Cuccioli

Per i Bastardi di Pizzofalcone

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

3.7
(515)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806222309 | Isbn-13: 9788806222307 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In una società che si sgretola, dove il privilegio diventa sopraffazione, i poliziotti di Maurizio de Giovanni combattono non solo il crimine, ma anche l'indifferenza verso chi è piú debole. Perché quando la violenza colpisce gli indifesi, a perdere siamo tutti.

Una neonata viene abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura. Una giovane domestica ucraina rimane presa in una morsa di avidità e frustrazioni. I piccoli animali randagi spariscono dalle strade. Cullata dall'aria frizzante di un giovane aprile, la città sembra accanirsi contro l'innocenza. Il compito di combattere un male piú disumano del solito tocca a una squadra di poliziotti in cui pochi credono. Li chiamano i Bastardi di Pizzofalcone.

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  • 3

    null

    Terzo libro della serie che leggo. L'usus scribendi di De Giovanni è pressoché identico in tutti, cambia solo il crimine o i crimini descritti.
    Si inizia appunto con il delitto, segue poi la descrizio ...continua

    Terzo libro della serie che leggo. L'usus scribendi di De Giovanni è pressoché identico in tutti, cambia solo il crimine o i crimini descritti.
    Si inizia appunto con il delitto, segue poi la descrizione dei Bastardi, di coloro che agiscono all'Interno del commissariato di Pizzofalcone. Una ripetizione inutile e noiosa per me che già li conosco fin dalla prima uscita, ma posso capire la necessità dell'autore di non creare confusione o lacune in chi inizia a leggere a metà dell'opera, diciamo così. Vi sono poi le pagine in corsivo, in cui a esprimersi è il colpevole. Altre invece se le riserva l'autore per mettere a nudo perversioni, fatti tragici che compongono la cronaca nera della nostra quotidianità.
    Una buona dose di righe è dedicata alla vita amorosa dei Bastardi, primo fra tutti "il cinese".
    Per quanto riguarda i crimini intorno ai quali scorre la vita del commissariato e le relative indagini, non sempre sono così complicati da risolvere, i personaggi implicati sono pochi, quindi come si dice dalle mie parti "se non è zuppa è pan bagnato" e talvolta tali crimini mi sono apparsi poco credibili nella dinamica.
    Non sono masochista, questo significa che ho trovato questo come i due precedenti una lettura comunque piacevole, ironica a tratti, profonda in altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Napoli. C'è aria di cambiamenti al commissariato di Pizzofalcone. Poliziotti corrotti vengono sostituiti da colleghi, in un certo qual modo altrettanto reietti, mandati lì per espiare qualche colpa ve ...continua

    Napoli. C'è aria di cambiamenti al commissariato di Pizzofalcone. Poliziotti corrotti vengono sostituiti da colleghi, in un certo qual modo altrettanto reietti, mandati lì per espiare qualche colpa vera o presunta. Nonostante il cambiamento per la gente del posto rimarranno sempre i bastardi di Pizzofalcone, un'etichetta che difficilmente riusciranno a togliersi nonostante l'impegno e i successi nel risolvere i casi affidatogli. Ognuno di loro ha la sua storia e De Giovanni è bravissimo a raccontarcele. Il caso da risolvere diventa così cornice, viene dedicato ampio spazio ai personaggi. La scelta poi di elencare sulla copertina i protagonisti con i loro soprannomi e le caratteristiche principali fa capire quanto importi all'autore entrare nelle vite dei personaggi e quanto queste siano il vero fulcro della storia. Da Giuseppe Lojacono a Marco Aragona passando per Alessandra di Nardo, Francesco Romano, Giorgio Pisanelli e Ottavia Calabrese lavoro e vita privata si mescolano brillantemente. Sono tutti delineati con cura e precisione psicologica, coi loro pregi e difetti, con le loro scelte e i loro tormenti e proprio questa umanità ce li fa sentire vicini. In Cuccioli particolarmente emerge una fortissima sensibilità. Romano trova una neonata in un cassonetto che rischia la vita. Tutti i suoi problemi e il suo lato violento passeranno in secondo piano davanti alla tenerezza di questa bambina. Perché è stata abbandonata? E la madre non sarà quella ragazza di cui non si hanno più notizie? Aragona, invece, intenerito dalla richiesta di aiuto di un bambino dovrà scoprire chi ruba cuccioli di cane nel quartiere. Cosa ne vogliono fare? Umani o no si tratta di esseri indifesi che necessitano di cure e attenzioni e i Bastardi si adopereranno per risolvere questi casi. Più di tutti questo volume della serie mi ha coinvolta proprio per la tenerezza della trama il cui titolo già lascia intuire qualcosa. Il libro si divora, tutto è intrecciato alla perfezione e nonostante la molteplicità delle storie non ci si perde mai. Sono di parte lo ammetto, ho un debole per la scrittura di De Giovanni, ma il libro i meglio tutti i suoi sono da leggere assolutamente! C'è un ordine è vero ma si può partire da dove si vuole perché in ogni libro De Giovanni recupera le vicende dei personaggi e richiama i casi precedenti. Un espediente vantaggioso (per chi ha poca memoria come me!) per non perdere il filo.

    ha scritto il 

  • 5

    I Bastardi

    Ennesimo episodio di un commissariato che, come il vino di qualità, migliora con il tempo.
    Bella la storia ma ancora meglio la definizione dei personaggi che rappresentano questa messa in scena cartac ...continua

    Ennesimo episodio di un commissariato che, come il vino di qualità, migliora con il tempo.
    Bella la storia ma ancora meglio la definizione dei personaggi che rappresentano questa messa in scena cartacea.
    Fantastico Lo Jacono, grande Pisanelli, commovente Ottavia, inquietante Romano, bambinone Aragona, tenera Di Nardo............e poi c'è il commissario Palma, ben descritto pure lui a tenere le redini di un commissariato dei "reietti"

    ha scritto il 

  • 5

    È un libro dolce e intenso; il delitto sembra essere un pretesto che permette a De Giovanni di mettere in luce la vera protagonista: l'umanità. Essa domina l'intero romanzo, unisce poliziotti e delin ...continua

    È un libro dolce e intenso; il delitto sembra essere un pretesto che permette a De Giovanni di mettere in luce la vera protagonista: l'umanità. Essa domina l'intero romanzo, unisce poliziotti e delinquenti in uno strano connubio, dove i malvagi esprimono una sentimentale dolcezza e i "buoni" nascondono e trattengono impulsi di cattiveria. Forse perché stavolta i protagonisti delle vicende sono bambini, mi è sembrato il migliore della serie. Come al solito non mancano i continui colpi di scena per i vari protagonisti, ormai da poliziotti allo sbaraglio dei veri e propri eroi.
    Bellissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Finora, per me, il più bello della serie ...

    "... ci vuole orgoglio pure a essere i Bastardi. Bastardi siamo e Bastardi vogliamo rimanere"

    Ultimo libro letto nel mio 2016, ormai roso dalla curiosità per i romanzi di De Giovanni e dalla voglia di ...continua

    "... ci vuole orgoglio pure a essere i Bastardi. Bastardi siamo e Bastardi vogliamo rimanere"

    Ultimo libro letto nel mio 2016, ormai roso dalla curiosità per i romanzi di De Giovanni e dalla voglia di anticipare l'omonima fiction finalmente in onda adesso su Rai Uno. Questo romanzo, a mio parere, segna una svolta nella narrazione delle vicende del commissariato napoletano, e lo fa attraverso una storia che ha innumerevoli casi simili sulle pagine di cronaca interna di tanti quotidiani, al nord come al sud. Ma, nelle mani di De Giovanni, il fatto diventa qualcosa che va oltre, aiutando ognuno dei membri della squadra, come uno specchio, a ritrovare i lineamenti del prorprio vero volto: quello di cuccioli, indifesi ... segnati ciascuno da ferite e bisognosi di ritrovare in qualcosa o in qualcuno il senso di ciò che sono veramente. O forse, di scoprirlo ...
    Bellissimo e consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Il più brutto della serie

    Alfred Hitchcock, nella sua famosa intervista con Truffaut, dice che il suo film Io confesso non venne compreso dagli americani e i non cattolici in genere e non ebbe successo perché non capivano il m ...continua

    Alfred Hitchcock, nella sua famosa intervista con Truffaut, dice che il suo film Io confesso non venne compreso dagli americani e i non cattolici in genere e non ebbe successo perché non capivano il motivo per cui il protagonista - prete - rischia la pena di morte pur di non rivelare il nome del vero assassino che si è confessato con lui. Ma erano gli spettatori ad essere ignoranti, non certo Hitchcock che, da cattolico praticante, sapeva benissimo che il prete non poteva parlare.
    Altri tempi proprio. All'inizio di questo romanzo c'è un prete che ascolta in confessione una tizia straniera che non conosce e non ha mai visto (e non vedrà neanche dopo) che gli chiede se si va all'inferno se si abbandona un figlio.
    Ovviamente (?!) il prete va subito alla polizia a raccontare l'accaduto e, guarda caso, c'è una neonata abbandonata e tutto si ricollega ecc ecc.
    Io, a questo punto, avrei già voluto lanciare il libro contro il muro, ma ho proseguito e purtroppo non è certo migliorato.

    Il motivo dell'omicidio è una boiata (tizia piena di soldi che può sistemare qualunque cosa appunto perché è ricca, lo dice lei stessa, però trova più comodo UN OMICIDIO), la storia assurdissima: marito e moglie lasciano indizi per farsi ritrovare e così farsi carico economico della bambina (che poi verrebbe data in adozione, non certo a loro) quando esiste il parto anonimo e lui è il padre biologico... Idee geniali a spiovere.

    Lo stile di de Giovanni ormai mi ha francamente stufata (stavolta le paginette pseudoliriche, sempre uguali, erano sulla città femmina e i cuccioli), vedo la serie televisiva perché adoro Napoli e ho cominciato i libri per seguirla meglio, ma le trame gialle sono sempre piene di fesse incongruenze e le parti comiche sono troppo poche per sorbirsi tutto il resto. Se la serie si chiamasse I Bastardi di Pizzighettone non l'avrei mai considerata.

    Con tutte le persone che ringrazia sempre alla fine, ce ne fosse una che gli dica che certi espedienti vanno contro la logica e il buon senso. E alcuni sono poliziotti, a quel che ho capito: stiamo messi benissimo...

    ha scritto il 

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