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Cuori neri

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.1
(248)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 886061225X | Isbn-13: 9788860612250 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
Luca Telese ricostruisce in "Cuori neri" i ventuno delitti di cui furono vittime giovani di destra nella guerra spietata degli anni di piombo, dedicando un capitolo all'omicidio di ciascuno dei caduti del MSI e del Fronte della Gioventù, da Ugo Venturini a Paolo Di Nella, senza trascurare nemmeno un caduto di Terza Posizione come Nanni De Angelis e le storie di Stefano Cecchetti e di Emanuele Zilli.
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  • 5

    Vale la pena leggere questo libro solo per le storie meno "famose" che vengono raccontate. Il modo di presentare i fatti usato da Telese è indubbiamente fluido e accattivante. Davvero un ottimo ...continua

    Vale la pena leggere questo libro solo per le storie meno "famose" che vengono raccontate. Il modo di presentare i fatti usato da Telese è indubbiamente fluido e accattivante. Davvero un ottimo ritratto di quegli anni, indispensabile per capire i meccanismi di difesa / accusa che venivano puntualmente messi in atto. Buono l'inserto fotografico, anche se avrei preferito per completezza una foto di ognuno dei protagonisti, magari a inizio capitolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi urtano un po’ le recensioni (qualcuna anche qui) che non riescono a uscire dagli schemi mentali e ideologici di un’epoca grazie a dio passata da diversi anni (non che questa sia migliore: ...continua

    Mi urtano un po’ le recensioni (qualcuna anche qui) che non riescono a uscire dagli schemi mentali e ideologici di un’epoca grazie a dio passata da diversi anni (non che questa sia migliore: ogni epoca è caratterizzata dalle proprie nefandezze, ma spesso ben diverse). Mi urta che si dica che questa è una bieca operazione di revisionismo di stampo fascista. Non lo è. Potrà contenere qualche marginale errore di ricostruzione storica, ma raggiunge l’intento di ridare dignità umana (umana, non politica) a chi fu vittima dell’idiozia fanatica e talibana di quegli anni. Mi urta il fatto che quei morti vengano ancora strumentalizzati per quegli stessi fini (sia dalla parte che preferirebbe fossero dimenticati, sia da quella che ancora li considera dei martiri). Proprio perché quelle vittime non furono “martiri politici”, ma semplici vittime dell’umana stupidità. Che ahimè è perennemente presente nel mondo sotto le bandiere ora della politica, ora della religione, ora (ancora più assurdamente) della fede calcistica. Credo che Telese volesse solo arrivare a questo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il giornalista Luca Telese ricostruisce in questo libro 21 delitti che insaguinarono l’Italia negli anni ’70, i cossidetti “anni di piombo”. Filo conduttore , il fatto che tutte le vittime ...continua

    Il giornalista Luca Telese ricostruisce in questo libro 21 delitti che insaguinarono l’Italia negli anni ’70, i cossidetti “anni di piombo”. Filo conduttore , il fatto che tutte le vittime furono persone (quasi tutti giovanissimi) militanti o simpatizzanti dell’MSI, uccisi dai militanti di sinistra per la loro idea politica. In quegli anni purtroppo gli scontri tra miitanti di destra e militanti di sinistra, oltre a rappresentare un’aberrante “norma” di derivazione sessantottina in anni non certo facili e segnati da stragi e omicidi di carabinieri, poliziotti, giudici, avvocati, giornalisti a opera di gruppi come Brigate Rosse, Prima Linea, Autonomia operaia, Potere Operaio, Nar ecc, e culminati con la strage di via Fani e il sequestro e successivo omicidio del presidente della DC Aldo Moro. Gli omicidi singoli dei vari militanti di destra e sinistra vengono solitamente consderati episodi minori all’interno di un contesto storico e sociale di questo tipo,eppure basta dare una scorsa alla lista delle vittime di entrambe le parti per capire che questa fu un’agghiacciante guerra civile in un tempo di pace. Il libro di Luca Telese si occupa in particolare di 21 vittime di destra; sì, perché purtroppo anche davanti alla morte non si riesce ancora oggi a lasciare stare colori e odi politici, e quindi mentre delle vittime di sinistra sappiamo molto,di quelle dell’altra parte no, perché ancora oggi vengono considerate vittime di serie B, o persone che in uqalche modo se la sono cercata, avendo scelto di stare dalla parte sbagliata. I casi più famosi sono quelli del Rogo di Primavalle e di Sergio Ramelli; del secondo ho già parlato in questo blog, del primo faccio un breve riassunto: a Roma, nel quartiere Primavalle, nella notte tra il 16 e 17 aprile 1973 un gruppo di militanti di Potere Operaio diede fuoco all’appartamento della famiglia Mattei (il cui capofamiglia era militante missino), nel rogo morirono i fratelli Virgilio di 21 anni e Stefano di soli 8 anni. Di questo fatto si è molto parlato in questi anni perché Achille Lollo, uno dei responsbili, da tempo fuggito in Brasile, è tornato libero nel 2005 dopo la caduta in prescrizione del reato, e recentemente è pure tornato inItalia per farsi curare dicendo che lui non deve nulla a nessuno! Il giornalista Luca Telese, con uno stile asciutto, conciso, mai noioso e mai di parte, ripercorre 21 casi di cronaca di quegli anni,casi dimenticati volutamente per i motivi già detti, e che appaiono ancora piùaberranti in quanto all’epoca (e mia mamma, che di alcuni si ricordava benissimo, me ne ha dato la conferma…) queste vittime non furono nemmeno ritenute tali: la stampa di sinistra, e ancora più colpevolmente i politici, condananrono blandamente questi omicidi e spesso non li considerarono nemmeno tali,in nome del famoso slogan comunista “uccidere un fascista non è un reato”; ancora più agghiacciante vedere come le famiglie di questi ragazzi spesso ì, oltre che abbandonati dalle istituzioni (e qui un plauso personale al leader missino Giorgio Almirante,spesso l’unico a interessarsi dei singoli casi anche per anni), e a dover combattere con un dolore mai remarginato del tutto (i padri di alcuni ragazzi si suicidarono, alcune madri finirono in depressione), vennero molte volte derisi anche ai processi (caso Zicchieri), e subirono vere e proprie persecuzioni anche dopo la morte dei loro cari dasia da militanti di sinistra che dalla società: emblematico il caso delle sorelle di Mario Zicchieri, due bambine che frequentavano la scuola media e che furono costrette a cambiare scuola perché ogni giorno un gruppo di militanti di sinistra si riuniva ad aspettare che uscissero per sputargli addosos, spintonarle e insultarle; della madre che perse il posto di lavoro perché, sempre opera di sinistroidi, piantonavano la pasticceria in cui lavorava; la moglie e la figlia di uan delle vittime (non ricordo quale stavolta) che il giorno dopo il funerale del loro caro furono sfrattate dall’appartamento in cui erano in affitto. E ancora, l’incredibile campagna stampa a favore dei colpevoli del rogo di Primavalle, capitanata dall’intera famiglia Fo che difese a spada tratta i colpevoli aiutandoli a evadere (grazie all’associazione “Soccorso Rosso”… ma non è illegale far evadre dei terroristi?) anche a costo di diffamare la memoria delle vittime;la persecuzione cui fu sottoposto, prima di essere ucciso, Sergio Ramelli nella sua scuola e nella sua stessa città (alla notizia della sua morte dopo 47 giorni di agonia, in consiglio comunlae si alzò e applaudì!)….mi fermo qui perché rischio di dare di stomaco al pc (scusate il francesismo). Luca Telese ha il grande merito di restituire dignità e voce a queste vittime, senza piagnistei o altro, e di evidenziare le colpe di un sistema sociale e politico che ancora oggi tende a nascondere questi fatti o a minimizzarli…sapete che,cercando cercando, nonostante ci siano già stati libri su queste vicende, sono quasi introvabili? Chissà perché! Se cercate in internet comunque qualcosa troverete,soprattutto per i fatti più famosi. Se volete informarvi di più su queste vicende e farvi un quadro storico e sociale abbastnaza completo di quegli anni ve lo consiglio vivamente. Sarebbe bene non dmenticare mai quanto è successo, e soprattutto cercare di fare il possibile perché queste vititme abbiano finalmente, il rispetto che gli si deve.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli anni di piombo

    Una bella descrizione di come l'ideologia renda completamente inutili l'intelligenza, la sensibilità e la ragione di ciascuno di noi. Gli anni '70 sono stati una specie di guerra civile dove i ...continua

    Una bella descrizione di come l'ideologia renda completamente inutili l'intelligenza, la sensibilità e la ragione di ciascuno di noi. Gli anni '70 sono stati una specie di guerra civile dove i morti, rossi e neri, sono diventati solo simboli perdendo la loro connotazione umana. Giornalisti, politici, intellettuali in quel periodo hanno fatto a gara per chi diceva la cosa più stupida, difendendo assassini e criminali, a destra come a sinistra. Sapere che molti di loro sono diventati la nostra classe dirigente fa capire molte cose.

    Ayaan Hirsi Ali ha scritto:“Ogni identità collettiva – nazionalista, razzista, culturale o religiosa – non è altro che un campo di concentramento nel quale scompaiono la sovranità e la libertà degli individui”. Questa frase descrive perfettamente i nostri anni di piombo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro bellissimo. A metà fra il racconto e la narrazione giornalistica, impregnato di grande umanità. Non c'è colore politico che tenga di fronte ai drammi raccontati da Telese, storie ...continua

    Un libro bellissimo. A metà fra il racconto e la narrazione giornalistica, impregnato di grande umanità. Non c'è colore politico che tenga di fronte ai drammi raccontati da Telese, storie terribili che in molti casi ignoravo del tutto. Uno spiraglio di luce nella coltre dell'ideologia, paraocchi dietro a cui molti - come il sottoscritto - hanno preferito rifugiarsi per anni.

    ha scritto il