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Cujo

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Publisher: Signet

3.7
(3301)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , German , Swedish , Chi traditional , Dutch , Slovenian , Greek , Japanese , Polish , Czech , Hungarian , Finnish , Russian

Isbn-10: 1101138068 | Isbn-13: 9781101138069 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A family's two-hundred-pound Saint Bernard is transformed by rabies and the insidious guidance of demonic forces into a terrifying monster.
Sorting by
  • 3

    Un classico di Stephen King. Molto concentrato su dettagli e descrizioni. Grande classe nel contornare la trama principale di eventi che aggiungono tensione e sostengono la struttura.

    said on 

  • 4

    Awakened by dreams at night, chills run down your spine. The brightest star in summer skies brings madness to our minds. Fighting off the darkest thoughts, fighting to survive.

    In questo romanzo King ci fa vivere e respirare la vita dell'americano medio, quello che vive al di fuori delle grandi città, come la Grande Mela, e quindi ne rappresenta circa il 70%, a essere genero ...continue

    In questo romanzo King ci fa vivere e respirare la vita dell'americano medio, quello che vive al di fuori delle grandi città, come la Grande Mela, e quindi ne rappresenta circa il 70%, a essere generosi. Quell'America abitata da contadini o basso-borghesi impettiti e con la bandiera a stelle e strisce che campeggia nel giardino di casa, fatta di spazi deserti e strade che sfilano sotto le ruote di una macchina dritte, per chilometri e chilometri. E, in posti così, vi assicuro che rimanere appiedati o senza macchina è un vero dramma. E così inizia anche la tragica epopea di Donna, che parte in sordina e finirà per avere sviluppi macabri.

    Non mi soffermerò sui dettagli della trama (per quella potete benissimo cercare su Google), ma piuttosto riporterò le mie impressioni di fine lettura.

    King, ancora una volta, si conferma un eccellete scrittore. La narrazione è fluida, pulita, dettagliata e puntuale nell'esprimere esattamente ciò che vuole far arrivare al lettore. Il suo stile è "medio" (ma come lo intendono i latini) e ogni parola e frase sono soppesate e scelte con cura.
    Da questo punto di vista, è ineccepibile.
    Ciò che però ho notato già in una precedente lettura di un suo romanzo (Misery) è che il suo stile è anche troppo posato e metodico, quasi freddo. E questa sua freddezza fluisce anche nel lettore, che assiste agli eventi con interesse, ma distaccato. Il viaggio dall'inizio alla fine del romanzo è piacevole e intrattiene, ma immedesima poco. I personaggi provano sentimenti precisi e resi molto bene, ma a me è sempre sembrato di leggere una cronaca, e non di vivere gli eventi.

    Dal maestro dell'orrore, come molti lo definiscono, mi sarei aspettata uno stile meno raffinato e più "sporco", ma di grande impatto. Mentre invece King è abile, ma quanto un chirurgo, piuttosto che un pittore, un artista.

    Poi (questa però era una convinzione mia, del tutto soggettiva) mi ero immaginata che il romanzo si sarebbe dedicata di più al nostro caro Cujo e meno a tutti quei personaggi e le loro storie. Mi ero immaginata una storia con più gore, più splatter e decisamente meno realistica.
    King è stato perfetto nel descrivere invece questo male che non ha niente di fantastico, ma è reale, concreto, l'incubo così incredibile che però potrebbe capitare di vivere a tutti. Il dramma di Donna e di tutti gli altri personaggi, sia psicologico che fisico, è perfettamente realistico e suggestivo, e l'autore si dimostra anche molto abile nel delineare la psicologia di qualsiasi suo personaggio in maniera coerente e credibile.

    Il mio voto, che nonostante tutti questi elogi non è di cinque stelle, è dato dal fatto che tutta questa chirurgia psicologica e narrativa un po' spezza il ritmo e la concitazione che dovrebbero essere tipici di un horror, o perlomeno di un thriller psicologico. King è così impeccabile che si da' la zappa sui piedi. Ogni volta mi comunica esattamente quello che mi vuole dire, ma io non mi sento molto coinvolta.
    Perciò la storia è stata interessante, ma non poi così tanto; non è stata orrorifica come mi ero immaginata all'inizio. E Cujo è un cane infernale, ma la sua realtà non mi ha impressionata come potrebbe averlo fatto un essere sovrannaturale; si sa, un cane prima o poi lo si può abbattere, è la realtà a dettare ciò, mentre un mostro che non è di questo mondo è potenzialmente implacabile.
    Ma come ho detto, la concretezza che circonda la figura del cane, la verità della rabbia e di tutto ciò che può scaturire da essa, da' un tocco di classe al romanzo e alla sua buona riuscita, perché non c'è niente di peggio della realtà che ti si schianta addosso, terribile.
    Quindi direi che l'elemento "accuratezza" è sia il suo punto di forza che il suo tallone d'Achille. Apre delle porte, ma ne chiude altre.

    Non ho capito tutti quegli accenni al mostro dell'armadio. È stato uno di quegli elementi che ha fatto salire le mie aspettative e poi le ha deluse completamente.
    Probabilmente rappresenta un qualche tipo di metafora che mi sembra di percepire, ma nel concreto è scoppiata un po' come una bolla di sapone.

    Ah, e ho detestato quelle due o tre anticipazioni, quel saltuario foreshadowing che spezzava completamente la curiosità del lettore e la tensione narrativa. Poteva benissimo risparmiarselo.

    Detto questo, il mio giudizio sarebbe di tre stelle e mezza, che arrotondo a quattro.
    King narratore: 5/5
    King maestro dell'horror: 3/5

    Titolo recensione: Dog Days, by Within Temptation

    said on 

  • 5

    Bellissimo.. Davvero uno dei tanti capolavori di Stephen King... Scritto con un ritmo incalzante che non lascia spazio all' anticipare dei pensieri del lettore. Da leggere tutto d'un fiato.

    said on 

  • 5

    Consigliato

    Questo libro è un capolavoro.
    Il King dell'horror in questo libro riesce a dare il meglio di se. Un libro molto claustrofobico, che ti lascia un po' in ansia e che si conclude in modo eccezionale.
    Un ...continue

    Questo libro è un capolavoro.
    Il King dell'horror in questo libro riesce a dare il meglio di se. Un libro molto claustrofobico, che ti lascia un po' in ansia e che si conclude in modo eccezionale.
    Un classico per chi ama il genere e un libro assoluttamente da leggere.

    said on 

  • 5

    L'inizio mi era sembrato lento e deludente, l'azione non arrivava mai; ma quando Cujo miete le sue prime due vittime e la Pinto si ferma per l'ultima volta davanti l'abitazione dei Camber, tutto cambi ...continue

    L'inizio mi era sembrato lento e deludente, l'azione non arrivava mai; ma quando Cujo miete le sue prime due vittime e la Pinto si ferma per l'ultima volta davanti l'abitazione dei Camber, tutto cambia. Un po' alla volta ti rendi conto di come sia stato diabolicamente pensato e costruito, le varie coincidenze. Per fortuna sono vaccinato contro i finali drammatici, e ho potuto sopportare gli attimi concitati, scritti così bene da King, della madre col corpo del figlio e il padre impotente.

    said on 

  • 3

    Aspettative un po' deluse

    Un bel libro, non certamente tra i migliori di King. La storia è interessante, ma a mio parere si dilunga in inutilità che potevano essere tranquillamente essere trascurate. Belle anche le parti in cu ...continue

    Un bel libro, non certamente tra i migliori di King. La storia è interessante, ma a mio parere si dilunga in inutilità che potevano essere tranquillamente essere trascurate. Belle anche le parti in cui la vicenda viene vista dal punto di vista del cane. La parte finale del libro è quella che sicuramente merita. Mi aspettavo forse un po' troppo da questo libro dopo aver visto il film, diciamo che l'ho rivalutato a poco più di metà lettura.

    said on 

  • 0

    Non una grande lettura, ma ben raccontata. Penso che di veramente sbagliato di questo libro ci sia solo il titolo. Infatti da come la storia viene raccontata, Cujo non è il protagonista. Il libro non ...continue

    Non una grande lettura, ma ben raccontata. Penso che di veramente sbagliato di questo libro ci sia solo il titolo. Infatti da come la storia viene raccontata, Cujo non è il protagonista. Il libro non parla di lui, bensì di una coppia le cui vicende vanno a riscontrarsi con l'elemento malvagio Kinghiano di turno, appunto il san bernardo.

    said on 

  • 5

    Incubo realistico

    Cujo è il pacifico cane San Bernardo del meccanico di Castle Rock e ama giocare con i bambini. Un giorno di fine giugno è morso da un pipistrello affetto da rabbia e contrae la malattia. Quando Donna ...continue

    Cujo è il pacifico cane San Bernardo del meccanico di Castle Rock e ama giocare con i bambini. Un giorno di fine giugno è morso da un pipistrello affetto da rabbia e contrae la malattia. Quando Donna con il suo bambino di quattro anni va in officina x far riparare la vecchia Pinto, la macchina si guasta irrimediabilmente nel cortile deserto. In casa non c’è nessuno, la strada è fuori mano e senza uscita. Comincia così un incubo di due interminabili giorni x madre e figlio, ostaggi del cane idrofobo nella vettura arroventata dal sole estivo. Capolavoro assoluto del terrore, proprio perché non racconta di orribili creature di fantasia, ma di eventi realistici che alla fine potrebbero coinvolgere ognuno di noi realizzando i nostri peggiori incubi. Impossibile non immedesimarsi in Donna, non cercare con lei ogni via di uscita razionale alla tragedia che sta vivendo. Anche i personaggi di contorno sono coinvolgenti, le storie parallele della famiglia del meccanico, del marito di Donna e del suo collega, alle prese con problemi familiari e di lavoro. Il peggio però non ha mai fine. Interessante la storia accennata dal punto di vista del cane, secondo la sua psicologia elementare eppure razionale, almeno finché la malattia non sconvolge la sua mente. Storia stupenda sugli affetti familiari e sugli eventi che, come una valanga, in un attimo possono spazzare via ogni certezza e punto di riferimento. King non si cimenta spesso con racconti non horror, ma sono proprio questi i miei preferiti, perché sa trasportarci dalla descrizione della tranquilla vita familiare a situazioni da incubo che, lo sappiamo, possono travolgere anche la nostra vita in qualsiasi momento.

    said on 

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