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D'un tratto nel folto del bosco

Di

Editore: Feltrinelli (U.E. 1971)

3.5
(869)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 114 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Catalano

Isbn-10: 8807819716 | Isbn-13: 9788807819711 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elena Loewenthal

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La notte, al villaggio, uno strano, impossibile silenzio abita il buio. Anche di giorno, l'assenza degli animali lascia ovunque le sue tracce: non un cane in cortile, non un gatto sui tetti, e nemmeno una mosca che ronza o un grillo che canta nei prati intorno. Qualcosa dev'essere successo tempo fa e i bambini ogni tanto fanno domande che restano senza risposta. Fino a quando Mati e Maya non partono per la loro avventura, in cerca del mistero del villaggio dove gli animali sono scomparsi. Nel folto del bosco troveranno Nimi, il bambino puledrino ammalato di nitrillo, Nehi, il demone del bosco e una triste verità.
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  • 3

    Una fiaba per adulti raccontata con leggerezza e scorrevolezza. I protagonisti sono bambini e adulti "fuori dal coro" che, proprio per questo, vengono additati dagli altri come "strani". Per rendere ...continua

    Una fiaba per adulti raccontata con leggerezza e scorrevolezza. I protagonisti sono bambini e adulti "fuori dal coro" che, proprio per questo, vengono additati dagli altri come "strani". Per rendere la morale più chiara si aggiungono le vicende degli animali, esseri privi di giudizio e capacità di discriminazione, esseri che amano e vivono in modo spontaneo e non artificioso. Ed è questo lo stile che secondo Oz si dovrebbe adottare, un modo di vivere con amore e comprensione, senza giudizio ed esclusione. Detto questo, il messaggio del libro è bello, ma per la semplicità di scrittura e le caratteristicje dei personaggi che ho trovato a volte un po' forzate, non posso mettere più di tre stelle...

    ha scritto il 

  • 4

    p. 15. “Gli adulti ancora in grado di ricordare di solito preferivano tacere. Negare. Far finta di avere dimenticato”.

    Accade a chi non riesce a penetrare nel folto del bosco. Accade a chi fugge, ...continua

    p. 15. “Gli adulti ancora in grado di ricordare di solito preferivano tacere. Negare. Far finta di avere dimenticato”.

    Accade a chi non riesce a penetrare nel folto del bosco. Accade a chi fugge, a chi ha paura. Accade ai vigliacchi. I vigliacchi che negano, tacciono e fingono di non ricordare illudendosi di poter così cancellare quella coltre di fango che lorda la coscienza. Solo i puri intraprendono il viaggio. Ci va coraggio e sensibilità. Doti che hanno solo i bambini e gli animali. E tutte le anime belle che riescono a mantenere il cuore bambino fino all’ultimo istante. Solo loro non verranno contagiati dal morbo dello spregio e delle beffe. Chi penetra nel folto del bosco scoprirà che la diversità non ha odore ripugnante né voce spaventosa, ma profumo che addolcisce l’aria e voce amorevole. Chi penetra il folto del bosco scoprirà che la libertà è un balsamo che, con malinconica dolcezza, lenisce le ferite dell’anima e della mente. Ma per guarire quelle ferite serve la forza dell’innocenza, la potenza dell’amicizia, la delicatezza dell’accettazione.

    Una favola per adulti da leggere con tutto l’amore possibile ai più piccoli.

    ha scritto il 

  • 4

    secondo me questo é un libro molto bello,ricco di significati e con una morale molto importante. Io lo ho trovato in alcuni punti un po' difficile da capire ma comunque sia mi é piaciuto molto. ...continua

    secondo me questo é un libro molto bello,ricco di significati e con una morale molto importante. Io lo ho trovato in alcuni punti un po' difficile da capire ma comunque sia mi é piaciuto molto.

    ha scritto il 

  • 3

    e un libro misterioso e allo stesso tempo emozionante con molti dati emotivi.Mi piace molto l'inizio del libro perchè narra la storia di questi ragazzi e delle avventure io ho la edizione scolastica ...continua

    e un libro misterioso e allo stesso tempo emozionante con molti dati emotivi.Mi piace molto l'inizio del libro perchè narra la storia di questi ragazzi e delle avventure io ho la edizione scolastica ma è molto convincente volete un consiglio? Leggetelo!

    ha scritto il 

  • 2

    Ci vuole spessore...

    ..certo che se avessi saputo che si trattasse d'un fantasy così “poco fantasy” credo che l'avrei letto prima, o no?!

    “D'un tratto nel folto del bosco” è un racconto per bambini, ma ciò non ...continua

    ..certo che se avessi saputo che si trattasse d'un fantasy così “poco fantasy” credo che l'avrei letto prima, o no?!

    “D'un tratto nel folto del bosco” è un racconto per bambini, ma ciò non toglie il fatto che possa essere apprezzato anche dagli adulti. Ma, ahimè, non si lascia amare come “Il Piccolo Principe”, che sembra esser stato scritto più per gli ultra 30enni, che per i bimbi.

    “D'un tratto nel folto del bosco” risulta, a mio avviso, infondato, o meglio, Amos Oz non è riuscito a centrare bene il punto della situazione. A lettura finita resta l'amaro in bocca e infatti inizi a cercare le pagine. “Dove si saranno nascoste?!” pensi, perchè non è possibile che la storia finisca in questo modo.. Ridatemi le mie pagine, ora! E invece no! Lo termini con la consapevolezza che qualcosa è andato storto. Ma cosa? Il sig. Oz doveva andare a fare la spesa, perciò non ha finito il libro? Aveva un appuntamento con l'avvocato? Doveva guardare Crozza in tv? E' come se quelle 100 pagine fossero solo la premessa di un racconto che, se fosse stato sfruttato al massimo, avrebbe sicuramente dato tanti risultati. Ma ciò non è stato, e mai sarà.

    E' una ripetizione continua degli stessi concetti; pagine su pagine che si raccontano nuovamente, infatti ti viene il dubbio che forse hai messo il segnalibro nella pagina sbagliata! E mentre gli animali scompaiono, gli adulti cercano di dimenticare e i bambini cercano di divertirsi, te pensi: “e quindi?!”

    Amos Oz avrebbe dovuto ricamarci un po' su, inventare nuovi colpi di scena, addurre maggiori motivazioni, dare spessore alla storia...invece no! Per me l'ha accennata e poi ci ha sbattuto in faccia la sua prima bozza, che tanto bozza, effettivamente, non era. Devo, però, riconoscergli il merito di essere stato veloce come un lampo nel raccontare la sua storia, e, in questi casi, non so se si tratti di un bene o di un male.. dubbi da lettrice accanita e forse troppo pretenziosa! Maledetta me! Devo imparare ad apprezzare meglio ciò che mi capita sotto gli occhi...o a cercare i libri giusti! Questo, senza ombra di dubbio, non lo è!

    Au revoir!

    ha scritto il 

  • 3

    “Nel folto del bosco” ai protagonisti delle favole succedono cose imprevedibili, la realtà viene scardinata e scatta un meccanismo che chi studia il fantasy chiama “passaggio di soglia”, il ...continua

    “Nel folto del bosco” ai protagonisti delle favole succedono cose imprevedibili, la realtà viene scardinata e scatta un meccanismo che chi studia il fantasy chiama “passaggio di soglia”, il punto in cui inizia lo straniamento e gli occhi dei protagonisti si spalancano su nuove, rivoluzionarie visioni del mondo. “D’un tratto nel folto del bosco” è una storia incantata per adulti e bambini dell’israeliano Amos Oz, che parla di un villaggio senza nome dove gli animali sono scomparsi, e chi dice di ricordarsi di loro viene preso in giro. Ogni sera tutti si chiudono in casa e fingono di essere addormentati perché Nehi, il demone del bosco, rapisce tutte le creature viventi e le porta nel suo castello nero, o almeno così dicono gli adulti. Chi esce rischia anche di essere contagiato dal nitrillo, la malattia che ha reso il piccolo Nimi simile a un cavallo. Ma fra i bambini del villaggio ci sono due pensatori indipendenti, Maya e Mati, che decidono andare nel bosco di notte, perché vogliono scoprire la verità. Inizia così il rito di passaggio che porta i due bambini a crescere, trasgredendo le regole. Parlando con Nehi, che non è affatto un demone, scoprono che gli animali sono scappati per la crudeltà degli uomini e che nel loro rifugio stanno benissimo. Scoprono che Nehi da bambino si prendeva cura degli animali ed è fuggito dal villaggio perché gli abitanti lo mettevano alla berlina. A lui si è unito anche Nimi, che non ha il nitrillo, è solo diverso dagli altri bambini. La favola suscita immedesimazione proprio perché ognuno può attribuire alle sue suggestive metafore il significato che preferisce. Questa storia di Oz tecnicamente è un piccolo gioiello, funziona da ogni punto di vista, e trasmette un messaggio fondamentale per la crescita di grandi e piccini: la verità non è quella data ma dipende da chi osserva. Ognuno deve trovare il coraggio di entrare “nel folto del bosco” per poter stabilire da sé il confine tra il bene e il male.

    ha scritto il 

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