Cuore

Di

Editore: Malipiero

3.7
(4660)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 198 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Rumeno

Data di pubblicazione: 

Illustratore o Matitista: G. Castellani

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Bambini , Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    C’è un bambino che racconta un po' la sua vita di scuola e fuori.
    L'ha raccontato sotto forma di diario.
    Io in questa storia non mi ritrovo, lo consiglierei a tutta la classe tranne ad alcuni.
    Questo ...continua

    C’è un bambino che racconta un po' la sua vita di scuola e fuori.
    L'ha raccontato sotto forma di diario.
    Io in questa storia non mi ritrovo, lo consiglierei a tutta la classe tranne ad alcuni.
    Questo libro lo volevo leggere fin da piccolo perché lo vedevo sulla libreria della nonna e mi veniva sempre voglia di leggerlo ma lei mi diceva che ero ancora troppo piccolo.
    Su consiglio di Michele ho letto il libro.

    La frase che mi ha colpito di più è stata questa: ”L’anno inizia con una disgrazia".
    Cinque stelline.

    Matteo - Prima media

    ha scritto il 

  • 5

    Che tenerezza questo libro...ho preso in prestito da mia mamma una vecchia edizione che ricevette in regalo dalla sua professoressa di italiano della scuola media. Un bellissimo ricordo dei bei tempi ...continua

    Che tenerezza questo libro...ho preso in prestito da mia mamma una vecchia edizione che ricevette in regalo dalla sua professoressa di italiano della scuola media. Un bellissimo ricordo dei bei tempi di una volta...

    ha scritto il 

  • 1

    Che noia.
    Buonismo,pessimismo e negatività a spron battuto.
    Non mi stupirei se tanti potenziali giovani lettori,dopo essersi sorbiti questo supplizio alle elementari,avessero pensato che leggere fosse ...continua

    Che noia.
    Buonismo,pessimismo e negatività a spron battuto.
    Non mi stupirei se tanti potenziali giovani lettori,dopo essersi sorbiti questo supplizio alle elementari,avessero pensato che leggere fosse una perdita di tempo...

    ha scritto il 

  • 0

    Da leggersi con affetto.

    Alle elementari prima di pranzo ogni giorno la maestra ci leggeva, a puntate, un libro a voce alta. Fra i vari ad un certo punto ci è capitato il libro Cuore. Sono passati tanti anni, ma ricordo che: ...continua

    Alle elementari prima di pranzo ogni giorno la maestra ci leggeva, a puntate, un libro a voce alta. Fra i vari ad un certo punto ci è capitato il libro Cuore. Sono passati tanti anni, ma ricordo che: non abbiamo letto molte pagine di quel libro, forse perché cominciavano le vacanze estive; io e la mia migliore amica odiavamo il libro Cuore e pensavamo che non l’avremmo mai letto in tutta la nostra vita. Dopo più di dieci anni, il libro Cuore però ce l’avevo ancora in testa e nonostante io non l’abbia mai letto l’ho sempre conservato come un bel ricordo. Mi ricordava le elementari, la mia migliore amica, la mia maestra. Ed è sempre ricomparso in una maniera o in un’altra, citato e nominato in diversi frangenti. È anche comparso nella mia libreria qualche anno fa: mia madre ce l’aveva in negozio e non lo vendeva perché faceva parte di una collana rilegata con una copertina orrenda (non è dell'edizione di De Agostini ndr) che non incoraggiava la lettura (e che io ho provvisto a ricoprire con carta da regalo in tinta unita). Alla fine saranno state le vacanze di Natale, sarà che è un grande classico, sarà che ormai sento libro Cuore, maestra dalla penna rossa e vattelapesca da tutte le parti, ho deciso di affrontare la lettura. Era proprio come lo ricordavo. Stucchevole, pieno di buoni sentimenti e amor di patria. Ho pensato che era una lettura che avrei anche potuto evitare e che lo avrei finito solo per una questione di “cultura generale”. Procedendo nella lettura, un po’ me ne sono innamorata. Nonostante questa tipologia di narrazione così anacronistica (reduce del panorama post-unitario, con una spiccata vena moraleggiante che l’ultima volta che l’ho vista è stata nei sussidiari degli anni Sessanta/Settanta di mia madre), Cuore rimane sempre un grande classico, mi ha intenerita la sua forse-si-può-definire “ingenuità” ed è un libro che comunque riesce a rimanerti nel “Cuore” (ahahah.) Detto questo -in ordine sparso- conclusione: è un libro che va letto con affetto, sono andata contro le previsioni che avevo fatto alle elementari con la mia migliore amica, non diventerà il mio libro preferito, mi sento un po’ più buona e gentile, mi sono arricchita di una pietra miliare della letteratura per ragazzi (“mi sono arricchita di una pietra miliare della letteratura per ragazzi” è una frase orrenda). Rimane comunque troppo stucchevole e retorico, troppo fine Ottocento per il 2016.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo fino ad una certa età

    Letto da bambina e ricordo mi emozionò tantissimo, forse il primo libro che mi commosse. Ho provato a riprenderlo qualche tempo fa, ma dopo poche pagine l'ho riposto per non rovinare il ricordo delle ...continua

    Letto da bambina e ricordo mi emozionò tantissimo, forse il primo libro che mi commosse. Ho provato a riprenderlo qualche tempo fa, ma dopo poche pagine l'ho riposto per non rovinare il ricordo delle belle sensazioni che mi aveva lasciato.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se "Cuore" è stato scritto per bambini del target delle elementari, questo non significa che non possa emozionare, far riflettere e rabbrividire anche dei giovani adulti. L'Italia è il paese più ...continua

    Anche se "Cuore" è stato scritto per bambini del target delle elementari, questo non significa che non possa emozionare, far riflettere e rabbrividire anche dei giovani adulti. L'Italia è il paese più bello del mondo, e il libro mostra ed esprime compiutamente questo pensiero. E' stata una lettura allegra e commovente, che mi ha riportato alla mente i ricordi della scuola primaria e delle mie care maestre... Anche se devo ammettere che forse la cosa più carina è stata seguire i ragazzi fino all'opera, che mi ha fatto tanto piacere trovare inserita in un libro per bambini!

    ha scritto il 

  • 0

    Cuore infranto

    Il libro Cuore, ovvero il manifesto educativo e ideologico dell'Italia unita che ha formato innumerevoli schiere di fanciulli e fanciulle sui banchi della scuola elementare. La più duratura confezione ...continua

    Il libro Cuore, ovvero il manifesto educativo e ideologico dell'Italia unita che ha formato innumerevoli schiere di fanciulli e fanciulle sui banchi della scuola elementare. La più duratura confezione retorica della patria, della famiglia, della divisione del lavoro e dell'istruzione come riscatto sociale (siamo nel 1886).
    Il progetto di alfabetizzazione della legge Casati era funzionale alla formazione del cittadino italiano, rispettoso delle leggi e devoto all'idea ( che rimase soltanto un'idea purtroppo) dell'unificazione, di cui la lingua era ovviamente il veicolo principale. A formare generazioni secondo la morale dell'abnegazione patriottica, dell'ossequio verso le gerarchie sociali, della mitizzazione dell'identità nazionale erano i maestri-missionari, devoti e asserviti al compito educativo, completamente identificati nel loro ruolo di supergenitori, plateale effigie del paternalismo delle classi dirigenti torinesi. Non a caso il ministero si raccomandava che non dovessero essere troppo colti per evitare il rischio di una pericolosa deriva critica dell'insegnamento. Il quale procede invece per trasmissione di contenuti che dischiudono i necessari apprendimenti morali. Per realizzare lo scopo funzionano a meraviglia gli exempla che, se abbiamo una certa etá, sono incisi nella nostra memoria e se no conosciamo per contagio dalle generazioni precedenti: La piccola vedetta lombarda, Il tamburino sardo, Lo scrivano fiorentino....Eroici bambini abneganti a cui il futuro glorioso dell'Italia era affidato.
    Per fortuna DeAmicis non è qui ad ammirarne il risultato.

    ha scritto il 

  • 3

    Il Librocuore.

    Ogni settimana in piazza tra il pomeriggio e la sera c'è un mercatino dei bambini dove collo spirito delle garage sales, a prezzi modicissimi si vendono e scambiano giocattoli, fumetti, libri, nastri, ...continua

    Ogni settimana in piazza tra il pomeriggio e la sera c'è un mercatino dei bambini dove collo spirito delle garage sales, a prezzi modicissimi si vendono e scambiano giocattoli, fumetti, libri, nastri, dischi paccottiglia e chincaglieria varia, l'eccetera.

    Mediamente il livello è estremamente basso, ma se il bimbo fosse accompagnato da un adulto sveglio, potrebbe farsi una bibliotechina a prezzo vile – e pure l'adulto visto che molto materiale è evidentemente offerto o trafugato da mamme e zie, non si spiegherebbe come mai sennò, "Louison o l'ora del piacere" di una certa Fanny Desquelquechose con una copertina dove dal corsetto straripava la signora, si trovasse sul banchetto. Vabbé.

    Comunque ad un certo momento vedo un'edizione rilegata di Cuore – Fratelli Fabbri – la stessa che mi fu acquistata a fascicoli in edicola (forse era pure illustrata) ma in ogni caso quella azzurra con inciso in filigrana dorata l'infante spazzacamino piangente in gramaglie, a mo' di "Incompreso" libro e film che allietò le infanzie di milioni di bimbi europei da addestrare alle vigliaccate della vita che (presumibilmente) avrebbe dovuto svolgersi in una cagionevole valle di lagrime se andava bene, morte dopo sofferenza acuta negli altri casi, specie se si era stati fortunati a nascere dove tate e servitù rendevano meno grave la vita dell'Ambasciatore nell'attesa, oramai dimissionario sconvolto dalla prematura morte del diletto figlio, di mettersi a pubblicizzare in tarda età appiccicosi cioccolatini stucchevolissimi.

    Ohibò, non l'ho inserito in Anobii! Penseranno che voglio dare l'impressione di uno che è stato allevato da tate francesi, precettori gesuiti e cavalleggeri luterani. Giammai. Anzi, lo si chiamava "illibrocuore" tutto di seguito per antonomasia dato che ancora nei '60 in molte case era l'unico oltre al vocabolario.

    L'originale non so dove sia, ma in rete si trova a me lo sono leggiucchiato.

    Pur facendo parte di quei milioni di italiani che hanno sghignazzato col goliardico ma profondo "Elogio di Franti" del mai troppo lodato Professor Eco, mi accorgo che la vulgata di Cuore è assai interessatamente prevenuta. Alcune notarelle, i difetti sono noti, parliamo dei pregi.

    - I genitori e la maestra si rivolgono al piccolo Enrico (otto o nove anni) trattandolo sempre, pur senza scordare che è ancora un bambino, sempre più da adulto di quanto non sia già. Nel paese degli "L'Infortunato, Un Ragazzo Di Quarantatrè Anni" come ascoltiamo e leggiamo in troppi media da troppo tempo, non è poco.

    - I racconti sono sempre incentrati su un ragazzino o un bambino che deve compiere una scelta morale o una fatica coraggiosa. Nel paese delle scuse, degli aiutini, di "Moro Era Il Capo Delle Brigate Rosse" o di "in quale anno Adolf Hitler viene nominato Cancelliere e Benito Mussolini riceve a Palazzo Venezia il poeta americano Ezra Pound?" 1948 dice il primo, 1964 dice il secondo, 1979 il terzo e finalmente il quarto con 1933, mancando una quinta opzione finalmente ci prende, non è poco.

    - L'ufficiale non manda a morire ammazzata la piccola vedetta lombarda, anzi. Oltre ad offrirsi di ricompensarlo (e Lui rifiuta) gli dice di stare attento e – al manifestarsi del pericolo - gli intima di scendere.

    - Sangue romagnolo è un racconto azzeccato e molti altri soffrono solo di un linguaggio al cui stile non siamo abituati più. Che gli italiani lavorino come matti per campare, spesso all'estero e donne incluse è sempre evidenziato. Forse De Amicis era paternalista ma da socialista non se la raccontava.

    - Madre e padre scrivono lettere al ragazzino su argomenti cospicui in un italiano curato ed elegante e lo fanno sembrare naturale. Oggi anche ben di più di quanto non accada, viene presentato normale limitarsi a un "ki viene a cena" per SMS.

    - Calabresi o piemontesi siamo tutti italiani.

    - Studiare è bello e necessario e gli insegnanti hanno il rilievo che meritano.

    - Non ci sono preti. "Prete" compare tre volte, una per chiedere un'indicazione stradale e le altre due ad un funerale. In un'Italia che allora tra preti frati e suore ne contava milioni, per miliardi di loro pretese.

    Sì, fu il tentativo di instaurare una seria religione civile che, prima ancora di crollare nelle trincee del '15 '18, fu incrinato dalla strage di Bava Beccaris – entrambe posteriori al testo (al contrario – se vogliamo prendere esempi indubitabilmente classisti - della già vigente tassa sul macinato) - ma non fu né una puttanata e nemmeno c'è da felicitarsi perché fallì.

    ha scritto il 

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