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Cryptonomicon

By Neal Stephenson

(113)

| Paperback | 9780099410676

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Book Description

Neal Stephenson hacks into the secret histories of nations and the private obsessions of men, decrypting with dazzling virtuosity the forces that have shaped the past century. Weaving together the cracking of the Axis codes during WWII and the quest Continue

Neal Stephenson hacks into the secret histories of nations and the private obsessions of men, decrypting with dazzling virtuosity the forces that have shaped the past century. Weaving together the cracking of the Axis codes during WWII and the quest to establish a free South East Asian 'data haven' for digital information in the present, Cryptonomicon explores themes of power, information, secrecy and war in the twentieth century in a gripping and page-turning thriller.

64 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Prolisso, pesante ed eccessivamente orientato verso nerd e tecnocrati, la magia di Snow Crash qui si manifesta solo in alcuni momenti ed è un peccato: i personaggi sono molto ben caratterizzati e le tematiche di base sono appassionanti, l'ironia non ...(continue)

    Prolisso, pesante ed eccessivamente orientato verso nerd e tecnocrati, la magia di Snow Crash qui si manifesta solo in alcuni momenti ed è un peccato: i personaggi sono molto ben caratterizzati e le tematiche di base sono appassionanti, l'ironia non manca (alcune battute sono, per dirla all'inglese, Nerdtacular) ma il ritmo narativo è quantomento singhiozzante, le digressioni su crittografia e nozioni tecnologiche sono troppo lunghe e non sempre aggiungono qualcosa di realmente necessario, il tutto con un finale tirato e imbastito poveramente. 2 stelle e mezzo per le idee ed i personaggi; è perlomeno un eccellente esercizio di lettura in lingua originale specialmente se si vuole arricchire il lessico tecnologico e la conoscenza di modi di dire ed espressioni colloquiali

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    Blacktia said on May 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello, per carità, ma insomma ...
    Forse l'ho letto troppo presto dopo il ciclo barocco?
    Forse c'era troppa roba per un finale un po' telefonato?
    Forse c'erano troppe formule matematiche?
    Boh?
    Non mi ha entusiasmato.
    Né la storia né i personaggi.

    Gra ...(continue)

    Bello, per carità, ma insomma ...
    Forse l'ho letto troppo presto dopo il ciclo barocco?
    Forse c'era troppa roba per un finale un po' telefonato?
    Forse c'erano troppe formule matematiche?
    Boh?
    Non mi ha entusiasmato.
    Né la storia né i personaggi.

    Gradevole e interessante, mai appassionante.
    Peccato.

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    Xander Lavelle said on Oct 30, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Da:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/sa…

    Quando in un certo periodo del 2005, scorrendo i libri della sezione SF/Fantasy in una libreria, l'occhio mi è caduto su Confusione ...(continue)

    Da:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/sa…

    Quando in un certo periodo del 2005, scorrendo i libri della sezione SF/Fantasy in una libreria, l'occhio mi è caduto su Confusione di Neal Stephenson, e dopo averlo leggiucchiato lì in piedi mi sono accorto che era il secondo volume di una trilogia, Il Ciclo Barocco, il cui primo volume, Argento Vivo, faceva bella presenza giusto lì affianco, li ho comperati entrambi, due belle edizioni rilegate di Rizzoli. La loro lettura, nonostante la mole non indifferente, è stato un piacere via via crescente, quanto più riuscivo a farmi coinvolgere nelle innumerevoli sottostorie che compongono quell'opera, che avevo battezzato di Fantasia Scientifica, perché ancora non sapevo che Science Fantasy è un sottogenere ben definito nel mondo anglosassone. Avevo capito quasi subito che Il Ciclo Barocco era una trilogia prequel di un romanzo di Stephenson uscito qualche anno prima, proprio questo Cryptonomicon, e che era stato pubblicato in Italia sempre da Rizzoli. Ma era ormai esaurito e introvabile, e non se ne prevedevano ristampe, per cui avevo dovuto rinunciare a seguire la logica di lettura che l'autore stesso aveva proposto con la sua scaletta di scrittura. Per aggiungere ulteriore vessazione, Rizzoli non ha mai pubblicato il terzo volume del Ciclo Barocco: The System of the World, che sarò costretto a leggere in inglese, e il linguaggio di Stephenson non è dei più semplici. L'inadeguatezza dell'editoria italiana a gestire la qualità delle loro proposte, e l'incapacità che dimostra nel selezionare e supportare in termini pubblicitari le opere di maggior pregio, anche se di più difficile lettura, non potrebbe avere una migliore dimostrazione di questa. Che poi Rizzoli abbia ancora puntato su Stephenson pubblicando successivamente (anche se diviso in due volumi con un sovraccarico economico davvero spiacevole) Anathem, che è al momento quello che ritengo il migliore romanzo di questo scrittore, non allevia per niente la sua colpa precedente, ma indica solo che i nostri editori non sono capaci di seguire una linea editoriale che punti al livello del contenuto, ma seguono solo le mode, e oltretutto senza capirle, e quindi senza saper investire in quello che può essere un successo di qualità se adeguatamente supportato, quando l'occasione gli si presenta. Si spaventano facilmente se le vendite sono scarse, magari anche solo per la mancanza di un adeguato supporto pubblicitario, e lasciano i lettori senza le conclusioni delle serie di romanzi che loro stessi hanno deciso di incominciare. Mondadori è stato esemplare in questa capacità di iniziare la pubblicazione di una serie e lasciare poi perdere il tutto dopo il primo o i primi due romanzi, ma ha ritenuto invece inportante investire massicce risorse pubblicitarie per lanciare in grandissimo stile lo squallore dei romanzi della Troisi, facendola diventare un idolo delle tante bimbeminkia che leggono un libro per la prima volta e non sanno ovviamente distinguere la schifezza dall'eccellenza. Per onestà devo anche dire che la Troisi, nella sua limitatezza assoluta, è forse la migliore tra l'immondizia di autori italiani che riempie gli scaffali delle librerie nel settore Fantasy, e senza alcuna distinzione tra case editrici.
    Ma torniamo a Stephenson e al suo Cryptonomicon che, grazie alla democraticità della rete, sono finalmente riuscito a leggere.
    Terzo romanzo "importante" di Stephenson, dopo Snow Crash che gli aveva dato popolarità e dopo L'Era del Diamante (Il sussidiario illustrato della giovinetta) che gli aveva portato l'Hugo, è un romanzo ancora in mezzo al guado tra l'inventiva straripante e incontrollata della gioventù e la struttura narrativa salda e coerente della maturità. Abbandonato, forse definitivamente, il cyberpunk, o meglio il post-cyberpunk, dei due romanzi precedenti, Stephenson produce un volumone di oltre 1000 pagine che può essere definito un fantasy storico-scientifico, ma può anche essere definito un techno-thriller o in tanti altri modi, visto che non corrisponde a nessuno dei generi più diffusi al momento. La vicenda si svolge su due piani temporali distinti, uno durante la seconda guerra mondiale e l'altro più o meno ai giorni nostri, che si riallineano solo nel finale, cioè gli eventi della linea temporale attuale sono ovviamente in parte conseguenze degli eventi della linea temporale precedente, ma poichè le vicende sono narrate in parallelo, questo sarà visibile solo alla fine del romanzo. La linea temporale della II Guerra Mondiale presenta molti personaggi realmente esistiti, e Stephenson è attentissimo a farli agire nel rispetto di quello che hanno realmente fatto, romanzando qualcosa qua e là, ma nel totale rispetto delle personalità in questione. Alcuni dei personaggi inventati servono anche da interfaccia con quelli reali per giustificare la tesi di fondo principale di questa parte del romanzo, e cioè che la vittoria anglosassone deve moltissimo alla capacità di decifrare i codici segreti tedeschi e giapponesi, mentre di quelli italiani si accenna solo che erano sostanzialmente banali e non hanno posto alcun problema di decifrazione. In realtà questo non è del tutto vero, perchè seppure ha avuto un certo ruolo, la capacità di decifrare i codici tedeschi è stata ben lungi dall'avere gli effetti dirompenti presupposti da Stephenson.
    Ma questa è la vera maestria di Stephenson, di far sembrare del tutto ovvio un fatto apparentemente storico, che ovvio non è e storicamente non esiste, semplicemente perchè lo avvolge e coinvolge nella rete di fatti reali che presenta in modo esplicito, intrecciando i comportamenti storicamente accertati di personaggi reali con quelli che inventa in modo da giustificare proprio il fatto in questione. Stephenson è al momento veramente unico in questa capacità di capire settori diversi della scienza e di tradurli in situazioni narrativamente interessanti solo parzialmente romanzate.
    Il tema tecnologico principale di questo romanzo è la criptografia, in tutti i suoi sviluppi storici dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Dallo scontro criptografico della seconda guerra mondiale, di cui, come ho già detto, si esagera volutamente l'impatto effettivo, ad alcuni aspetti moderni che riguardano la sicurezza delle informazioni sulla rete globale. Stephenson dimostra una competenza notevole sull'argomento, e riesce a "romanzare" questa conoscenza in un modo tutto sommato soddisfacente.
    Però dal punto di vista dello stile narrativo questo romanzo presenta ancora molti difetti, perchè Stephenson si lascia ancora andare in lunghe descrizioni, non è ancora capace di tenere fisso il Punto di Vista (PoV), con frequenti escursioni ad un Narratore Onnisciente, o anche semplicemente con un frequente passaggio da un PoV profondo, in cui si "sentono" i pensieri del personaggio in questione, ad una telecamera vagante che è sì puntata sullo stesso personaggio, ma ne è completamente al di fuori e ne vede semplicemente il comportamento. Stilisticamente Stephenson in questa sua opera presenta ancora molti punti deboli, ma rispetto alle sue opere precedenti si nota una maggiore consapevolezza di come gestire una narrazione efficace, cercando di tenere sotto un maggior controllo la sua fantasia, che sembra sempre non avere limiti.
    Un aspetto tipico di Stephenson, ampiamente presente anche in questo romanzo, sono le deviazioni in storie parallele, che possono sembrare un modo di allungare il brodo senza portare avanti la vicenda principale, ma che di fatto servono ad arricchire le descrizioni dei vari personaggi, anche se un'escursione sull'estrazione di un dente del giudizio che dura per così tante pagine e ha un impatto piuttosto nullo sulla trama principale può lasciare più di una perplessità. Personalmente ho normalmente apprezzato molto quasi tutte queste divagazioni, ma capisco che possano anche dare fastidio.
    Dal punto di vista di un lettore non particolarmente attento, la linea temporale della seconda guerra mondiale può apparire più lineare e quindi più comprensibile, mentre quella dei giorni nostri, con il continuo riaggiustamento di visuale dovuto al progressivo chiarimento degli antefatti dovuto allo sviluppo parallelo della precedente linea temporale, può sembrare più difficile da comprendere. Sicuramente i personaggi "moderni" sono anche psicologicamente più complessi rispetto a quelli che dovevano "più banalmente" far fronte ad una guerra mondiale e le cui vicende sono anche in qualche modo "incamiciate" dal dover rimanere entro l'ambito storico conosciuto.
    In realtà Stephenson era cosciente di stare scrivendo solo un capitolo di una vicenda molto più complessa, che aveva già in testa e che avrebbe coperto diversi secoli di storia umana, ma il lettore di questo libro ne è del tutto all'oscuro, limitato a quello che viene a leggere direttamente. Quindi non sempre i rapporti tra i vari personaggi e le loro varie discendenze sono logicamente comprensibili, perchè se limitate alle vicende di questo ridotto intervallo temporale possono sembrare del tutto casuali, se non molto artefatte.
    Come succede anche negli altri romanzi di Fantasy Storica di Stephenson, cioè il Ciclo Barocco, può essere difficile, per un lettore normale non particolarmente esperto delle vicende del periodo o anche della sua tecnologia, riuscire a distinguere la realtà vera, più o meno interpretata, dalle invenzioni di Stephenson, data la sua estrema abilità nel confondere i due livelli. In Cryptonomicon questo è specialmente vero per la linea temporale attuale, dove l'intreccio tra la realtà delle interconnessioni di rete concrete, la gestione dei data-base in paradisi informatici e degli interessi economici di un mondo globalizzato è difficilmente districabile dalle invenzioni, estremamente realistiche, di Stephenson,che comunque ci sono ed abbondanti. Il risultato è qualcosa di estremamente godibile, perché per ogni situazione nasce sempre la domanda se è una situazione che è reale nel nostro mondo o è semplice fantasia, con le conseguenze delle stesse situazioni ben illustrate nel romanzo che possono anche essere del tutto reali.
    In conclusione un romanzo lungo, forse troppo, ancora non ben equilibrato e con più di qualche difetto nello stile di scrittura, ma con una potenza di coinvolgimento veramente unica. L'annuncio della nascita di uno scrittore con i controfiocchi.

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    Mikecas said on Sep 5, 2013 | Add your feedback

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    Bella la trama, tocchi di ironia e humor dove non te li aspetti e personaggi a cui affezionarsi.

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    carloz said on Aug 11, 2013 | Add your feedback

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    Attesa infinita

    Vista la lunga ricerca per arrivare a possedere e leggere questa rarità, cinque stelle sarebbero state d'obbligo, tuttavia devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di diverso, ma forse non mi ero documentato abbastanza bene.

    Infatti questo libro è i ...(continue)

    Vista la lunga ricerca per arrivare a possedere e leggere questa rarità, cinque stelle sarebbero state d'obbligo, tuttavia devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di diverso, ma forse non mi ero documentato abbastanza bene.

    Infatti questo libro è il prototipo dello stile di Stephenson: vi si narra non tanto una vicenda, intesa come un'azione confinata in uno spazio-tempo determinato, quanto piuttosto uno spezzone di Storia, sebbene romanzata con personaggi di fantasia. L'avventura, se di questo si può parlare, è giusto il modo per legare le storie personali dei vari personaggi. Ciò che conta è la caratterizzazione degli attori, la passione per i dettagli, a volte così spinta da sforare in un metatesto ricco di grafici e formule, scritto a favore del lettore stesso, svincolato dall'essere descritto da un personaggio o da un altro.

    Secondo me il capolavoro sta nella trama. Il modo migliore per descriverla penso siano due spirali concentriche ma contro rotanti: all'inizio le due vicende, che si svolgono in tempi differenti, appaiono slegate, slavo intersecarsi in alcuni punti. Procedendo con la lettura i giri si fanno più stretti ed i punti di contatto maggiori, fino a che tutto precipita, specificamente nelle ultime duecento pagine, fino alla singolarità comune. Ma il susseguirsi degli eventi avviene sempre con un ritmo blando, senza escalation; ed in questo il finale manca un po' di mordente, di conclusività, ma come detto si tratta di uno spezzone di Storia.

    Merita assolutamente la lettura ma bisogna disporsi nella giusta ottica. Conta molto il saper cogliere gli insegnamenti filosofici che si sprigionano dalla storia.

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    Karagounis said on Apr 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Buona trama, ma troppe divagazioni e di scarsa qualita', quasi a prendere in giro i lettori (sembrava quasi di leggere un Eco "dei poveri"... e non che Eco mi piaccia quando divaga!).
    Fa passare nozioni di matematica da scuole superiori come alla por ...(continue)

    Buona trama, ma troppe divagazioni e di scarsa qualita', quasi a prendere in giro i lettori (sembrava quasi di leggere un Eco "dei poveri"... e non che Eco mi piaccia quando divaga!).
    Fa passare nozioni di matematica da scuole superiori come alla portata di sole menti fuori dal comune (esempio: il calcolo su quando la catena della bici sarebbe uscita).
    Fa sembrare un semplice utilizzo di Linux da utente esperto (come ogni utente Linux era all'epoca in cui questo libro e' stato scritto, prima che Ubuntu diventasse mainstream) come una cosa da fanta-hacker.
    L'unica cosa da matematica un pelo superiore, la funzione di Riemann, ovviamente e' appena accennata e non spiegata... forse non era alla portata dell'autore? :P
    Ciononostante, buona trama e buoni personaggi, ma senza le inutili divagazioni di cui il libro e' pieno sarebbe potuto essere la meta'!

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    Anato said on Apr 20, 2013 | Add your feedback

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