A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna... finché, una notte, il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede ... Continua
Ha scritto il 11/08/17
Ottima la narrazione, a tratti lenta. forse non il migliore di king, ma riesce comunque a tenerti incollato. King (il King) riesce a tirar fuori storie avvincenti da qualsiasi avvenimento. con il mio "dono della sintesi" avrei scritto la stessa ..." Continua...
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Ha scritto il 02/08/17
King è un ottimo narratore sempre e comunque, ma lo preferisco quando non scrive horror puro e crudo. Leggere "Cujo" è stato come bere una birra ghiacciata alla cinque di pomeriggio in questa Bologna torrida. Godurioso e niente di più.
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Ha scritto il 11/07/17
Il primo libro che ho letto in vita mia.❤️🤘
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Ha scritto il 18/06/17
Leggibile, ma molto noioso a volte
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Ha scritto il 06/04/17
Quelle maledette coincidenze
Uno dei primi romanzi di Stephen King, uno di quelli in cui l'orrore regna sovrano. Non c'è molto soprannaturale in questo libro e, forse proprio per questo, devo dire che è bello inquietante. Il susseguirsi degli eventi, le sfortunate coincidenze ..." Continua...
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Ha scritto il Jun 12, 2016, 21:03
Era tutta una bugia. Il mondo era pieno di mostri e non c'era niente che potesse impedirgli di mordere gli innocenti e gli incauti.
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Ha scritto il Mar 10, 2013, 13:25
"Le sue fauci le si chiudevano di scatto a pochi centimetri dalla faccia. Il suo alito aveva un fetore di mondo morto, di morbo mortale, di insensato omicidio".
Pag. 280
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Ha scritto il Mar 10, 2013, 13:24
"Fu un suono cupo e traboccante di solitudine, un suono che la fece rabbrividire, non più caldo, bensì gelido come una cripta. In quel momento seppe, e non lo intuì o pensò, ma proprio seppe, che quel cane era qualcosa di più che un cane".
Pag. 255
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Ha scritto il Mar 10, 2013, 13:23
"Ma quella scena di notte continuava a bussare alla porta della sua mente. L'immagine più prepotente era quella della segatura insanguinata, segatura che aveva preso il colore di un sanguinaccio".
Pag. 214
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Ha scritto il Mar 10, 2013, 13:22
"Quella era fifa, vera, concreta, palpabile. Era guardare nel buio e vedere qualcosa che sta per divorarti".
Pag. 130
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