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D'un tratto nel folto del bosco

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(883)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 114 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Catalano

Isbn-10: 8807016915 | Isbn-13: 9788807016912 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Loewenthal

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La notte, al villaggio, uno strano, impossibile silenzio abita il buio. Anchedi giorno, l'assenza degli animali lascia ovunque le sue tracce: non un canein cortile, non un gatto sui tetti, e nemmeno una mosca che ronza o un grilloche canta nei prati intorno. Qualcosa dev'essere successo tempo fa e i bambiniogni tanto fanno domande che restano senza risposta. Fino a quando Mati e Mayanon partono per la loro avventura, in cerca del mistero del villaggio dove glianimali sono scomparsi. Nel folto del bosco troveranno Nimi, il bambinopuledrino ammalato di nitrillo, Nehi, il demone del bosco e una triste verità.
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  • 5

    Leggo tutto quel che trovo di AO. Come per tutti i grandi autori, vale la massima che i racconti per bambini sono in realta' destinati ad ogni lettore che sappia abbandonarsi alla delicatezza di chi s ...continua

    Leggo tutto quel che trovo di AO. Come per tutti i grandi autori, vale la massima che i racconti per bambini sono in realta' destinati ad ogni lettore che sappia abbandonarsi alla delicatezza di chi sa narrare .

    ha scritto il 

  • 3

    Una fiaba per adulti raccontata con leggerezza e scorrevolezza. I protagonisti sono bambini e adulti "fuori dal coro" che, proprio per questo, vengono additati dagli altri come "strani". Per rendere l ...continua

    Una fiaba per adulti raccontata con leggerezza e scorrevolezza. I protagonisti sono bambini e adulti "fuori dal coro" che, proprio per questo, vengono additati dagli altri come "strani". Per rendere la morale più chiara si aggiungono le vicende degli animali, esseri privi di giudizio e capacità di discriminazione, esseri che amano e vivono in modo spontaneo e non artificioso. Ed è questo lo stile che secondo Oz si dovrebbe adottare, un modo di vivere con amore e comprensione, senza giudizio ed esclusione. Detto questo, il messaggio del libro è bello, ma per la semplicità di scrittura e le caratteristicje dei personaggi che ho trovato a volte un po' forzate, non posso mettere più di tre stelle...

    ha scritto il 

  • 4

    p. 15. “Gli adulti ancora in grado di ricordare di solito preferivano tacere. Negare. Far finta di avere dimenticato”.

    Accade a chi non riesce a penetrare nel folto del bosco. Accade a chi fugge, a ch ...continua

    p. 15. “Gli adulti ancora in grado di ricordare di solito preferivano tacere. Negare. Far finta di avere dimenticato”.

    Accade a chi non riesce a penetrare nel folto del bosco. Accade a chi fugge, a chi ha paura. Accade ai vigliacchi.
    I vigliacchi che negano, tacciono e fingono di non ricordare illudendosi di poter così cancellare quella coltre di fango che lorda la coscienza.
    Solo i puri intraprendono il viaggio. Ci va coraggio e sensibilità. Doti che hanno solo i bambini e gli animali. E tutte le anime belle che riescono a mantenere il cuore bambino fino all’ultimo istante. Solo loro non verranno contagiati dal morbo dello spregio e delle beffe.
    Chi penetra nel folto del bosco scoprirà che la diversità non ha odore ripugnante né voce spaventosa, ma profumo che addolcisce l’aria e voce amorevole. Chi penetra il folto del bosco scoprirà che la libertà è un balsamo che, con malinconica dolcezza, lenisce le ferite dell’anima e della mente. Ma per guarire quelle ferite serve la forza dell’innocenza, la potenza dell’amicizia, la delicatezza dell’accettazione.

    Una favola per adulti da leggere con tutto l’amore possibile ai più piccoli.

    ha scritto il 

  • 4

    secondo me questo é un libro molto bello,ricco di significati e con una morale molto importante.
    Io lo ho trovato in alcuni punti un po' difficile da capire ma comunque sia mi é piaciuto molto. ...continua

    secondo me questo é un libro molto bello,ricco di significati e con una morale molto importante.
    Io lo ho trovato in alcuni punti un po' difficile da capire ma comunque sia mi é piaciuto molto.

    ha scritto il 

  • 3

    e un libro misterioso e allo stesso tempo emozionante con molti dati emotivi.Mi piace molto l'inizio del libro perchè narra la storia di questi ragazzi e delle avventure io ho la edizione scolastica m ...continua

    e un libro misterioso e allo stesso tempo emozionante con molti dati emotivi.Mi piace molto l'inizio del libro perchè narra la storia di questi ragazzi e delle avventure io ho la edizione scolastica ma è molto convincente volete un consiglio? Leggetelo!

    ha scritto il 

  • 2

    Ci vuole spessore...

    ..certo che se avessi saputo che si trattasse d'un fantasy così “poco fantasy” credo che l'avrei letto prima, o no?!

    “D'un tratto nel folto del bosco” è un racconto per bambini, ma ciò non toglie il f ...continua

    ..certo che se avessi saputo che si trattasse d'un fantasy così “poco fantasy” credo che l'avrei letto prima, o no?!

    “D'un tratto nel folto del bosco” è un racconto per bambini, ma ciò non toglie il fatto che possa essere apprezzato anche dagli adulti. Ma, ahimè, non si lascia amare come “Il Piccolo Principe”, che sembra esser stato scritto più per gli ultra 30enni, che per i bimbi.

    “D'un tratto nel folto del bosco” risulta, a mio avviso, infondato, o meglio, Amos Oz non è riuscito a centrare bene il punto della situazione. A lettura finita resta l'amaro in bocca e infatti inizi a cercare le pagine. “Dove si saranno nascoste?!” pensi, perchè non è possibile che la storia finisca in questo modo.. Ridatemi le mie pagine, ora!
    E invece no! Lo termini con la consapevolezza che qualcosa è andato storto. Ma cosa?
    Il sig. Oz doveva andare a fare la spesa, perciò non ha finito il libro? Aveva un appuntamento con l'avvocato? Doveva guardare Crozza in tv?
    E' come se quelle 100 pagine fossero solo la premessa di un racconto che, se fosse stato sfruttato al massimo, avrebbe sicuramente dato tanti risultati. Ma ciò non è stato, e mai sarà.

    E' una ripetizione continua degli stessi concetti; pagine su pagine che si raccontano nuovamente, infatti ti viene il dubbio che forse hai messo il segnalibro nella pagina sbagliata!
    E mentre gli animali scompaiono, gli adulti cercano di dimenticare e i bambini cercano di divertirsi, te pensi: “e quindi?!”

    Amos Oz avrebbe dovuto ricamarci un po' su, inventare nuovi colpi di scena, addurre maggiori motivazioni, dare spessore alla storia...invece no! Per me l'ha accennata e poi ci ha sbattuto in faccia la sua prima bozza, che tanto bozza, effettivamente, non era.
    Devo, però, riconoscergli il merito di essere stato veloce come un lampo nel raccontare la sua storia, e, in questi casi, non so se si tratti di un bene o di un male.. dubbi da lettrice accanita e forse troppo pretenziosa! Maledetta me! Devo imparare ad apprezzare meglio ciò che mi capita sotto gli occhi...o a cercare i libri giusti! Questo, senza ombra di dubbio, non lo è!

    Au revoir!

    ha scritto il 

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