Cuore di tenebra

Di

Editore: Bur

3.9
(8429)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Finlandese , Catalano , Portoghese , Polacco , Svedese , Galego

Isbn-10: 8858615298 | Isbn-13: 9788858615294 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Conrad... racconta grandiosamente ciò che nessuno gli ha mai raccontato, ciò che egli "vede" soltanto con la sua meravigliosa onnipresenza e onniscienza di narratore. Pietro Citati
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  • 4

    Abituato ai grandi mattoni ero un po' scettico e restio ad iniziare questa nuova lettura, date le dimensioni dell'opera.. ma il titolo mi ha invogliato a leggere la prima pagina, una dopo l'altra ed è ...continua

    Abituato ai grandi mattoni ero un po' scettico e restio ad iniziare questa nuova lettura, date le dimensioni dell'opera.. ma il titolo mi ha invogliato a leggere la prima pagina, una dopo l'altra ed è stato letto tutto d'un fiato. Merito del linguaggio semplice e diretto, non per questo privo di quell'introspezione psicologica che a tratti mi ha fatto affiancare al protagonista davanti il cuore di tenebra /

    ha scritto il 

  • 3

    Opera difettosa ma geniale

    La prima lettura di questo celeberrimo romanzo non mi aveva colpito; forse era stata una lettura distratta, come talvolta capita.
    Ho perciò deciso di rileggerlo, trascinato dalla messe di giudizi entu ...continua

    La prima lettura di questo celeberrimo romanzo non mi aveva colpito; forse era stata una lettura distratta, come talvolta capita.
    Ho perciò deciso di rileggerlo, trascinato dalla messe di giudizi entusiastici che Cuore di Tenebra ha sempre riscosso dalla critica militante.
    Mi sono fatto una certa idea: si tratta di un libro potente, ricco di evocazioni suggestive e affascinanti, costruito sull'attesa (del mitico e mitologico Kurtz), magistralmente teso verso qualche cosa (ecco la singolarità e modernità dell'opera, scritta nel 1899): un'avventura senza limiti proprio perché non ha un oggetto, uno scopo, una meta.
    Tutto ciò all'interno di una struttura narrativa piuttosto debole, poco organica, sproporzionata (dettagliatissima in alcuni punti, lacunosa in altri).
    In definitiva, un'opera straniante, carica di mistero, fondata sul (quasi) nulla…su un personaggio che non esiste, che è solo la cifra simbolica di un itinerario a sua volta assurdo…Certamente un romanzo innovativo all'epoca in cui fu scritto.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è molto avvincente, originale, ti tiene incollato fino alla fine ma l'edizione è terribile, piena di errori grammaticali e di desinenza, evidenti refusi etc il che lascia anche dubbi sull'att ...continua

    Il libro è molto avvincente, originale, ti tiene incollato fino alla fine ma l'edizione è terribile, piena di errori grammaticali e di desinenza, evidenti refusi etc il che lascia anche dubbi sull'attendibilità della traduzione.

    ha scritto il 

  • 5

    Aveva tirato le somme e aveva giudicato." L'orrore!"

    Marlowe, capitano di un battello che solca un grande fiume nel centro dell'Africa, deve trovare e riportare in patria il misterioso signor Kurtz, adorato dagli indigeni come un Dio, simbolo dell'ambig ...continua

    Marlowe, capitano di un battello che solca un grande fiume nel centro dell'Africa, deve trovare e riportare in patria il misterioso signor Kurtz, adorato dagli indigeni come un Dio, simbolo dell'ambiguità del rapporto fra Europa e Africa, tra ideali di civilizzazione e spirito di sfruttamento. E' per Marlowe un viaggio pieno di difficoltà e di orrori nel nel cuore tenebroso dell'imperialismo, ma anche una discesa dentro se stesso. Attraverso artifici narrativi come, l'alternanza di due diversi punti di vista, le pause, le anticipazioni, i commenti, lo scrittore crea un'atmosfera tesa e venata di disagio

    ha scritto il 

  • 5

    Alla ricerca di Kurtz

    Marlow racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede co ...continua

    Marlow racconta di aver avuto l'incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell'Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente.
    "Risalire quel fiume era come compiere un viaggio indietro nel tempo, ai primordi del mondo."
    "Kurtz ha scelto di superare ogni limite ed è arrivato in un posto da cui non si può più tornare."
    Capolavoro. Basta questo per descrivere Cuore di tenebra. Considerato uno dei classici del XX secolo, questo romanzo breve è un viaggio nel mistero; è la storia di un'assurda ossessione, ma soprattutto una denuncia alla banalità del male intrinseca alla natura umana, che viene concentrata nella figura di Kutrz: inquietante, solitario, potente con le popolazioni indigene, diabolico... Il suo vivere rintanato nel cuore della foresta, l’incredibile quantità di avorio che invia alla Compagnia, l’adorazione che gli indigeni provano per lui e il suo voler essere un idolo per gli indigeni sono tutte caratteristiche che lasciano un terribile senso di angoscia. Rappresenta l’uomo che per forza e intelligenza sconfina oltre l’umano per diventare animale e dio. Ma non è solo questo Cuore di tenebra: è un'aperta quanto ironica denuncia verso il colonialismo europeo, verso la schiavizzazione perpetrata ai nativi africani, verso la distruzione senza limiti e senza morale nei confronti degli animali e della natura... Conrad ci riporta, in forma romanzata, la sua esperienza che fece proprio in Congo nel 1890, a bordo di un vaporetto. A questo capolavoro si è ispirato il regista Francis Ford Coppola, che ci ha regalato uno dei film più controversi mai fatti, ovvero Apocalipse Now, con la differenza di averlo ambientato nel Vietnam degli anni '70. Consigliatissimi sia il romanzo che il film.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile, tetro, lento e dalla scrittura pesante. Resta, però, quel senso di oppressione al petto che si viene a creare mano a mano si prosegue con la lettura che non fa che aumentare. Fondamentale o ...continua

    Difficile, tetro, lento e dalla scrittura pesante. Resta, però, quel senso di oppressione al petto che si viene a creare mano a mano si prosegue con la lettura che non fa che aumentare. Fondamentale opera per capire qualcosa in più della nostra anima.

    ha scritto il 

  • 2

    Una delusione. I temi trattati sono importanti ma la scrittura non è coinvolgente. Ho trovato questo libro noioso, anche nella sua brevità. Mi aspettavo molto di più, ritenterò con altro di Conrad. ...continua

    Una delusione. I temi trattati sono importanti ma la scrittura non è coinvolgente. Ho trovato questo libro noioso, anche nella sua brevità. Mi aspettavo molto di più, ritenterò con altro di Conrad.

    ha scritto il 

  • 5

    recensione a cura di lunaticamente.com

    Link alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/26-cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad.html
    Premetto che questo libro me lo hanno regalato e se fosse stato per me non lo avre ...continua

    Link alla recensione: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/26-cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad.html
    Premetto che questo libro me lo hanno regalato e se fosse stato per me non lo avrei mai letto di mia spontanea volontà.
    In realtà mi sono ritrovata fra le mani un libro che mi ha ammaliata e trasportata nel cuore dell'Africa nera; è stato un viaggio suggestivo tanto che potevo sentire i tamburi delle popolazioni indigene in lontananza, immaginavo di ballare con loro intorno al fuoco in una danza macabra avvolta da un aura nera e da spiriti maligni, mi sembrava di sentire l'odore di morte e il caldo soffocante.
    Il messaggio di questo libro secondo me si può riassumere con questo paragrafo:
    "...Aveva occupato un soglio eccelso tra i demoni di quella terra – lo dico in senso letterale. Voi non potete capire. E come potreste? – con un buon selciato compatto sotto i vostri piedi, circondati da vicini cortesi pronti ad incoraggiarvi o ad attaccarvi, mentre muovete passi cauti fra il macellaio e il poliziotto, nel sacro terrore dello scandalo e delle forche e dei manicomi – come potreste immaginare quella particolare regione dell'era primordiale in cui la solitudine – una solitudine totale, senza poliziotto – e il silenzio – un silenzio totale, senza la voce ammonitrice di un cortese vicino che sussurri la pubblica opinione – conducono i passi di un uomo liberi da ostacoli? Queste piccole cose costituiscono l'immane differenza. Quando vengono meno si è costretti a ripiegare sulla propria forza innata, sulla propria attitudine alla fedeltà. Naturalmente si può essere anche troppo idioti da finir male – tanto ottusi da non accorgersi neppure di essere assaliti dalle potenze delle tenebre."
    E' una chiara critica al colonialismo nei confronti del continente africano in cui il "nemico" da sconfiggere, era per assurdo, l'indigeno.
    Vengono dipinte scene di morte molto toccanti e tristi, che appesantiscono il cuore come per esempio quando Marlow arriva vicino al fiume e trova un cimitero a cielo aperto dove gli indigeni sfruttati fino allo stremo, andavano a morire soli e stanchi.
    Il romanzo si può dividere in due: la prima parte quella in cui Conrad entra lentamente in questa terra sconosciuta e affascinante, in cui il lettore fatica a staccarsi dalla voce narrante e vive la storia con distacco.
    Nella seconda parte invece sembra di scivolare dentro ad un incubo in cui il battello è guidato dalla morte in persona che guida Marlow attraverso le terre del male.
    Kurtz rappresenta la parte selvaggia dell'animo umano che senza regole imposte dalla società deve far fede al suo istinto che senza veli si rivela spietato, crudele, malato e sadico.
    Marlow invece è come un uomo che si guarda allo specchio e vede Kurtz in se stesso, lo vede in modo distaccato ma lo rispetta e ne è anche tremendamente affascinato.
    Vuole salvarlo e mentre lo porta verso casa questo comincia ad urlare "Che orrore! Che orrore!"
    Perché? E' una domanda che Conrad vuole che ci poniamo ed io ho potuto capire questo:
    Kurts - estrapolato dalla vita selvaggia e senza regole in cui ha vissuto fino a quel momento - quando il suo lato "civilizzato" torna alla luce e si rende conto delle cose che ha fatto ne prova orrore ed è un peso insostenibile.
    Non serve andare troppo lontano per capire che questo messaggio é attuale.
    Basta vedere anche ai giorni nostri dove scoppia una guerra tutto è permesso: seppellire persone e animali vivi, decapitare, uccidere il proprio vicino di casa, violentare e seviziare.
    Sembra quasi che il lato selvaggio dell'uomo sia sempre in agguato pronto a sferrare un terribile attacco.
    Non posso fare a meno di proporvi qualche frase poetica che ho trovato in questo libro.

    ha scritto il 

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