Cronaca di una morte annunciata

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.0
(8793)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 89 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8804567899 | Isbn-13: 9788804567899 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Dario Puccini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltellinel negozio di Faustino Santos. A Manaure, "villaggio bruciato dal sale deiCaraibi", lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angelavendicheranno l'onore di quella verginità rubatale in modo misteriosodall'aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti losanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittimadesignata, non il parroco, non l'alcalde, neppure una delle numerose fanciulleche spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nelfulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o pertrappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago sicompia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassinifanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l'esecuzione. Basato su un fattoreale, Cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un annoprima del Nobel a García Márquez) e, pur nella brevità, rappresenta uno deivertici della sua narrativa: un romanzo magistrale che sa fondere i toni dellatragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoriadell'assurdità della vita, l'apoteosi della fatalità.
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    Cerco di riprendermi da una giornata un po' storta, e ci provo scrivendo qui su Anobii, con tutta l'onestà e la sincerità di cui sono capace: mi rincresce, ma Cronaca di una morte annunciata non mi ha ...continua

    Cerco di riprendermi da una giornata un po' storta, e ci provo scrivendo qui su Anobii, con tutta l'onestà e la sincerità di cui sono capace: mi rincresce, ma Cronaca di una morte annunciata non mi ha fatto impazzire.

    È la seconda chance che do a Garcia Marquez, dopo La morte ai tempi del Colera, e la mia opinione nei suoi confronti non è cambiata; evidentemente non è il mio autore: non riesce a prendermi, non mi dà sferzate al cuore, e mi lascia poco o niente.

    Il mio commento troverà pochi consensi, ma è ciò che sento. Sono, in verità, molto critica nei confronti dell'autore, perché da un Nobel così rinomato e conosciuto mi aspettavo – e mi aspetto ancora – le anguille nello stomaco quando leggo. Forse sono proprio le aspettative troppo alte che mi hanno ingannato. Non è la prima volta che capita, e so che ci devo stare più attenta.

    Con tutto ciò non voglio dire che la storia di Cronaca di una morte annunciata non sia intrigante o scritta bene, ma su di me non ha sortito alcun effetto, e lo stile che contraddistingue la scrittura di Garcia Marquez non mi agguanta, non è nelle mie corde, purtroppo.

    Rinnovo la mia promessa di leggere Cent'anni di solitudine, anche perché si reputa il più grande capolavoro dell'autore sudamericano, mentre su altri suoi lavori noto che molti sono divisi. Vediamo un po'.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: un matrimonio all’antica in uno sperduto paese sudamericano, una sposa non illibata ripudiata dal marito, un delitto d’onore frutto di leggi spietate e primordiali, un romanzo-racconto sv ...continua

    Ingredienti: un matrimonio all’antica in uno sperduto paese sudamericano, una sposa non illibata ripudiata dal marito, un delitto d’onore frutto di leggi spietate e primordiali, un romanzo-racconto sviluppato su un solo fatto di poche ore.
    Consigliato: agli spettatori delle inevitabili disgrazie umane, dovute più al caso che alle colpe, agli attori inconsapevoli di ruoli amari.

    ha scritto il 

  • 3

    Strano come una storia della quale si conosce già il finale riesca a tenere l'interesse vivo, pagina dopo pagina, nella speranza di scoprire sempre "quel qualcosa in più" in grado di fare la differenz ...continua

    Strano come una storia della quale si conosce già il finale riesca a tenere l'interesse vivo, pagina dopo pagina, nella speranza di scoprire sempre "quel qualcosa in più" in grado di fare la differenza. La voglia di salvare Nasar diventa palpabile fin da subito, ma nessuno può sottrarsi al proprio fato.

    ha scritto il 

  • 4

    Amo Marquez e questo libro ne è solo la conferma. Libro eccezionalmente divorato in due ore grazie alla scorrevolezza del testo, alla sua velocità di lettura e all'angoscia che mi ha preso dalla prima ...continua

    Amo Marquez e questo libro ne è solo la conferma. Libro eccezionalmente divorato in due ore grazie alla scorrevolezza del testo, alla sua velocità di lettura e all'angoscia che mi ha preso dalla prima all'ultima riga.

    ha scritto il 

  • 4

    Non amo particolarmente Marquez; sono fra coloro che non hanno mai finito "Cent'anni di solitudine", anche se ne conosco a memoria l'incipit; "Cronaca di una morte annunciata" lo lessi d'un fiato in u ...continua

    Non amo particolarmente Marquez; sono fra coloro che non hanno mai finito "Cent'anni di solitudine", anche se ne conosco a memoria l'incipit; "Cronaca di una morte annunciata" lo lessi d'un fiato in una notte d'estate dell'ottantatre.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo possiede una complessa

    struttura narrativa, mi è piaciuto l'aspetto che già dal principio si conosca il finale della storia. Marquez è molto preciso nel descrivere gli avvenimenti.

    studentessa di classe III NLA a.s. 2016_1 ...continua

    struttura narrativa, mi è piaciuto l'aspetto che già dal principio si conosca il finale della storia. Marquez è molto preciso nel descrivere gli avvenimenti.

    studentessa di classe III NLA a.s. 2016_17

    ha scritto il 

  • 3

    Mi rifiutavo di ammettere che la vita finisse per assomigliare tanto alla cattiva letteratura.

    Un’allegoria che rappresenta la vita, il caso, ciò che sembra insignificante, le coincidenze e ciò che può scaturire vedendo le cose da angolazioni e sguardi diversi. È forse questo quanto vorrebbe t ...continua

    Un’allegoria che rappresenta la vita, il caso, ciò che sembra insignificante, le coincidenze e ciò che può scaturire vedendo le cose da angolazioni e sguardi diversi. È forse questo quanto vorrebbe trasmettere Márquez. Considerato uno dei più importanti messaggi dello scrittore e innalzato a classico d’autore, è una colonna portante della narrativa moderna. Un romanzo al contrario, poiché esso inizia proprio con la frase finale. Non c’è più nulla da scoprire, se non gli eventi antecedenti la morte di Santiago Nasar. Ogni antefatto con una piccola storia a sé stante. Un libro considerato poeticamente ironico.
    Ho letto ovunque recensioni entusiastiche e piene di adorazione. Beh, io apprezzo molto questo grandissimo scrittore, ma mi sento sempre un po’ in imbarazzo quando so di dover scrivere qualcosa che contrasta il parere comune. Possibile che nessuno si sia capacitato di quanto sia noioso “Cronaca di una morte annunciata”? Dalla mia modesta esperienza letteraria vedo certamente una padronanza linguistica eccezionale, moti d’ispirazione e beffa marcati, congenialità. Ma niente può togliermi dalla testa la pesantezza di queste poche pagine. Non riesco a incastrare il pensiero di chi, in riferimento, scrive romanzo davvero avvincente o mozzafiato. Forse sarebbero fioccati pareri diversi se non ci fosse la firma di Márquez. Sarò anomalo, però è stata una scoperta amara.

    ha scritto il 

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