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Cronache di poveri amanti

Di

Editore: Mondadori (Oscar Narratori del Novecento)

4.2
(1545)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 497 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: A000054728 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
È il romanzo che ha imposto nel mondo il nome di Pratolini come quello di uno dei narratori più vivi e umanamente più ricchi del nostro tempo. Pratolini ha composto con le cronache un quadro indimenticabile della Firenze dei primi anni del fascismo. Centro e "scena multipla" del romanzo è una strada fiorentina tra Palazzo Vecchio e Santa Croce: Via del Corno, nella quale si assiepa e vive, con tutte le sue storie private e comuni, un fitto nucleo popolano. Uomini e donne le cui vite si intrecciano, s’illuminano a vicenda, aprendosi ora alla speranza e all’ amore, ora ripiengandosi nel dolore e nella morte: il bene e il male dell’esistenza, colti con la commozione del "narratore di storie". Tradotto in venti paesi, dell’America all’URSS, Cronache di poveri amanti è stato uno dei maggiori sucessi mondiali del dopoguerra.
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  • 0

    ma yes. si può dire...

    livorno è una città perfetta per gli esili: si può fare del jazz senza pretese.
    fosse una terra anarchica avrebbe colori che si frammischiano fra magenta e giallo. no, è fanghiglia che sa dire cose in faccia come sputi che non sanno di saliva, ma di odori. dico che il porto di livorno è pos ...continua

    livorno è una città perfetta per gli esili: si può fare del jazz senza pretese.
    fosse una terra anarchica avrebbe colori che si frammischiano fra magenta e giallo. no, è fanghiglia che sa dire cose in faccia come sputi che non sanno di saliva, ma di odori. dico che il porto di livorno è posto evitato da un booking, finalmente evirato dalle zanzare del futuro. se l'uomo avesse scelto un posto, qualunque esso sia, mi sta bene… non senza aver visto prima il po(r/s)to di livorno. a piero che non abbiamo mai bevuto il calice amaro del vino. sì. ci sono città migliori delle belle donne.

    un pensiero su fi-renzia che pratolini amava da povero amante.

    ha scritto il 

  • 5

    è uno di quei romanzi che può dare il via a diversi commenti proprio perché è chiaro nella sua impostazione ma anche ricco di sfacettature che riguardano non solo il narrare ma anche la storia e la politica in particolare. Calato perfettamente nel suo periodo storico ha una visione ideologica di ...continua

    è uno di quei romanzi che può dare il via a diversi commenti proprio perché è chiaro nella sua impostazione ma anche ricco di sfacettature che riguardano non solo il narrare ma anche la storia e la politica in particolare. Calato perfettamente nel suo periodo storico ha una visione ideologica di ispirazione comunista della società ma non troppo deterministica che si avvicina molto a Pasolini per questo affetto che trasmette ad ogni pagina nei confronti dei suoi personaggi. Personaggi che sono tantissimi, si compongono e scompongono continuamente in coppia ma anche in doppia coppia, con tradimenti e ricongiungimenti continui, affinità e differenze, una descrizione corale con un unico sfondo, via del Corno, che diventa protagonista di questo teatro che ha sapore di realtà ma dove ci sono dei burattinai che ne determinano il destino come la Signora ad esempio oppure l'avvento del fascismo.
    Il romanzo scorre come un film davanti agli occhi, con una scrittura pulita, chiara, accurata, che non fa sfuggire nessun particolare. E' veramente un bel leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Ha cantato il gallo del Nesi carbonaio, si è spenta la lanterna dell’Albergo Cervia. Il passaggio della vettura che riconduce i tranvieri del turno di notte ha fatto sussultare Oreste parrucchiere che dorme nella bottega di via dei Leoni, cinquanta metri da via del Corno. Domani, giorno di mercat ...continua

    Ha cantato il gallo del Nesi carbonaio, si è spenta la lanterna dell’Albergo Cervia. Il passaggio della vettura che riconduce i tranvieri del turno di notte ha fatto sussultare Oreste parrucchiere che dorme nella bottega di via dei Leoni, cinquanta metri da via del Corno. Domani, giorno di mercato, il suo primo cliente sarà il fattore di Calenzano che ogni venerdì mattina si presenta con la barba di una settimana. Sulla Torre di Arnolfo il marzocco rivolto verso oriente garantisce il bel tempo. Nel vicolo dietro Palazzo Vecchio i gatti disfanno i fagotti dell’immondizia. Le case sono così a ridosso che la luce lunare sfiora appena le finestre degli ultimi piani. Ma il gallo del Nesi, ch’è in terrazza, l’ha vista ed ha cantato.

    Un estratto da libro:
    http://bookmorning.com/2014/02/17/cronache-di-poveri-amanti-di-vasco-pratolini/

    ha scritto il 

  • 5

    letto da adolescente:bello. Letto da adulta:di più. Con in più il particolare rimpianto per il "bello scrivere" che non ti accorgi che ti manca se non quando leggi (o rileggi) libri come questo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ritratti sorretti da un'anima di cartone

    Cronache di poveri amanti è un romanzo corale che si veste di poesia. Una pagina esemplare di storia italiana, una finestra assolata che si apre sulla strada di via del Corno. Un luogo angusto che raccoglie, nei suoi palazzi, una moltitudine infinita di personaggi, di storie, di piccoli ...continua

    Cronache di poveri amanti è un romanzo corale che si veste di poesia. Una pagina esemplare di storia italiana, una finestra assolata che si apre sulla strada di via del Corno. Un luogo angusto che raccoglie, nei suoi palazzi, una moltitudine infinita di personaggi, di storie, di piccoli avvenimenti quotidiani. Un intero microcosmo nel quale la solidarietà, l’amicizia, la fiducia nel genere umano e nel domani sono una prerogativa esclusiva di quel popolo di poveri ma onesti. Un popolo che lo scrittore celebra intessendo una trama di affetti, di eventi sospesi tra l’idillio e il dramma, in una prosa lirica fatta di cose e sentimenti. In questa strada, così stretta e così breve, da una parte c’è la folla di piccoli artigiani e operai ricchi di forza e purezza morale, dall’altra, invece, ci sono i violenti, i fascisti e una Signora che pur essendo inchiodata al letto dalla vecchiaia e la malattia, non smette di ordire una fitta rete di ricatti e vendette ai danni dei “cornacchiai”. Tra i popolani emerge Corrado, soprannominato Maciste per la sua figura imponente, un uomo dal cuore comunista che da vero eroe combatte fino al sacrificio della vita contro la barbarie del fascismo, in nome di un mondo migliore.

    La vita brulicante e sotterranea del quartiere popolare ospita amanti che sussurrano passioni e ideali come voci di un coro a bocca chiusa. Vivono di amori semplici e amori sbagliati, di tradimenti violenti e vicende toccanti. Via Del Corno rimane, fino alla fine, il palco di un teatro costruito all’aperto, da osservare dall’alto di una grande terrazza mentre il gallo del Nesi carbonaio canta all’alba, le lanterne dell’albergo Cervia si spengono e le ciminiere di Firenze cominciano a fumare. Per questo Pratolini, grazie ad una cronaca piena di premura, dedica un’attenzione quasi paterna alle abitudini, ai gesti, agli oggetti che ruotano intorno alle persone. La luce celeste dell’abat-jour ai piedi del letto, la sveglia sul comodino, le lenzuola calde di sole come appena stirate: dettagli domestici che fanno da cornice a ritratti sorretti da un’anima di cartone.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro carino, sebbene un po' confuso con tanti personaggi. Di solito non ho problemi con libri con molti personaggi, ma qui non riuscivo a seguirli. Sarebbe stato meglio aver fatto una cheda con informazione tipo: "X è il figlio di Y e il fidanzato di Z e lavora facendo A". Ma ci sono delle st ...continua

    Un libro carino, sebbene un po' confuso con tanti personaggi. Di solito non ho problemi con libri con molti personaggi, ma qui non riuscivo a seguirli. Sarebbe stato meglio aver fatto una cheda con informazione tipo: "X è il figlio di Y e il fidanzato di Z e lavora facendo A". Ma ci sono delle storie commoventi, e dipinge un bel quadro della vita in quell'epoca in quel pezzo del mondo, vissuta anche dall'autore stesso, come menziona nel prologo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro eccezionale

    Non mi capacito di esser arrivato a 27 anni prima di aver letto questo capolavoro.
    Pratolini racconta le vicende di una povera via nel cuore di Firenze, durante gli opprimenti anni del Fascismo. I personaggi intessono una fitta rete di rapporti interpersonali così verosimili che, leggendo, ...continua

    Non mi capacito di esser arrivato a 27 anni prima di aver letto questo capolavoro.
    Pratolini racconta le vicende di una povera via nel cuore di Firenze, durante gli opprimenti anni del Fascismo. I personaggi intessono una fitta rete di rapporti interpersonali così verosimili che, leggendo, sembra quasi di vivere simpatie ed antipatie, giorni felici e miserie.

    ha scritto il 

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