Cuando Dios era un conejo

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Publisher: Ediciones B

3.7
(298)

Language: Español | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Portuguese , Dutch , Finnish , German

Isbn-10: 8466647236 | Isbn-13: 9788466647236 | Publish date:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Humor

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Book Description
Cuando Dios era un conejo es una novela sobre la amistad, sobre crecer y hacerse mayor, sobre las alegrías y las desilusiones, y sobre el amor en todas sus formas. Una novela conmovedora que está causando sensación en Gran Bretaña y que ahora ha sido traducida al español.La novela comienza narrada desde el punto de vista de la joven Elly, quien vive con sus amorosos padres (quienes, sin embargo, no le prestan suficiente atención). La mamá de Elly, sobre todo, se ha perdido de los primeros momentos en la vida de su hija, destrozada como estaba por la trágica muerte de sus padres. Elly tiene también a Jenny Penny, su extraña mejor amiga; una tía actriz que le da consejos para sobresalir en los actos escolares; y un conejo, a quien ha bautizado ‘Dios’. Pero la persona más importante para Elly es su hermano Joe.Han transcurrido veinte años, la familia de Elly y Joe se ha mudado a Nueva York y los hermanos, pese a haber dejado atrás a Jenny Penny y a la mujer amada por Joe, siguen estando unidos, pero un día, un suceso inolvidable y aterrador amenaza con destruir para siempre el vínculo que los une.La autora de Cuando Dios era un conejo es la escritora británica Sarah Winman, quien estudió arte dramático y ha actuado en teatro, cine y televisión. “Cuando Dios era un conejo” es su primera novela, aclamada por la crítica y el público y traducida a numerosos idiomas. En la actualidad vive en Londres.Dijo The Times: “Magnífica y poco convencional… La voz de Winman es deliciosamente auténtica. Un debut soberbio”.
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    Non mi ha convinto. Bella la storia di Joe e Charlie, ma nel complesso il libro è prolisso e ci sono diverse cose lasciate senza spiegazione (in particolare riguardo alla faccenda del coniglio e all'a ...continue

    Non mi ha convinto. Bella la storia di Joe e Charlie, ma nel complesso il libro è prolisso e ci sono diverse cose lasciate senza spiegazione (in particolare riguardo alla faccenda del coniglio e all'amica Jenny Penny, quasi assente nella seconda parte del libro), oltre a situazioni e personaggi superflui.Nella prima parte mi ha dato spesso la sensazione di un libro che cercasse di essere brillante senza riuscirci.

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  • 3

    e 1/2

    Una storia di ricordi, di malinconie, di tempo trascorso, di affetti e amori di persone che ci hanno accompagnato e che poi abbiamo perso, smarrito per colpa della vita, o semplicemente perchè le abb ...continue

    Una storia di ricordi, di malinconie, di tempo trascorso, di affetti e amori di persone che ci hanno accompagnato e che poi abbiamo perso, smarrito per colpa della vita, o semplicemente perchè le abbiamo... trascurate dandole per scontate.
    ... e quanto incidono i ricordi nel nostro presente e nel nostro modo di essere?
    Elly è ancora una ragazzina quando inizia a raccontare la sua storia e quella della sua famiglia, di quel fratello tanto amato, e di Jenny Penny, la sua amica del cuore.
    Il libro si legge bene, alcune tematiche sono importanti, purtroppo rimangono in superficie, lasciando un senso di insoddisfazione.

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  • 5

    "Non volevamo conquistare il mondo, solo le nostre paure."

    Non esiste banalità nelle storie di tutti giorni, basta saperle raccontare. Un libro che si fa leggere con piacere; dolce, ironico, a tratti grottesco. Vita di tutti i giorni, temi importanti trattati ...continue

    Non esiste banalità nelle storie di tutti giorni, basta saperle raccontare. Un libro che si fa leggere con piacere; dolce, ironico, a tratti grottesco. Vita di tutti i giorni, temi importanti trattati con delicatezza, senza mai calcare la mano, un po' di sana eccentricità... tutti questi ingredienti rendono questo libro una ricetta decisamente ben riuscita.

    said on 

  • 3

    No es lo que yo esperaba.

    Este libro me ha dejado un sabor agridulce tras leerlo. Por una parte, la historia engancha y la forma de narrarla también es buena... pero no termina de transmitir lo que en realidad quiere.

    Lo que ...continue

    Este libro me ha dejado un sabor agridulce tras leerlo. Por una parte, la historia engancha y la forma de narrarla también es buena... pero no termina de transmitir lo que en realidad quiere.

    Lo que menos me ha gustado es la intención de la autora de que el lector sepa todos los microdetalles del libro para su posterior uso, y pueden ser páginas y páginas en las que solamente dejar caer que una persona le dio a otra un objeto que ella deseaba. Y ahí se corta, sin explicar nada ni remitirte a nada. Todo el libro está lleno de esos momentos que, si bien sabes que son importantes, no llegas a comprenderlos.

    said on 

  • 2

    Praticamente è la storia tragicamente mirabolante di Elly e suo fratello, dall'infanzia fino all'età adulta. Di mezzo c'è un vicino di casa ebreo, una zia lesbica innamorata della cognata, un vecchio ...continue

    Praticamente è la storia tragicamente mirabolante di Elly e suo fratello, dall'infanzia fino all'età adulta. Di mezzo c'è un vicino di casa ebreo, una zia lesbica innamorata della cognata, un vecchio saggio e arzillo, un fratello gay, un padre un po' troppo complessato e, udite udite, questo è solo un quarto della parata. Non c'è un filo omogeneo per cui poter dire “la storia tratta questo”: è come un sandwich senza arte, dove più roba metti più dovrebbe suonare sfizioso e denso, quando invece come si sa se porti alla bocca una cosa del genere come minimo metà del sandwich ti scivola via tra le mani atterrando ingloriosamente per terra, perché è difficile da maneggiare. Lo chiamerei una successione di mille episodi ruotanti attorno ogni volta ad un nuovo evento, che naturalmente dev'essere tragico, altrimenti non c'è il drama necessario per far sembrare che in fondo questa storia voglia dire qualcosa di molto profondo e toccante.
    Sì, lo so anche io cosa vorrebbe dire: parlare del dolore di crescere troppo presto e del farsi adulti in generale, del tempo, specialmente del passato che bussa sempre alla porta del presente, a volte desiderato a volte tutto il contrario, e ovviamente parla pure della tragica imprevedibilità della vita perché alla quarta o quinta calamità naturale pure un babbeo capirebbe che, forse, c'è un senso logico nel proporre tutte queste piccole apocalissi umane. Io direi che parla di una vera e propria persecuzione divina a danno di comuni mortali ignari: ovviamente il persecutore è una di quelle assenze-presenze veramente notevoli. Non c'è, ma tu sai che tutto questo pantano potrebbe avere un senso solo se tu capissi che in realtà era stato contemplato ed è chiaramente uno dei personaggi principali.
    Perché qua l'unica maniera per giustificare l'operato dell'autrice è prenderla con molta filosofia. Come altro si potrebbe guardare a questa specie di teatro tragicomico dell'assurdo se non così? Io solo una cosa vorrei sapere: quando la Winman stendeva i piani per lo sviluppo della trama che voleva raccontare, sorrideva perlomeno alla serie interminabile di catastrofi che si abbattono sulla famiglia che aveva creato oppure si prendeva veramente sul serio? Avevo scorto un iniziale leggero umorismo da disadattato che avrebbe potuto salvare questa continua aggressione spirituale e fisica ai suoi poveri personaggi, poi questo scompare progressivamente.
    Altra gente che ha letto questo libro ha detto persino che l'umorismo costante mitiga il dramma molto accentuato e dalle varie, infinite forme. Dove lo vedete? Ma sti qua sono disperati e basta, non se la ridono nemmeno e se commentano la loro situazione altamente inverosimile, lo fanno solamente con scoramento da uomini vissuti che si prendono il peso delle loro tragedie.
    E' questa cosa non mi piace per niente del libro: che creda di poter rendere profondi dei personaggi solo se infligge loro tutti i mali che possano venire in mente all'autrice, creando un'atmosfera malinconica che non si nutre di una profonda analisi su uno o due punti, ma solo di eventi su eventi che piombano sui personaggi, senza lasciare neanche il tempo per uno sviluppo più disteso e lineare.
    Ecco, un'altra cosa che si fa fatica ad apprezzare infatti è la frammentarietà. Quanto non aiuta in una storia così “pesante” nei contenuti. Il metabolismo è importante, donna! Per questo ho detto che più che un romanzo omogeneo è la storia di tanti accadimenti, disgraziatamente, ad un solo nucleo familiare. Non puoi pretendere che io ti stia ancora dietro anche emotivamente quando non faccio in tempo a dire “oh, poveri cristi, che cosa brutta” che a sti qua ne succede già un altra, e ancora un'altra e ancora un'altra. Io risparmio fiato per dei lamenti partecipativi e faccio che ascoltare in silenzio. E il mio silenzio nasconde ben altri pensieri a questo punto: che qua la faccenda è diventata ridicola. Troppa carne al fuoco. L'ultimo exploit con l'11 Settembre e poi non poteva non esserci, una volta che la Winman ci ha preso gusto. Pure se poi in realtà c'entrava poco con la vicenda del personaggio (lasciamo da parte i perché esistenziali al riguardo, ho rinunciato), era solo un evento di passaggio che l'autrice non poteva non inserire nel suo sandwichone, la tentazione – comprendiamola – era troppo forte.
    Tra l'altro i commenti di Elly e le sue reazioni non sono male, ma se non ci fosse questa ambizione e pretenziosità smodata dietro di lei, da parte di chi tiene il filo di tutte queste marionette, sarebbe stato davvero diverso. Tra l'altro non ho capito perché, ad esempio, suo fratello che si rompe un braccio giocando a football è preannunciato come un evento “che avrebbe cambiato la loro vita”. Eh? Un'ingessatura di qualche settimana a danni del tuo fratello maggiore esattamente come dovrebbe essere l'evento di portata titanica che tu dici? Prendendo vie traverse, uno potrebbe anche giustificarlo, ma poi nah, la cosa viene lasciata cadere e in realtà non cambia proprio niente di niente. Ma ti prendi in giro da sola, allora..Non c'è neanche bisogno del mio aiuto!

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  • 5

    con gli occhi di bambino

    Adolescente negli anni ‘70, Ellie, che chiama dio il suo coniglietto per protesta, osserva il mondo con la meraviglia dell’infanzia e la risolutezza della gioventù. Il suo racconto dell circo dei per ...continue

    Adolescente negli anni ‘70, Ellie, che chiama dio il suo coniglietto per protesta, osserva il mondo con la meraviglia dell’infanzia e la risolutezza della gioventù. Il suo racconto dell circo dei personaggi intorno a lei ci mantiene bambini eterni: le storie del fratello Joe e del suo amico Charlie, le lettere con Jenny Penny, la sua incredibile amicissima d'infanzia, la stravagante diva zia Nancy, innamorata della cognata, l’eccentrico Arthur con il suo tip tap… Con lingua asciutta e occhi scintillanti, Winman cattura l’egocentrismo esagerato dell’infanzia e insieme se ne prende gioco divertita. In una trama complessa, anche triste, l’autrice mantiene fantasia e spensieratezza fanciullesche: è sicuramente l’opera più coinvolgente e divertente nella storia del deismo conigliesco!

    said on 

  • 5

    Non so perchè, ma ho adorato questo libro, forse una parte del perchè è il fatto che mi ha ricordato vagamente uno dei miei romanzi preferiti "Hotel new Ampshire" di John Irving.
    In ogni caso, mi ha t ...continue

    Non so perchè, ma ho adorato questo libro, forse una parte del perchè è il fatto che mi ha ricordato vagamente uno dei miei romanzi preferiti "Hotel new Ampshire" di John Irving.
    In ogni caso, mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine, senza pormi fretta nel sapere come finirà, senza annoiarmi...trascinandomi e facendomi immedesimare con i protagonisti, facendomi emozionare, e credo che questo sia il vero motivo delle cinque stelline.
    Mi è piaciuto l'emblema del coniglio e ciò che rappresenta, ed anche se il primo insegnamento del coniglio Dio procura una ferita nel cuore della protagonista, la sua presenza nel libro è sempre costante, a mio avviso almeno.

    said on 

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