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Cuba libre

Vivere e scrivere all'Avana

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(86)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 881703052X | Isbn-13: 9788817030526 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: G. Lupi

Genere: Biography , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
Yoani Sánchez è un strana dissidente: non denuncia, non attacca, non contesta. Semplicemente racconta nel suo blog cosa significa vivere oggi nel regime comunista di Cuba: la difficoltà di fare la spesa e la fame cronica, l'arte di ripararsi gli elettrodomestici guasti, la lotta per leggere le vere notizie tra le righe del giornale di partito, la paura del ricovero in ospedale dove manca anche il necessario per sterilizzare, la convivenza forzata con la propaganda che si insinua nei media, nelle piazze e nelle scuole, il panico quando arrivano le convocazioni della polizia, la preoccupazione per gli amici in carcere, la nostalgia per i tanti che sono fuggiti e la delusione per tutti quelli che hanno smesso di credere al futuro. Ma soprattutto sfata il falso mito dell'efficienza castrista e descrive, tra tenerezza e rabbia, la frustrazione per le potenzialità inespresse e i sogni perduti di chi, come lei, è nato nella Cuba degli anni Settanta e Ottanta e si ritrova rinchiuso in un'utopia che non gli appartiene. Di questa generazione Yoani è diventata l'inconsapevole portavoce, e il suo blog, che ha fatto il giro del mondo è ora un libro.
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  • 3

    Un libro che è semplicemente l'insieme degli articoli scritti negli anni precedenti sul blog...per quanto mi riguarda tanto vale leggerli sul blog...

    http://www.lastampa.it/CMSTP/rubriche/archiviorubHP.asp?ID_blog=272

    ha scritto il 

  • 3

    "Mi piace il modo con cui fingono disinteresse per ogni cosa, mentre in realtà attendono solo il momento di perndere il microfono, brandire la penna e alzare l'indice...parafrasando il poeta Eliseo Diego questi simpatici giovani hanno tutto il tempo che vogliono...probabilmente diventerò una vecc ...continua

    "Mi piace il modo con cui fingono disinteresse per ogni cosa, mentre in realtà attendono solo il momento di perndere il microfono, brandire la penna e alzare l'indice...parafrasando il poeta Eliseo Diego questi simpatici giovani hanno tutto il tempo che vogliono...probabilmente diventerò una vecchietta un po' punk: permetterò ai ragazzotti del 2050 di burlarsi delle mie fotografie e della brutta pettinatura che porto da oltre trent'anni; lascerò che demoliscano tutto ciò che oggi ritengo "intoccabile". Lo farò con piacere e approvazione, perchè so che loro non soltanto hanno il tempo, ma soprattutto, e senza saperlo, possiedono il potere di scegliere tra "attendere o fare qualcosa".".

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro che smonta ogni possibilità di romanticismo intorno a Cuba, la cui situazione sembra se possibile peggiorata nell'ultimo decennio. Tutta la mia ammirazione all'autrice e la mia solidarietà agli abitanti dell'isola.

    ha scritto il 

  • 3

    la lentezza del vivere e la claustrofia di un'isola tropicale sotto embargo emergono nitidamente nel racconto della vita quotidiana di Yoani, trentenne intrappolata in un sogno rivoluzionario di due generazioni più vecchio di lei.
    In contrasto all'ossessione per l'Impero, la blogger raccont ...continua

    la lentezza del vivere e la claustrofia di un'isola tropicale sotto embargo emergono nitidamente nel racconto della vita quotidiana di Yoani, trentenne intrappolata in un sogno rivoluzionario di due generazioni più vecchio di lei.
    In contrasto all'ossessione per l'Impero, la blogger racconta l'ossessione per il cibo, i trasporti, la casa, la difficile manutenzione della vita quotidiana, con uno stile che trasuda l'esasperazione accumulata negli anni rispetto non solo al sistema, ma anche a una popolazione ormai rassegnata. E proprio l'esasperazione e l'ossessione però, rendono a tratti questa raccolta di post claustrofobica, così attanagliata ad un argomento unico, come la vita sull'isola che descrive.

    ha scritto il 

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