Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Cyrano de Bergerac

Di

Editore: Feltrinelli (I Classici Universale Economica, 2211)

4.5
(2616)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Catalano , Olandese , Indonesiano

Isbn-10: 8807822113 | Isbn-13: 9788807822117 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cinzia Bigliosi Franck ; Curatore: Cinzia Bigliosi Franck

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Ti piace Cyrano de Bergerac?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
L'opera che ha per protagonista uno dei personaggi più celebri e amati della storia del teatro, il fiero guascone Cyrano de Bergerac, l'eroe di grandi temerarie imprese e di un infelice amore, in una una nuova traduzione.

Un bacio, dopo tutto cos'è?
Un giuramento fatto un po' più da vicino, una promessa
più precisa, il sì ad un assenso,
un punto rosa sulla i di amor mio;
un segreto confidato alla bocca invece che all'orecchio,
un istante d'infinito che fa il ronzio d'ape,
una comunione che ha il gusto del fiore,
un modo per respirarsi un poco il cuore,
e un po' gustarsi, a fior di labbra, l'anima!
Ordina per
  • 4

    Faust con cappa e spada

    Mi sono innamorato della storia di Cirano quando l'ho sentita raccontare da Baricco nella prima puntata di Totem, una decina di anni fa. Ha rincarato poi la dose la bellissima canzone di Guccini che r ...continua

    Mi sono innamorato della storia di Cirano quando l'ho sentita raccontare da Baricco nella prima puntata di Totem, una decina di anni fa. Ha rincarato poi la dose la bellissima canzone di Guccini che reintepreta lo spirito del personaggio alla luce dei nostri giorni.
    Ma perché mi sono affezionato tanto a Cirano?
    In primo luogo perché Cirano è un solitario. Non si sente partecipe del mondo che lo circonda, di cui disprezza l'ipocrisia, l'arrivismo, le falsità, i compromessi e i pregiudizi. In una parola: le viltà.
    Inoltre, benché sia un ribelle, la sua figura non si tinge mai dei toni "maledetti" propri di tanti personaggi postromantici. Egli rimane fondamentalmente un eroe romantico che si batte contro tutto e contro tutti (sconfigge 100 avversari in un solo duello!) e la cui rabbia assume toni smisurati, tanto da spingerlo ad augurarsi di incontrare dei giganti per poterla sfogare per bene.

    Un altro motivo di fascino è che Cirano ha una personalità poliedrica.
    Non è "soltanto" il piú grande spadaccino e il miglior poeta di Parigi, è anche valente musico e filosofo e fisico (almeno nell'accezione che questo aggettivo aveva a metà del '600). Insomma, un uomo di valore e di cultura a tutto tondo.

    Ma il fascino maggiore è dovuto al fatto che nonostante tutti questi notevoli punti di forza, Cirano è debole e vulnerabile proprio nel cuore della sua sensibilissima umanità: in amore.
    E secondo me in questo contrasto sta la cifra piú profonda della sua modernità. Lui che ha realizzato le sue potenzilità virili e spirituali fino a vette di eccellenza inaudite, vive con la limpida e bruciante coscienza che agli occhi di una donna tutto ciò non conta nulla, se paragonato al bel profilo del piú stupido e vile dei cavalieri. Non c'è spada, né verso, né scienza che tenga.

    Ecco perché il patto con Cristiano assume una connotazione quasi diabolica, da dottor Faust. Alleandosi col bel cadetto, Cirano acquisisce la possibilità sia di scrivere lettere d'amore alla sua adorata Rossana sia di completare finalmente sé stesso, correggendo quel terribile torto che gli ha fatto la Natura.
    Il patto è fin dall'inizio paradossale perché Cirano, fiero avversario di ogni forma di menzogna sceglie di indossare la maschera di Cristiano per recitare la parte dell'amante appassionato. Ma in realtà egli finge di fingere poiché è veramente innamorato di Rossana e quindi per lui il velo dell'inganno è trasparente mentre per Rossana costituirà un pesante drappo che ai suoi occhi oscurerà definitivamente la figura del valente, ma deforme, cugino.

    È cosa risaputa che che i patti col diavolo sono sempre funesti.
    E cosí Cirano, che ha soffiato la propria anima dentro Cristiano, non potrà piú trappare quel velo perché Cristiano in guerra ci muore per davvero, facendo di Rossana una vedova inconsolabile.
    Morta la maschera, anche l'attore è ridotto al silenzio.
    E silenzio sarà.
    Per 14 lunghissimi anni.

    Soltanto in punto di morte Cirano, quasi controvoglia, si ridurrà a svelare l'imbroglio.
    Rossana, stupefatta, comprende e si commuove ma ormai non c'è piú tempo.
    In questo riconoscimento fin troppo tardivo si scorge il ghigno di un destino beffardo e spietato. Destino che oltretutto ha negato a Cirano anche una fine onorevole giacché egli muore a causa di una trave che i suoi nemici gli hanno fatto cadere in testa in un vile agguato, non riuscendo a batterlo a viso aperto.

    Cosí Cirano, spada alla mano, si appresta ad affrontare il suo ultimo duello, quello con la Morte. E in questa fine malinconica e sbagliata brilla ancora di piú la luce della sua fiera ed indomita individualità.

    ha scritto il 

  • 5

    Un fesso

    Cyrano, l'eroe indomabile, spadaccino terribile, lingua assassina, ama non corrisposto Rossana.
    Lei si invaghisce di un altro, scorgendovi qualità che non possiede.
    Cosa fa il nostro? Anziché dichiara ...continua

    Cyrano, l'eroe indomabile, spadaccino terribile, lingua assassina, ama non corrisposto Rossana.
    Lei si invaghisce di un altro, scorgendovi qualità che non possiede.
    Cosa fa il nostro? Anziché dichiararsi a una donna che, come gli confesserà, vuole un uomo vero e non un grazioso bambolotto, si sacrifica per tutta una vita facendo del rivale l'uomo dello schermo. Rossana corrisponde a Cyrano come lui corrisponde a Rossana ma il desiderio dell'altro da sé dove non c'è identità s'affloscia.
    Intelligenza, arguzia e spirito sottile vengono adoperate per costuire una figura che non c'è, sia mai che l'amata scopra chi è il vero artefice di lettere e versi.
    Solo l'imminenza della morte svelerà un equivoco durato un'esistenza intera.
    A che serve essere se poi non ci si mette in gioco? Per guardarsi allo specchio e dirsi che si è tanto fighi? Questi giochini lasciamoli a Narciso.

    ha scritto il 

  • 5

    Cirano di Bergerac

    “Ma poi che cos’è un bacio?
    Un giuramento fatto un poco più da presso,
    un più preciso patto,
    una confessione che sigillar si vuole,
    un apostrofo roseo messo tra le parole t’amo;
    un segreto detto sulla ...continua

    “Ma poi che cos’è un bacio?
    Un giuramento fatto un poco più da presso,
    un più preciso patto,
    una confessione che sigillar si vuole,
    un apostrofo roseo messo tra le parole t’amo;
    un segreto detto sulla bocca,
    un istante d’infinito che ha il fruscio di un’ape tra le piante,
    una comunione che ha gusto di fiore,
    un mezzo di potersi respirare un po’ il cuore
    e assaporarsi l’anima … a fior di labbra!”

    Sono rimasta piacevolmente sorpresa, ho letto questa commedia per curiosità, ma ne sono rimasta subito affascinata. Scorre bene, è piacevole, sono stata travolta da tante emozioni: un amore struggente, ma ci sono anche parti comiche, romantiche, commoventi e tragiche allo stesso tempo. Quest'opera nei contenuti ha ciò che mi piace. E' assolutamente una lettura consigliata! Voto: 4 stelline e mezzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Commedia eroica in cinque atti che narra, tra realtà storica e fantasia, di Hercule Savinien Cyrano de Bergerac, filosofo, scrittore e soldato del XVII secolo. Versione in lingua originale (ed. Hoepli ...continua

    Commedia eroica in cinque atti che narra, tra realtà storica e fantasia, di Hercule Savinien Cyrano de Bergerac, filosofo, scrittore e soldato del XVII secolo. Versione in lingua originale (ed. Hoepli), in versi di varie forme, tra cui ballate e canzoni in ottonari, ma prevalentemente alessandrini (o doppi esasillabi, secondo la metrica francese). Peccato che il mio francese scolastico non mi consenta di gustarla come vorrei. Per la traduzione italiana dell’opera trovo sia insuperabile la versione di Mario Giobbe (ed. Mondadori). Informazioni interessanti su autore, opera e protagonista le ho trovate invece nella versione curata da Cinzia Bigliosi Frank (ed. Feltrinelli).

    ha scritto il 

  • 5

    Mi è rimasto nel cuore

    Ho l'abitudine di sottolineare a lapis dei passi che mi piacciono o che mi colpiscono particolarmente... questo libro è quasi tutto sottolineato. Vorrei aver potuto godermelo di più: non so il frances ...continua

    Ho l'abitudine di sottolineare a lapis dei passi che mi piacciono o che mi colpiscono particolarmente... questo libro è quasi tutto sottolineato. Vorrei aver potuto godermelo di più: non so il francese, l'ho letto durante una interminabile lezione di italiano e sono stata pure sgamata dalla prof che mi ha brontolato dicendomi che dovevo interessarmi a Verga piuttosto che a Rostand.
    Comunque sia, rimane un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    La traduzione condiziona la lettura di una commedia in poesia

    Il Cyrano de Bergèrac è un capolavoro assoluto noto da lungo tempo. Mi pare superfluo soffermarsi sulla qualità del lavoro teatrale del cui valore si può parlare solo nel corso di una rappresentazione ...continua

    Il Cyrano de Bergèrac è un capolavoro assoluto noto da lungo tempo. Mi pare superfluo soffermarsi sulla qualità del lavoro teatrale del cui valore si può parlare solo nel corso di una rappresentazione. Questo tuttavia ne condizione la traduzione, che nell'originale offre una musicalità che nella traduzione finisce per mancare. E questo lo si nota anche nella lettura. Quindi, se il dramma meriterebbe senza esitazione cinque stelle, questo non è possibile per una traduzione, per cui mi fermo all'assegnazione di quattro.

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico capolavoro

    Inutile e a scrivere più di tanto,la storia è molto nota. È un pezzo di letteratura incredibile perché fonde commedia, tragedia, poesia. Una trama in fondo semplice ma rielaborata in modo mirabile. ...continua

    Inutile e a scrivere più di tanto,la storia è molto nota. È un pezzo di letteratura incredibile perché fonde commedia, tragedia, poesia. Una trama in fondo semplice ma rielaborata in modo mirabile.

    ha scritto il 

  • 4

    "Perché ce le ho di dentro le mie distinzioni!
    Io non mi attillo, no, come uno sfarfallino,
    ma sono assai più netto, se son meno carino:
    ché io non uscirei, vedi, per negligenza,
    con la minima macchi ...continua

    "Perché ce le ho di dentro le mie distinzioni!
    Io non mi attillo, no, come uno sfarfallino,
    ma sono assai più netto, se son meno carino:
    ché io non uscirei, vedi, per negligenza,
    con la minima macchia sul cor, con la coscienza
    ancora sonnacchiosa, con un onor gualcito,
    e con un qualche scrupolo non troppo ben pulito!
    Ma io vo’ senza nulla che in me non splenda, senza
    ombra, e mi son pennacchio franchezza e indipendenza.
    Non un torso ben fatto, non un prestante petto,
    ma l’anima io raddrizzo come in un corsaletto.
    E, onusto di bei fatti che per nastri io m’allaccio,
    aguzzando il mio spirito come dei baffi, io faccio
    attraverso i concili dei falsi e dei birboni
    sonar le verità siccome degli sproni!"

    Povera e stupida Rossana sicura che la bellezza sia fonte certa di poesia e amore.
    Prova a chiudere gli occhi, ascolta, lasciati incantare e rapire dalle parole e
    solo dopo aver ascoltato riaprili e guarda.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per