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Cujo

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.7
(3219)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Chi tradizionale , Olandese , Sloveno , Greco , Giapponese , Polacco , Ceco , Ungherese , Finlandese , Russo

Isbn-10: 8882744205 | Isbn-13: 9788882744205 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    L'inizio mi era sembrato lento e deludente, l'azione non arrivava mai; ma quando Cujo miete le sue prime due vittime e la Pinto si ferma per l'ultima volta davanti l'abitazione dei Camber, tutto cambia. Un po' alla volta ti rendi conto di come sia stato diabolicamente pensato e costruito, le vari ...continua

    L'inizio mi era sembrato lento e deludente, l'azione non arrivava mai; ma quando Cujo miete le sue prime due vittime e la Pinto si ferma per l'ultima volta davanti l'abitazione dei Camber, tutto cambia. Un po' alla volta ti rendi conto di come sia stato diabolicamente pensato e costruito, le varie coincidenze. Per fortuna sono vaccinato contro i finali drammatici, e ho potuto sopportare gli attimi concitati, scritti così bene da King, della madre col corpo del figlio e il padre impotente.

    ha scritto il 

  • 3

    Aspettative un po' deluse

    Un bel libro, non certamente tra i migliori di King. La storia è interessante, ma a mio parere si dilunga in inutilità che potevano essere tranquillamente essere trascurate. Belle anche le parti in cui la vicenda viene vista dal punto di vista del cane. La parte finale del libro è quella che sicu ...continua

    Un bel libro, non certamente tra i migliori di King. La storia è interessante, ma a mio parere si dilunga in inutilità che potevano essere tranquillamente essere trascurate. Belle anche le parti in cui la vicenda viene vista dal punto di vista del cane. La parte finale del libro è quella che sicuramente merita. Mi aspettavo forse un po' troppo da questo libro dopo aver visto il film, diciamo che l'ho rivalutato a poco più di metà lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    Non una grande lettura, ma ben raccontata. Penso che di veramente sbagliato di questo libro ci sia solo il titolo. Infatti da come la storia viene raccontata, Cujo non è il protagonista. Il libro non parla di lui, bensì di una coppia le cui vicende vanno a riscontrarsi con l'elemento malvagio Kin ...continua

    Non una grande lettura, ma ben raccontata. Penso che di veramente sbagliato di questo libro ci sia solo il titolo. Infatti da come la storia viene raccontata, Cujo non è il protagonista. Il libro non parla di lui, bensì di una coppia le cui vicende vanno a riscontrarsi con l'elemento malvagio Kinghiano di turno, appunto il san bernardo. Sebbene nel corso del libro venga anche descritto in modo graduale il cambiamento di Cujo dovuto alla rabbia mi sembra comunque inappropriato attribuirgli il titolo del romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Incubo realistico

    Cujo è il pacifico cane San Bernardo del meccanico di Castle Rock e ama giocare con i bambini. Ma un giorno di fine giugno viene morso da un pipistrello affetto da rabbia e contrae la malattia. Quando Donna con il suo bambino di 4 anni va in officina x far riparare la vecchia Pinto, la macchina s ...continua

    Cujo è il pacifico cane San Bernardo del meccanico di Castle Rock e ama giocare con i bambini. Ma un giorno di fine giugno viene morso da un pipistrello affetto da rabbia e contrae la malattia. Quando Donna con il suo bambino di 4 anni va in officina x far riparare la vecchia Pinto, la macchina si guasta irrimediabilmente nel cortile deserto. In casa non c’è nessuno, la strada è fuori mano e senza uscita. Comincia così un incubo di due interminabili giorni x madre e figlio, ostaggi del cane idrofobo nella vettura arroventata dal sole estivo. Capolavoro assoluto del terrore, proprio perché non racconta di orribili creature di fantasia, ma di eventi realistici che alla fine potrebbero coinvolgere ognuno di noi concretizzando i nostri peggiori incubi. Impossibile non immedesimarsi in Donna, non cercare con lei ogni via di uscita razionale alla tragedia che sta vivendo. Anche i personaggi di contorno sono coinvolgenti, le storie parallele della famiglia del meccanico, del marito di Donna e del suo collega, alle prese con problemi familiari e di lavoro. Ma il peggio non ha fine. Interessante la storia accennata dal punto di vista del cane, secondo la sua psicologia elementare eppure razionale, almeno finché la malattia non sconvolge la sua mente. Storia stupenda sugli affetti familiari e sugli eventi che, come una valanga, in un attimo possono spazzare via ogni certezza e punto di riferimento. King non si cimenta spesso con racconti non horror, ma sono proprio questi i miei preferiti, perché sa trasportarci dalla descrizione della tranquilla vita familiare a situazioni da incubo che, lo sappiamo, possono travolgere anche la nostra vita in qualsiasi momento.

    ha scritto il 

  • 4

    "L’estate imminente le metteva addosso cattivi presentimenti, inquietanti timori.Poteva anche parlare dei topi che lasciavano anzitempo le cantine interrate, o dei lampi di caldo nel cielo primaverile, ma non poteva parlare del caldo che percepiva poco sopra l’orizzonte, non sapeva bene dove, acc ...continua

    "L’estate imminente le metteva addosso cattivi presentimenti, inquietanti timori.Poteva anche parlare dei topi che lasciavano anzitempo le cantine interrate, o dei lampi di caldo nel cielo primaverile, ma non poteva parlare del caldo che percepiva poco sopra l’orizzonte, non sapeva bene dove, accovacciato come una fiera scarna, ma potente, con il mantello rognoso e occhi rossi e ardenti; non poteva parlare dei suoi sogni, che erano caldi e senza ombre e assetati;non poteva parlare della mattina in cui le era venuto da piangere senza motivo, lacrime che non le davano sollievo, bensì le facevano bruciare gli occhi come il sudore che ti sgorga in agosto. Fiutava la follia in un vento che non era ancora arrivato."

    "Come altro si poteva definire quell’elastico invisibile se non come amore?"

    ha scritto il 

  • 5

    Es mi primer libro de Stephen King, de quien solo había leído su autobiografía, me encantó su manera de escribir y de llevar al lector a través de las vidas de sus personajes.

    ha scritto il 

  • 4

    Notte insonne con palpebre chiuse che mostravano solo mostri idrofobi. Non mi è restato che alzarmi e concludere la lettura per poterla poi esorcizzare! Diavolo di un re.

    ha scritto il 

  • 4

    La tensione c'è, aspetto sotto il quale King eccelle, almeno in Cujo. La storia è ben strutturata e coinvolgente, ma verso la parte finale ci sono pagine e pagine (e sono tante) di nulla, almeno a mio avviso, che interrompono un po' troppo la tensione. Un ottimo libro, ma non perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un esempio di semplicità...

    Cujo è il classico esempio di come una trama molto schematica e semplice possa venir portata su grandi livelli romanzeschi solamente basandosi sulla bravura dell'autore!<br />La trama infatti è super-stringata: un grosso San Bernardo (Cujo) viene infettato da un comune pipistrello e... fa e ...continua

    Cujo è il classico esempio di come una trama molto schematica e semplice possa venir portata su grandi livelli romanzeschi solamente basandosi sulla bravura dell'autore!<br />La trama infatti è super-stringata: un grosso San Bernardo (Cujo) viene infettato da un comune pipistrello e... fa esplodere la sua rabbia (letteralmente...) su una povera famiglia che stava portando la macchina a riparare dal suo proprietario.<br />Un King che comincia a sviluppare il suo stile definitivo in maniera impeccabile, dà al tutto un tono definitivo e incessante creando un thriller veramente serrato e fluido. In tutto questo il buon Stefano pone come centrale anche il punto di vista diretto dell'animale, facendo vivere la storia e le emozioni di Cujo stesso proprio dal suo punto di vista.<br />Veramente valido... l'unica cosa è che, se mai incontrerete un San Bernardo 'cattivo' come è successo a me (sono pochi ma ci sono), non riuscirete a guardarlo senza pensare a Cujo... :)

    ha scritto il 

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