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Da dove sto chiamando

Di

Editore: Einaudi

4.3
(1069)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata

Isbn-10: 8858403800 | Isbn-13: 9788858403808 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
“Da dove sto chiamando” è l’ultimo libro pubblicato in vita da Raymond Carver. Lui stesso selezionò i trentasette racconti contenuti in questa autoantologia: ci sono tutte le storie più belle e importanti, le trentasette gemme che, da “Cattedrale” a “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, da “Una cosa piccola ma buona” a “Elefante”, hanno fatto di Carver il riconosciuto maestro di una generazione e uno degli scrittori più influenti degli ultimi decenni. È curioso che l’ultimo testo su cui lavorò prima di morire, uno dei più struggenti della raccolta nella sua misurata compostezza, sia dedicato alla morte di Anton Cechov, seguendone la malattia e le difficoltà, ma anche lo straordinario coraggio e la forza d’animo, con la stessa umanità asciutta eppure partecipe con cui raccontava le vicende dei “suoi” personaggi. “‘Da dove sto chiamando’ è la dimostrazione del valore letterario di Carver, un talento pari solo a quello dei più grandi maestri della tradizione del racconto americano – Hemingway, Salinger, Cheever... Il luogo da cui sta chiamando è quello delle piú profonde regioni del cuore” (“San Francisco Chronicle”).
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  • 4

    DA DOVE STO CHIAMANDO di Raymond Carver

    Dopo aver visto il film "Birdman" di Iñarritu, vincitore dell'Oscar 2015, volevo leggere il racconto di Carver (Di cosa parliamo quando parliamo d'amore) di cui ...continua

    DA DOVE STO CHIAMANDO di Raymond Carver

    Dopo aver visto il film "Birdman" di Iñarritu, vincitore dell'Oscar 2015, volevo leggere il racconto di Carver (Di cosa parliamo quando parliamo d'amore) di cui il protagonista del film tenta, disperatamente e follemente, un adattamento teatrale da recitare in uno storico teatro di Broadway, per dimostrare a sé e a tutti di essere un buon attore ed un bravo regista.
    Allora, sono andata in biblioteca ( uno dei miei 10 propositi per il 2015 è stato così realizzato) ed ho scelto questa antologia di racconti, curata e voluta dallo stesso autore poco prima di morire.

    Be'...a me leggere racconti piace e Carver è stata una piacevole scoperta.

    Sono racconti realistici, specchio della provincia americana (ma anche di una nostra qualunque provincia, forse) scritti tra gli anni sessanta egli anni ottanta, incentrati principalmente sulla vita di coniugale e di coppia, sulla famiglia e sulle crisi che una separazione, un divorzio, la perdita del lavoro o di una persona amata possono provocare.
    Quello che più mi ha colpito è lo stile: asciutto, diretto, visivo, capace di suscitare, all'improvviso, tensioni ed emozioni forti, capace altresì di mettere in pratica ciò che Flannery O'Connor (un'altra grande scrittrice di racconti americana ma di origini irlandesi) diceva essere essenziale nelle storie brevi, "sollecitare sempre almeno tre dei cinque sensi nel lettore, altrimenti si annoierebbe."

    Scrive Carver ne "Il mestiere di scrivere":
    "Se siamo fortunati, tanto come scrittori che come lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e resteremo poi seduti un momento o due in silenzio. (...) Poi (...) ci alzeremo e, "creature di sangue caldo e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la Vita. Sempre la vita"

    Io mi sono sentita fortunata perché alcuni racconti mi hanno davvero lasciata in silenzio, a riflettere.
    Quelli che ho apprezzato di più, dei trentasette che compongono questa raccolta, sono:
    Di cosa parliamo quando parliamo di amore, Distanza, Da dove sto chiamando, Febbre, Una cosa piccola ma buona e L'incarico.

    Quest'ultimo dedicato a Cechov, uno dei suoi maestri.
    Ora leggerò anche lui!

    ha scritto il 

  • 5

    Carver descrive con spietato realismo la vita quotidiana di persone comune, quindi spesso inadeguate, deboli, confuse, tragiche, eroiche, splendide (umane) alla deriva in un mondo più cattivo e grande ...continua

    Carver descrive con spietato realismo la vita quotidiana di persone comune, quindi spesso inadeguate, deboli, confuse, tragiche, eroiche, splendide (umane) alla deriva in un mondo più cattivo e grande di loro.

    Carver descrive con ostinazione la crepa, il vuoto che permane inesorabile e implacabile sotto la superficie patinata dei rapporti umani.

    ha scritto il 

  • 3

    DA DOVE STO CHIAMANDO

    Il libro è un’antologia di trentasette raccolti scelti dall’autore. Sono storie di banale normalità, di persone comuni che popolano un’America stanca e rassegnata, raccontate con lo stile nudo, freddo ...continua

    Il libro è un’antologia di trentasette raccolti scelti dall’autore. Sono storie di banale normalità, di persone comuni che popolano un’America stanca e rassegnata, raccontate con lo stile nudo, freddo e incolore del minimalismo. Sulla grande qualità di Carver oggettivamente non ci sono dubbi. Ma il miei gusti sono ben lontani dal suo mondo. Lo so bene, Raymond, che la vita è una fregatura, ma mi sembra inutile continuare a ripeterselo. E poi il tuo stile. Io amo lo stile barocco dei postmoderni, la metafiction, la fantascienza di prossimità, il surreale. Non lo scarno minimalismo. Per questi motivi, Raymond, non mi unirò al nutrito coro di tuoi osannanti estimatori.

    ha scritto il 

  • 5

    Può anche darsi che fossero abituati a veder succedere queste cose tutte le sere - vite che si sfasciavano davanti ai loro occhi.

    Devo dire che con nessun altro autore l'effetto sorpresa é stato più violento che con Carver. Le tre ore senza interruzioni in cui mi spazzolai da cima a fondo “Di cosa parliamo quando parliamo d’amor ...continua

    Devo dire che con nessun altro autore l'effetto sorpresa é stato più violento che con Carver. Le tre ore senza interruzioni in cui mi spazzolai da cima a fondo “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” rimarranno una delle mie esperienze più significative di lettore, le paragonai ad una donna incontrata in vacanza. Se quella stessa donna te la porti a casa la magia finisce; inizia qualcos’altro, ma la magia va persa. Alcuni racconti sono la versione extended di quelli pubblicati in altre raccolte. A rischio di esser accusato di blasfemia, scriverò che io ho preferito quelli Lish-ati per benino dall'editor più famoso del secolo scorso.
    Il partito degli anti-baricchiani conta più iscritti del PD, invito, chi ne avesse voglia, a leggere questo bell'articolo, dimenticando la tessera che ha in tasca
    http://www.oceanomare.com/ipsescripsit/articoli_letteratura/carver.htm

    La prima volta l’ho letto in una recensione su Anobii. Mi sono messo sulle tracce del pittore ed ho riscontrato un’effettiva affinità fra Edward e Raymond.
    http://www.settemuse.it/pittori_scultori_americani/edward_hopper.htm

    Mantengo le 5 stelle per il ricordo di quella donna incontrata in vacanza. Quando crediamo di parlare d’amore, spesso, stiamo parlando d’innamoramento.

    1 Nessuno diceva niente
    > adolescenziale come la prima fantasia sessuale

    2 Biciclette, muscoli, sigarette
    > verticale
    Poi disse: «Babbo? Penserai che sono proprio matto, ma vorrei tanto averti conosciuto quando eri piccolo, cioè quando avevi suppergiù la mia età di ora. Non so spiegartelo, ma mi manca tanto. È come se... come se sentissi già la tua mancanza quando ci penso adesso.
    *2 verticale:
    Me lo fece leggere quando ancora non lo conoscevo [8 lettere]
    (Grazie ancora a lei e a Philibert Commerson)

    3 La moglie dello studente
    > insonne

    4 Loro non sono mica tuo marito
    > dietetico e disoccupato

    5 Che cosa si combina a San Francisco?
    > pettegolo

    6 Grasso
    > l'obesità dei sogni

    7 Che ci sarà mai in Alaska?
    > obnubilante

    8 Vicini
    > scopofilo

    9 Provi a mettersi nei miei panni
    > allusivo

    10 Creditori
    > tentata (quanto inutile) vendita

    11 Perché, tesoro mio?
    > il bisogno di credere nonostante la consapevolezza non lo consentirebbe
    Un figlio degenere che diventa (manco a dirlo) un politico influente

    12 I chilometri sono effettivi?
    >indegno

    13 Gazebo
    > L'alcol è strano. Se ci ripenso, tutte le nostre decisioni più importanti sono state prese bevendo.

    14 Un'altra cosa
    > fallimentare

    15 Piccole cose
    > fallimentare e nocivo per chi sicuramente non ha colpa alcuna

    16 Perché non ballate?
    > cinematografico
    http://www.youtube.com/watch?v=fP0JpmquU0A

    17 Un discorso serio
    > il recipiente che contiene ciò che è rimasto della coppia consumatasi con gli anni

    18 Di cosa parliamo quando parliamo d'amore
    > gin-epraio
    Ognuno di noi parla di una cosa diversa quando parla d'amore. Tutti però passiamo la vita a cercare la forma che ci si addice.

    19 Distanza
    > neonatale

    20 La terza cosa che ha ammazzato mio padre
    > ittico

    21 Con tanta di quell'acqua a due passi da casa
    > tri-ittico + 1

    22 Con tanta di quell'acqua a due passi da casa (continuazione)
    > l'aspetto ittico lascia campo esclusivo a quello angoscioso

    23 La calma
    > epifanico

    24 Vitamine
    > vitaminico

    25 Attento
    > oleoso

    26 Da dove sto chiamando
    > infognato

    27 La casa di Chef
    > l’ombra della bottiglia

    28 Febbre
    > rassegnato

    29 Penne
    > pavoneggiante
    Il cambiamento si pavoneggia di sé, ma un giorno ci lascerà soli a contare le nostre penne cadute sulla veranda

    30 Cattedrale
    > tattile

    31 Una cosa piccola ma buona
    > scott(y)ante

    32 Scatole
    > materno

    33 Chiunque abbia usato questo letto
    > mortale

    34 Intimità
    > divorzievole (l'ennesimo)

    35 Menudo
    > (a)normale

    36 Elefante
    > economia domestica a pro altrui

    37 Pasticcio di merli
    > calligrafico

    38 L'incarico
    > stappato

    Da dove sto chiamando (Carver Raymond)
    E-book N°79
    Ottobre 2014

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro di Carver che leggo, non sarà l’ultimo. Trentasette racconti brevi, essenziali, asciutti, che spesso cominciano o finiscono dove meno te l’aspetti. Eppure in quelle poche righe c’è tutto ...continua

    Primo libro di Carver che leggo, non sarà l’ultimo. Trentasette racconti brevi, essenziali, asciutti, che spesso cominciano o finiscono dove meno te l’aspetti. Eppure in quelle poche righe c’è tutto il senso di smarrimento e di inadeguatezza dei personaggi, sono storie di gente comune, disegni di quotidianità mediocri tratteggiate con poche linee. Da rileggere, in futuro

    ha scritto il 

  • 0

    non è senz'altro per colpa di Carver se ho interrotto la lettura di questa raccolta bensì perchè mi sono resa conta che non è a me confacente la struttura del racconto. resto lì, come in sospeso: non ...continua

    non è senz'altro per colpa di Carver se ho interrotto la lettura di questa raccolta bensì perchè mi sono resa conta che non è a me confacente la struttura del racconto. resto lì, come in sospeso: non inquadro un prima ne un dopo e mi sento abbandonata. ritorno al romanzo.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho fatto fatica a finirlo! Brevi storie i cui protagonisti sono comuni, falliti, depressi, alcolizzati. Quando la storia prende inizio, ci si aspetta un qualcosa che puntualmente non arriva. Ho letto ...continua

    Ho fatto fatica a finirlo! Brevi storie i cui protagonisti sono comuni, falliti, depressi, alcolizzati. Quando la storia prende inizio, ci si aspetta un qualcosa che puntualmente non arriva. Ho letto che ha raccolto ed unito questi racconti dopo aver saputo della sua malattia e ciò certamente dà un senso a tutta la depressione che ne deriva. Peccato perché la prosa è ottima.

    ha scritto il 

  • 1

    Che noia che barba

    Dopo 40 pagine abbiamo capito che il protagonista vuole solo farsi un adolescenziale onanismo.
    E sai che novità.
    E però 40 pagine di questa porcheria, per favore, anche no.

    Abbandonato e restituito sd ...continua

    Dopo 40 pagine abbiamo capito che il protagonista vuole solo farsi un adolescenziale onanismo.
    E sai che novità.
    E però 40 pagine di questa porcheria, per favore, anche no.

    Abbandonato e restituito sdegnata alla biblioteca.

    ha scritto il 

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