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Dago Red

Di

Editore: Marcos y Marcos

3.9
(529)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000021886 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Durante

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    Bandini scrive!

    E si, il personaggio di Fante, Arturo Bandini, è qui presente come scrittore, è lui che ci racconta la sua storia attraverso i racconti della raccolta, il personaggio si è fatto autore. Non un libro su Bandini ma di Bandini.
    I miei preferiti, Rapimento in famiglia, Una moglie per Dino Rossi, Uno ...continua

    E si, il personaggio di Fante, Arturo Bandini, è qui presente come scrittore, è lui che ci racconta la sua storia attraverso i racconti della raccolta, il personaggio si è fatto autore. Non un libro su Bandini ma di Bandini. I miei preferiti, Rapimento in famiglia, Una moglie per Dino Rossi, Uno di noi, L'odissea di un wop. Anche se preferisco il Fante dei romanzi non posso non citare la scoperta della foto della madre giovane da parte del ragazzino e le sue riflessioni su di essa come uno dei momenti più alti e lirici di tutta la raccolta (falda del cappello compresa)

    ha scritto il 

  • 5

    L'ironia, la leggerezza – oltre alla eccezionale bravura – di questo scrittore sono una sorsata di buon umore. Come bere un bel bicchiere di dago red, il vino rosso prodotto dagli Italoamericani.
    È una raccolta di racconti, fra cui "Chierichetto", il primo racconto pubblicato da Fante nel 1932.
    E ...continua

    L'ironia, la leggerezza – oltre alla eccezionale bravura – di questo scrittore sono una sorsata di buon umore. Come bere un bel bicchiere di dago red, il vino rosso prodotto dagli Italoamericani. È una raccolta di racconti, fra cui "Chierichetto", il primo racconto pubblicato da Fante nel 1932. Ecco "Chierichetto" e "Una strada per l'inferno", un altro dei racconti di questa raccolta, sono delle vere gemme narrative. Mi hanno mandato un po' su di giri, come se avessi bevuto un goccetto ;)

    ha scritto il 

  • 4

    John Fante: Racconti

    Scrittore (e sceneggiatore) che seguo ed apprezzo dalla sua "riscoperta", in USA e quindi in Italia, nella seconda meta' degli anni '80.
    Gia' tradotto in italiano da E.Vittorini negli anni '40 non era mai arrivato al grande pubblico.


    http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fante


    http://ww ...continua

    Scrittore (e sceneggiatore) che seguo ed apprezzo dalla sua "riscoperta", in USA e quindi in Italia, nella seconda meta' degli anni '80. Gia' tradotto in italiano da E.Vittorini negli anni '40 non era mai arrivato al grande pubblico.

    http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fante

    http://www.john-fante.com/

    http://www.abruzzoemigrazione.it/e_view.asp?E=180

    Autore dallo stile molto personale, dalla scrittura di nerbo, storie spesso (quasi sempre) basate su ricordi autobiografici dove passa dalla realta' alla finzione e viceversa. Immagini comunque di vita e personaggi reali narrati con grande precisione ed ironia.

    Molto apprezzato, tra gli altri, da Charles Bukowski.

    Libro questo che raccoglie racconti del 1940.

    Da Einaudi: «Dago red» è il vino rossorubino fatto dai dago, gli italiani un po' guappi d'America. Lo strepitoso Arturo Bandini ha bevuto sicuramente «dago red». Bisogna partire da questi racconti per sborniarsi sul serio con tutti i geniali padri-muratori, tutti gli strepitosi figli-scrittori inventati da John Fante.

    Domenico Starnone

    Dago Red, la raccolta di racconti pubblicata da John Fante nel 1940, appena dopo Chiedi alla polvere, corona il momento magico della carriera del narratore italo-americano, offrendoci una serie di «istantanee» (ora comiche ora struggenti) di tutto il suo mondo narrativo, passato e futuro. Come il suo grande amico William Saroyan, e tantissimi scrittori americani emersi negli anni Trenta del Novecento, anche Fante fu un maestro nell'arte della short story. Con un racconto pubblicato nel 1932, Chierichetto, iniziò in effetti la sua avventura di scrittore. I temi sono quelli che ritroviamo puntuali nei romanzi della saga di Arturo Bandini: ai ricordi dell'infanzia povera e dei lunghi inverni nel Colorado si aggiungono le prime avventure a Los Angeles di un giovane ambizioso e innamorato della vita, che punta tutto sul suo talento e sulla fiducia in se stesso. Ne viene fuori un libro straordinariamente compatto. Ben al di là della solita raccolta di testi sparsi, Dago Red è un complemento indispensabile alla conoscenza di Fante. Si potrebbe dire che, accanto ai quattro libri su Bandini, con Dago Red Fante ha voluto regalarci un libro di Bandini.

    Ottima introduzione, per capire l'Autore, di Domenico Starnone, e di Emanuele Trevi sul contenuto dei racconti.

    Complessa, complicata ed alla fine infelice, molto, la vita di John Fante, personaggio schietto, geniale e con risvolti comportamentali, di tipo familiare, negativi.

    Come spesso capita questi travagli emergono nella scrittura.

    Da Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/percorsi/arte_lingua_e_letteratura/fante.html/

    ha scritto il 

  • 5

    Riconoscersi

    Ho trovato queste storie grandiose.
    Avevo già letto Fante apprezzandolo ma ora più che mai non capisco minimamente come non figuri già nei posti d'onore dell'Olimpo letterario americano.
    Raramente ho trovato qualcuno che incarnasse meglio la mia idea di short story, nella più autentica idea di le ...continua

    Ho trovato queste storie grandiose. Avevo già letto Fante apprezzandolo ma ora più che mai non capisco minimamente come non figuri già nei posti d'onore dell'Olimpo letterario americano. Raramente ho trovato qualcuno che incarnasse meglio la mia idea di short story, nella più autentica idea di letteratura americana, che affonda in questa forma letteraria le sue radici. Queste storie sanno di esilio, di lontananza, di nostalgia, di sradicamento. C'è una verità che non avevo mai incontrato prima, l'epopea degli immigrati italo-americani, delle paure e delle debolezze. Non avevo mai immaginato di trovare in un libro così tanta autenticità, il rapporto con la religione di un bambino mi sembrava potesse essere raccontato davvero da un bambino, ci ho ritrovato così tante cose buffe e ingenue ma umanissime. Queste donne fortissime e questi uomini fragili e rabbiosi. L'odissea di uno wop, che è forse l'odissea di tutti noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Odissea di un WOP

    Questa raccolta di racconti rappresenta una delle prime prove letterarie di Fante e ha come protagonista la sua famiglia, tema centrale di tutte le sue opere future, alle prese con i problemi reali della vita e con il razzismo subito da tutte le culture che non fossero anglosassoni e protestanti. ...continua

    Questa raccolta di racconti rappresenta una delle prime prove letterarie di Fante e ha come protagonista la sua famiglia, tema centrale di tutte le sue opere future, alle prese con i problemi reali della vita e con il razzismo subito da tutte le culture che non fossero anglosassoni e protestanti. Il giovane Fante soffriva del fatto di essere etichettato come un “wop” o un “dago” e si vergognava della vita di casa sua dove regnava povertà, ignoranza e case squallide. Spesso rifiutava le sue origini contornandosi di amici “wasp” perché voleva confondersi nel gruppo, non essere riconosciuto ed etichettato come “Italiano”, che in quell’epoca era sinonimo di ignorante, rozzo e maleducato. Il libro esprime però anche molta positività, perché se è vero che c’era molta povertà, è altrettanto vero che nella sua famiglia c’era molta allegria, rumore, scherzi fra i quattro fratelli, calore umano. Sono tanti gli aneddoti riportati sulla comunità italiana negli Usa, così attaccata alle proprie tradizioni e restia a volersi omologare con il popolo americano, perché anche se sapevano di essere giudicati e additati, non volevano separarsi da tutto ciò che loro amavano (come ad esempio gli spaghetti quotidiani e il vino rosso sempre presente sulle loro tavole). Un libro che dovrebbero leggere tutti, in particolare coloro che additano con superiorità gli stranieri che arrivano in Italia e si dimenticano che un tempo non troppo lontano gli emigranti eravamo NOI.

    ha scritto il