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Dagboek van een geisha

By Arthur Golden

(5)

| Paperback | 9789041402202

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Book Description

Deze wonderbaarlijk mooie roman, een internationale bestseller, verteld aan de hand van de bekentenissen van een van Japans meest gevierde geisha's, neemt de lezer mee naar de schoonheid en wreedheid die achter de rijstpapieren wanden schuilgaat - wa Continue

Deze wonderbaarlijk mooie roman, een internationale bestseller, verteld aan de hand van de bekentenissen van een van Japans meest gevierde geisha's, neemt de lezer mee naar de schoonheid en wreedheid die achter de rijstpapieren wanden schuilgaat - waar uiterlijke vorm doorslaggevend is en waar mannen met elkaar wedijveren over de prijs van de maagdelijkheid, van een meisje.

Met de wijsheid van een vrouw die het einde van haar leven

1422 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Excelente
    Algunas citas
    "llevamos nuestras vidas como el agua que corre colina abajo,más o menos en una dirección, hasta que damos con algo que nos obliga a encontrar un nuevo curso"
    "Por esos los sueños son tan peligrosos: abrasan como el fuego y a ...(continue)

    Excelente
    Algunas citas
    "llevamos nuestras vidas como el agua que corre colina abajo,más o menos en una dirección, hasta que damos con algo que nos obliga a encontrar un nuevo curso"
    "Por esos los sueños son tan peligrosos: abrasan como el fuego y a veces nos consumen completamente"
    "Tal vez parezca extraño que un encuentro casual en la calle pueda producir semejante cambio. Pero a veces la vida es así ,no?.
    "
    Nadie es capaz de hablar honestamente de sus sufrimientos hasta que ha dejado de sentirlos "

    "A veces pienso que las cosas que recuerdo son más reales que las que veo"

    "Cuando era más joven creía que la pasión de apaga con la edad ,del mismo modo en que el contenido de una taza que queda olvidada en una habitación"

    "Comprendí que me había dejado al final de su larga vida con la naturalidad con la que caen las hojas de los árboles "

    "Por ahora se que nuestro mundo no es más permanente que una ola que se eleva sobre el océano. cualesquiera que sean nuestra luchas y nuestra victorias, comoquiera que las padezcamos,enseguida desaparecen en la corriente, como la tinta acuosa sobre el papel"
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    Maneclaveria said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il mio interesse per le Geishe nasce da molte cose: un pregiudizio, una ignoranza, un viaggio, una curiosità. Nell’ordine.
    Immaginarle semplici meretrici non potevo perché non sapevo e aver conosciuto la dolcezza innata delle orientali, il loro parl ...(continue)

    Il mio interesse per le Geishe nasce da molte cose: un pregiudizio, una ignoranza, un viaggio, una curiosità. Nell’ordine.
    Immaginarle semplici meretrici non potevo perché non sapevo e aver conosciuto la dolcezza innata delle orientali, il loro parlar sottovoce e sottovoce vivere con grazia muovendosi fluide in grandi città, tra fiumane di genti e mezzi, ha aumentato la mia curiosità quanto mai.
    Una passioncella antica per l’antropologia unita a quella per la Storia ha fatto sì che leggessi questo libro e poi rivedessi il film, ancora.
    Non commenterò il film, forte più noto.
    Con leggiadrìa Sayuri si racconta, contestualizzando ciò che ha vissuto fino a dopo la seconda guerra mondiale, fino a che non si trasferirà in America.
    Erano, quelli prima della guerra, anni di feste e fasti, splendore e bellezza nei quartieri delle Geishe, nelle 'okiya' vivevano le ragazze più belle della città ed era tutto concentrato attorno alla loro riuscita sociale.
    Con la guerra arrivarono fame e bombe, le case da te’ furono chiuse, le diafane geishe andarono a lavorare in fabbrica. Poi la rinascita e la trasformazione per alcune di loro che si trasformeranno in prostitute.
    Il libro contiene molte utili informazioni sul percorso formativo che durava anni per diventare geishe, restituendoci odori e colori, trucchi e 'obi', perfidie e amicizie.
    Gli 'shemisen' suonano e loro danzano: intorno agli uomini, per gli uomini ma anche per se stesse, per un’etica ora perduta del corpo delle donne e del senso del loro esistere, caricando ogni etereo gesto di significato simbolico, come disegnando nell’aria una poesia.
    La verità? Non ho capito il lieto fine. Non ho capito il perché di un rapporto sessuale che lo ha generato questo lieto fine, mi è sembrata ‘estranea’ la motivazione di fondo, ma sono solo una persona educata ‘all’occidentale’, se posso così semplificare.
    Più comprensibile l’importanza che davano al 'mizuage' o alla necessità di avere un 'danna' nella propria vita. Dovrete leggere, non spiegherò nulla.
    Bella anche l’usanza di avere una geisha come sorella maggiore, che non solo insegna i comportamenti ma anche i pensieri , non per ‘diventare’ geishe ma per ‘essere’ geishe, perché <… non diventiamo geishe perché la nostra vita sia felice, ma perché non abbiamo altra scelta.>
    Ancora un appunto: ho trovato del tutto assente l’aspetto che riguarda il piacere della geisha. Oh, certo! Ella trae piacere da se stessa, fin da quando impara a truccarsi il volto, continuando con l’indossare il kimono, fino a versare con grazia e sensualità il sakè, intrattenendo con canti e racconti il pubblico maschile pagante. E’ questo un piacere anorgasmicamente estetico.
    Il trucco sul viso, trucca anche tutto il corpo. Non è facile spogliarle, toccarle e dare loro piacere. Sotto il ruolo, che capisco, si avverte tutto e il contrario di tutto il mondo interiore della donna, ma vi è come pudore a raccontarlo. Questo forse ci accomuna? Attraversando epoche e Paesi forse ancora oggi si fa fatica a parlare di questo? Tra donne e con gli uomini?
    Non ho risposte, oggi so questo:”Conduciamo la nostra esistenza come acqua che scende lungo la collina, andando più o meno in un’unica direzione finchè non urtiamo contro qualcosa che ci costringe a trovare un nuovo corso.>

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    Rosanna said on Jul 28, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Alcune volte capita di vedersi passare davanti un romanzo, di trovarlo in cima alla pila dei best-seller, di sentirne tessere le lodi da così tante persone che nella propria mente scatta una sorta di arrogante pregiudizio secondo il quale qualcosa di ...(continue)

    Alcune volte capita di vedersi passare davanti un romanzo, di trovarlo in cima alla pila dei best-seller, di sentirne tessere le lodi da così tante persone che nella propria mente scatta una sorta di arrogante pregiudizio secondo il quale qualcosa di tanto apprezzato da un così vasto pubblico deve per forza essere un'opera, se non scadente, almeno mediocre. Non v'è dubbio che i pregiudizi non sono mai qualcosa di particolarmente intelligente (e attenzione, parlo di pregiudizi, non di buon senso), a maggior ragione quando questi pregiudizi ci portano a ritenerci in qualche modo superiori, migliori.... e questo libro ne è in qualche modo la dimostrazione. Dicevo, mi sono sempre tenuta lontana da questo romanzo fino a quando, qualche anno fa, iniziai a vedere il film assieme ad un amico, e lo trovai interessante (tralasciamo il fatto che, pur non avendolo mai terminato, ora che ho letto come sarebbero dovute andare le cose secondoil libro dubito riprenderò il film), e così acquistai l'ebook del romanzo. Ebook che rimase per molti, molti mesi a riposare, dimenticato, in mezzo a file ai miei occhi ben più interessanti, fino a quando, pochi giorni fa, mi sono resa conto di avere bisogno di una lettura leggera, "da svago", con una bella trama avvincente che mi tenesse la fantasia impegnata ma senza richiedere troppe energie, e così mi sono decisa ad affrontare questo viaggio fra kimono, danze e visi imbellettati.
    Che dire, decisamente questo è uno di quei casi in cui i pregiudizi rivelano tutta la loro infondatezza. Sia chiaro, non ho intenzione di mettermi a gridare al capolavoro, non ho certo incontrato il mio libro preferito, ma sicuramente ho trovato qualcosa che fra le letture "da intrattenimento" spicca e balza ai primi posti.
    È un romanzo delicatissimo, con uno stile leggero e assai fluido, scorrevolissimo nonostante il ritmo non sia esattamente serrato, che prende per mano il lettore e lo immerge totalmente, completamente in un altro mondo. È insomma uno di quei romanzi che si leggono d'un fiato, in cui si divorano pagine su pagine con curiosità, senza sentire il bisogno di emergere in superficie ogni tanto per prendere aria e riflettere. Complice di questa totale immersione probabilmente è anche l'ambientazione, che almeno con me, che sono totalmente digiuna di cultura giapponese, ha giocato anche la carta dello svelare usanze, mondi, atmosfere a me praticamente sconosciute. Non ho idea di quanto ci sia di storicamente fondato in questo romanzo, ma se devo essere sincera mi interessa anche poco, mi ha fatto piacere calarmi in un mondo dove tutto, anche solo i ritmi e l'approccio alla vita hanno un gusto così delicato, diverso, sospeso mi verrebbe da dire.
    Certo, qualche difetto ha un po' incrinato il piacere della lettura: personaggi come Hatsumomo, importanti e potenzialmente intrigantissimi risultano un ammasso di stereotipi, senza profondità caratteriale (la bella e per sua natura csttivissima, che al primo sguardo già odia, che sembra avere come solo scopo nella vita quello di far soffrire gli altri... mah, sembra molto il cattivo di una fiaba, cattivo a priori, solo perché deve essere cattivo), o anche Zucca, buona ma imbranatella, rotondetta, una sorta di zerbino che solo alla fine acquisisce un po' di spessore e veridicità; la seconda parte del romanzo poi ai miei occhi è apparsa decisamente sottotono rispetto alla prima, più concitata, con tantissimi avvenimenti importanti condensati in poche righe, avvenimenti che si fanno sempre più inverosimili fino ad arrivare ad un finale a mio avviso forzatissimo e stucchevole, un finale che veramente a me non è piaciuto.
    In ogni caso, credo che quando un romanzo, dopo poche righe di lettura ti fa dimenticare il suo stile, i difetti, i pregi per immergerti completamente nelle sue vicende, al punto da farti quasi sentire l'odore di bruciato dei bastoncini per disegnare le sopracciglia e il frusciare dei kimono di seta, significa che in qualche modo qualche scopo è stato raggiunto.
    Non è forse un romanzo che entrerà nella storia della letteratura, ma senza dubbio ha il pregio di farsi vivere dal lettore, e non è cosa da poco.

    [Per qualche parola in più, sono anche qui: http://respiridicarta.blogspot.it/2014/07/memorie-di-un… ]

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    Jessamine said on Jul 25, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Giappone. Bianco e rosso, come la sua bandiera. Bianco come la purezza, il candore, la serenità, il visobdi una Geisha. Rosso come le sue labbra, il sole che sorge, la passione, l'audacia. Un mondo ormai dimenticato ma affascinante, a tratti surreale ...(continue)

    Giappone. Bianco e rosso, come la sua bandiera. Bianco come la purezza, il candore, la serenità, il visobdi una Geisha. Rosso come le sue labbra, il sole che sorge, la passione, l'audacia. Un mondo ormai dimenticato ma affascinante, a tratti surreale. È un racconto, un viaggio, a tratti una confidenza che solo tra donne si può capire. Mi ha affascinato come pochi.

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    Eleterrestre said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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