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Cuore di tenebra

Di

Editore: Giunti Editore

3.9
(7794)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Finlandese , Catalano , Portoghese , Polacco , Svedese , Galego

Isbn-10: 8809033809 | Isbn-13: 9788809033801 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Longhi

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Mentre in Francia il secondo Ottocento è caratterizzato da un approccio realistico ed impersonale in letteratura e, in particolar modo, nel romanzo, in Inghilterra siamo in piena età vittoriana e in pieno clima imperialista.
    Durante il regno della regina Vittoria - durato dal 1837 al 1901 - infat ...continua

    Mentre in Francia il secondo Ottocento è caratterizzato da un approccio realistico ed impersonale in letteratura e, in particolar modo, nel romanzo, in Inghilterra siamo in piena età vittoriana e in pieno clima imperialista. Durante il regno della regina Vittoria - durato dal 1837 al 1901 - infatti, la nazione appare imbattuta nel terreno dello sviluppo coloniale tanto da essere vista dagli altri stati europei come esempio cui ispirarsi. Si trattava però, come è facile immaginare, di una politica espansionistica che non poteva fare a meno di episodi di rara brutalità e di somma violenza ma che vantava sporadicamente anche aspetti umanitari e filantropici. A questa duplicità di fondo non poterono non rispondere gli scrittori dell'epoca che, se da un lato, preferivano schermarsi dietro una facciata ipocrita e perbenista - come accadde nel caso di William Makepeace Thackeray che, nonostante la vena ironico-satirica dei suoi romanzi, di fatto non era altro che un moralista -, dall'altro, si servivano proprio delle loro opere per smascherare tutte le ambiguità e i falsi miti dell'imperialismo britannico. Uno dei casi più clamorosi in tal senso è stato quello di Robert Louis Stevenson con "Lo strano caso del Dottor Jekylle e Mr Hyde", esemplificativo caso di sdoppiamento della personalità o, ancor meglio, di ambiguità dell'eroe borghese di fatto incapace di giustificare eticamente una politica coloniale sanguinaria, violenta, barbara. Un altro scrittore rappresentativo del periodo e di questo sentire fu Joseph Conrad, uomo polacco viaggiatore e letterato il cui lavoro certamente più importante fu "Cuore di tenebra" (titolo originale "Heart of Darkness"), pubblicato nel 1902. Trama "Cuore di tenebra" racconta di un viaggio sul fiume Congo, viaggio che perde sin da subito i connotati di mera esplorazione geografica per tramutarsi in avventura simbolica nel cuore dell'inferno. Il racconto è affidato a Marlowe che ha compiuto questo viaggio in Africa e che, dopo averlo vissuto, racconta la propria esperienza ad un gruppo di amici londinesi. Il motivo del viaggio di Marlowe nelle viscere del continente nero aveva ragioni squisitamente lavorative in quanto egli era stato chiamato per sostituire il capitano fluviale che era da poco deceduto. Giunto alla stazione della compagnia, Marlowe ha subito modo di notare lo sfruttamento brutale e violento riservato agli indigeni da parte dei colonialisti britannici. Ma questo è solo il primo girone dell'inferno. Infatti, più Marlowe si addentrerà nel cuore di tenebra africano e più il viaggio assumerà le connotazioni di incubo soprattutto in seguito all'incontro con Kurtz, uomo bianco divenuto leggenda, temuto e poi eletto capo dei selvaggi. Kurtz in realtà, figura avvolta nel mistero - rappresenta proprio l'ambiguità di fondo della politica colonialista, tra logica di brutale conquista e ideologia umanitaria, tra fascino per il potere e la conquista ma anche per tutto quanto sia selvaggio e primitivo. Romanzo tutto da assaporare per respirare appieno il clima decadentista tutto votato al gusto per l'ignoto e per il mistero in cui una semplice avventura diventa un vero e proprio cammino iniziatico verso una dimensione da incubo.

    ha scritto il 

  • 0

    San Pietroburgo scopava con il suo nuovo ragazzo ma per qualche motivo questo nuovo ragazzo non lo eccitava, anzi gli faceva venire da ridere e col tempo scoparci gli è diventato impossibile e allora a letto ha cominciato a inventare scuse, a spettegolare, a commentare notizie lette e talvolta an ...continua

    San Pietroburgo scopava con il suo nuovo ragazzo ma per qualche motivo questo nuovo ragazzo non lo eccitava, anzi gli faceva venire da ridere e col tempo scoparci gli è diventato impossibile e allora a letto ha cominciato a inventare scuse, a spettegolare, a commentare notizie lette e talvolta anche inventate. L'ultima notizia riguarda Steve Jobs. Sono state ritrovate carte e diari su cui è scritto che Steve Jobs vietava ai propri figli di usare iPad e iPhone. Ora che sono passati mesi sono state ritrovate anche alcune carte di Roma e con grande sorpresa si è scoperto che Roma ultimamente aveva sviluppato una certa curiosità per la performance e per la competenza, ma non è specificato in quale ambito. Roma non aveva alcun interesse, oziava giorno e notte, si preoccupava solo di cagare bene e si imbarcava di frequente in storie che naufragavano velocemente, ho pensato io. Possibile che parlasse di scopare?, se Krakovia fosse sveglia la penserebbe così, ho pensato ancora. Poi ho dovuto smettere di pensare ultimamente mi gira la testa faccio fatica a stare in piedi mi hanno drogato ora sto in astinenza. Elvira mi ha prelevato il sangue dice che è molto interessata al tipo di droga che mi hanno somministrato, è convinta comunque che nel sangue non la troverà, e allora perché cerchi proprio nel sangue?, ho detto io, perché se ho ragione meno 1, mi ha detto lei, e poi si è grattata la tempia. È la prima volta che la vedo grattarsi la tempia. Che c'è che non va?, ho detto io. Niente, ha detto lei, e per la prima volta ho capito che mentiva veramente. Brava, stai imparando a dire le bugie, ho detto io. Ole, ha detto lei, con l'accento sulla O.

    ha scritto il 

  • 1

    Ho davvero faticato a terminare questa lettura, sebbene sia un libro molto breve, ma sinceramente non mi ha preso per nulla. Noioso, troppo descrittivo in alcune parti, e costruito su questo fatidico incontro con il misterioso Kurtz che poi viene risolto in poche righe e superficialmente.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline e mezzo

    Nonostante sia stata una lettura universitaria, ho letto questo libro con molto entusiasmo: la "trama" e i protagonisti sono indubbiamente interessanti ed è stata un'occasione per accostarmi a J.Conrad. Lo stile è molto buono, calmo, ogni dettaglio è ben descritto, nonostante il libro sia relativ ...continua

    Nonostante sia stata una lettura universitaria, ho letto questo libro con molto entusiasmo: la "trama" e i protagonisti sono indubbiamente interessanti ed è stata un'occasione per accostarmi a J.Conrad. Lo stile è molto buono, calmo, ogni dettaglio è ben descritto, nonostante il libro sia relativamente breve; forse è proprio questo uno dei difetti dell'opera inserire troppi particolari in una storia breve, dove ci sarebbe bisogno di dare più spazio alla psicologia dei protagonisti che viene fuori solo in parte e ciò ha reso la lettura un po' pesante. Peccato, perchè diversi punti, come l'apertura o il dialogo tra Marlow e la fidanzata di Kurtz, sono stati molto d'impatto. Nel complesso, un buon lavoro ma poteva venire meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Il valore della scrittura non si discute ma non ho retto il colonialismo imperante espresso in ogni pagina. Magari Conrad voleva denunciare questa situazione, non accondiscenderla, ma visto l'epoca in cui il libro è nato propendo per la connivenza.

    ha scritto il 

  • 4

    trama newton&compton editori


    «L’orrore, l’orrore»: questo il grido e al tempo stesso l’invocazione del capitano Kurtz. Bastano poche parole per sentire tutta la forza del romanzo breve di Conrad, forse il suo capolavoro.
    Su un’imbarcazione ancorata fra le nebbie fitte che la sera avvolgon ...continua

    trama newton&compton editori

    «L’orrore, l’orrore»: questo il grido e al tempo stesso l’invocazione del capitano Kurtz. Bastano poche parole per sentire tutta la forza del romanzo breve di Conrad, forse il suo capolavoro. Su un’imbarcazione ancorata fra le nebbie fitte che la sera avvolgono il Tamigi, il capitano Marlow e altri marinai attendono l’alta marea per prendere il largo. Marlow comincia a raccontare di un viaggio fatto da giovane lungo un altro fiume, in un’Africa carica di fascino come di pericoli. Risalendo il fiume, si erano lasciati alle spalle anche gli ultimi residui di “civiltà”, per venire risucchiati in un percorso oscuro che diventa anche mentale, onirico, e si addentra nell’essenza stessa dell’uomo. Marlow-Conrad narra di un cuore di tenebra ancora da esplorare. Da questo romanzo Francis Ford Coppola trasse ispirazione per il suo Apocalypse Now.

    ha scritto il 

  • 4

    Ciò che ammiro maggiormente in scrittori come Conrad, è la capacità di tradurre in parole l’esperienza di una vita spesa lontana da quegli ambienti letterari che generalmente formano uno scrittore. Polacco a servizio della marina britannica sul finire dell’800, Conrad ha trascorso buona parte del ...continua

    Ciò che ammiro maggiormente in scrittori come Conrad, è la capacità di tradurre in parole l’esperienza di una vita spesa lontana da quegli ambienti letterari che generalmente formano uno scrittore. Polacco a servizio della marina britannica sul finire dell’800, Conrad ha trascorso buona parte della sua vita in mare, prima come semplice marinaio e infine come capitano. Deve averne viste di cose viaggiando in lungo e largo per gli oceani, sventolando il vessillo di uno dei grandi imperi coloniali della storia.

    "Cuore di tenebra" nasce sicuramente dall’insieme di queste esperienze ma soprattutto dalla capacità di osservare l’animo umano e tentare di comprenderlo e svelarlo. Mi chiedo come doveva sentirsi un uomo del suo tempo di fronte all’enigma dell’ignoto: "non esiste iniziazione a questi misteri", è la sua risposta. Di quale mistero si tratti è il tema sotterraneo del racconto e per tutto il tempo ci camminerà accanto, chiamandoci; ci chiederà di raggiungerlo e al contempo ci metterà in guardia dall’addentrarci ulteriormente nel cuore di una tenebra impenetrabile. O forse è solo un’illusione dovuta al caldo, alla fame, all’allucinazione di un momento? Non ci è dato saperlo finché non smetteremo di occuparci dell’unica cosa che ci riesce meglio: sopravvivere. Proprio come Marlow, siamo trasportati lungo il corso di un fiume vorticoso a bordo di un battello a vapore verso la nostra destinazione: Kurtz. Tutte le nostre energie sono raccolte e finalizzate all’attesa di questo momento, come se da esso dipendesse il senso di tutto o la fine di tutto. Resteremo inevitabilmente delusi.

    L’uomo di cui tutti parlano, colui che ha arricchito la Compagnia con grandi partite di avorio, non è altro che un avventuriero avido e senza scrupoli come tutti gli uomini del suo tempo in cerca di ricchezze in altre terre. Ma c’è qualcosa che lo distingue dagli altri, qualcosa che ognuno interpreta a modo proprio a seconda della sua natura: per gli uomini della foresta africana, Kurtz è un semidio a cui mostrano una sacra obbedienza; per i pellegrini del battello è un intralcio alle loro ambizioni di potere; per la Compagnia è un pericolo, un elemento fuori controllo non più manipolabile per i propri interessi. Infine, per Marlow, Kurtz è la fine di un’illusione, è il cuore di tenebra in cui si specchia e si riconosce. Saremo capaci di fare altrettanto?

    Un grande romanzo in cui Conrad concentra molteplici aspetti a diversi livelli di lettura. E più ci si addentra nel cuore della foresta selvaggia, più si comprende il vero senso di un viaggio che riguarda tutti noi, piccoli uomini senza memoria, animali civilizzati pieni di orrore della nostra stessa natura.

    "Quelli gridavano e saltavano e giravano su se stessi e facevano orribili smorfie; ma ciò che ti faceva rabbrividire era proprio il pensiero che appartenessero all’umanità – come voi – il pensiero di una tua remota parentela con questo frastuono selvaggio e appassionato".

    ha scritto il 

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