Da dove sto chiamando

Di

Editore: Minimum Fax

4.3
(1146)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 582 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata

Isbn-10: 8887765987 | Isbn-13: 9788887765984 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Riccardo Duranti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Questo libro è l'autoantologia in cui lo scrittore americano, prima di morire nel 1988, raccolse i suoi trentasette racconti migliori. Sono storie di uomini e donne comuni, di vite dolorosamente normali, storie senza suspence e senza colpi di scena, ma perennemente vibranti di tensione e commozione: la violenza, la disperazione, la solitudine, l'impotenza, la fine dell'amore, l'incomunicabilità, ma anche, a volte, la tenerezza, la condivisione e la pietà, vengono disegnate coi colori neutri e i tratti nitidissimi dei gesti apparentemente più banali, degli oggetti e dei luoghi della quotidianità.
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  • 3

    3 stelle e 1/2

    Sulla tecnica narrativa di Carver nulla da dire, una prosa scorrevole, personaggi credibili e storie di ordinaria quotidianità che mettono a nudo l'animo e le relazioni umane. Se devo fare un appunto, ...continua

    Sulla tecnica narrativa di Carver nulla da dire, una prosa scorrevole, personaggi credibili e storie di ordinaria quotidianità che mettono a nudo l'animo e le relazioni umane. Se devo fare un appunto, avendo letto solo questa raccolta di racconti, riguarda la monotematicità degli argomenti trattati, oltre 500 pagine di beghe matrimoniali...

    ha scritto il 

  • 5

    Carver mi ha stregata.

    Ho divorato Carver in pochissimi giorni, mi ha stregata. Non sono mai stata un’amante del genere, son sempre rimasta lontana dalle raccolte, ho sempre preferito i romanzi, luoghi in cui potermi immerg ...continua

    Ho divorato Carver in pochissimi giorni, mi ha stregata. Non sono mai stata un’amante del genere, son sempre rimasta lontana dalle raccolte, ho sempre preferito i romanzi, luoghi in cui potermi immergere completamente senza doverne uscire dopo qualche pagina. Ma Carver andava letto. Ho iniziato con Cattedrale. Le prime pagine sono “diverse”, è così che le definirei. Diverse da tutto ciò che abbiamo sempre letto. Siamo abituati, anche se non sempre, ad avere una panoramica dei personaggi, della storia, solitamente abbiamo un’introduzione che ci permette di entrare pian piano nelle vite narrate e di essere spettatori silenziosi, sullo stesso pavimento dei protagonisti. Questa volta no, con Carver siamo in bilico su una fune. Osserviamo (quello che in realtà è già successo) con i piedi su di un sottilissimo filo. Mentre i racconti proseguono e nella tua testa pensi “Ma dove vuole arrivare? Qual è il senso di tutto questo? Avrà un significato alla fine?” ti accorgi che Carver, senza farsi notare, ti ha fatto indossare delle scarpe, quelle adatte a camminare sulla fune. E questo “essere in bilico” è una delle cose più belle che potessero succederti.

    Da https://lacampanadivetroblog.wordpress.com/

    ha scritto il 

  • 4

    E' proprio vero quanto viene detto nella prefazione al libro. E' difficile di primo acchito
    riuscire a cogliere il senso della narrativa di Carver. O meglio della non-narrativa di Carver. i suoi racco ...continua

    E' proprio vero quanto viene detto nella prefazione al libro. E' difficile di primo acchito
    riuscire a cogliere il senso della narrativa di Carver. O meglio della non-narrativa di Carver. i suoi racconti infatti non raccontano nulla, non hanno una trama. Sono, piuttosto, delle istantanee sulla vita di persone qualunque. Tuttavia, superato lo spaesamento delle prime pagine (per me dei primi racconti), si comprende che la sua grandezza sta proprio nella capacità di raccontare la banalità della quotidianità, la capacità di rendere il non-letterario letterario.

    ha scritto il 

  • 5

    Una immersione nel mondo dei disillusi, scontenti, insoddisfatti, tenaci, testardi, alcoolizzati, dei senza speranza,dropout senza risorse, che pur continuano ad aggrapparsi alla vita per spremerne un ...continua

    Una immersione nel mondo dei disillusi, scontenti, insoddisfatti, tenaci, testardi, alcoolizzati, dei senza speranza,dropout senza risorse, che pur continuano ad aggrapparsi alla vita per spremerne una qualche linfa vitale, continuano ad interrogarsi mentre sprofondano. Il ritmo narrativo è apparentemente piatto , anodino, senza sussulti, eppure alla fine genera commozione, attesa e talora sorpresa, innescando un processo di profonda empapta coi personaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Carver, ovvero l'insieme di solitudini che condividono la sofferenza

    Biciclette, muscoli, sigarette
    "Poi disse: «Babbo? Penserai che sono proprio matto, ma vorrei tanto averti conosciuto quando eri piccolo, cioè quando avevi suppergiù la mia età di ora. Non so spiegart ...continua

    Biciclette, muscoli, sigarette
    "Poi disse: «Babbo? Penserai che sono proprio matto, ma vorrei tanto averti conosciuto quando eri piccolo, cioè quando avevi suppergiù la mia età di ora. Non so spiegartelo, ma mi manca tanto. È come se... come se sentissi già la tua mancanza quando ci penso adesso."

    Non me la sento di scrivere qualcosa su questa raccolta, non sono all'altezza.
    "Una cosa piccola ma buona" credo sia uno dei più bei racconti che abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 0

    Dalla prefazione di Raymond Carver:
    «Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Ideal ...continua

    Dalla prefazione di Raymond Carver:
    «Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo, e, "creature di sangue e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita».

    ha scritto il 

  • 4

    Un maestro di scrittura

    Storie di vita di tutti giorni narrate con maestria in uno stile secco ed essenziale.
    Dalla lettura dei racconti di Carver non ci si deve aspettare colpi di scena o finali scoppiettanti. Se è questo c ...continua

    Storie di vita di tutti giorni narrate con maestria in uno stile secco ed essenziale.
    Dalla lettura dei racconti di Carver non ci si deve aspettare colpi di scena o finali scoppiettanti. Se è questo che si cerca meglio non incominciare a leggerlo. Lui racconta il quotidiano, momenti di vite che potrebbero essere quelle di tutti noi e nel farlo si dimostra maestro di scrittura.
    Lo stile è asciutto, per questo può non piacere, dipende dai gusti, ma la padronanza è tale che si resta in ogni caso ammirati.

    ha scritto il 

  • 0

    Libro comprato per l'antico amore per "America oggi" e quello recente per "Birdman".
    Al secondo racconto ho pensato con una lacrimuccia che Carver non mi piacesse. Dopo altri due sono possibilista. Ci ...continua

    Libro comprato per l'antico amore per "America oggi" e quello recente per "Birdman".
    Al secondo racconto ho pensato con una lacrimuccia che Carver non mi piacesse. Dopo altri due sono possibilista. Ci metterò tanto a leggerlo =)

    ha scritto il 

  • 4

    DA DOVE STO CHIAMANDO di Raymond Carver

    Dopo aver visto il film "Birdman" di Iñarritu, vincitore dell'Oscar 2015, volevo leggere il racconto di Carver (Di cosa parliamo quando parliamo d'amore) di cui ...continua

    DA DOVE STO CHIAMANDO di Raymond Carver

    Dopo aver visto il film "Birdman" di Iñarritu, vincitore dell'Oscar 2015, volevo leggere il racconto di Carver (Di cosa parliamo quando parliamo d'amore) di cui il protagonista del film tenta, disperatamente e follemente, un adattamento teatrale da recitare in uno storico teatro di Broadway, per dimostrare a sé e a tutti di essere un buon attore ed un bravo regista.
    Allora, sono andata in biblioteca ( uno dei miei 10 propositi per il 2015 è stato così realizzato) ed ho scelto questa antologia di racconti, curata e voluta dallo stesso autore poco prima di morire.

    Be'...a me leggere racconti piace e Carver è stata una piacevole scoperta.

    Sono racconti realistici, specchio della provincia americana (ma anche di una nostra qualunque provincia, forse) scritti tra gli anni sessanta egli anni ottanta, incentrati principalmente sulla vita di coniugale e di coppia, sulla famiglia e sulle crisi che una separazione, un divorzio, la perdita del lavoro o di una persona amata possono provocare.
    Quello che più mi ha colpito è lo stile: asciutto, diretto, visivo, capace di suscitare, all'improvviso, tensioni ed emozioni forti, capace altresì di mettere in pratica ciò che Flannery O'Connor (un'altra grande scrittrice di racconti americana ma di origini irlandesi) diceva essere essenziale nelle storie brevi, "sollecitare sempre almeno tre dei cinque sensi nel lettore, altrimenti si annoierebbe."

    Scrive Carver ne "Il mestiere di scrivere":
    "Se siamo fortunati, tanto come scrittori che come lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e resteremo poi seduti un momento o due in silenzio. (...) Poi (...) ci alzeremo e, "creature di sangue caldo e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la Vita. Sempre la vita"

    Io mi sono sentita fortunata perché alcuni racconti mi hanno davvero lasciata in silenzio, a riflettere.
    Quelli che ho apprezzato di più, dei trentasette che compongono questa raccolta, sono:
    Di cosa parliamo quando parliamo di amore, Distanza, Da dove sto chiamando, Febbre, Una cosa piccola ma buona e L'incarico.

    Quest'ultimo dedicato a Cechov, uno dei suoi maestri.
    Ora leggerò anche lui!

    ha scritto il 

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