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Cujo

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.7
(3278)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Chi tradizionale , Olandese , Sloveno , Greco , Giapponese , Polacco , Ceco , Ungherese , Finlandese , Russo

Isbn-10: 8882744205 | Isbn-13: 9788882744205 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Bellissimo.. Davvero uno dei tanti capolavori di Stephen King... Scritto con un ritmo incalzante che non lascia spazio all' anticipare dei pensieri del lettore. Da leggere tutto d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 5

    Consigliato

    Questo libro è un capolavoro.
    Il King dell'horror in questo libro riesce a dare il meglio di se. Un libro molto claustrofobico, che ti lascia un po' in ansia e che si conclude in modo eccezionale.
    Un ...continua

    Questo libro è un capolavoro.
    Il King dell'horror in questo libro riesce a dare il meglio di se. Un libro molto claustrofobico, che ti lascia un po' in ansia e che si conclude in modo eccezionale.
    Un classico per chi ama il genere e un libro assoluttamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    L'inizio mi era sembrato lento e deludente, l'azione non arrivava mai; ma quando Cujo miete le sue prime due vittime e la Pinto si ferma per l'ultima volta davanti l'abitazione dei Camber, tutto cambi ...continua

    L'inizio mi era sembrato lento e deludente, l'azione non arrivava mai; ma quando Cujo miete le sue prime due vittime e la Pinto si ferma per l'ultima volta davanti l'abitazione dei Camber, tutto cambia. Un po' alla volta ti rendi conto di come sia stato diabolicamente pensato e costruito, le varie coincidenze. Per fortuna sono vaccinato contro i finali drammatici, e ho potuto sopportare gli attimi concitati, scritti così bene da King, della madre col corpo del figlio e il padre impotente.

    ha scritto il 

  • 3

    Aspettative un po' deluse

    Un bel libro, non certamente tra i migliori di King. La storia è interessante, ma a mio parere si dilunga in inutilità che potevano essere tranquillamente essere trascurate. Belle anche le parti in cu ...continua

    Un bel libro, non certamente tra i migliori di King. La storia è interessante, ma a mio parere si dilunga in inutilità che potevano essere tranquillamente essere trascurate. Belle anche le parti in cui la vicenda viene vista dal punto di vista del cane. La parte finale del libro è quella che sicuramente merita. Mi aspettavo forse un po' troppo da questo libro dopo aver visto il film, diciamo che l'ho rivalutato a poco più di metà lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    Non una grande lettura, ma ben raccontata. Penso che di veramente sbagliato di questo libro ci sia solo il titolo. Infatti da come la storia viene raccontata, Cujo non è il protagonista. Il libro non ...continua

    Non una grande lettura, ma ben raccontata. Penso che di veramente sbagliato di questo libro ci sia solo il titolo. Infatti da come la storia viene raccontata, Cujo non è il protagonista. Il libro non parla di lui, bensì di una coppia le cui vicende vanno a riscontrarsi con l'elemento malvagio Kinghiano di turno, appunto il san bernardo.

    ha scritto il 

  • 5

    Incubo realistico

    Cujo è il pacifico cane San Bernardo del meccanico di Castle Rock e ama giocare con i bambini. Un giorno di fine giugno è morso da un pipistrello affetto da rabbia e contrae la malattia. Quando Donna ...continua

    Cujo è il pacifico cane San Bernardo del meccanico di Castle Rock e ama giocare con i bambini. Un giorno di fine giugno è morso da un pipistrello affetto da rabbia e contrae la malattia. Quando Donna con il suo bambino di quattro anni va in officina x far riparare la vecchia Pinto, la macchina si guasta irrimediabilmente nel cortile deserto. In casa non c’è nessuno, la strada è fuori mano e senza uscita. Comincia così un incubo di due interminabili giorni x madre e figlio, ostaggi del cane idrofobo nella vettura arroventata dal sole estivo. Capolavoro assoluto del terrore, proprio perché non racconta di orribili creature di fantasia, ma di eventi realistici che alla fine potrebbero coinvolgere ognuno di noi realizzando i nostri peggiori incubi. Impossibile non immedesimarsi in Donna, non cercare con lei ogni via di uscita razionale alla tragedia che sta vivendo. Anche i personaggi di contorno sono coinvolgenti, le storie parallele della famiglia del meccanico, del marito di Donna e del suo collega, alle prese con problemi familiari e di lavoro. Il peggio però non ha mai fine. Interessante la storia accennata dal punto di vista del cane, secondo la sua psicologia elementare eppure razionale, almeno finché la malattia non sconvolge la sua mente. Storia stupenda sugli affetti familiari e sugli eventi che, come una valanga, in un attimo possono spazzare via ogni certezza e punto di riferimento. King non si cimenta spesso con racconti non horror, ma sono proprio questi i miei preferiti, perché sa trasportarci dalla descrizione della tranquilla vita familiare a situazioni da incubo che, lo sappiamo, possono travolgere anche la nostra vita in qualsiasi momento.

    ha scritto il 

  • 4

    "L’estate imminente le metteva addosso cattivi presentimenti, inquietanti timori.Poteva anche parlare dei topi che lasciavano anzitempo le cantine interrate, o dei lampi di caldo nel cielo primaverile ...continua

    "L’estate imminente le metteva addosso cattivi presentimenti, inquietanti timori.Poteva anche parlare dei topi che lasciavano anzitempo le cantine interrate, o dei lampi di caldo nel cielo primaverile, ma non poteva parlare del caldo che percepiva poco sopra l’orizzonte, non sapeva bene dove, accovacciato come una fiera scarna, ma potente, con il mantello rognoso e occhi rossi e ardenti; non poteva parlare dei suoi sogni, che erano caldi e senza ombre e assetati;non poteva parlare della mattina in cui le era venuto da piangere senza motivo, lacrime che non le davano sollievo, bensì le facevano bruciare gli occhi come il sudore che ti sgorga in agosto. Fiutava la follia in un vento che non era ancora arrivato."

    "Come altro si poteva definire quell’elastico invisibile se non come amore?"

    ha scritto il 

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