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Cualquier otro día

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Publisher: RBA LIBROS 2010

4.1
(173)

Language:Español | Number of Pages: 728 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Swedish , Dutch , Korean

Isbn-10: 8498677009 | Isbn-13: 9788498677003 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
En 1918 Babe Ruth, el mítico bateador de los Red Sox de Boston, se encuentra con su pelota más difícil: la huelga. Luther Laurence huye del beisbol, de Tulsa y de un rastro de sangre para cumplir lo que se espera de un negro en el Este: ser un criado. El policía Danny Coughin es enviado a inspeccionar un buque de guerra con unos cuantos soldados enfermos de vuelta de la Gran Guerra y aquejados de una rara enfermedad: una gripe de consecuencias insospechadas que dejará miles de cadáveres en el North End, el barrio italiano en que Danny, hijo del capitán de la Policía de Boston, espera su placa de oro y su nombramiento como el inspector más joven de la comisaría. Pero después de 1919 el North End ya no será el mismo, Boston y Danny tampoco.
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  • 4

    quasi capolavoro

    Primo libro con cui Lehane si cimenta in una narrativa di maggior spessore, che non sia semplicemente noir o poliziesca. E’ un librone di 600 pagine con varie storyline che poi si intrecceranno tra loro alla fine: da una parte il giocatore di baseball, Babe Ruth, e il suo passaggio da una squadra ...continue

    Primo libro con cui Lehane si cimenta in una narrativa di maggior spessore, che non sia semplicemente noir o poliziesca. E’ un librone di 600 pagine con varie storyline che poi si intrecceranno tra loro alla fine: da una parte il giocatore di baseball, Babe Ruth, e il suo passaggio da una squadra a un’altra per un ingaggio superiore (forse la vicenda più noiosetta di tutto il romanzo); il detective e la sua famiglia di bianchi con la puzza sotto il naso, che si sentono superiori in tutto e per tutto alle persone di colore di Boston; e infine la storyline che mi è piaciuta di più, quella del ragazzo di colore che scappa da una vita di piccole truffe che gli sono costate la complicità in un omicidio, per poi trovarsi invischiato in un ricatto subìto dal poliziotto cattivo di turno. Grandissima la resa psicologica dei personaggi, soprattutto la travagliata storia d’amore tra il detective e la donna di colore. Sullo sfondo lo sciopero dei poliziotti che ha segnato la storia dei diritti dei lavoratori in America.

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  • 3

    D'entrada, com em passa últimament, el meu ritme de lectura ha estat lamentable, la qual cosa segurament ha exagerat la sensació de que el llibre és lent. Tot i així, analitzant-ho fredament, no passa gaire res en el llibre. O sigui que el primer que m'atreviria a dir és que li sobren, com a míni ...continue

    D'entrada, com em passa últimament, el meu ritme de lectura ha estat lamentable, la qual cosa segurament ha exagerat la sensació de que el llibre és lent. Tot i així, analitzant-ho fredament, no passa gaire res en el llibre. O sigui que el primer que m'atreviria a dir és que li sobren, com a mínim, el 25% de les pagines.

    Segona cosa i lligada amb els personatges. Tot el llibre gira al voltant de 3 personatges que van agafant el relleu del punt de vista narratiu. Dos d'ells tenen tot el sentit i no en tinc cap queixa. El que desentona, no porta enlloc i a bastanta gent li pot fer abandonar el llibre abans de començar és el jugador de baseball professional, que al final resulta que no està lligat a la trama per enlloc i tampoc n'acabem de saber gaire res. Doncs donat que en la meva opinió ja li sobren pàgines al llibre, hauria estat un detall no omplir-ne unes quantes moltes amb un personatge que no ens porta enlloc.

    Tercera cosa. Cap a on va el llibre? És una pregunta que m'he fet en bona part de la narració. Suposo que aquestes històries que agafen un fragment de la vida / història d'uns personatges i que no tenen un plantejament, un nus i un desenllaç pròpiament dits em costen més. També suposo que la sensació ve exagerada pel fet de que un dels personatges principals (en Danny), també no té la vida molt ben orientada i tampoc acabes de veure cap a on va. Això ajuntat amb el ritme de lectura fa que en alguns trams del llibre se m'hagi fet realment feixuc.

    Quarta cosa. Tot i que pot semblar que el llibre no m'ha agradat gens, això no és cert. Si que m'ha agradat, però no m'ha enganxat ni entussiasmat. Haig de dir que quan he tingut temps i l'he agafat amb més ganes ha millorat i molt.

    Quinta cosa. Coses positives. L'ambientació històrica m'ha agradat. En aquest sentit m'ha fet pensar bastant amb la situació de crisi econòmica que vivim avui en dia i en que les coses sempre poden anar a pitjor (i que sempre es poden trobar excuses per fotre al treballador). També m'ha agradat molt el personatge d'en Luther. L'he trobat bastant més autèntic i amb més pebrots que en Danny, atontat durant bona part de la novel·la.

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  • 3

    Boston, 1918. Gli Stati Uniti sono toccati marginalmente dal primo conflitto mondiale, ma i problemi non mancano, a partire dalle ristrettezze economiche con cui fare i conti, dalle rivendicazioni salariali delle varie corporazioni, in primis il corpo di polizia, fino ai numerosi venti di rivolta ...continue

    Boston, 1918. Gli Stati Uniti sono toccati marginalmente dal primo conflitto mondiale, ma i problemi non mancano, a partire dalle ristrettezze economiche con cui fare i conti, dalle rivendicazioni salariali delle varie corporazioni, in primis il corpo di polizia, fino ai numerosi venti di rivolta di anarchici e insurrezionalisti.

    Luther, nero dal cuore d'oro in fuga dall'Oklahoma per omicidio, Danny, orgoglioso agente di polizia che si prende a cuore la difesa delle difficili condizioni di lavoro dei suoi colleghi, Nora, domestica irlandese dal misterioso passato; intorno a questi tre ruota la maggior parte della storia, anche se in primo piano rimane sempre la caotica situazione della città.

    Gli ingredienti ci sono tutti per garantire un grande racconto, tuttavia molte parti del romanzo risultano pesanti, sfilacciate, e non aiutano a rendere fluida la lettura di un corposo romanzo come questo. Le vicissitudini di Babe Ruth, famoso campione di baseball dell'epoca, l'eccessiva descrizione della toponomastica della cittá, il noioso scaricabarile tra i vari funzionari politici circa le responsabilitá dei disordini e l'esagerata e quasi bizzarra descrizione proprio dei tumulti alla fine del libro ne sono un esempio.

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  • 5

    "Babe va a sud"

    1918, Boston: la prima guerra mondiale volge al termine, e riverbera le sue conseguenze anche sul suolo americano. Su questo sfondo storico, fatto di scenari politici conservatori, di scarsi fondi economici, di corruzione, di immigrazione, si incrociano le storie e i destini di Danny Coughlin, po ...continue

    1918, Boston: la prima guerra mondiale volge al termine, e riverbera le sue conseguenze anche sul suolo americano. Su questo sfondo storico, fatto di scenari politici conservatori, di scarsi fondi economici, di corruzione, di immigrazione, si incrociano le storie e i destini di Danny Coughlin, poliziotto in carriera di origini irlandesi, e di Lauther Laurence, ventenne di colore, in fuga da un passato recente di omicidi e droga.
    Contro ogni pregiudizio, i due diventano amici e, contro ogni ostacolo, lotteranno ciascuno per i propri diritti e per il proprio futuro, con delusione e speranza.

    Dennis Lehane non è solo un giallista eccellente, ma si rivela essere anche un ottimo narratore storico. Troviamo qui personaggi agli albori come Coolidge, Hoover dell'FBI: intrighi e politica di un secolo fa, ma sempre recenti. Infine, è da sottolineare l'abilità di Lehane nel coinvolgimento che si crea con le vicende dei protagonisti, soprattutto con la lotta di Danny per i diritti sindacali, e il muro politico e civile che si trova contro.

    Lehane è uno scrittore di cui non si può far altro che leggere TUTTO. Eccezionale.

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  • 4

    Quello era l’anno è un romanzo diverso dal genere tipico di Lehane che ci abituato a thriller, ottimi thriller pieni di suspance. Siamo nell’Oklahoma, nel cuore dell’America razzista, Luther Laurence è un nero in fuga per aver ucciso un uomo. Boston, cambio di rotta, luogo di incontro con l’irlan ...continue

    Quello era l’anno è un romanzo diverso dal genere tipico di Lehane che ci abituato a thriller, ottimi thriller pieni di suspance. Siamo nell’Oklahoma, nel cuore dell’America razzista, Luther Laurence è un nero in fuga per aver ucciso un uomo. Boston, cambio di rotta, luogo di incontro con l’irlandese capo della polizia Danny Coughlin, in quel 1918 in fermento. Sì rivolte, anarchici, immigrati, rivoluzionari, mafiosi che lottano per la supremazia di quel crimine che è regime di lucro. Siamo anche negli anni dei primi scioperi del corpo poliziesco. Un’amicizia particolare tra un bianco e un nero, avversata dalla famiglia di lui che non ne vuole sapere e vede la cosa come un disonore, una difesa allo stremo, delle famiglie che si contrappongono, per un storia, un vita, un ricostruzione che è a tratti maniacale, ma che è spinta sempre forse per il bene comune.

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  • 0

    Sarebbe da leggere prima di esprimere qualunque giudizio sul tema dell'immigrazione. Duro come un viaggio verso una terra sconosciuta in compagnia di pidocchi e miseria, prima di trovare un posto nel mondo; sembrano passati millenni, a volte si preferisce credere che non sia mai accaduto, ma prim ...continue

    Sarebbe da leggere prima di esprimere qualunque giudizio sul tema dell'immigrazione. Duro come un viaggio verso una terra sconosciuta in compagnia di pidocchi e miseria, prima di trovare un posto nel mondo; sembrano passati millenni, a volte si preferisce credere che non sia mai accaduto, ma prima di Lampedusa ci sono state le città americane ad accogliere disperati italiani, irlandesi e di tanti altri posti.

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  • 3

    “Di tanto in tanto, nel corso della storia, gli irlandesi si scatenano e corrono incontro all’apocalisse. Non vedo nessun motivo perché si comportino diversamente a Boston”

    Dennis Lehane esce per la prima volta dal genere che gli ha conferito notorietà per cimentarsi in un’ambiziosa incursione nella narrativa mainstream e lo fa costruendo un corposo romanzo ad ampio respiro classificabile nell’ambito, ben rappresentato negli USA, della letteratura realistica di fort ...continue

    Dennis Lehane esce per la prima volta dal genere che gli ha conferito notorietà per cimentarsi in un’ambiziosa incursione nella narrativa mainstream e lo fa costruendo un corposo romanzo ad ampio respiro classificabile nell’ambito, ben rappresentato negli USA, della letteratura realistica di forte impegno civile. Lo ambienta nella sua ben conosciuta Boston ma non nella metropoli odierna bensì nel turbolento periodo storico del dopoguerra del primo conflitto mondiale.

    Curiosamente il romanzo inizia con la lunga descrizione di una partita di baseball, in modo analogo ad Underworld, ma al contrario della grande epopea di Delillo, Lehane non sembra avere la stoffa per conseguire un risultato all’altezza dell’obiettivo, per tessere una tela che dia la sensazione e lo spessore del tempo e del destino degli uomini e donne che lo abitano.

    Lo schema è quello di individuare un paio di protagonisti emblematici e di costruire intorno ad essi lo spaccato dell’epoca, le speranze e i conflitti, i retaggi del razzismo e l’orgoglio dell’etnìa irlandese, attraverso tanti personaggi altrettanto emblematici, i buoni molto buoni e ingenui, i cattivi davvero cattivi e infidi, con l’unica eccezione forse del padre del protagonista principale, il capitano Thomas Coughlin, personaggio a tutto tondo che racchiude in sé le contraddizioni del ruolo di padre severo e poliziotto incorrotto.

    Certamente vi sono parti di “Quello era l’anno” (che poi in originale non di anno si tratta ma di giorno…: “The Given Day”) che raggiungono un’efficacia notevole come l’arrivo dell’epidemia di spagnola e i “riots”, le sommosse che devastano la città in seguito allo sciopero dei poliziotti, ma altre appesantiscono il romanzo, come la storia d’amore al centro del libro, priva di elementi di originalità e che (consapevolmente o meno) sprofonda ogni volta la tensione che Lehane ha immesso nella storia, certamente più a suo agio con i momenti d’azione e i retroscena politico-sociali del periodo.

    Insomma un libro più interessante che appassionante, che si lascia leggere per la sua lunga durata pur con qualche periodo di “stanca”, che lascia filtrare il sincero impegno dell’autore il quale non sembra tuttavia ancora maturo per padroneggiare un’opera di portata pari all’ambizioso progetto che si prefigge.

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