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DIENTES BLANCOS

By

Publisher: Quinteto

3.8
(2158)

Language:Español | Number of Pages: 632 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , French

Isbn-10: 849597164X | Isbn-13: 9788495971647 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Situado en un barrio londinense de inmigrantes, el inmenso fresco humano que dibuja esta joven autora, tiene como epicentro las familias de Archie Jones y Samad Iqbal, dos ex combatientes de la Segunda Guerra Mundial que se encuentran después de treinta años sin verse. Un fantástico retrato del Londres multirracial de fin de siglo y la preocupación de sus habitantes por la idea de ser británicos.
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  • 4

    I've got a coin!

    This huge –at least for my reading habits- book should have been given to me by someone as a consolation prize for not having gained his friendship. It wasn’t, since not being friends is a good-enough ...continue

    This huge –at least for my reading habits- book should have been given to me by someone as a consolation prize for not having gained his friendship. It wasn’t, since not being friends is a good-enough reason not to ever meet again: shortly after the revelation, anyway, I found White Teeth in a bookshop. I had to admit to myself that my poor level in English wasn’t at all sufficient to read it without consulting a dictionary every two sentences, and some three hundred Czech crowns were better spent in food including loads of chocolate.
    Years passed, chocolate addiction ended, sense of inferiority to the Anglophone faded. My English didn’t grow any better and nonetheless, during my last trip to the town library, I had a stop at the foreign languages shelves. White Teeth came to my mind like: hey, there was that book, why not giving it another try? I gave it a try. With the undeniable help of infinite boredom of five days confined in my grandmother’s garden in Sicily, it won the title of Fastest Ever Read Book by Silvia.

    What to tell about the ‘stunning début’ of young Zadie Smith?
    A glorious portrait of Englishness through difference.
    Colonialism, immigration, inferiority or superiority complexes, ethnic alienation.
    Debatable History, opposite points of view through the lenses of nationalism.
    East, West and everything in between.
    Integralism -religious or not, indestructible but easily bendable beliefs.
    Chaos versus Determinism.
    Future and Eugenetics.
    Freedom disguised as a series of flip-a-coin decisions - or vice versa, more likely.
    A damned mouse(but also man)’s life and its freedom despite an already planned destiny.

    Very challenging themes, opening different perspectives upon life: and yet all written in a light, ironic, cheerful way, with great use of similitude, pertinent tagging of situations, clever shifting from a character to another.
    A reading I would advise, if I ever was asked to.

    said on 

  • 4

    Ci sono libri che non capisci all'inizio ma poi tutto trova il suo ordine anche se ti lasciano con un sacco di domande perché tutto sembra muoversi e il senso è un pulviscolo che ti acceca. Ci sono po ...continue

    Ci sono libri che non capisci all'inizio ma poi tutto trova il suo ordine anche se ti lasciano con un sacco di domande perché tutto sembra muoversi e il senso è un pulviscolo che ti acceca. Ci sono poi libri che godi dalla prima frase all'ultima e continui a domandarti com'è possibile, Cielo, com'è possibile che ogni maledetta pagina sia così fottutamente bella. Poi c'è questo, che fa parte dei libri che inizia lento, che ha personaggi antipatici, che è pieno di gente confusa e compromessa che non sa dove va e dici: ma perché perché dammi un motivo che sia perché io arrivi alla fine di questo fango e cielo grigio che è tutto lo spazio che c'è qui, per sempre, nei secoli dei secoli. Ecco, questo è uno di quei libri, poi arrivi alla pagina finale e c'è una frase, manco un periodo, giusto una frase incardinata tra altre due, tra due virgole a dire il vero ed è la redenzione di tutto, la mia, la tua, la loro, nostra, la Redenzione, l'inizio di un nuovo racconto che siamo io e che sei tu.

    Così bello che si prenderebbe cinque stelline ma oh, m'hai fatto penà comunque 500 e rotte pagine per un avanzo di periodo, quindi una in meno per tutta l'amarezza e le lacrime che ho pianto in una biblioteca calda (pei termosifoni accesi) in una gelida mattina di fine maggio, a Cracovia.

    said on 

  • 0

    Abbandonato dopo la prima metà: non ce l'ho fatta. Sembra carino all'inizio, poi diventa sempre più estenuante. Non succede quasi nulla.

    said on 

  • 3

    Ho letto* che il critico inglese James Wood coniò appositamente per questo libro il termine "realismo isterico", a significare un sottogenere della letteratura postmoderna caratterizzato da narrazioni ...continue

    Ho letto* che il critico inglese James Wood coniò appositamente per questo libro il termine "realismo isterico", a significare un sottogenere della letteratura postmoderna caratterizzato da narrazioni-fiume, proliferare di personaggi eccentrici e in varia misura maniacali, di informazioni e digressioni, con un tasso di vitalità mantenuto programmaticamente alto e una generale tendenza all'esasperazione.
    La considero una definizione calzante, buona a descrivere il turbinìo che è questo romanzo incentrato sui temi della multiculturalità, dell'integrazione, dei dilemmi identitari allo scadere del XX secolo: il ritmo è incalzante, le storie s'intrecciano, rimbalzano avanti e indietro grazie a frequenti flashback, condite d'uno humor fresco, sempre all'erta, e i personaggi mi sono sembrati per lo più vividi, incisivi, spesso molto divertenti.

    Perciò, pur prediligendo altri tipi di scrittura, di questa che pure non mi è granché affine riconosco comunque l'efficacia, una sua certa peculiare genialità.

    * http://www.treccani.it/enciclopedia/realismo_res-83ca0ce1-9bc7-11e2-9d1b-00271042e8d9_%28Enciclopedia_Italiana%29/

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  • 4

    Un libro fiume enorme e scritto con una grazia insperata, costruisce una lunga galleria di personaggi descrivendone ognuno in maniera personale e dettagliata senza decretare un protagonista vero e pro ...continue

    Un libro fiume enorme e scritto con una grazia insperata, costruisce una lunga galleria di personaggi descrivendone ognuno in maniera personale e dettagliata senza decretare un protagonista vero e proprio, ma facendoli uscire allo scoperto o eclissandoli in base alle necessità della storia. Nel mezzo ci mette il problema dell'identità, i corsi e ricorsi storici (o meglio, l'influenza del passato sul presente), ma soprattutto il libro gioca sulle scelte, tutte hanno scelte continue da fare e la difficoltà in cui vengono messi dalle scelte o le conseguenze delle stesse sono il vero motore immobile della vicenda.
    Bello, ben scritto, scorrevole, e tutto questo in oltre 500 pagine che (senza pesare) ti permettono di entrare completamente in quel mondo.

    said on 

  • 4

    http://www.masedomani.com/2015/03/30/recensione-romanzo-denti-bianchi-di-zadie-smith/

    Si dice che la maturità si raggiunga a poco a poco, con l’aiuto dell’esperienza (personale e altrui), con l’incont ...continue

    http://www.masedomani.com/2015/03/30/recensione-romanzo-denti-bianchi-di-zadie-smith/

    Si dice che la maturità si raggiunga a poco a poco, con l’aiuto dell’esperienza (personale e altrui), con l’incontro, con il passare del tempo che inevitabilmente smussa degli spigoli e trasforma quegli assetati di posizioni guelfe o ghibelline in individui in grado di ragionare e di cogliere le sfumature del grigio.
    Poi c’è chi è toccato da una grazia particolare e raggiunge, per non so quali incroci di cromosomi e di vicende familiari, una visione nitida della complessità del mondo fin dalla giovane età. E’, senza dubbio alcuno, il caso di Zadie Smith, ed è una considerazione supportata dalla lettura (meglio, rilettura) del suo primo romanzo, un’opera letteraria con cui si è letteralmente rivelata al mondo: “Denti bianchi”.

    Nato e pubblicato durante i suoi anni universitari a Cambridge (si, esatto, la fanciulla aveva 24 anni…), “Denti bianchi” vuole essere, e ci riesce perfettamente, una fotografia di Londra e delle forze sotterranee che la agitano, be distanti dai panorami da cartolina e dalle impressioni fugaci catturabili nella più classica delle tre-giorni-tre turistica. Un magma ribollente che evidenzia conflitti socioculturali e generazionali su cui vale la pena imbastire un racconto.

    La Smith ci presenta due famiglie: i Jones, padre inglese grigiamente tradizionalista, moglie giamaicana e figlia che risulta un divertente sunto dei due, e gli Iqbal, bengalesi con due figli gemelli che ritraggono perfettamente la seconda generazione di immigrati con una identità fatta di radici lontane e integrazione complessa.

    Spero che le tematiche principali del romanzo siano evidenti fin da questo abbozzo di trama: da una parte, il celebrato multiculturalismo londinese è descritto in tutti i suoi aspetti, inclusi quelli più deleteri. Una critica che non riguarda, naturalmente, l’impossibilità di una integrazione, ma che vuole sottolineare la forza e il dramma di chi si è strappato dalla sua terra alla ricerca di un futuro migliore.

    “In questi giorni ho la sensazione che quando si entra in questo paese si fa un patto con il diavolo. Si consegna il passaporto, si riceve un timbro, si vuole guadagnare qualcosa, si comincia… ma allo stesso tempo di vuole tornare indietro! E chi vorrebbe mai restare? Freddo, umido, miseria; cibo orribile, giornali spaventosi… e chi vorrebbe mai restare? In un posto dove non si è mai benaccetti, ma solo tollerati […] all’improvviso non sei più adatto al ritorno, i tuoi figli diventano irriconoscibili, non appartieni più a nessun posto”.

    Parallelamente, il conflitto culturale e sociale lascia spazio ad un confronto generazionale: tra genitori solidamente ancorati alle proprie origini e figli alla disperata ricerca dell’approvazione dei coetanei, il dialogo non può che diventare complesso. La storia dell’amicizia fra i ragazzi è anche la storia di chi non riesce del tutto a comprendere, e che avverte un vuoto impossibile da colmare:

    “Millat aveva ragione: i loro genitori erano persone danneggiate. Senza una mano, senza denti. I loro genitori erano pieni di informazioni che i figli volevano conoscere ma avevano paura di ascoltare”.

    Se riuscite a superare il nervosismo per una che a meno di venticinque anni scrive così bene, da leggere a ogni costo.

    said on 

  • 4

    DENTI BIANCHI

    Sfondo del romanzo è la Londra multietnica che si profila, dopo gli anni ’70, in un miscuglio di culture e tradizioni che si confrontano in sofferti processi d’integrazione.
    I protagonisti principali ...continue

    Sfondo del romanzo è la Londra multietnica che si profila, dopo gli anni ’70, in un miscuglio di culture e tradizioni che si confrontano in sofferti processi d’integrazione.
    I protagonisti principali sono la famiglia Jones, di origine anglo giamaicana, e i bengalesi Iqbal. I capifamiglia, Samad Iqbal e Archie Jones, si sono conosciuti durante la Guerra, e tra loro è nata una salda amicizia “che supera le classi e il colore della pelle”. Hanno in comune l’incapacità di gestire i complicati rapporti con mogli molto più giovani e figli dissidenti. A intricare ancor più le loro esistenze interverranno i Chalfen, una colta e stramba famiglia della media borghesia inglese. Insomma, un romanzo ricchissimo di tematiche, con momenti di criticità che l’autrice affronta con taglio leggero e sense of humor. Il pensiero che questa notevole opera prima sia stata scritta da una studentessa di 25 anni non lascia dubbi sul suo futuro letterario.

    said on 

  • 4

    Oh, no, Archibald, no" bisbigliò Samad, malinconico. "Non puoi esserne convinto. Devi vivere la vita con la convinzione che le tue azioni resteranno. Siamo creature che hanno delle conseguenze, Archib ...continue

    Oh, no, Archibald, no" bisbigliò Samad, malinconico. "Non puoi esserne convinto. Devi vivere la vita con la convinzione che le tue azioni resteranno. Siamo creature che hanno delle conseguenze, Archibald." Indicò i muri della chiesa. "Loro lo sapevano. Il mio bisnonno lo sapeva. Un giorno i nostri figli lo sapranno."
    "I nostri figli", sghignazzò Archie, semplicemente divertito. La possibilità di procreare sembrava così lontana.
    "I nostri figli saranno il frutto delle nostre azioni. Le nostre sciagure saranno i loro destini. Oh, le azioni resteranno. Amico mio, è semplicemente questione di ciò che farai quando la fortuna ti volta la schiena. Quando la grassa signora canta, borbotta. Sarà in quel momento che saremo definiti dalle nostre azioni. E non fa nessuna differenza se sarai protetto da Allah, Gesù, Buddha o non sarai protetto affatto. Nei giorni freddi un uomo vede il proprio fiato, nei giorni caldi no. Ma l'uomo respira in entrambe le occasioni

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  • 3

    Cosas muy buenas versus cosas no tan buenas

    Me impresionó lo bien narrada que está la historia a pesar de la juventud de la autora cuando la escribió. También es un claro ejemplo crítico de los prejuicios sobre las diferentes razas y culturas q ...continue

    Me impresionó lo bien narrada que está la historia a pesar de la juventud de la autora cuando la escribió. También es un claro ejemplo crítico de los prejuicios sobre las diferentes razas y culturas que se entremezclan en Inglaterra -esta especialmente se basa en Londres-.
    La forma en la que la autora critica todo ello es brillante, y debo reconocer que hubo ciertas partes que me encantaron. Sin embargo, me pareció extremadamente larga y a veces monótona; se me iba la cabeza a otras cosas y no conseguía engancharme; o más bien lo hacía a trompicones (dependiendo del capítulo). Aún así, la nota final es aprobada ya que te hace pensar y su función crítica la cumple sin lugar a dudas. No deja indiferente.

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  • 4

    Natura e cultura

    E' un libro divertente, interessante. Non sempre le sue oltre 500 pagine scorrono, ma nel complesso è un lettura gradevole. Se gli devo trovare una pecca è che la prospettiva è declinata molto più al ...continue

    E' un libro divertente, interessante. Non sempre le sue oltre 500 pagine scorrono, ma nel complesso è un lettura gradevole. Se gli devo trovare una pecca è che la prospettiva è declinata molto più al maschile che al femminile. Comunque vale la pena.
    I temi sono molti: il melting pot culturale di Londra, la problematica dell'immigrazione e di come reagiscano e si integrino in modo diverso le persone anche con una prospettiva generazionale (a confronto la prima e la seconda generazione di immigrati), di razzismo e anche di esperimenti di eugenetica perché in fondo quello che fa Samad ai suoi figli, dividendoli, è molto simile a quello che fa Marcus col suo topo geneticamente modificato.

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