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Cronache del dopobomba

Di

Editore: Fanucci (Tif Extra)

3.9
(796)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: 8834718739 | Isbn-13: 9788834718735 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizio Nati ; Prefazione: Pagetti Carlo ; Postfazione: Antonio Gnoli

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    A prima vista mi è sembrato un minestrone senza capo ne coda, poi...la magia. Un dipinto, appunto, del dopobomba. Mutanti, persone normali che cercano di andare avanti, tutto con una leggerezza che non mi aspettavo. Diciamo che non me lo sono goduto durante la lettura, ma alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire, Dick e' una garanzia. All'inizio ero un po' scettica, dopo nove libri letti di quest'autore (che, per quanto geniale, e' un po' monotono nei temi), cominciavo a stufarmi del suo stile e temevo non avrei apprezzato come merita un'altra sua opera. Invece, seppure questo fattore ha pesato, ...continua

    Che dire, Dick e' una garanzia. All'inizio ero un po' scettica, dopo nove libri letti di quest'autore (che, per quanto geniale, e' un po' monotono nei temi), cominciavo a stufarmi del suo stile e temevo non avrei apprezzato come merita un'altra sua opera. Invece, seppure questo fattore ha pesato, in realta' l'ho sofferto molto di meno di quanto credevo, forse perche' mi aspettavo qualcosa di piu' apocalittico (robe tipo la terra ridotta a un deserto, piu' nessuna organizzazione centrale e cose simili) e per questo ho apprezzato il suo modo di rendere e immaginare il dopobomba, piu' realistico di molti altri romanzi del genere che ho letto. Piu' che i personaggi colpiscono le storie, strane, assurde fino all'inverosimile, ma che Dick fa sembrare vere. In questo senso e' forse stato un vantaggio aver letto cosi' tante delle sue opere, ero ormai abituata al suo modo cosi' radicale di far interagire la soggettivita' del personaggio con la realta' (e chi ha letto Dick sa di cosa sto parlando), quando invece la prima volta che l'ho letto mi ha fatto storcere un po' il naso proprio per questo.
    Voto: 8

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo “La pelle” avevo bisogno di un po’ di break, e mi sono tuffato sul rassicurante Dick…Peccato che queste cronache non siano il suo romanzo migliore, veramente troppo sfilacciato per essere sul serio interessante. Peccato perché – come al solito – le intuizioni di Dick sono strepitose.

    ha scritto il 

  • 4

    Il futuro è il passato

    Un classico della fantascienza "di denuncia", un romanzo che racchiude tutta l'essenza di Philip K. Dick, ironica, sarcastica, triste e visionaria.
    La bomba c'è stata. L'attacco nucleare - il secondo - si è scatenato, ed ora il mondo è un cumulo di macerie abitato da sopravvissuti che tenta ...continua

    Un classico della fantascienza "di denuncia", un romanzo che racchiude tutta l'essenza di Philip K. Dick, ironica, sarcastica, triste e visionaria.
    La bomba c'è stata. L'attacco nucleare - il secondo - si è scatenato, ed ora il mondo è un cumulo di macerie abitato da sopravvissuti che tentano disperatamente di trovare un'ordine, una forma di organizzazione per cercare di andare avanti.
    Si è precipitati in un'era curiosa, pretecnologica ma consapevole, dove animali mutanti ed esseri umani devastati dalle radiazioni convivono in una società tornata alle piccole comunità chiuse e sospettose. I rapporti sociali, il modus vivendi del dopo-bomba è il vero protagonista della storia. La direzione evolutiva che la razza umana potrebbe prendere dopo un cataclisma autoprodotto di questa portata.
    In quest'ottica, "Cronache del dopobomba" è sicuramente un romanzo antropologico, dove il presupposto fantascientifico è solo lo scenario di un'ipotesi di società, tanto quanto lo è l'isola deserta ne "Il Signore delle Mosche" di Golding, con risultati non difformi.
    Seppure lo stile narrativo sia (giustamente) datato, la fluidità del racconto non viene mai meno. Chi cerca un romanzo futuribile probabilmente farebbe meglio a rivolgersi altrove: qui il futuro raccontato è il ritorno al nostro passato.

    ha scritto il 

  • 3

    La più lenta e noiosa delle storie di Dick che abbia letto fino a ora.
    È vero che c'è la consueta visione apocalittica dell'umanità, ma questa volta la sua "visione" futura è decisamente debole, poco originale (nonostante il storia sia dei primi anni Sessanta), poco stimolante.
    È vero ...continua

    La più lenta e noiosa delle storie di Dick che abbia letto fino a ora.
    È vero che c'è la consueta visione apocalittica dell'umanità, ma questa volta la sua "visione" futura è decisamente debole, poco originale (nonostante il storia sia dei primi anni Sessanta), poco stimolante.
    È vero che c'è la consueta mistura di misticismo, paranoia, allucinazione, stato semi-onirico, magico... ma è lento, noioso, secondo me scritto a fatica dallo stesso Dick.
    Si trova molto facilmente di meglio nella sua produzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Tanti hanno scritto sul possibile "dopobomba": Dick è veramente particolare, piacevole e semplice da leggere e alla stesso tempo fonte di profonde meditazioni sul destino di questa umanità che corre veloce come un treno verso la catastrofe che lo scrittore ha intuito e descritto nei dettagli. L'u ...continua

    Tanti hanno scritto sul possibile "dopobomba": Dick è veramente particolare, piacevole e semplice da leggere e alla stesso tempo fonte di profonde meditazioni sul destino di questa umanità che corre veloce come un treno verso la catastrofe che lo scrittore ha intuito e descritto nei dettagli. L'uomo è malato dentro, prima e dopo la catastrofe nucleare, nessuna catarsi: ci teniamo stretti i nostri limiti, egoismo,paure, pensiero negativo e tutto quel bagaglio che ci impedisce di amare e di amarci.

    ha scritto il 

  • 3

    Un prodromo interessante

    Romanzo antropologico ricco di spunti, prodromo di quello che Dick riuscirà a produrre successivamente. Direi che qui siamo a metà strada tra la produzione giovanile dell'autore e quella che sarebbe diventata quella più matura, degna dei suoi grandi maestri, quali Bradbury e Simak. Un romanzo di ...continua

    Romanzo antropologico ricco di spunti, prodromo di quello che Dick riuscirà a produrre successivamente. Direi che qui siamo a metà strada tra la produzione giovanile dell'autore e quella che sarebbe diventata quella più matura, degna dei suoi grandi maestri, quali Bradbury e Simak. Un romanzo di transizione ancora incerto ma godibile dalla prima all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    il senso è alla fine

    E' stato complicato leggere questo libro, di tutti quelli di Dick questo è stato senza dubbio il più "statico". Ho faticato a comprenderne il senso per tutte le pagine ma la grandenza di questo scrittore è comunque uscita fuori.
    Nell'ultimo capitolo ho compreso tutto.
    Non voglio spoil ...continua

    E' stato complicato leggere questo libro, di tutti quelli di Dick questo è stato senza dubbio il più "statico". Ho faticato a comprenderne il senso per tutte le pagine ma la grandenza di questo scrittore è comunque uscita fuori.
    Nell'ultimo capitolo ho compreso tutto.
    Non voglio spoilerare perciò anticipo solo che il senso dell'opera è raccolto nelle sue ultime pagine, si capisce il lavoro fatto dall'autore soltanto dopo averlo letto fino all'ultima riga.
    E' vero, non è facile leggerlo, ma una bolta concluso tutto appare chiaro.

    ha scritto il 

  • 4

    Dr.Bloodmoney, or a tale of three freaks

    Mankind has been decimated and rolled back to 19th century’s ways of life by a hydrogen bomb war.
    Sparse and derelict communities try to rebuild a minimum of normalcy: the main bond unifying mankind are the witty and nostalgic broadcasts of a widowed astronaut, trapped in a satellite which ...continua

    Mankind has been decimated and rolled back to 19th century’s ways of life by a hydrogen bomb war.
    Sparse and derelict communities try to rebuild a minimum of normalcy: the main bond unifying mankind are the witty and nostalgic broadcasts of a widowed astronaut, trapped in a satellite which should have take him and his wife to Mars, but then was stuck in orbit.
    But this is just a traditional sci-fi backdrop: then Dickian warped vision kicks in. The war, and a dangerous nuclear experiment in the high atmosphere, were probably started by the mental powers of Dr.Bluthgeld (Bloodmoney)? or are these just his paranoid delusions?
    Has a phocomelus, victim of the experiments’ radiation, really the power to see beyond the grave? Or is it the future? Or just more delusions? Though he can certainly repair electronic devices by his mental powers.
    And what is really the imaginary twin brother of little Edie, conceived by her randy mother in the panicky aftermath of the war?
    In the end, these three entities will strive for world dominance, or destruction: mankind will only be able to watch for the outcome, reminded of its own frailty.

    ha scritto il 

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