Cualquier otro día

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Publisher: RBA LIBROS 2010

4.1
(205)

Language: Español | Number of Pages: 728 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Swedish , Dutch , Korean

Isbn-10: 8498677009 | Isbn-13: 9788498677003 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
En 1918 Babe Ruth, el mítico bateador de los Red Sox de Boston, se encuentra con su pelota más difícil: la huelga. Luther Laurence huye del beisbol, de Tulsa y de un rastro de sangre para cumplir lo que se espera de un negro en el Este: ser un criado. El policía Danny Coughin es enviado a inspeccionar un buque de guerra con unos cuantos soldados enfermos de vuelta de la Gran Guerra y aquejados de una rara enfermedad: una gripe de consecuencias insospechadas que dejará miles de cadáveres en el North End, el barrio italiano en que Danny, hijo del capitán de la Policía de Boston, espera su placa de oro y su nombramiento como el inspector más joven de la comisaría. Pero después de 1919 el North End ya no será el mismo, Boston y Danny tampoco.
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  • 4

    Bello

    Genere insolito a cavallo tra il romanzo storico, il noir, il poliziesco. Il finale è malinconico ma non senza speranza. Un ottimo lavoro che illustra un pezzo di storia americana non precisamente ono ...continue

    Genere insolito a cavallo tra il romanzo storico, il noir, il poliziesco. Il finale è malinconico ma non senza speranza. Un ottimo lavoro che illustra un pezzo di storia americana non precisamente onorevole: l'oppressione dei lavoratori, il perbenismo, le mazzette, la guerra agli scioperi, il maccartismo, la caccia agli immigrati sovversivi che affianca il disprezzo ancora molto forte verso i connazionali di colore, la descrizione della folla durante i tumulti di Boston. Siamo nel 1918, il mondo sta cambiando, e ogni cambiamento chiede le sue vittime, vittime che, pur nella sconfitta personale, hanno avuto il merito di rivendicare diritti che loro non avranno ma a cui arriveranno le generazioni successive. In questo sta la forza dignitosa degli sconfitti, che trovano nell'amore l'unico senso, l'unica cosa per la quale merita vivere. A mio parere il libro è molto cinematografico. La storia della famiglia Coughlin, con la sua serie di sventure e di fallimenti che si intrecciano alla Storia mi ha fatto pensare, anche se ovviamente sono due lavori completamente diversi, allo spaccato della storia italiana fatto da Marco Tullio Giordana ne "La meglio gioventù". Non metto 5 stelle per La lentezza di alcune parti e la crudezza di altre, a volte forse un po' troppo ricercata. Ma è un ottimo libro.

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  • 4

    Siamo a Boston (come poteva essere diversamente...), nel 1918. Un anno pregno di avvenimenti che travolgeranno la famiglia Coughlin ed in particolare il primogenito, Danny.
    Questo libro rappresenta la ...continue

    Siamo a Boston (come poteva essere diversamente...), nel 1918. Un anno pregno di avvenimenti che travolgeranno la famiglia Coughlin ed in particolare il primogenito, Danny.
    Questo libro rappresenta la prima prova dell'autore in un genere che non sia il thriller...ed un pò si avverte.
    In alcuni punti la trama "arranca", si incarta su se stessa.
    Non che non sia un'opera godibilissima, Lehane come scrittore non si discute!
    Il nostro caro Dennis forse doveva ancora "prendere le misure", cosa che gli riuscirà benissimo nella seconda puntata della saga Coughlin, "La legge della notte", incentrata su Joe, il fratello di Danny.
    In ogni caso questo romanzo è stato molto utile per conoscere uno spaccato dell'America post prima guerra mondiale, un paese in piena "ebollizione", dilaniato tra attentati, persone che lottano per far valere i propri diritti, immigrati, ecc ecc
    Inoltre più del protagonista principale, a cui sono dedicate molte pagine, mi è piaciuto molto il co-protagonista Luther.

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  • 3

    Lehane cambia un pò genere e si dedica al romanzo storico ambientato dopo la prima guerra mondiale negli Stati Uniti (Boston come suo solito). Interessante ma un pò al di sotto di altri suoi romanzi ( ...continue

    Lehane cambia un pò genere e si dedica al romanzo storico ambientato dopo la prima guerra mondiale negli Stati Uniti (Boston come suo solito). Interessante ma un pò al di sotto di altri suoi romanzi (quelli della serie di Pat Kenzie e Angie Gennaro soprattutto). Il libro si sofferma principalmente su due protagonisti: il ragazzo di colore Luther con cui affronta la segregazione razziale e il poliziotto Danny coinvolto nei sindacati.
    Interessante affresco storico

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  • 4

    Quello era l'anno

    Quello era l'anno in cui tutto successe:
    lo sciopero (per la prima volta) della polizia di Boston; i disordini che questo comportò, il baseball che diventa parte integrante della cultura americana, Ba ...continue

    Quello era l'anno in cui tutto successe:
    lo sciopero (per la prima volta) della polizia di Boston; i disordini che questo comportò, il baseball che diventa parte integrante della cultura americana, Babe Ruth che diventa famosissimo come lanciatore.

    Luther (di colore) e Danny (irlandese bianco) diventano amici e la loro vita viene travolta da tutti gli avvenimenti dei primi anni del '900.

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  • 5

    Quasi un capolavoro, un librone divorato in pochissimi giorni, decisamente coinvolgente.
    Lehane dimostra una volta di più di saper ricreare le atmosfere di quegli anni nella sua Boston (non per niente ...continue

    Quasi un capolavoro, un librone divorato in pochissimi giorni, decisamente coinvolgente.
    Lehane dimostra una volta di più di saper ricreare le atmosfere di quegli anni nella sua Boston (non per niente ha collaborato anche alla sceneggiatura delle ultime stagioni di Boardwalk Empire). Una Boston decisamente diversa da quella di oggi, ma viva e credibile.
    Unico punto su cui sono un po' perplessa: non ho capito bene l'intento dell'autore nell'inserire anche il mitico Babe Ruth nella storia; certo completa ulteriormente il contesto del 1918-1919, ma non è necessario allo svolgersi della vicenda. Per i non americani e non patiti di baseball può essere forse anche un ostacolo (mia madre ha abbandonato la lettura al primo capitolo proprio perché non capiva niente di quello che stava avvenendo!).

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  • 4

    L'anno in cui il mondo sarebbe potuto cambiare

    Quello era l'anno, il 1918, quello era l'anno in cui l'eco della libertà giungeva dall'altra parte dell'Oceano e trovava ad accoglierlo le forze della reazione, disposte a tutto pur di impedire "la ru ...continue

    Quello era l'anno, il 1918, quello era l'anno in cui l'eco della libertà giungeva dall'altra parte dell'Oceano e trovava ad accoglierlo le forze della reazione, disposte a tutto pur di impedire "la russificazione" dell'America. Pugno di ferro nel guanto di velluto, da sfoderare ogni volta che ce n'è bisogno: è solo una delle tante acute, azzecatissime immagini che il romanzo offre della democrazia statunitense, razzista e classista alla radice, per statuto costitutivo. Dal punto di vista della dinamica sociale che dipinge, del racconto delle situazioni e dei fatti, questo romanzo è ottimo, avvincente e incredibilmente interessante. Troppo lineare, tuttavia, è lo svolgersi delle vicende umane: la costruzione di un'amicizia così controcorrente come quella fra Luther e Danny, ma ancor di più fra Luther e Nora, avviene molto sbrigativamente nel romanzo; Lehane la fa un po' troppo facile, e da questo punto di vista risulta poco credibile ahimè. Quello era l'anno, forse è vero, in cui le persone iniziarono a guardarsi con occhi diversi le une con le altre. Lehane ce lo dice, ma non entra fino in fondo negli animi, non arriva più profondamente a mostrarci le scelte, le coscienze. Questo è il punto debole di un libro che rimane in ogni caso ottimo, zeppo di elementi di grande interesse, molto capace di farci vivere la città di Boston come specchio degli USA, "Atene d'America" con tutte le sue contraddizioni, e il suo brulicare di protagonisti alla ricerca della propria libertà mentre vivono coattamente addossati gli uni agli altri.
    Ultima, dolente nota: troppi refusi nel testo.

    said on 

  • 4

    quasi capolavoro

    Primo libro con cui Lehane si cimenta in una narrativa di maggior spessore, che non sia semplicemente noir o poliziesca. E’ un librone di 600 pagine con varie storyline che poi si intrecceranno tra lo ...continue

    Primo libro con cui Lehane si cimenta in una narrativa di maggior spessore, che non sia semplicemente noir o poliziesca. E’ un librone di 600 pagine con varie storyline che poi si intrecceranno tra loro alla fine: da una parte il giocatore di baseball, Babe Ruth, e il suo passaggio da una squadra a un’altra per un ingaggio superiore (forse la vicenda più noiosetta di tutto il romanzo); il detective e la sua famiglia di bianchi con la puzza sotto il naso, che si sentono superiori in tutto e per tutto alle persone di colore di Boston; e infine la storyline che mi è piaciuta di più, quella del ragazzo di colore che scappa da una vita di piccole truffe che gli sono costate la complicità in un omicidio, per poi trovarsi invischiato in un ricatto subìto dal poliziotto cattivo di turno. Grandissima la resa psicologica dei personaggi, soprattutto la travagliata storia d’amore tra il detective e la donna di colore. Sullo sfondo lo sciopero dei poliziotti che ha segnato la storia dei diritti dei lavoratori in America.

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  • 3

    D'entrada, com em passa últimament, el meu ritme de lectura ha estat lamentable, la qual cosa segurament ha exagerat la sensació de que el llibre és lent. Tot i així, analitzant-ho fredament, no passa ...continue

    D'entrada, com em passa últimament, el meu ritme de lectura ha estat lamentable, la qual cosa segurament ha exagerat la sensació de que el llibre és lent. Tot i així, analitzant-ho fredament, no passa gaire res en el llibre. O sigui que el primer que m'atreviria a dir és que li sobren, com a mínim, el 25% de les pagines.

    Segona cosa i lligada amb els personatges. Tot el llibre gira al voltant de 3 personatges que van agafant el relleu del punt de vista narratiu. Dos d'ells tenen tot el sentit i no en tinc cap queixa. El que desentona, no porta enlloc i a bastanta gent li pot fer abandonar el llibre abans de començar és el jugador de baseball professional, que al final resulta que no està lligat a la trama per enlloc i tampoc n'acabem de saber gaire res. Doncs donat que en la meva opinió ja li sobren pàgines al llibre, hauria estat un detall no omplir-ne unes quantes moltes amb un personatge que no ens porta enlloc.

    Tercera cosa. Cap a on va el llibre? És una pregunta que m'he fet en bona part de la narració. Suposo que aquestes històries que agafen un fragment de la vida / història d'uns personatges i que no tenen un plantejament, un nus i un desenllaç pròpiament dits em costen més. També suposo que la sensació ve exagerada pel fet de que un dels personatges principals (en Danny), també no té la vida molt ben orientada i tampoc acabes de veure cap a on va. Això ajuntat amb el ritme de lectura fa que en alguns trams del llibre se m'hagi fet realment feixuc.

    Quarta cosa. Tot i que pot semblar que el llibre no m'ha agradat gens, això no és cert. Si que m'ha agradat, però no m'ha enganxat ni entussiasmat. Haig de dir que quan he tingut temps i l'he agafat amb més ganes ha millorat i molt.

    Quinta cosa. Coses positives. L'ambientació històrica m'ha agradat. En aquest sentit m'ha fet pensar bastant amb la situació de crisi econòmica que vivim avui en dia i en que les coses sempre poden anar a pitjor (i que sempre es poden trobar excuses per fotre al treballador). També m'ha agradat molt el personatge d'en Luther. L'he trobat bastant més autèntic i amb més pebrots que en Danny, atontat durant bona part de la novel·la.

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