Cujo

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Publisher: RBA Coleccionables

3.7
(3390)

Language: Español | Number of Pages: 413 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German , Swedish , Chi traditional , Dutch , Slovenian , Greek , Japanese , Polish , Czech , Hungarian , Finnish , Russian

Isbn-10: 8447310248 | Isbn-13: 9788447310241 | Publish date: 

Translator: María Antonia Menini Pagès

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Dopo Shining, finalmente un altro Horror con la H maiuscola. C'è tutto quello che serve per fare un gran romanzo di paura. Un mostro feroce, una catena di sfortunate coincidenze, l'essere in trappola ...continue

    Dopo Shining, finalmente un altro Horror con la H maiuscola. C'è tutto quello che serve per fare un gran romanzo di paura. Un mostro feroce, una catena di sfortunate coincidenze, l'essere in trappola in uno spazio angusto e dulcis in fundo, un tocco di sovrannaturale.
    Scritto in modo impeccabile, mi ha completamente coinvolto (e sconvolto) con il suo ritmo spedito e incalzante.
    L'unica parte che non ho tanto gradito è quella di Charity che spezza troppo dalla trama principale e che, a conti fatti, poteva essere tranquillamente evitata.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Sono stata molto titubante ad iniziare questo libro perché quando ci sono dei cani di mezzo io spesso soffro. In effetti non è stata una passeggiata trovare questo adorabile San Bernardo alle prese co ...continue

    Sono stata molto titubante ad iniziare questo libro perché quando ci sono dei cani di mezzo io spesso soffro. In effetti non è stata una passeggiata trovare questo adorabile San Bernardo alle prese con una malattia, ma questa è una lettura che sono stata felice di aver fatto anche se non mi ha convinta fino in fondo.

    Tra le note positive metto sicuramente il fatto King scrive bene e questo lo sapevo già prima di iniziarlo visto che ho già letto qualche altro suo libro (pochi, è vero, ma la scrittura è sempre quella) e poi la storia è ambientata in luoghi che ho visitato personalmente (non Castle Rock che non so neanche se esiste realmente, ma altri paesi/città menzionati) che mi hanno fatta resa più partecipe del tutto.

    L’inizio mi ha fatta subito spaventare di brutto, con il povero Tad convinto di avere un mostro nell’armadio (ho avuto paura di non riuscire a dormire la notte,poi invece è andata bene)
    ma poi il tutto prende una piega diversa, si iniziano a conoscere piano piano vari abitanti di Castle Rock…ovviamente non tutto è come sembra, ci sono storie dette e non dette ma prima o poi viene a galla tutto. Ho conosciuto Donna e Vic, genitori del piccolo Tad, Charity, suo figlio Brett, suo marito e anche altri personaggi.
    La parte più angosciante è stata quando Donna e Tad sono bloccati in auto a causa della furia di Cujo.
    In quei momenti King ha saputo rendere benissimo il tutto. King è stato anche molto bravo per aver reso così bene la malattia del cane, il fatto di parlare per voce sua e di far partecipi in maniera molto realistica delle sensazioni che prova mano a mano che la malattia si aggrava…
    veramente eccezionale.

    Ed ora veniamo a quello che ho apprezzato meno.

    In primis devo dire che non ho capito a cosa sono serviti i sogni di alcuni dei protagonisti dove vedevano loro o altri più avanti nel tempo.
    E la faccenda del presunto mostro nell’armadio? Solo suggestione collettiva?
    Mah?! Capisco che certe cose non debbano per forza essere spiegate ma qui qualcosa di più chiaro l’avrei gradito.

    Da questa mia piccola analisi devo dire che i fatti positivi sono maggiori dei negativi e quindi non posso bocciare il libro, ma non so se lo consiglierei come lettura…probabilmente no anche se io sono stata tutto sommata contenta di averla fatta.

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  • 2

    Sufficiente

    Ben scritto, scorrevole ma dalla trama abbastanza banale, nonostante l'idea di base si possa ritenere originale. Non mi sono sentita coinvolta e neanche spaventata. Non so perché i libri di King su di ...continue

    Ben scritto, scorrevole ma dalla trama abbastanza banale, nonostante l'idea di base si possa ritenere originale. Non mi sono sentita coinvolta e neanche spaventata. Non so perché i libri di King su di me non producono l'effetto sperato...

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  • 3

    Mi è piaciuto, ma meno degli altri libri di King che ho letto.
    Pensavo Cujo fosse piu presente invece in molte parti divaga troppo sulle vite degli altri personaggi,
    che non forniscono un reale contr ...continue

    Mi è piaciuto, ma meno degli altri libri di King che ho letto.
    Pensavo Cujo fosse piu presente invece in molte parti divaga troppo sulle vite degli altri personaggi,
    che non forniscono un reale contributo alla storia.

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  • 3

    "Cujo" mi ha fatto ricordare "Misery" per gli aspetti di pathos claustrofobico (la vittima braccata dal carnefice, in questo caso un S. Bernardo rabbioso), ma senza raggiungere gli stessi livelli di p ...continue

    "Cujo" mi ha fatto ricordare "Misery" per gli aspetti di pathos claustrofobico (la vittima braccata dal carnefice, in questo caso un S. Bernardo rabbioso), ma senza raggiungere gli stessi livelli di perfezione... Nonostante qualche lungaggine di troppo, è scritto benissimo, scorre via una bellezza, i personaggi sono ben caratterizzati. Però ecco, mi ha lasciata una sensazione amara e malinconica addosso, perché non sono riuscita a scovare una metafora dietro la morte, così come mi è capitato in altri suoi libri... È un thriller puro, da leggere senza porsi troppi perché, è vero che King mi ha abituata a livelli altissimi ma non posso togliere il merito al libro di essere ben scritto e di tenerti incollato alle pagine. Stavolta zio Stephen è stato più crudele del solito...

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Ha proprio ragione Stephen King: il vero orrore è nel quotidiano, bisogna solo cercarlo bene.
    In questo romanzo un avvenimento in apparenza banale (un cane che contrae la rabbia in un tranquillo paesi ...continue

    Ha proprio ragione Stephen King: il vero orrore è nel quotidiano, bisogna solo cercarlo bene.
    In questo romanzo un avvenimento in apparenza banale (un cane che contrae la rabbia in un tranquillo paesino del Maine) scatena un terrore ben al di fuori dall'ordinario, rivelando la grande capacità di S.King di giocare con le nostre paure: del resto si sa che le persone sono più vulnerabili quando si sentono al sicuro, e chi si aspetterebbe che una bestia amabile e innocua diventi all'improvviso un'assassina?
    Personaggi caratterizzati molto bene, stile impeccabile e una incredibile fantasia: tutti gli ingredienti per un ottimo romanzo.

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  • 4

    Esta fue la primera novela que leí de Stephen King, y ya hace mucho tiempo de esto. Es de destacar como mantiene la tensión en un espacio tan reducido sin que se llegue a hacer monótono.

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  • 3

    Un classico di Stephen King. Molto concentrato su dettagli e descrizioni. Grande classe nel contornare la trama principale di eventi che aggiungono tensione e sostengono la struttura.

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  • 4

    Awakened by dreams at night, chills run down your spine. The brightest star in summer skies brings madness to our minds. Fighting off the darkest thoughts, fighting to survive.

    In questo romanzo King ci fa vivere e respirare la vita dell'americano medio, quello che vive al di fuori delle grandi città, come la Grande Mela, e quindi ne rappresenta circa il 70%, a essere genero ...continue

    In questo romanzo King ci fa vivere e respirare la vita dell'americano medio, quello che vive al di fuori delle grandi città, come la Grande Mela, e quindi ne rappresenta circa il 70%, a essere generosi. Quell'America abitata da contadini o basso-borghesi impettiti e con la bandiera a stelle e strisce che campeggia nel giardino di casa, fatta di spazi deserti e strade che sfilano sotto le ruote di una macchina dritte, per chilometri e chilometri. E, in posti così, vi assicuro che rimanere appiedati o senza macchina è un vero dramma. E così inizia anche la tragica epopea di Donna, che parte in sordina e finirà per avere sviluppi macabri.

    Non mi soffermerò sui dettagli della trama (per quella potete benissimo cercare su Google), ma piuttosto riporterò le mie impressioni di fine lettura.

    King, ancora una volta, si conferma un eccellete scrittore. La narrazione è fluida, pulita, dettagliata e puntuale nell'esprimere esattamente ciò che vuole far arrivare al lettore. Il suo stile è "medio" (ma come lo intendono i latini) e ogni parola e frase sono soppesate e scelte con cura.
    Da questo punto di vista, è ineccepibile.
    Ciò che però ho notato già in una precedente lettura di un suo romanzo (Misery) è che il suo stile è anche troppo posato e metodico, quasi freddo. E questa sua freddezza fluisce anche nel lettore, che assiste agli eventi con interesse, ma distaccato. Il viaggio dall'inizio alla fine del romanzo è piacevole e intrattiene, ma immedesima poco. I personaggi provano sentimenti precisi e resi molto bene, ma a me è sempre sembrato di leggere una cronaca, e non di vivere gli eventi.

    Dal maestro dell'orrore, come molti lo definiscono, mi sarei aspettata uno stile meno raffinato e più "sporco", ma di grande impatto. Mentre invece King è abile, ma quanto un chirurgo, piuttosto che un pittore, un artista.

    Poi (questa però era una convinzione mia, del tutto soggettiva) mi ero immaginata che il romanzo si sarebbe dedicata di più al nostro caro Cujo e meno a tutti quei personaggi e le loro storie. Mi ero immaginata una storia con più gore, più splatter e decisamente meno realistica.
    King è stato perfetto nel descrivere invece questo male che non ha niente di fantastico, ma è reale, concreto, l'incubo così incredibile che però potrebbe capitare di vivere a tutti. Il dramma di Donna e di tutti gli altri personaggi, sia psicologico che fisico, è perfettamente realistico e suggestivo, e l'autore si dimostra anche molto abile nel delineare la psicologia di qualsiasi suo personaggio in maniera coerente e credibile.

    Il mio voto, che nonostante tutti questi elogi non è di cinque stelle, è dato dal fatto che tutta questa chirurgia psicologica e narrativa un po' spezza il ritmo e la concitazione che dovrebbero essere tipici di un horror, o perlomeno di un thriller psicologico. King è così impeccabile che si da' la zappa sui piedi. Ogni volta mi comunica esattamente quello che mi vuole dire, ma io non mi sento molto coinvolta.
    Perciò la storia è stata interessante, ma non poi così tanto; non è stata orrorifica come mi ero immaginata all'inizio. E Cujo è un cane infernale, ma la sua realtà non mi ha impressionata come potrebbe averlo fatto un essere sovrannaturale; si sa, un cane prima o poi lo si può abbattere, è la realtà a dettare ciò, mentre un mostro che non è di questo mondo è potenzialmente implacabile.
    Ma come ho detto, la concretezza che circonda la figura del cane, la verità della rabbia e di tutto ciò che può scaturire da essa, da' un tocco di classe al romanzo e alla sua buona riuscita, perché non c'è niente di peggio della realtà che ti si schianta addosso, terribile.
    Quindi direi che l'elemento "accuratezza" è sia il suo punto di forza che il suo tallone d'Achille. Apre delle porte, ma ne chiude altre.

    Non ho capito tutti quegli accenni al mostro dell'armadio. È stato uno di quegli elementi che ha fatto salire le mie aspettative e poi le ha deluse completamente.
    Probabilmente rappresenta un qualche tipo di metafora che mi sembra di percepire, ma nel concreto è scoppiata un po' come una bolla di sapone.

    Ah, e ho detestato quelle due o tre anticipazioni, quel saltuario foreshadowing che spezzava completamente la curiosità del lettore e la tensione narrativa. Poteva benissimo risparmiarselo.

    Detto questo, il mio giudizio sarebbe di tre stelle e mezza, che arrotondo a quattro.
    King narratore: 5/5
    King maestro dell'horror: 3/5

    Titolo recensione: Dog Days, by Within Temptation

    said on 

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