D'acer

Premi Campiello-Opera Prima

Per

Editor: Edicions 62

3.3
(6362)

Language: Català | Number of Pàgines: 344 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) Italian , French , Spanish , Dutch , Swedish

Isbn-10: 8429768378 | Isbn-13: 9788429768374 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Josep Julià Ballbè

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descripció del llibre
Novel·la social, novel·la generacional, novel·la de formació, D’acer ha estat guardonada amb el premi Campiello Opera Prima i ha estat finalista de l’Strega. En uns temps en què es diu que la classe obrera ja no existeix, Silvia Avallone dóna veu a tot un món que viu a la deriva.

Text de contraportada

Des dels blocs de pisos de via Stalingrad, un barri obrer de Piombino, es veu el Mediterrani, la llum, la platja i, allà lluny, l’illa d’Elba. Però no és un lloc de vacances. En aquesta terra les fàbriques i els blocs de formigó ho envaeixen tot.

A Piombino tenir catorze anys és difícil. I si el teu pare no és ningú o es trenca l’esquena a les fàbriques d’acer que donen pa i desesperació a mitja ciutat, encara ho és més. Tot això ho saben bé, l’Anna i la Francesca, amigues inseparables. I també saben que en una barriada com aquesta, quan el cos adolescent comença a canviar, només hi ha dues alternatives: o t’amagues i restes exclosa del grup o exposes descaradament la teva bellesa i la utilitzes per ser algú. Elles intenten amb totes les seves forces ser algú.

«D’acer és un cos a cos amb la matèria, amb l’acer de les fàbriques que es fon però també amb el cos adolescent que es transforma i canvia.» Silvia Avallone

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  • 1

    Anna e Francesca sono amiche inseparabili che condividono ogni cosa,persino lo stesso palazzo a Piombino,dove vivono con le rispettive famiglie,che però non le fanno vivere tranquille soprattutto quel ...continua

    Anna e Francesca sono amiche inseparabili che condividono ogni cosa,persino lo stesso palazzo a Piombino,dove vivono con le rispettive famiglie,che però non le fanno vivere tranquille soprattutto quella di Francesca,con un padre irascibile e violento.Questo libro,questa storia,o si ama o si odia,non ci sono mezze misure.Ed io purtroppo non l'ho amato.L' ho trovato volgare,sporco e triste.Io amo la vita e le cose belle che ogni giorno il mondo ci dà.Ma in questo racconto della Avallone tutto sembra brutto e sporco,eppure a raccontarlo sono quasi tutti giovani,è possibile vedere tutto mostruosamente negativo?Alla fine questa storia non mi ha lasciato altro che tristezza,nulla di più.

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  • 2

    Di cosa stiamo parlando?

    Le adolescenti Francesca e Anna sono amiche inseparabili da quando sono piccole. Abitano a Piombino, in un quartiere degradato, descritto in maniera così negativa che ho pensato che l’autrice in realt ...continua

    Le adolescenti Francesca e Anna sono amiche inseparabili da quando sono piccole. Abitano a Piombino, in un quartiere degradato, descritto in maniera così negativa che ho pensato che l’autrice in realtà stesse parlando di un’altra città! Non conosco la città, ma ho trovato alcune descrizioni troppo marcate: bambini che fanno pipì per le scale, ragazzine che si denudano con il balcone aperto per farsi guardare dai vecchietti, sesso, droga (rock’n'roll no, perché i protagonisti sono tutti tamarri), furti e chi più ne ha più ne metta! Pensate che ad un certo punto mi son detta “Cavolo! Non pensavo che Piombino potesse essere così!”.
    Personalmente non amo questo genere di storie, troppa carne a cuocere!
    Insomma, l’intero romanzo ruota attorno all’amiciza di queste due ragazze e delle loro famiglie: da un lato abbiamo un padre padrone e una madre sottomessa, dall’altro un padre fannulone/imbroglione e una madre che si fa il mazzo tanto per arrivare a fine mese.

    Acciaio è più banalmente la storia di queste due ragazze che da inseparabili amiche si allontano quando scoprono l’amore e poi si riavvicinano. Davvero nulla di che! Forse la trama giusta per un telefilm/film all’italiana. Mi chiedo come mai ancora debbano produrre un film da questo libro!

    Consigliato sì o no? Assolutamente no!! Va bene che si legge in poco tempo, ma a me non ha trasmesso alcuna emozione. Ero sempre lì a chiedermi quando iniziasse il libro!! Assurdo! E ,come volevasi dimostrare, io e il “mercato” non andiamo d’accordo!

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  • 1

    orribile

    Libro pessimo. Una raccolta di cliché irrealistici e una accozzaglia di personaggi improbabili provi di spessore che agiscono per ragioni incomprensibili. Scritto da una che la classe operaia non la h ...continua

    Libro pessimo. Una raccolta di cliché irrealistici e una accozzaglia di personaggi improbabili provi di spessore che agiscono per ragioni incomprensibili. Scritto da una che la classe operaia non la ha mai frequentata neanche per sbaglio. La storia sarebbe ambientata a Piombino nel 2000, ma piu' inveromile di cosi' non potrebbe essere Pieno zeppo di errori (che non so come siano sfuggiti all'editor) e di anacronismi. Ed è pure scritto male.

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  • 2

    mah

    avevo fretta di finirlo: tipo, chissà andando avanti magari.... invece,....insomma si lascia leggere. Una scrittura che passa dal pensato,al detto, alla descrizione, al flashback, così; trama discreta ...continua

    avevo fretta di finirlo: tipo, chissà andando avanti magari.... invece,....insomma si lascia leggere. Una scrittura che passa dal pensato,al detto, alla descrizione, al flashback, così; trama discreta, in una piombino, che sembra però di 50 anni fa.

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  • 5

    Emozionante.
    È una storia che ti prende e non ti molla, ti coinvolge e ad un tratto ti ritrovi a soffrire assieme ai protagonisti.
    Favoloso..

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  • 3

    Questo è un libro che parla di periferia, della difficoltà di arrivare a fine mese, a fine giornata.

    Racconta di due ragazzine, due amiche per la pelle, del loro essere in sintonia eppure molto divers ...continua

    Questo è un libro che parla di periferia, della difficoltà di arrivare a fine mese, a fine giornata.

    Racconta di due ragazzine, due amiche per la pelle, del loro essere in sintonia eppure molto diverse, non solo perché una è mora e l'altra bionda.

    Racconta della difficoltà di crescere in famiglie dove il padre è violento oppure dove sparisce per giorni, portandosi via l'ultimo stipendio per inseguire una facile fortuna che, forse, prima o poi arriverà. Ma a che prezzo?

    Parla dell'impossibilità di raccontare quello che succede veramente all'interno delle quattro mura domestiche, anche se tutti lo sanno e fanno finta di niente. Parla di donne all'apparenza forti, ma che non riescono a ribellarsi, di una cultura che non permetto loro di essere quello che vogliono essere.

    Il libro racconta la necessità di ricorrere a sostanze, in pillole o polvere, per superare lo schifo giornaliero, le brutture e la fatica del sentirsi in gabbia. Parla di un amore che non può essere detto né vissuto.

    Acciaio della Avallone parla di molte cose. Parla di un'Italia che esiste e che è sotto gli occhi di tutti. Forse non sempre con queste caratteristiche così concentrate, ma di sicuro di un paese che fatica costruirsi un futuro, che spera in un 'miracolo', in un colpo di fortuna, in qualcuno che aggiusti le cose.

    Parla anche di classi sociali e della difficoltà, da adulti, di andare oltre. Della disabilità e dell'incapacità di accettarne l'esistenza.

    È un libro crudo, quasi esagerato in certi passaggi, ma nonostante tutto gradevole e sicuramente intenso. Un libro che non lascia indifferenti.

    dit a 

  • 1

    Da amante dei libri e lettore compulsivo faccio sempre fatica a capire le dinamiche
    che portano un libro fantastico a passare inosservato e uno normale a diventare
    un successo editoriale.
    Nel primo gr ...continua

    Da amante dei libri e lettore compulsivo faccio sempre fatica a capire le dinamiche
    che portano un libro fantastico a passare inosservato e uno normale a diventare
    un successo editoriale.
    Nel primo gruppo non possono che rientrare capolavori assoluti come "Fatherland"
    di Robert Harris e "Il giorno dopo domani" di Alan Folsom.
    Due thriller originali e affascinanti conosciuti solo da pochi amanti del genere.
    Nella seconda categoria entra a far parte di diritto "Acciaio".
    Il romanzo d'esordio della giovane Silvia Avallone è stato il caso editoriale italiano
    del 2010.
    Ebbene, a mio modo di vedere, "Acciaio" è un polpettone
    intriso di luoghi comuni e banalità assolute. Una trama buona per una pessima fiction.
    Le vicende si svolgono a Piombino. Qui troviamo due ragazzine alle prese con i primi amori
    (anche nella variante lesbo naturalmente che tanto va di moda);
    operai che passano le giornate in fabbrica e le notti a bere e/o drogarsi;
    padri violenti e madri sottomesse.
    Ogni dialogo è intriso di parolacce e imprecazioni
    contro lo stato ladro e il padrone sfruttatore.
    Tutto il repertorio insomma.
    Lo stratagemma di ambientare il libro nel 2001
    serve solo per infilarci, assolutamente a casaccio, il crollo delle torri gemelle
    a New York.
    Dopo cento pagine hai fatto conoscenza con tutti i protagonisti e già sai
    come andranno a finire le loro storie.
    Vi risparmio i "colpi di scena" perchè non è mia abitudine spoilerare alcunchè
    ma vi assicuro che in giro ci sono mille e più libri che meritano la vostra attenzione.
    Risparmiate soldi e tempo e dedicatevi a qualcosa di più originale e coinvolgente.

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