Cuore di tenebra

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

3.9
(8295)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Finlandese , Catalano , Portoghese , Polacco , Svedese , Galego

Isbn-10: 8817167363 | Isbn-13: 9788817167369 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Spina

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Testo inglese a fronte.

Marlowe racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluvialeucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e,giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stentie di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro.In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto apartire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere "la tenebra del suo cuore".
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  • 5

    La "tenebra" che abita ciascuno di noi

    Cinque stelle perché, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che v ...continua

    Cinque stelle perché, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che vuole smascherare lo sfrenato ed inarrestabile colonialismo occidentale, ma non solo. "Cuore di tenebra" (Heart of darkness) è anche la storia di un passato primitivo e selvaggio, quello dell'Africa nera, che non può essere dimenticato: il sogno occidentale di conquista che ben presto si trasforma in un incubo inquieto ed opprimente. Basta leggere le prime pagine per essere immediatamente catapultati in un mondo fatto di fiumi che sembrano serpenti, fitte vegetazioni, cannibali e teste impalate. Un mondo di silenzio (foresta) e voce (Kurtz), bianco (avorio) e nero (indigeni), luci ed ombre.
    Da leggere assolutamente e attentamente, soprattutto per aprire gli occhi sul fatto che il progresso, in realtà, è un concetto limite che viene superato da quel lato oscuro e tenebroso che è insito in ogni paese.
    "(..) Parlava di svezzare quei milioni di ignoranti dalle loro orribili abitudini'': il fatto è che il primitivo non è sinonimo di Africa, è sinonimo di mondo, è sinonimo di noi stessi. Ognuno ha un lato selvaggio, il problema sta nel saperlo controllare e reprimere. Tutti, insomma, hanno un "cuore di tenebra".

    ha scritto il 

  • 4

    Libro complesso con più chiavi di lettura e scritto in uno stile praticamente perfetto. Non mi ha però colpito come pensavo. I temi importanti quali il colonialismo e il "cuore di tenebra" della civil ...continua

    Libro complesso con più chiavi di lettura e scritto in uno stile praticamente perfetto. Non mi ha però colpito come pensavo. I temi importanti quali il colonialismo e il "cuore di tenebra" della civiltà bianca sono solo accennati, avrei preferito che fossero messi più in primo piano. Ho trovato la narrazione confusa e troppo onirica.

    ha scritto il 

  • 2

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il temp ...continua

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il tempo.
    La linea d'ombra mi è piaciuto, ma da lì in poi per me Conrad è stato un percorso in discesa: Il tifone mi è piaciucchiato..ma questo proprio no.

    ha scritto il 

  • 3

    Lentoooo...

    Probabilmente non è il mio genere... una faticaccia per leggerlo! L'ho trovato lento e noiosetto da leggere, la tematica è sicuramente interessate ma forse non mi appartiene come genere boh...

    ha scritto il 

  • 2

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, ...continua

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, comincia a sussurrare una storia del suo passato animando le ombre di una fredda notte londinese.
    Parla di quando si era imbarcato con una Compagnia Francese alla volta dell'Africa Nera, per commerciare (razziare) avorio alle popolazioni indigene. Viene tratteggiato un mondo ancora tremendamente selvaggio, una giungla incontaminata, con uomini duri in un ambiente ancora più duro...

    Nonostante sia uno dei più celebrati romanzi del XX secolo, io ne sono rimasto molto deluso. Vero che le descrizioni dei luoghi sono stimolanti ed accurate (figlie di un vero viaggio che Joseph Conrad ha fatto risalendo il fiume Congo), ma la tanta decantata descrizione della pazzia di Kurtz, un agente incaricato di reperire avorio, dalla sua genesi al suo apice che ne decreta la morte, a me è sembrata smorta e banale.

    Unici temi che condivido, anche se troppo nascosti e quasi mai sviscerati, sono la critica al colonialismo Europeo e al bisogno di potere di Kurtz.

    Se vi interessa il tema del potere come involuzione dell'animo umano perché non cominciate Il signore degli Anelli di Tolkien?

    ha scritto il 

  • 4

    La voce narrante...

    il capitano Marlow, ci porta lungo il corso di un fiume nel Congo belga, alla ricerca o recupero di uno degli agenti, il più efficace ed efficiente nel reperire grosse quantità di avorio. Mr Kurtz è l ...continua

    il capitano Marlow, ci porta lungo il corso di un fiume nel Congo belga, alla ricerca o recupero di uno degli agenti, il più efficace ed efficiente nel reperire grosse quantità di avorio. Mr Kurtz è la personificazione dell'avidità e del desiderio di potere e di predominio, ma lungo il lento viaggio di avvicinamento alla sua stazione Marlow conoscerà tutti gli innumerevoli aspetti dello sfruttamento europeo in Africa. Quando arriverà a Kurtz lo troverà malato, delirante, al centro di una sorta di culto da parte delle tribù del luogo, è un personaggio inquietante, un uomo privo di spessore ma intelligente e che in Africa perderà la sua umanità e diventerà una sorta di mostro. L'Europa non porta civiltà in Africa ma solo sfruttamento, crudeltà e stupidità. Tutti i personaggi concorrono a questo sfruttamento, in maniera più o meno lungimirante ma tutti sono colpevoli. Kurtz è forse il più consapevole del suo ruolo e questo lo rende diverso dagli altri, ma certo non lo redime. Tra tutti l'unico personaggio innocente, non interessato allo sfruttamento, è la figura del vagabondo russo di cui non conosciamo il nome e che non tornerà alla civiltà insieme a Marlow ma resterà nella foresta più profonda e inesplorata.

    ha scritto il 

  • 5

    SPECCHIO OSCURO

    Viaggio allegorico verso l'essenza ultima della natura umana,questo romanzo é come uno specchio oscuro che ne riflette la parte più inaccessibile.Messo di fronte a questo abisso di inconoscibilità,l'e ...continua

    Viaggio allegorico verso l'essenza ultima della natura umana,questo romanzo é come uno specchio oscuro che ne riflette la parte più inaccessibile.Messo di fronte a questo abisso di inconoscibilità,l'essere umano perde la capacità di razionalizzare questa esperienza e l'unica via d'uscita(salvezza)é la follia.Conrad si propone di spingere ognuno di noi a riflettere sul fatto se abbia senso parlare di razze umane o se non sia più corretto,al contrario, esprimersi in termini di umanità in senso stretto.Dare una risposta a questo quesito é,poi,tutta un'altra storia.Capolavoro assoluto

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo che è un viaggio, un viaggio all'interno dell'Africa lungo il fiume Congo, sulle sue acque all'apparenza placide, a ritroso verso la sua sorgente. Un viaggio all'interno dell'essere umano, ...continua

    Un romanzo che è un viaggio, un viaggio all'interno dell'Africa lungo il fiume Congo, sulle sue acque all'apparenza placide, a ritroso verso la sua sorgente. Un viaggio all'interno dell'essere umano, del significato dell'essere umani, della maestosità della grandezza e dei limiti a cui solo l'ambizione di un essere umano può spingersi tanto lontano da sfidarli e superarli, fino all'annichilimento.
    La grandezza e l'ambizione dell'uomo si confrontano e si scontrano con la mestosa potenza della natura, anzi della Natura. La foresta è un essere vivente la cui voce parla soprattutto di notte, la cui oscurità penetra inavvertitamente e assorda e confonde, si impadronisce dell'uomo spingendolo ad ambire alla massima espressione di sè e dei suoi desideri per poi ridurlo a schiavo di essi e di ciò che si rivela a sè stesso.
    La foresta popolata di indigeni che di soppiatto feriscono con le loro frecce è più che un'ambientazione, è un personaggio. E' il personaggio che fa da controcanto a Kurz: entrambi permeano il romanzo ad ogni respiro, anche quando non sono tangibili e presenti, e entrano dentro per non abbandonare il lettore nemmeno a romanzo finito, nemmeno ad anni di distanza.

    ha scritto il 

  • 4

    L'orrore.

    http://www.ultimasettimana.it/2016/04/24/cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad/

    Lo scorrere del fiume Congo era un lento discendere nel cuore della mente umana. Perché quando le nebbie del mattino si dira ...continua

    http://www.ultimasettimana.it/2016/04/24/cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad/

    Lo scorrere del fiume Congo era un lento discendere nel cuore della mente umana. Perché quando le nebbie del mattino si diradarono, quelle persone, quelli indigeni che seguivano con lo sguardo la barca di Marlow furono lo spettacolo più irrazionale e folle a cui il giovane avrebbe assistito nel corso di tutta la sua vita.

    E, quando alla fine del viaggio scorse la grande costruzione bianca, la figura che stanziava dritta sul pontile fu la personificazione del terrore.

    Fu lui a portarli da Kuntz. Quell’uomo vestito di nero, macilento, dai lunghi capelli biondi, quasi bianchi che calpestava i corridoio bui più come un fantasma che come una figura in carne ossa, quasi sparì quando di fronte a Marlow si stanziò la figura di Kurtz.

    Era alto quasi due metri. Stava su uno scranno ricoperto d’oro, circondato da indigeni che guardavano tutti Marlow. L’uomo non sbatteva le palpebre. Si alzò. Si mosse.

    “So chi sei.” Gli disse. E Marlow ebbe la certezza che fosse vero. Che lo avesse letto nella sua mente.

    Lui era l’orrore.

    ha scritto il 

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