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Cuore

Di

Editore: NEW BOOk s.r.l.

3.7
(4582)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Rumeno

Isbn-10: 8881973294 | Isbn-13: 9788881973293 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Children , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Il Librocuore.

    Ogni settimana in piazza tra il pomeriggio e la sera c'è un mercatino dei bambini dove collo spirito delle garage sales, a prezzi modicissimi si vendono e scambiano giocattoli, fumetti, libri, nastri, ...continua

    Ogni settimana in piazza tra il pomeriggio e la sera c'è un mercatino dei bambini dove collo spirito delle garage sales, a prezzi modicissimi si vendono e scambiano giocattoli, fumetti, libri, nastri, dischi paccottiglia e chincaglieria varia, l'eccetera.

    Mediamente il livello è estremamente basso, ma se il bimbo fosse accompagnato da un adulto sveglio, potrebbe farsi una bibliotechina a prezzo vile – e pure l'adulto visto che molto materiale è evidentemente offerto o trafugato da mamme e zie, non si spiegherebbe come mai sennò, "Louison o l'ora del piacere" di una certa Fanny Desquelquechose con una copertina dove dal corsetto straripava la signora, si trovasse sul banchetto. Vabbé.

    Comunque ad un certo momento vedo un'edizione rilegata di Cuore – Fratelli Fabbri – la stessa che mi fu acquistata a fascicoli in edicola (forse era pure illustrata) ma in ogni caso quella azzurra con inciso in filigrana dorata l'infante spazzacamino piangente in gramaglie, a mo' di "Incompreso" libro e film che allietò le infanzie di milioni di bimbi europei da addestrare alle vigliaccate della vita che (presumibilmente) avrebbe dovuto svolgersi in una cagionevole valle di lagrime se andava bene, morte dopo sofferenza acuta negli altri casi, specie se si era stati fortunati a nascere dove tate e servitù rendevano meno grave la vita dell'Ambasciatore nell'attesa, oramai dimissionario sconvolto dalla prematura morte del diletto figlio, di mettersi a pubblicizzare in tarda età appiccicosi cioccolatini stucchevolissimi.

    Ohibò, non l'ho inserito in Anobii! Penseranno che voglio dare l'impressione di uno che è stato allevato da tate francesi, precettori gesuiti e cavalleggeri luterani. Giammai. Anzi, lo si chiamava "illibrocuore" tutto di seguito per antonomasia dato che ancora nei '60 in molte case era l'unico oltre al vocabolario.

    L'originale non so dove sia, ma in rete si trova a me lo sono leggiucchiato.

    Pur facendo parte di quei milioni di italiani che hanno sghignazzato col goliardico ma profondo "Elogio di Franti" del mai troppo lodato Professor Eco, mi accorgo che la vulgata di Cuore è assai interessatamente prevenuta. Alcune notarelle, i difetti sono noti, parliamo dei pregi.

    - I genitori e la maestra si rivolgono al piccolo Enrico (otto o nove anni) trattandolo sempre, pur senza scordare che è ancora un bambino, sempre più da adulto di quanto non sia già. Nel paese degli "L'Infortunato, Un Ragazzo Di Quarantatrè Anni" come ascoltiamo e leggiamo in troppi media da troppo tempo, non è poco.

    - I racconti sono sempre incentrati su un ragazzino o un bambino che deve compiere una scelta morale o una fatica coraggiosa. Nel paese delle scuse, degli aiutini, di "Moro Era Il Capo Delle Brigate Rosse" o di "in quale anno Adolf Hitler viene nominato Cancelliere e Benito Mussolini riceve a Palazzo Venezia il poeta americano Ezra Pound?" 1948 dice il primo, 1964 dice il secondo, 1979 il terzo e finalmente il quarto con 1933, mancando una quinta opzione finalmente ci prende, non è poco.

    - L'ufficiale non manda a morire ammazzata la piccola vedetta lombarda, anzi. Oltre ad offrirsi di ricompensarlo (e Lui rifiuta) gli dice di stare attento e – al manifestarsi del pericolo - gli intima di scendere.

    - Sangue romagnolo è un racconto azzeccato e molti altri soffrono solo di un linguaggio al cui stile non siamo abituati più. Che gli italiani lavorino come matti per campare, spesso all'estero e donne incluse è sempre evidenziato. Forse De Amicis era paternalista ma da socialista non se la raccontava.

    - Madre e padre scrivono lettere al ragazzino su argomenti cospicui in un italiano curato ed elegante e lo fanno sembrare naturale. Oggi anche ben di più di quanto non accada, viene presentato normale limitarsi a un "ki viene a cena" per SMS.

    - Calabresi o piemontesi siamo tutti italiani.

    - Studiare è bello e necessario e gli insegnanti hanno il rilievo che meritano.

    - Non ci sono preti. "Prete" compare tre volte, una per chiedere un'indicazione stradale e le altre due ad un funerale. In un'Italia che allora tra preti frati e suore ne contava milioni, per miliardi di loro pretese.

    Sì, fu il tentativo di instaurare una seria religione civile che, prima ancora di crollare nelle trincee del '15 '18, fu incrinato dalla strage di Bava Beccaris – entrambe posteriori al testo (al contrario – se vogliamo prendere esempi indubitabilmente classisti - della già vigente tassa sul macinato) - ma non fu né una puttanata e nemmeno c'è da felicitarsi perché fallì.

    ha scritto il 

  • 4

    ricordo che da bambina ci facevano leggere in classe le storie dei bimbi coraggiosi del libro cuore, come lo scribano fiorentino, o la piccola vedetta lombarda....rileggendolo da adulta ho riscoperto ...continua

    ricordo che da bambina ci facevano leggere in classe le storie dei bimbi coraggiosi del libro cuore, come lo scribano fiorentino, o la piccola vedetta lombarda....rileggendolo da adulta ho riscoperto la bellezza di un mondo molto più semplice, di buoni sentimenti...forse non è più un libro attuale ma portarlo nel nostro CUORE farebbe bene a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    一個教導做人做事道理、重品格的時代

    這本書於1886年在義大利初次出版,一百多年來感動了無數人,其中的每月故事更是國文課本裡的常客。
    重讀此書,覺得與今日學校教育重成績相比,那是一個教導做人做事道理、重品格的時代。書中充滿平等精神,不以階級貧富區分人,尊重勞動者,設身處地為人著想。所謂「好孩子」是活潑健康、親切友善的人,與考試導向大異其趣。
    教育的目的為何,著實令人深思。有興趣的人,本書值得一讀。 ...continua

    這本書於1886年在義大利初次出版,一百多年來感動了無數人,其中的每月故事更是國文課本裡的常客。
    重讀此書,覺得與今日學校教育重成績相比,那是一個教導做人做事道理、重品格的時代。書中充滿平等精神,不以階級貧富區分人,尊重勞動者,設身處地為人著想。所謂「好孩子」是活潑健康、親切友善的人,與考試導向大異其趣。
    教育的目的為何,著實令人深思。有興趣的人,本書值得一讀。

    ha scritto il 

  • 1

    Patetico e paternalistico, questo libro è uno stomachevole trionfo di sofferenza e di buoni sentimenti, recante per di più i primi germi di un deleterio sentimento nazionalista. Improponibile oggigior ...continua

    Patetico e paternalistico, questo libro è uno stomachevole trionfo di sofferenza e di buoni sentimenti, recante per di più i primi germi di un deleterio sentimento nazionalista. Improponibile oggigiorno come testo di formazione per ragazzi.

    ha scritto il 

  • 4

    A tratti è davvero commovente e dolce. Inizialmente non apprezzavo il carattere patriottico del romanzo, ma poi ho capito che è la parte più importante... È stato scritto appena dopo l'unità d'Italia ...continua

    A tratti è davvero commovente e dolce. Inizialmente non apprezzavo il carattere patriottico del romanzo, ma poi ho capito che è la parte più importante... È stato scritto appena dopo l'unità d'Italia e, oltre a celebrarla, è stato finalizzato alla propaganda della lingua italiana. Ammiro molto De Amicis per questa sua azione per cercare di unire ancor di più il paese, a partire dai più piccoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Nostalgia canaglia..

    Che bello questo libro...e quanto mi ha commosso la descrizione di un mondo e di valori che oramai non ci sono più! Ho sempre sentito di appartenere ad un'epoca sbagliata ma questo libro me lo ha conf ...continua

    Che bello questo libro...e quanto mi ha commosso la descrizione di un mondo e di valori che oramai non ci sono più! Ho sempre sentito di appartenere ad un'epoca sbagliata ma questo libro me lo ha confermato: i miei comportamenti, atteggiamenti, valori etc..somigliano molto di più a quelli del piccolo Enrico che a quelli degli altri miei contemporanei e tutto questo ha suscitato in me una dolce nostalgia, quasi ci fossi stata anch'io. Insomma che dire? Il libro é arcinoto, meritevole di aver formato generazioni di studenti e di aver appassionato generazioni di lettori (tra l'altro il fatto che me lo abbiano consigliato é indicativo). Splendido.

    ha scritto il 

  • 4

    RILEGGENDOLO..

    MENO MALE CHE C'ERA FRANTI. STORIE DOLCI E COMMOVENTI (PICCOLO SCRIVANO FIORENTINO SU TUTTE) MA MOVIMENTATE DA QUESTA PRESENZA BIRBONA IN CLASSE. STROPPIATO DAL FILM CON SCARPATI E GULLOTTI, CON UNA P ...continua

    MENO MALE CHE C'ERA FRANTI. STORIE DOLCI E COMMOVENTI (PICCOLO SCRIVANO FIORENTINO SU TUTTE) MA MOVIMENTATE DA QUESTA PRESENZA BIRBONA IN CLASSE. STROPPIATO DAL FILM CON SCARPATI E GULLOTTI, CON UNA PONZIANI ADATTA NELLA SUA PARTE DI DONNA ISTERICA E MALATA

    ha scritto il 

  • 3

    Per la recensione completa di citazioni e immagini: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/03/23/edmondo-de-amicis-cuore/

    Ogni tanto è bello tornare piccoli e quando ho visto “Cuore” ...continua

    Per la recensione completa di citazioni e immagini: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/03/23/edmondo-de-amicis-cuore/

    Ogni tanto è bello tornare piccoli e quando ho visto “Cuore” in offerta a 3,90 euro (Edizioni Newton & Compton) ho deciso di comprarlo e leggerlo. Alle elementari la maestra ce ne aveva letto solo alcuni brani qui e là, e ora ho deciso di leggerlo integralmente.

    La trama del romanzo è molto semplice: Enrico Bottini è uno studente di terza elementare e a mo’ di diario racconta un intero anno scolastico in una sezione maschile di una scuola della Torino di fine Ottocento. Enrico parla poco di sé, ma è una sorta di narratore onniscente poiché conosce molto bene la vita e gli episodi che caratterizzano i suoi maestri, i suoi compagni e le loro famiglie.

    Conosciamo la vita di Enrico solo grazie alle lettere che gli scrivono i suoi genitori e sua sorella Silvia: testi che lui prontamente ricopia nel suo diario ideale.

    Ogni episodio che Enrico racconta è denso di significato e di morale: lo scopo del romanzo è chiaramente quello di insegnare ai bambini e ai ragazzi come si sta al mondo, quali sono i comportamenti da tenere, quali sono le cosa da fare e quelle da non fare.

    De Amicis è molto idealista e patriottico: unisce l’Italia – nata da pochi anni – mettendo nella classe torinese un piccolo calabrese (il bimbo che non ha mai visto la neve e quando a Torino la vedrà la prima volta ne farà una palla e se la mangerà come se fosse una pesca); ma De Amicis unisce l’Italia anche grazie ad una serie di racconti che il maestro fa ricopiare ai bambini – che quindi Enrico riporta nei suoi diari – e che hanno come protagonisti tutti i bambini d’Italia: dal tamburino sardo alla piccola vedetta lombarda, giusto per citarne due.

    Idealista, dicevo, sì perché la morale che lui presenta oggi ben pochi la rispettano, soprattutto nelle scuole. Troppo spesso leggiamo di bambini che picchiano i compagni – anche procurando loro gravi danni – o che addirittura si scagliano contro bambini disabili – che a mio avviso è un gesto veramente riprorevole; spesso purtroppo sui giornali leggiamo anche di maestre o di insegnanti che malmenano i bambini o peggio abusano sessualmente di loro. Questi brutti episodi che balzano alle cronache e indignano le coscienze dell’opinione pubblica dovrebbero far riflettere: l’educazione, come diceva De Amicis, deve essere messa al primo posto.

    Sarebbe davvero bello vivere nel mondo ideale di De Amicis, una città ideale, una scuola ideale; un luogo dove se si commette un torto si chiede scusa, un posto dove se picchio un compagno vengo punito; un luogo dove i maestri fanno il loro lavoro per passione e non giudicano gli studenti, anche quelli con difficoltà di apprendimento. Sarebbe bello un mondo dove sull’autobus si cede il posto al vecchietto carico di borse, e se si vede un mendicante in strada gli si dà almeno un panino. Sembrano cose normali, quelle che ho elencato, ma è garantito che non è più così.

    Concludo dicendo che ai bambini e ragazzi forse non servono tante nozioni specifiche e complesse, ci sarà la possibilità più avanti di impararle; quello che serve oggi davvero sono l’educazione civica, il rispetto del prossimo e la coscienza ambientale: senza di esse diventeremo un Paese perduto e arretrato.

    ha scritto il 

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