaggio tecnico (e quindi plausibile) che l'autore ha cercato di darci.
    Senza contare l'influenza che ha avuto su questo genere! (basti pensare al fatto che l'autore aveva intenzione di denunciare Alien, che copiava il meccanismo di riproduzione di una sua razza di alieni, poi giunti a compromessi.)

    Almeno informarsi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'autore di CROCIERA NELL'INFINITO, Alfred Elton van Vogt, è tra i padri fondatori della SF, nonché tra i protagonisti della c.d. Età d'oro di questo genere letterario.
    L'astronave Beagle – il nome è lo stesso del brigantino che portò Charles Darwin intorno al mondo – ha la missione di esp ...continua

    L'autore di CROCIERA NELL'INFINITO, Alfred Elton van Vogt, è tra i padri fondatori della SF, nonché tra i protagonisti della c.d. Età d'oro di questo genere letterario.
    L'astronave Beagle – il nome è lo stesso del brigantino che portò Charles Darwin intorno al mondo – ha la missione di esplorare lontane galassie repertando tutto ciò che sarà ritenuto interessante per l'ulteriore sviluppo del sapere sulla Terra.
    Una missione straordinariamente impegnativa alla quale partecipano i più grandi scienziati terrestri. Ma le forme di vita ostili che la Beagle incontra durante il suo viaggio alla velocità della luce non possono essere combattute avvalendosi del parere di un chimico o di un fisico, di uno psicologo o di un archeologo. Nello spazio, formidabile somma del noto e dell'ignoto, ogni decisione deve fondarsi sul contributo “corale”, integrato di tutte le discipline scientifiche; nello spazio è necessario affidarsi al "connettivismo" (nexianism), una nuova scienza che, nonostante a bordo sia piuttosto snobbata, ha il suo convinto ed ostinato esponente nel brillante Elliott Grosvenor.
    Un bel romanzo per viaggiare...fra le stelle!

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio in stile Star Trek prima di Star Trek

    Leggere questo libro del 1950 è come guardare una puntata della serie classica di Star Trek, con la differenza non marginale che al posto dei militari (volenti o nolenti, il capitano Kirk quello è) ci sono gli scienziati, il loro approccio (più o meno) razionale all'esplorazione del cosmo, ai suo ...continua

    Leggere questo libro del 1950 è come guardare una puntata della serie classica di Star Trek, con la differenza non marginale che al posto dei militari (volenti o nolenti, il capitano Kirk quello è) ci sono gli scienziati, il loro approccio (più o meno) razionale all'esplorazione del cosmo, ai suoi innumerevoli misteri e ai suoi inimmaginabili pericoli.

    Il punto di vista principale del libro è quello di Elliot Grosvenor, membro della scienza unificatrice del Connettivismo che dovrà fronteggiare sia l'ostilità dei colleghi scienziati a bordo della nave stellare Space Beagle - omaggio alla Beagle di Charles Darwin - che i poteri sconosciuti di una serie di razze e creature aliene che non hanno la benché minima considerazione per la razza umana e per il suo ruolo di lento ma instancabile colonizzatore del cosmo.

    Scritto da un autore (Alfred Elton Van Vogt) considerato l'iniziatore e uno dei principali protagonisti della "Golden Age" della fantascienza del secolo scorso, Crociera nell'Infinito narra degli incontri-scontri della spedizione di ricerca spaziale più ambiziosa mai varata dal genere umano contro esseri immaginifici capaci di controllare le energie a proprio piacimento, cambiare lo stato della materia e persino ingoiare interi mondi (stelle, pianeti, galassie) senza lasciare che una vaga traccia di attività subatomica come prova della propria esistenza...

    Il lettore moderno che sarà disposto a mettere temporaneamente da parte decenni di scoperte scientifiche, tecnologiche e invenzioni sci-fi (la Space Beagle usa una strana propulsione ad "anti-accelerazione" per coprire distanze intergalattive, le armi sono "vibratori" energetici e cannoni atomici e non c'è la più piccola traccia di microchip o dispositivi basati su transistor in tutte le 160 pagine del romanzo), avrà modo di godere di una lettura che tra elucubrazioni scientifiche, avventura, dramma e invenzioni narrative è ancora in grado di appassionare a oltre 60 anni di disatanza dalla sua prima pubblicazione.

    Crociera nell'Infinito nasce dalla raccolta di tre storie autonome già pubblicate in precedenza, con l'aggiunta di un inedito (la quasi mortale esposizione dell'equipaggio della Space Beagle agli incredibili poteri mentali dei Riim) e gli opportuni anelli narrativi a fare da raccordo tra i singoli episodi. Una lettura decisamente consigliata per appassionati di fantascienza e per chi è cresciuto con un immaginario collettivo fatto di navi stellari, alieni xenomorfi alti 2 metri e 50 e B-movie da cassetta.

    ha scritto il 

  • 2

    « Il mostro è qui, lo sto tenendo a bada col mio vibratore. Ma fate presto, perché non sembra preoccuparsene troppo... »

    Il libro in sé è troppo antiquato e ingenuo per risultare godibile oggi, specie se non si ha troppa affinità con la sci-fi avventurosa à la Star Trek, che personalmente non mi è mai piaciuta, se non nella formula ignorante e tamarra di John Carter di Marte. Ho trovato interessanti alcune creature ...continua

    Il libro in sé è troppo antiquato e ingenuo per risultare godibile oggi, specie se non si ha troppa affinità con la sci-fi avventurosa à la Star Trek, che personalmente non mi è mai piaciuta, se non nella formula ignorante e tamarra di John Carter di Marte. Ho trovato interessanti alcune creature, in particolare quello Ixtl che, pare, avrebbe ispirato Alien (se non altro per l’idea di usare i membri dell’equipaggio come incubatrici dove impiantare le proprie uova), ma per il resto la prosa prolissa e i farfugliamenti pseudoscientifici e privi di consistenza rendono difficile proseguire nella lettura. Il motivo principale per cui vale la pena leggere questo classico oggi è costituito dalle risate involontarie che regala a chi conserva un cuore da ragazzino della terza media, come me. Sapete, vedere seriosissimi militari e scienziati (tutti maschi e castrati chimicamente con farmaci disciolti nel cibo, non sia mai che gli salti in testa qualche strana idea –giuro!) che si aggirano per la nave terrorizzati da orribili minacce dalle profondità dello spazio, brandendo dei vibratori, beh son cose che allietano il mio animo fanciullesco.
    Trascrivo il mio brano preferito:

    « Da tutte le parti si vedevano vibratori che fumavano e lampeggiavano. Grosvenor si sporse cautamente dall'ascensore, cercando di farsi un'idea chiara della situazione. »

    Il povero Grosvenor, tenendo le chiappe ben attaccate al muro, si trova davanti questa scena:

    « Entrambi gli ingressi al ponte di comando erano bloccati da dozzine di carrelli rovesciati, dietro i quali si riparavano uomini in uniforme militare. […] Evidentemente, le immagini ipnotiche avevano fatto esplodere l'ostilità repressa. Gli scienziati stavano combattendo i militari, che inconsciamente avevano sempre odiato. I militari, dal canto loro, erano infine liberi di sfogare disprezzo e furia sugli scienziati, per i quali non avevano mai nutrito alcuna stima.»

    In pratica, una guerra intestina. Combattuta con dei vibratori.
    Credo che ci sia qualche problema coi farmaci sciolti nel cibo, Alfred.

    ha scritto il