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Cuccette per signora

Di

Editore: Neri Pozza

3.8
(1259)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 334 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 887305837X | Isbn-13: 9788873058373 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Traduttore: Francesca Diano ; Fotografo: Namas Bhojani

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Akhila è una donna di 45 anni, single, che non ha mai potuto vivere la sua vita: sempre figlia, sorella, zia sino al giorno in cui compra un biglietto ferroviario di sola andata per un paese in riva al mare di Kanyakumary, in India, gloriosamente sola per la prima volta nella sua esistenza e determinataa essere libera da tutto ciò che l'aveva confinata sino a quel momento. Nell'intima atmosfera dello scompartimento del treno che divide con altre cinque donne, Akhila conosce le sue compagne di viaggio. Ascoltando le storie delle donne, Akhila entra nei più privati momenti delle loro vite, cercando in loro una soluzione alle domande che l'hanno accompagnata per tutta la vita:può una donna restare single e felice, o ha bisogno di un uomo per esserlo?
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    Sei donne con alle spalle storie diverse si incontrano in un treno, in uno scompartimento con cuccette riservate alle signore.
    Akhila è la protagonista principale, il legante.
    E’ una quarantacinquen ...continua

    Sei donne con alle spalle storie diverse si incontrano in un treno, in uno scompartimento con cuccette riservate alle signore.
    Akhila è la protagonista principale, il legante.
    E’ una quarantacinquenne single che, pur essendo stata (ed essendo ancora) il pilastro economico della famiglia dalla morte del padre, è costretta a convivere con la famiglia della sorella minore, perché è disdicevole per una donna vivere da sola.
    Dopo anni di silente sottomissione alle norme culturali, decide di comprare un biglietto per una destinazione vaga, il mare, viaggiando da sola per mettere chiarezza dentro di sé, per trovare il coraggio di rivendicare il diritto alla propria indipendenza, per non essere “il prolungamento dell’identità di qualcun altro”.
    L’incontro con le altre cinque donne sprigiona una sorta di vicendevole confessione.

    Non ho molto apprezzato questo escamotage narrativo: mi è sembrata assai forzata l’apertura delle cateratte del passato e dell’ anima, riversate su perfette sconosciute.
    Vabbuò che prima dell’arrivo delle propaggini tecnologiche quali cellulari e iphone e ipod poteva capitare di fare un viaggio e venire a conoscenza di vita morte e miracoli non solo di una persona, ma di un'intera genealogia familiare alla quale mi sottraevo nascondendomi dietro un libro [marò, ma tutte sta confidenza, signò], tuttavia questo evento ripetuto ben cinque volte in una notte mi pare davvero troppo.

    Chiudendo un occhio sulla fastidiosa cornice, e chiudendoli entrambi sul finale, il romanzo non è malaccio: il perno è l’insofferenza o la dolorosa o rassegnata accettazione del ruolo sottomesso della donna , ma per quanto le peculiarità culturali siano spesso rimarcate

    “Ho sentito che sono straniere, con la pelle bianca e gli occhi azzurri. Devi osservarle attentamente, e dirmi tutto. Ho sentito dire che la loro pelle puzza per tutta la carne che divorano. E che non si lavano il didietro dopo aver fatto la cacca e che invece usano la carta.
    Ora, non cominciare a comportarti come loro e stai attenta a non mangiare carne di manzo scambiandola per montone. E devi dirmi come mangiano e se si fanno regolarmente il bagno come noi e se si passano mai l’olio sui capelli.”

    gira e rigira, tolti i cibi gli abiti e i rituali dell’economia domestica (ho scoperto che cos’è il kolam), la subalternità femminile sempre quella è, in India come in altre parti del mondo, come era (era?) in Italia.

    Mi sorprende come nei sogni delle preadolescenti adesso ci siano ancora il principe – azzurro ma più spesso nero - e la caterva dei figli, e penso a quanto sia fragile la “conquista” della pienezza dell’essere persona, indipendentemente dall’appartenenza ad un genere sessuale.

    ha scritto il 

  • 4

    un libro che tutte le donne dovrebbero leggere...e anche qualche uomo per scoprire il loro mondo...ambientato in India ma...i libri danno emozioni quasi sempre...questo insegna anche qualcosa...scritt ...continua

    un libro che tutte le donne dovrebbero leggere...e anche qualche uomo per scoprire il loro mondo...ambientato in India ma...i libri danno emozioni quasi sempre...questo insegna anche qualcosa...scritto benissimo...da rubare !!!

    ha scritto il 

  • 4

    Tutti i lettori del GdL presenti ieri all'incontro hanno trovato il libro piacevole e ben scritto. Dietro la metafora del viaggio in treno trapela la ricerca di una propria identità che si liberi fina ...continua

    Tutti i lettori del GdL presenti ieri all'incontro hanno trovato il libro piacevole e ben scritto. Dietro la metafora del viaggio in treno trapela la ricerca di una propria identità che si liberi finalmente dai giudizi e pregiudizi della famiglia e della società. La vicenda delle donne indiane non è così distante da quella delle donne occidentali, nonostante la parvenza di maggiore libertà ed emancipazione. Ci hanno colpito in modo particolare il fatto che l'intimità e la confidenza tra le donne nasca da una situazione contingente e quasi forzata (la condivisione delle cuccette) e non da un rapporto di amicizia; e che alla fine Akhila riesca a scrollarsi di dosso il suo ruolo e a trovare se stessa attraverso la libertà sessuale. Una specie di Sessantotto indiano, insomma, in cui le donne però non si aggregano e non scendono in piazza a rivendicare i propri diritti ma raggiungono la loro indipendenza in modo individuale grazie al confronto con altre vicende e altre vite possibili.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il cuore è un braccialetto di vetro?"
    Quanto siamo sciocche noi donne. Dovremmo indossare braccialetti fatti di granito e trasformare anche il nostro cuore in granito. Ma allora non rifletterebbero l ...continua

    "Il cuore è un braccialetto di vetro?"
    Quanto siamo sciocche noi donne. Dovremmo indossare braccialetti fatti di granito e trasformare anche il nostro cuore in granito. Ma allora non rifletterebbero la luce con tanta grazia nè tintinnerebbero tanto allegramente.

    ha scritto il 

  • 3

    Inizia con la fuga improvvisa volontaria e consapevole della protagonista Akhila, verso una destinazione quasi ignota, da una vita anonima e da tutte le convenzioni della cultura indiana che sin da b ...continua

    Inizia con la fuga improvvisa volontaria e consapevole della protagonista Akhila, verso una destinazione quasi ignota, da una vita anonima e da tutte le convenzioni della cultura indiana che sin da bambina si è sentita imporre e ha subito: "Una donna non può vivere da sola, una donna non può cavarsela da sola...."
    In viaggio , in quel vagone ferroviario riservato a sole donne su cui Akhila è salita per iniziare la sua fuga si confronterà con la vita altrettanto triste e regolata dagli uomini e dalle tradizioni familiari di altre viaggiatrici.

    ha scritto il 

  • 4

    "Cuccette per signora" di Anita Nair è il primo romanzo che finisco in questo nuovo anno. Un libro che ha l'aspetto di una raccolta di racconti pur essendo un romanzo, e che mi ha riappacificato con l ...continua

    "Cuccette per signora" di Anita Nair è il primo romanzo che finisco in questo nuovo anno. Un libro che ha l'aspetto di una raccolta di racconti pur essendo un romanzo, e che mi ha riappacificato con l'amante dei racconti...che in me non esiste in realtà. Mi il "riappacificamento" è dovuto al capire il fascino di queste piccole gocce d'anima che gli autori versano su carta. Varie storie, vari mondi. Un treno e una "magica" sospensione del concetto di privacy, che porta questi vari mondi ad aprirsi l'un con l'altro. Motivo scatenante il blocco in cui una di queste donne, questi mondi, si trova ad incappare. Akhila ha dedicato la vita alla famiglia, che niente affatto riconoscente crede di essere lei a sopportarla, e crede di poter comandare la sua vita. Ovviamente il tutto è dovuto al contesto in cui ella vive, quest'India in cui il tradizionalismo è la norma e annulla la vita di tante donne. In questo libro maschilismo e femminismo si danno il cambio e si mescolano come yin e yang. Unico difetto, anche se non sono certo se definirlo tale, è il finale troppo aperto. In realtà l'ho apprezzato ma avrei preferito che l'autrice andasse un pò più a fondo con l'ultima scena, secondo me spezzata, lasciando comunque il tutto aperto. Non è stato così, pazienza. Sono comunque lieto di aver letto ad inizio anno un tipo di libro che a fine anno immagino di considerare tra i più belli dell'anno medesimo.
    Citazioni:
    "I nostri uomini ci trattano come principesse. E per questo motivo guardiamo con diffidenza le donne forti, che sanno cavarsela da sole."

    "Ma che succede alle donne che hanno sposato la loro cucina? Perché non possono sopportare il pensiero di una donna capace di cavarsela sia in casa che nel mondo esterno?"

    "Coloro che non possono amare devono accontentarsi del bisogno. Che cos’è l’amore, se non un bisogno travestito?"

    "Non ha più dubbi su come sarà la sua vita se vivrà da sola. Forse non sarà come aveva sognato, ma almeno avrà fatto un tentativo per scoprirlo."

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che fa riflettere e riesce anche a farti fare un po' di autoanalisi. La protagonista, con un biglietto di sola andata e un posto a sedere nello scompartimento riservato alle signore di un tre ...continua

    Un libro che fa riflettere e riesce anche a farti fare un po' di autoanalisi. La protagonista, con un biglietto di sola andata e un posto a sedere nello scompartimento riservato alle signore di un treno, incontrerà cinque straordinarie compagne di viaggio, puntando lo sguardo in direzione di una meta nuova e lontana, in cui la vita ordinaria può diventare poetica avventura.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia delle donne

    "Non voglio dire che le donne siano deboli. Le donne sono forti. Le donne possono fare tutto, bene quanto gli uomini. Le donne possono fare molto di più. Ma una donna deve cercare dentro di sé quel fi ...continua

    "Non voglio dire che le donne siano deboli. Le donne sono forti. Le donne possono fare tutto, bene quanto gli uomini. Le donne possono fare molto di più. Ma una donna deve cercare dentro di sé quel filone di forza. Non si manifesta naturalmente da solo".
    La citazione è tratta da Cuccette per signora, di Anita Nair, divorato in un giorno appena.
    La storia è la storia delle donne, di tutte le donne, raccontata attraverso quella di Akhila e delle sue compagne di viaggio.
    Lo scompartimento di un treno porta il lettore nella quotidianità di un'India vista al femminile.
    Davvero un bel viaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello questo libro che racconta delle esperienze al femminile così lontane geograficamente e culturalmente da noi...eppure universali.
    Mi ha scaldato il cuore, e allo stesso tempo è stato doloroso.
    Pe ...continua

    Bello questo libro che racconta delle esperienze al femminile così lontane geograficamente e culturalmente da noi...eppure universali.
    Mi ha scaldato il cuore, e allo stesso tempo è stato doloroso.
    Penso che ogni donna ci possa trovare qualcosa di sé, nel bene e nel male.

    ha scritto il 

  • 4

    Temevo in un trito clichè sulle donne indiane, ma invece non mi ero sbagliata su questo piacevole romanzo, che parla a tutto il mondo femminile. Infatti seppur "emancipate" anche noi donne del mondo o ...continua

    Temevo in un trito clichè sulle donne indiane, ma invece non mi ero sbagliata su questo piacevole romanzo, che parla a tutto il mondo femminile. Infatti seppur "emancipate" anche noi donne del mondo occidentale del nuovo millennio siamo ancora in balia di pregiudizi e preda di compatimenti se a 40 anni o giù di lì non siamo sposate e non abbiamo figliato (ne son ben qualcosa). Eppure tutte hanno dei lati nascosti e insoddisfazioni, imperfezioni e sogni irrealizzati... ce lo raccontano le donne che Akhila, la zitella 45enne, incontra sul treno che la porterà al suo distacco col passato. Per dare speranza e sentirsi vicine a tutte le donne

    ha scritto il 

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