Daisy Miller

Di

Editore: Mondadori

3.6
(675)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8804390662 | Isbn-13: 9788804390664 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Garnero

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
La vicenda drammatica della giovane Daisy Miller, una giovane americana,spontanea e sincera, in vacanza in Europa che, nonostante la sua assolutainnocenza, viene criticata e addirittura messa al bando dai suoi connazionaliper i suoi modi disinvolti e per i suoi rapporti troppo amichevoli con ungiovane italiano.
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  • 3

    L’innocenza oscena.

    Capita mi venga voglia di uno scrittore che mi restituisca il rigore di uno stile e allora leggo Henry James. Ci sono gli alberghi d’Europa, gli americani che spettegolano con gli altri americani sull ...continua

    Capita mi venga voglia di uno scrittore che mi restituisca il rigore di uno stile e allora leggo Henry James. Ci sono gli alberghi d’Europa, gli americani che spettegolano con gli altri americani sulla condotta di altri americani con i locali, le donne ambigue vittime non si sa mai se più di sé stesse o se più del pettegolezzo. Anche se, dicono gli apparati critici, Henry ha cominciato a diventare James! proprio con la lieve Daisy, l’antenata della Holly Golightly di Capote, o così è sembrato a me, leggendola.

    Il catalogo delle tipicità italiane è lunghetto: il tipico bellimbusto romano, la tipica Roma romana, la tipica febbre perniciosa romana. L’unicità di James tanto è tutta nella sua costruzione del racconto: una confidenza, una sbirciata, una conversazione, un parola rivelatrice!, intervallate da mesi e mesi di altre-cose-non-dette, apparentemente non pertinenti.

    Il risultato? Un piccolo fatto, comune a chissà quante giovani donne dell’avventata innocenza privilegio delle più belle, diventa un cataclisma personale e epocale.

    Io mai sarei così volgare da privare Daisy del diritto di essere stata una monellaccia bugiarda fino in fondo, e non il primo esempio di una Claudine, per quanto una anglosassone possa avvicinarsi a una creatura di Colette. Avrei preferito le febbri perniciose toccassero alle zie e alle amiche di famiglia dell’ingessatissimo Winterbourne (James l’ha chiamato per l’appunto Ruscellinverno, mica Summerwave), ma stanno così attenti a sé stessi, loro, che dubito si farebbero toccare da qualsiasi cosa, febbri o sentimenti che fossero.

    Daisy ha tutte le attrattive di una sana figlia di mugnaio, Frederick sono certo soffrirà di gotta prima dei trentacinque, e se la sarà inventata tutta lui, la simpatia di Daisy nei suoi confronti: d’altronde, lei non farà più in tempo a contraddirlo e a chiarirgli che non chiedeva niente di meglio del passare le sue vacanze romane con un bel romanaccio dai denti bianchi e forti da stallone.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    A cosa pensi, Daisy?

    Henry James non ci consente di comprendere il personaggio di Daisy Miller, perché Daisy Miller è solo un'immagine riflessa negli occhi dell' uomo-autore che racconta, Mr.Winterbourne: influenzato dall ...continua

    Henry James non ci consente di comprendere il personaggio di Daisy Miller, perché Daisy Miller è solo un'immagine riflessa negli occhi dell' uomo-autore che racconta, Mr.Winterbourne: influenzato dalla sua stessa educazione e dalle donne della sua cerchia, è lui che ne registra le azioni e che ne giudica i comportamenti; è lui che pone al lettore la domanda se Daisy sia innocente o corrotta, ingenua o subdola, davvero libera o solo ineducata; Daisy, da parte sua, parla molto, parla troppo, ma di lei non conosceremo mai i pensieri e le emozioni, perché ogni sua azione, o parola, sarà solo occasione di giudizio da parte dei garanti della moralità e delle norme sociali e, solo in questa veste, funzionali alla trama.
    Certo, così raccontata, Daisy non risulta simpatica e il lettore spesso si trova dalla parte della buona creanza sociale o a cercare di capire se dietro quell'apparente nulla, fatto di chiacchiere vuote, nastrini, bei vestiti e passeggiate, ci sia qualcosa di più concreto, magari un vero spirito libero o addirittura una femminista ante-litteram. Ma sembra che nessuno ami Daisy per ciò che è: una creatura leggiadra e frivola, che trascorre la sua vita civettando qua e là, nell'assoluta inosservanza di regole (per tacer dell'inetta madre); e nessuno la nobilita o la sublima nella morte, quasi a fargliela pagare. Le uniche parole a favore di Daisy sono del suo ultimo accompagnatore, Mr. Giovannelli, ma fin troppo tiepide e stentate per essere credibili e che non bastano a purificarla. Ma lei avrebbe voluto essere purificata e sublimata nella morte? Non credo. Se in vita fosse stata una candida ingenua non avrebbe capito da cosa doveva purificarsi, mentre invece se fosse stata una ragazza disinibita e spregiudicata avrebbe rivendicato la sua libertà a dispetto di tutto e tutti. D'altra parte, il rigido e formale mondo che la racchiude e la comprime come in uno strettissimo corsetto per signorine e che la punisce irrimediabilmente dopo i suoi "scandalosi" tentativi di disfarsene, probabilmente non soffrirà della sua morte e, come Mr.Winterbourne, presto la dimenticherà.

    P.S. Sulle immagini e sulle descrizioni di Roma mi astengo: da nativa, devo ancora capire se mi hanno dato fastidio o no. Sicuramente mi ha irritato la paternalistica visione della mia città e l'aria di sufficienza nei confronti degli indigeni: un modo di pensare tipico di intere colonie di anglofoni, dal Grand Tour ai giorni nostri.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Breve ma intenso

    Ormai sono abituata allo stile di James e non mi aspetto più nulla: sapevo che questa frizzante, simpatica, a-morale (nel senso che non la conosce, non che non l'abbia!) sia pronta, ahimè, a percorrer ...continua

    Ormai sono abituata allo stile di James e non mi aspetto più nulla: sapevo che questa frizzante, simpatica, a-morale (nel senso che non la conosce, non che non l'abbia!) sia pronta, ahimè, a percorrere il lungo (ma breve in questo caso) cammino verso la morte. Come Isabel, Milly...insomma me lo sarei aspettato; tuttavia mi sono goduta l'esilarante linguaggio dell'autore e la scorrevolezza con cui infonde i personaggi di attrattive ed emozioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelline e mezzo alla piccola suffragetta

    Consiglio la lettura accompagnata da una buona introduzione e, magari, dal breve ma utile scritto sull'opera di Italo Calvino, grande conoscitore della letteratura americana, per non fermarsi alle app ...continua

    Consiglio la lettura accompagnata da una buona introduzione e, magari, dal breve ma utile scritto sull'opera di Italo Calvino, grande conoscitore della letteratura americana, per non fermarsi alle apparenze come Mrs Walker, Mrs Costello e la colonia americana di Roma di fine Ottocento.
    E' vero, Daisy è frivola, superficiale, un magnifico esemplare di "civetta americana", come la definisce lo stesso Winterbourne-James. Sembra di sentirla parlare e starnazzare con una vocina acuta e stridula attraverso le sue battute adolescenziali, di poterle toccare gli eleganti vestiti, di vederla arrossire ("un poco, molto poco") e poi nascondersi dietro all'ombrellino che porta spesso con sè. Ma ci sarà di più? E' quello che si chiede fino alla fine la sua controparte maschile, il signor Winterbourne, appunto, tanto attratto dall'innegabile bellezza quanto interdetto sulla reale natura della personalità di Daisy. Della serie, "ci sei o ci fai?". Ebbene, una risposta definitiva il nostro "eroe" non la trova, o non la vuole trovare, restando imprigionato dalle rigide (come lui è) convenzioni sociali e finendo per scivolare in uno scetticismo che lo allontanerà dalla ragazza per sempre. Peccato. Perché Daisy invece la sua scelta l'ha fatta, e la libertà a cui si dimostrerà devota, coscientemente o meno, senza alcuna paura o pregiudizio (vocaboli a lei sconosciuti), le presenterà presto il conto.
    Singolari, divertenti e ironiche le espressioni usate per definire l'inetta madre di Daisy ("la filosofica signora", "era umilmente inconsapevole di qualsiasi violazione di qualsiasi legge e di qualsiasi deviazione da qualsiasi costume", "Le condizioni mentali della mamma di Daisy gli parvero così fuori dell'ordinario negli annali della vigilanza genitoriale che indietreggiò davanti al tentativo di istruire in un unico colloquio o la sua coscienza o la sua intelligenza") e il baldo Mr Giovannelli ("damerino del Corso", "manichino da barbiere", "il cavaliere avvocato", "Cantò, con molta grazia, una mezza dozzina di canzoni, anche se Mrs Walker in seguito dichiarò di non essere stata assolutamente in grado di scoprire chi glielo avesse chiesto").
    Mi hanno colpito, facendomi spesso sorridere, i dialoghi e le scene in cui questi si svolgono, tra cui una Roma un pò sfuggente, ma forse per questo più affascinante. C'è molto di teatrale in tale connubio, mi ha fatto sentire come una spettatrice in prima fila davanti a un palcoscenico. Con tanto di applauso al calare del sipario.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccolo volumetto scorrevole, ironico, con una trama poco elaborata ma lineare. Tra la Svizzera e l'Italia si svolgono le vicende del protagonista che altri non è che l'alter ego dello scrittore. Bell ...continua

    Piccolo volumetto scorrevole, ironico, con una trama poco elaborata ma lineare. Tra la Svizzera e l'Italia si svolgono le vicende del protagonista che altri non è che l'alter ego dello scrittore. Bello lo stile, ma sicuramente rispecchia i tempi passati. L'intreccio narrativo tutto sommato è piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    ....

    La storia di Daisy Miller può sintetizzarsi nel brocardo "Omnia Munda Mundis".
    creatura pura, disinteressata, rappresenta un inno alla libertà di essere esattamente ciò che si vuole essere, contrappos ...continua

    La storia di Daisy Miller può sintetizzarsi nel brocardo "Omnia Munda Mundis".
    creatura pura, disinteressata, rappresenta un inno alla libertà di essere esattamente ciò che si vuole essere, contrapposta ad una società che fa discendere la propria sopravvivenza dal rigido rispetto delle convenzioni.
    consigliato, seppure inferiore, a mio avviso, sia a Ritratto di signora che a Washington square.

    ha scritto il 

  • 5

    Ragazza per bene, ma…

    Si tratta di un racconto brevissimo ed uno dei capolavori di Henry James.
    È stato pubblicato per la prima volta nel 1878 sul “Cornhill Magazine” e successivamente rivisto ed apparso in volume nel 1879 ...continua

    Si tratta di un racconto brevissimo ed uno dei capolavori di Henry James.
    È stato pubblicato per la prima volta nel 1878 sul “Cornhill Magazine” e successivamente rivisto ed apparso in volume nel 1879.

    La storia è ambientata nella comunità Americana che risiede in Europa. Tutto ha inizio con l’arrivo di Frederick Winterbourne, un americano che risiede a Ginevra e che va a trovare sua zia.
    Qui incontrerà Daisy Miller, una giovane e bella ragazza, anch’essa americana.
    Daisy però non è come tutte le altre, infatti, lei ha un carattere spigliato e molto informale.
    Proprio queste caratteristiche non la porteranno in auge nella società, ma Frederick incantato dalla sua bellezza e dai suoi modi di fare “per nulla sfrontati” deciderà di presentarla a sua zia.

    Nella trama Daisy viene accusata senza motivo. Perché la protagonista è una bella ragazza e quasi se ne vanta di esserlo per questo viene definita “volgare e frivola” i suoi comportamenti sono “troppo in là” per la società perbenista di allora mentre nella società attuale i suoi atteggiamenti sarebbero del tutto normali.

    Questa giovane donna viene: usata, tradita, abbandonata e sottomessa. Nessuno la rispetta.

    Un bel racconto che tratta l’emancipazione femminile in un’epoca dove le novità non erano accettate di buon grado.

    L’autore a mio parere lascia sempre in suspense il lettore non svelando mai del tutto le effettive intenzioni dei protagonisti.

    La morale di questo libro, a mio parere, è sicuramente questa: “Talvolta il peccato risiede solamente negli occhi di chi guarda”.

    Una lettura veloce e piacevole, molto consigliato per chi ama i classici.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

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