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Cultura libera

Un equilibrio fra anarchia e controllo, contro l'estremismo della proprietà intellettuale

By Lawrence Lessig

(179)

| Others | 9788850322503

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Book Description

"'Cultura libera' non è un libro sulla legge o sulla tecnologia, le aree dicompetenza dell'autore. È un libro sul potere. Specificamente, parla del modoin cui il potere finanziario e politico è usato dalle grandi aziende perconserv Continue

"'Cultura libera' non è un libro sulla legge o sulla tecnologia, le aree dicompetenza dell'autore. È un libro sul potere. Specificamente, parla del modoin cui il potere finanziario e politico è usato dalle grandi aziende perconservare lo status quo e favorire i propri interessi commerciali. Il che puòandare a svantaggio di qualcosa di più prezioso dal punto di vista sociale:una perdita di creatività che non si può misurare." (The Economist)

24 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La cultura, libera come deve essere

    Lawrence Lessig è un giurista americano, avvocato e professore universitario, fondatore delle "Creative Commons", le licenze libere alternative al classico copyright.

    Il libro racconta l'esperienza di Lessig nel campo del diritto d'autore, partendo ...(continue)

    Lawrence Lessig è un giurista americano, avvocato e professore universitario, fondatore delle "Creative Commons", le licenze libere alternative al classico copyright.

    Il libro racconta l'esperienza di Lessig nel campo del diritto d'autore, partendo dalle radici della cultura americana, descrivendo tutta la tradizione della cultura libera, che prendeva materiale creativo esistente per farne qualcosa di diverso e migliore. Un caso per tutti: Walt Disney, che ha pescato a piene mani dalla tradizione delle favole di pubblico dominio, americane e non, per farne stupendi cartoni animati. Tradizione di cultura libera che proprio per (de)merito degli stessi pochi possessori di diritto d'autore sta rischiando di scomparire, a causa del ripetuto e reiterato prolungamento della durata del copyright, alle spese del pubblico dominio.

    La sua battaglia si è trasformata poi nell'impresa di costituire "Creative Commons", l'ente non profit, dedicato "ad ampliare la gamma di opere creative disponibili alla condivisione e all'utilizzo pubblici in maniera legale" (fonte Wikipedia). Le licenze Creative Commons permettono all'autore di un'opera di decidere quali diritti vuole riservare a se e quali permettere a chi la utilizza, in maniera chiara e semplice.

    Il libro è licenziato con licenza libera "Creative Commons" e si può scaricare da Internet:

    * Formato epub: https://app.box.com/s/0e1de1xvtfo0zfz1qulw
    * Formato mobi: https://app.box.com/s/aef9ipdkq6xbeonh5pzq
    * Formato pdf: www.web-libero.it/e_book/pdf/Lawrence-Lessig_Cultura-libera.pdf

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    iced said on Sep 30, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Many do not understand what copyright or the public domain are about. Let alone what creative commons means. The aim of creative commons is to build a reasonable copyright on top of the extremes that reign today. They go beyond fair use and complemen ...(continue)

    Many do not understand what copyright or the public domain are about. Let alone what creative commons means. The aim of creative commons is to build a reasonable copyright on top of the extremes that reign today. They go beyond fair use and complements copyright. I fall into the category of those who use CC to express the importance of a balance in the debate. I wanted to get to the source of this debate and found Lessig’s work (and presentations) very interesting.

    This book, Orwellian at times, is about Free cultures (cultures have a great deal open for others to build upon) and I like it’s style. Not too academic, but yet loads of sources mentioned. A few practical examples, which lead up to an argument to support Lessig’s case to explain how big media uses technology and the law to lock down culture and control creativity.

    A free culture supports and protects creators and innovators. A free culture is not a culture without property, just as a free market is not a market in which everything is free. Although one can see this book as merely a derivative of Stallman’s essays, as Lessig puts it, I found this book – about the effect of the Internet beyond the internet itself- very valuable and insightful. Lessig, fighter against the piracy of the public domain, writes (argues) against extreme points of view on copyright and calls for a balance. A balance between norms, law, market and architecture (put in order by me).

    Just a few great wordings:

    Policy makers should not make policy on the basis of technology in transaction. They should make policy on the basis where technology is going.
    Overregulation stifles creativity. It smothers innovation. It gives dinosaurs a veto over the future.
    We all forget history. The key is whether we have a way to go back and rediscover what we forget.
    Read about RCA’s AM empire, the Causby’s (with a nice land/air ownership example), Doujinshi and Eastman, Grimm and Disney, something relatively new and something really new, the statute of Anne and the way back machine.

    American copyright started with a very narrow scope: it covered maps, charts and books. Now it covers nearly any creative (tangible) work. But i was stunned how much “Dark content” (Kevin Kelly attrib). is around, most of which has no commercial value (but the owner is not known; we are talking about 95% of the content here). Not sure how this American (born a pirate nation) copyright compares to the EU of Dutch position. But I do feel more ready to understand some of the recent debate by the EU on copyright and the internet.

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    Jw. said on Aug 21, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Leggetelo e riflettete

    Consiglio caldamente questo libro. Uno spaccato illuminante della difficoltà che la libera diffusione della cultura ha incontrato negli anni e continua ad incontrare ancora.
    A tratti un racconto avvincente anche capace di autocritica.
    Una riflession ...(continue)

    Consiglio caldamente questo libro. Uno spaccato illuminante della difficoltà che la libera diffusione della cultura ha incontrato negli anni e continua ad incontrare ancora.
    A tratti un racconto avvincente anche capace di autocritica.
    Una riflessione stimolante per chi si nutre di cultura, per chi la produce e soprattutto per chi ha la responsabilità di fissare le regole.

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    batpad said on Jan 9, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nel mondo dei diritti d'autore prevalgono gli estremi: da una parte la pirateria, dall'altra un corpo normativo finalizzato più alla repressione che alla tutela. La libera cultura rimane schiacciata nel mezzo e ne paga le conseguenze. Paradossalmente ...(continue)

    Nel mondo dei diritti d'autore prevalgono gli estremi: da una parte la pirateria, dall'altra un corpo normativo finalizzato più alla repressione che alla tutela. La libera cultura rimane schiacciata nel mezzo e ne paga le conseguenze. Paradossalmente le tecnologie legate ad Internet rischiano di stritolare la libera cultura quando sarebbero in grado di fornire nuovi potentissimi strumenti creativi e di conoscenza. Tutto ciò che viene scaricato dalla rete - sotto forma di sito web, blog o file musicale - è copia e pertanto rientra nel campo di intervento della normativa del copyright. Inoltre il Codice informatico della macchina può estendere pesantemente la portata della legge: è il caso ad esempio dei DRM (digital right management) applicati da qualche editore di ebook anche alle opere di pubblico dominio. Il cd. fair use non riesce a garantire una sufficiente tutela agli usi liberi.

    L'eccessiva durata del diritto d'autore, con conseguente compressione dell'area del pubblico dominio, ha come conseguenza diretta la perdita di opere che non essendo sfruttate commercialmente dai titolari dei diritti sono fuori mercato e pertanto inaccessibili poichè una loro diffusione non autorizzata rappresenterebbe una violazione del copyright. Pertanto la strangrande maggioranza delle opere prodotte è destinata, dopo una brevissima vita (una ristampa oppure la proiezione per poche settimane in qualche sala), ad un interminabile oblio e poi alla distruzione.

    L'autore sottolinea l'esigenza di trovare una via di mezzo: nè tutti i diritti riservati nè nessun diritto riservato, ma alcuni diritti riservati, al fine di rispettare il copyright ma consentendo agli autori di rendere liberi i contenuti quando lo ritengano opportuno: rifiuto dell'anarchia e quindi della violazione sistematica del copyright ma rigetto del feudalesimo nel campo della proprietà intellettuale.

    Questo volume analizza rigorosamente le debolezze ed i pericoli derivanti dall'attuale normativa del copyright negli Stati Uniti e propone delle soluzioni per difendere la cultura libera. Un libro che tutte le persone interessate al diritto d'autore, comunque la pensino, dovrebbero leggere.

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    mariosabatino said on Oct 17, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Magari il concetto di diffusione di cultura fosse così! Un libro che apre la mente...

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    Kammanunfa said on Mar 23, 2010 | Add your feedback

Book Details

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  • ISBN-10: 885032250X
  • ISBN-13: 9788850322503
  • Publisher: Apogeo
  • Publish date: 2005-01-01
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