Cujo

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.7
(3473)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Chi tradizionale , Olandese , Sloveno , Greco , Giapponese , Polacco , Ceco , Ungherese , Finlandese , Russo

Isbn-10: 8882744205 | Isbn-13: 9788882744205 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Quelle maledette coincidenze

    Uno dei primi romanzi di Stephen King, uno di quelli in cui l'orrore regna sovrano. Non c'è molto soprannaturale in questo libro e, forse proprio per questo, devo dire che è bello inquietante.
    Il suss ...continua

    Uno dei primi romanzi di Stephen King, uno di quelli in cui l'orrore regna sovrano. Non c'è molto soprannaturale in questo libro e, forse proprio per questo, devo dire che è bello inquietante.
    Il susseguirsi degli eventi, le sfortunate coincidenze che possono sembrare un filo eccessive, ma che, se ci si pensa bene, sono proprio le stesse che accadono nella realtà quando si verifica un evento inverosimile e implacabile insieme, quelle coincidenze che ci fanno dire: "Era proprio la sua ora! "
    E così mamma e figlio si trovano in balia di quel cucciolotto cresciuto tanto bravo, fedele e amorevole quando stava bene quanto maligno e inarrestabile una volta malato.
    La psiche del cane analizzata nei minimi particolari, il suo tentativo fino all'ultimo di compiacere gli umani, non lo fanno odiare come il cattivo della situazione, ma fanno sembrare anche lui una vittima del fato.
    Una situazione evitabile, ma che diventa inevitabile al susseguirsi di tutte le vicende che porteranno al triste epilogo.
    In alcuni punti un po' prolisso, la sofferenza provata dai personaggi viene passata anche al lettore.
    Forse è voluto.
    Le parti più toccanti sono quelle in cui traspare l'amore: quello del cane verso gli umani, quello delle madri verso i propri figli, di un marito verso la propria moglie.
    Le parti più inquietanti sono quelle del mostro nell'armadio e del mostro davanti alla macchina.
    Un ritmo lento che diventa man mano sempre più incalzante.
    È stato faticoso leggere questo libro soffrendo con i personaggi, ma è proprio questo che fa un bravo scrittore: ti fa vivere la storia.

    ha scritto il 

  • 2

    Nessun brivido

    Pescato da uno scaffale della biblioteca, con lo scopo di provare qualche brivido grazie a un King d’annata.
    Purtroppo di brividi non ne ho provati.
    La sottotrama dei drammi famigliari dei protagonist ...continua

    Pescato da uno scaffale della biblioteca, con lo scopo di provare qualche brivido grazie a un King d’annata.
    Purtroppo di brividi non ne ho provati.
    La sottotrama dei drammi famigliari dei protagonisti posso salvarla, anche perché costruisce la loro psicologia con profondità e credibilità, facendoci provare un po’ di empatia nei loro confronti. Un’umanità in fondo simile alla nostra.
    Tuttavia la storia principale, quella del cagnone che, contratta la rabbia, diventa un mostro, non mi ha conquistata. L’ho trovata banale, infarcita di azioni volgari e con poca vera tensione.
    Come ho sempre sostenuto, King è genio o sregolatezza, e in questo caso è stato sregolatezza, per quanto questo sia uno dei suoi romanzi classici, di un tempo. Ma, a mio avviso, siamo molto lontani dai risultati d‘eccellenza ottenuti con “It” piuttosto che con “Pet Cemetary” o “Shining”. Siamo più vicini alla noia claustrofobica di “Il gioco di Gerald”, altro suo romanzo che, per i mei gusti, ha lasciato un po’ a desiderare.
    Mi dispiace ma non mi sento obbligata a premiare questo romanzo con più stelline solo perché porta la firma del Re. E, se mai dovete iniziare a leggere qualcosa di lui, consiglio di non partire da questo.

    ha scritto il 

  • 5

    L'horror di King all'ennesima potenza

    Ho trovato in 'Cujo' la perfetta sintesi dell'horror alla Stephen King.
    Ovvero piccole situazioni quotidiane improbabili, ma possibili, che miscelate con una nota di soprannaturale e portate alle estr ...continua

    Ho trovato in 'Cujo' la perfetta sintesi dell'horror alla Stephen King.
    Ovvero piccole situazioni quotidiane improbabili, ma possibili, che miscelate con una nota di soprannaturale e portate alle estreme conseguenze danno origine ad un vero e proprio incubo ad occhi aperti.
    Ho letto da poco 'It', ma non ho trovato un King così efficace nel creare angoscia e terrore come in 'Cujo'.
    Castle Rock è la classica sonnacchiosa cittadina della provincia americana dove tutti si fanno gli affari degli altri e si vive di pettegolezzi.
    Sullo sfondo della vicenda principale King non si lascia sfuggire la sua caricatura delle piccole e grandi ipocrisie della gente comune, raccontando i pensieri e le miserie di padri-padroni dediti alla bottiglia e alle razioni di botte quotidiane a mogli considerate oggetti di proprietà.
    Per non parlare del classico maschio frustrato incapace di tollerare il rifiuto di una donna senza diventare odioso e violento.
    King entra nella mente dei suoi protagonisti e li espone senza protezione alla lente d'ingrandimento di un'analisi spesso spietata e dettagliata dei loro pensieri più intimi.
    Tanto quelli nobili, quanto e soprattutto quelli più beceri.
    Ed in men che non si dica si superano le 350 pagine.
    Cujo è un cagnolone mansueto e coccolone, che dormicchia presso l'officina del meccanico di Castle Rock, ma un piccolo ed apparentemente insignificante incidente di percorso lo trasforma in una macchina di morte.
    La capacità dell'autore di trasportarci a poco a poco in un incubo di angoscia e terrore è una prova di abilità narrativa di rara efficacia.
    I risvolti psicologici dei personaggi danno corpo al romanzo ed al suo numero di pagine, e a dire il vero non sono sempre così funzionali alla trama, ma 'Cujo' si lascia leggere con piacere sino al termine ed il finale si rivela all'altezza delle aspettative che King riesce a suscitare.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo claustrofobico gestito nel migliore dei modi dal Re.
    Il terrore si abbatte sui protagonisti solo da metà libro lasciando spazio a tutti quei piccoli drammi famigliari che costellano la vita ...continua

    Un romanzo claustrofobico gestito nel migliore dei modi dal Re.
    Il terrore si abbatte sui protagonisti solo da metà libro lasciando spazio a tutti quei piccoli drammi famigliari che costellano la vita di ognuno di noi e che King descrive in maniera perfetta. La prima metà del romanzo mi ha riportato con la mente ad IT (a parer mio indiscusso capolavoro) con il minuzioso rapporto della vita di un piccolo paesino raccontata attraverso le numerose esistenze dei suoi abitanti e di come queste si intreccino fra loro. Originale il punto di vista di Cujo, cane San Bernardo docile e mansueto che, suo malgrado, si trasforma nell'incubo che affligge Castle Rock.
    Insomma voto pieno per un King in grande spolvero.

    ha scritto il 

  • 3

    Traduttore automatico

    Inizio questa recensione con una nota di demerito alla traduzione. Credo sia stata fatta con un traduttore automatico altrimenti non si spiegano alcuni termini tipicamente americani che non andrebbero ...continua

    Inizio questa recensione con una nota di demerito alla traduzione. Credo sia stata fatta con un traduttore automatico altrimenti non si spiegano alcuni termini tipicamente americani che non andrebbero tradotti e se proprio si vuole che almeno non lo facciano con termini ridicoli: I "CLEVELAND INDIANS" non si può tradurlo con gli "INDIANI DEL CLEVELAND", "WORLD SERIES" non sono i "CAMPIONATI DEL MONDO", non si traduce resta cosi, "FOOTBALL" non puoi tradurlo con "RUGBY" e sopratutto non si può sentire il termine tipicamente americano "YANKEE" tradotto con "POLENTONE"!!!!.
    Detto ciò, la storia si fa apprezzare per la sua scorrevolezza per la descrizione minuziosa dei fatti e nel suo crescendo ti tensione e pathos. Tutto quello che si chiede a un libro di King e in questo ci è riuscito bene.

    ha scritto il 

  • 1

    Che succede Stefanino?

    Incredibilmente (per chi è l'autore), un romanzo pieno di momenti e azioni volgari, pause, momenti morti, violenza sparsa come sale e una storia strutturata in blocchi a volte non fondamentali. O per ...continua

    Incredibilmente (per chi è l'autore), un romanzo pieno di momenti e azioni volgari, pause, momenti morti, violenza sparsa come sale e una storia strutturata in blocchi a volte non fondamentali. O per lo meno interessanti. L'unica cosa che si salva è la psiche dei personaggi, come al solito ben costruita.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo Shining, finalmente un altro Horror con la H maiuscola. C'è tutto quello che serve per fare un gran romanzo di paura. Un mostro feroce, una catena di sfortunate coincidenze, l'essere in trappola ...continua

    Dopo Shining, finalmente un altro Horror con la H maiuscola. C'è tutto quello che serve per fare un gran romanzo di paura. Un mostro feroce, una catena di sfortunate coincidenze, l'essere in trappola in uno spazio angusto e dulcis in fundo, un tocco di sovrannaturale.
    Scritto in modo impeccabile, mi ha completamente coinvolto (e sconvolto) con il suo ritmo spedito e incalzante.
    L'unica parte che non ho tanto gradito è quella di Charity che spezza troppo dalla trama principale e che, a conti fatti, poteva essere tranquillamente evitata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Sono stata molto titubante ad iniziare questo libro perché quando ci sono dei cani di mezzo io spesso soffro. In effetti non è stata una passeggiata trovare questo adorabile San Bernardo alle prese co ...continua

    Sono stata molto titubante ad iniziare questo libro perché quando ci sono dei cani di mezzo io spesso soffro. In effetti non è stata una passeggiata trovare questo adorabile San Bernardo alle prese con una malattia, ma questa è una lettura che sono stata felice di aver fatto anche se non mi ha convinta fino in fondo.

    Tra le note positive metto sicuramente il fatto King scrive bene e questo lo sapevo già prima di iniziarlo visto che ho già letto qualche altro suo libro (pochi, è vero, ma la scrittura è sempre quella) e poi la storia è ambientata in luoghi che ho visitato personalmente (non Castle Rock che non so neanche se esiste realmente, ma altri paesi/città menzionati) che mi hanno fatta resa più partecipe del tutto.

    L’inizio mi ha fatta subito spaventare di brutto, con il povero Tad convinto di avere un mostro nell’armadio (ho avuto paura di non riuscire a dormire la notte,poi invece è andata bene)
    ma poi il tutto prende una piega diversa, si iniziano a conoscere piano piano vari abitanti di Castle Rock…ovviamente non tutto è come sembra, ci sono storie dette e non dette ma prima o poi viene a galla tutto. Ho conosciuto Donna e Vic, genitori del piccolo Tad, Charity, suo figlio Brett, suo marito e anche altri personaggi.
    La parte più angosciante è stata quando Donna e Tad sono bloccati in auto a causa della furia di Cujo.
    In quei momenti King ha saputo rendere benissimo il tutto. King è stato anche molto bravo per aver reso così bene la malattia del cane, il fatto di parlare per voce sua e di far partecipi in maniera molto realistica delle sensazioni che prova mano a mano che la malattia si aggrava…
    veramente eccezionale.

    Ed ora veniamo a quello che ho apprezzato meno.

    In primis devo dire che non ho capito a cosa sono serviti i sogni di alcuni dei protagonisti dove vedevano loro o altri più avanti nel tempo.
    E la faccenda del presunto mostro nell’armadio? Solo suggestione collettiva?
    Mah?! Capisco che certe cose non debbano per forza essere spiegate ma qui qualcosa di più chiaro l’avrei gradito.

    Da questa mia piccola analisi devo dire che i fatti positivi sono maggiori dei negativi e quindi non posso bocciare il libro, ma non so se lo consiglierei come lettura…probabilmente no anche se io sono stata tutto sommata contenta di averla fatta.

    ha scritto il 

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