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Daisy Miller

By

Publisher: Andromeda Publications

3.6
(645)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Portuguese , Czech

Isbn-10: 9507220534 | Isbn-13: 9789507220531 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Famous novella chronicles a young American girl’s willful yet innocent flirtation with a young Italian, and its unfortunate consequences. Throughout, James contrasts American customs and values with European manners and morals in a narrative rich in psychological and social insight.
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  • 3

    ....

    La storia di Daisy Miller può sintetizzarsi nel brocardo "Omnia Munda Mundis".
    creatura pura, disinteressata, rappresenta un inno alla libertà di essere esattamente ciò che si vuole essere, contrappos ...continue

    La storia di Daisy Miller può sintetizzarsi nel brocardo "Omnia Munda Mundis".
    creatura pura, disinteressata, rappresenta un inno alla libertà di essere esattamente ciò che si vuole essere, contrapposta ad una società che fa discendere la propria sopravvivenza dal rigido rispetto delle convenzioni.
    consigliato, seppure inferiore, a mio avviso, sia a Ritratto di signora che a Washington square.

    said on 

  • 5

    Ragazza per bene, ma…

    Si tratta di un racconto brevissimo ed uno dei capolavori di Henry James.
    È stato pubblicato per la prima volta nel 1878 sul “Cornhill Magazine” e successivamente rivisto ed apparso in volume nel 1879 ...continue

    Si tratta di un racconto brevissimo ed uno dei capolavori di Henry James.
    È stato pubblicato per la prima volta nel 1878 sul “Cornhill Magazine” e successivamente rivisto ed apparso in volume nel 1879.

    La storia è ambientata nella comunità Americana che risiede in Europa. Tutto ha inizio con l’arrivo di Frederick Winterbourne, un americano che risiede a Ginevra e che va a trovare sua zia.
    Qui incontrerà Daisy Miller, una giovane e bella ragazza, anch’essa americana.
    Daisy però non è come tutte le altre, infatti, lei ha un carattere spigliato e molto informale.
    Proprio queste caratteristiche non la porteranno in auge nella società, ma Frederick incantato dalla sua bellezza e dai suoi modi di fare “per nulla sfrontati” deciderà di presentarla a sua zia.

    Nella trama Daisy viene accusata senza motivo. Perché la protagonista è una bella ragazza e quasi se ne vanta di esserlo per questo viene definita “volgare e frivola” i suoi comportamenti sono “troppo in là” per la società perbenista di allora mentre nella società attuale i suoi atteggiamenti sarebbero del tutto normali.

    Questa giovane donna viene: usata, tradita, abbandonata e sottomessa. Nessuno la rispetta.

    Un bel racconto che tratta l’emancipazione femminile in un’epoca dove le novità non erano accettate di buon grado.

    L’autore a mio parere lascia sempre in suspense il lettore non svelando mai del tutto le effettive intenzioni dei protagonisti.

    La morale di questo libro, a mio parere, è sicuramente questa: “Talvolta il peccato risiede solamente negli occhi di chi guarda”.

    Una lettura veloce e piacevole, molto consigliato per chi ama i classici.

    Buona lettura!

    said on 

  • 4

    Anche io ho scelto questo romanzo, di cui non avevo mai sentito parlare, dopo "Leggere Lolita a Teheran" ed ho capito cosa intende l'autrice di quest'ultimo quando parla di modernità.
    "Non ho mai perm ...continue

    Anche io ho scelto questo romanzo, di cui non avevo mai sentito parlare, dopo "Leggere Lolita a Teheran" ed ho capito cosa intende l'autrice di quest'ultimo quando parla di modernità.
    "Non ho mai permesso ad un uomo di impormi la sua volontà".
    1878.

    said on 

  • 4

    modernissimo

    libro e scrittore scoperti (nel senso che non mi aveva mai attirato) grazie alla letture di "leggere Lolita a Teheran", che lo cita in continuazione come caposaldo della letteratura americana. Mi sono ...continue

    libro e scrittore scoperti (nel senso che non mi aveva mai attirato) grazie alla letture di "leggere Lolita a Teheran", che lo cita in continuazione come caposaldo della letteratura americana. Mi sono sentita una che non sa niente di letteratura americana ... ed è vero, quindi comincio da qui! Libro molto molto carino. Ho sempre pensato che HJ fosse una palla e invece mi sono ricreduta... ha creato un personaggio meraviglioso di una modernità sconcertante (scritto nel 1884). Spiega perfettamente le caste e la formazione della reputazione di una persona... noi crediamo di esserci evoluti ma sono convinta del fatto che non abbiamo cambiato il nostro modo di giudicarci reciprocamente. Non ci saranno + conti e baroni, ma non cambia molto...

    said on 

  • 4

    L'età dell'innocenza.

    L'incontro avviene in terra neutrale per eccellenza, a Vevey in Svizzera.
    Lo scontro è quello classico, nella scrittura di Henry James, fra la mentalità e la cultura europea e quella nordamericana.
    E ...continue

    L'incontro avviene in terra neutrale per eccellenza, a Vevey in Svizzera.
    Lo scontro è quello classico, nella scrittura di Henry James, fra la mentalità e la cultura europea e quella nordamericana.
    E così quando Daisy Miller, libera e anticonvenzionale, giovane e fresca margherita di campo, resistente a lasciarsi ingabbiare dalle consuetudini e dagli obblighi della rigida e imbalsamata aristocrazia europea, incontra il suo connazionale Mr. Winterbourne, da troppo tempo sottomesso per condizione sociale e permanenza in Europa da quei retaggi ai quali la ragazza, per stessa ammissione del gentiluomo la ragazza più innocente che abbia mai visto, cerca di sottrarsi, quello che potrebbe rivelarsi un incontro seducente per entrambi per via del fascino naturale e istintivo che esercitano l'una sull'altro, finisce invece per diventare uno scontro epocale che anziché unirli li allontana inesorabilmente.
    Quanta innocenza c'è in Daisy, sembra chiedersi con una punta di gelosia Winterbourne, gelido come un ruscello d'inverno e incapace di lasciar scorrere e fluire i suoi sentimenti, e quanto è invece spregiudicata e civetta, che permette alla vita di sfogliarla petalo dopo petalo come una margherita di campo anziché preservarsi come un bocciolo di rosa?
    Ed è per questo, a causa dell'incapacità di Winterbourne di liberarsi da retaggi e condizionamenti, di lasciare che i pettegolezzi le dicerie e il suo stesso pensiero puritano restino inascoltati, che quando la scena, e i protagonisti, si spostano a Roma, palcoscenico tradizionale a metà Ottocento per tutti coloro che inseguono Arte e bellezza, bel mondo e solo apparente libertà di costumi, che la novella, fino a quel momento di una leggerezza indefinita, non esita a trasformarsi in tragedia, e a mostrare in poche frasi che rasentano la perfezione per tensione e suggestione, come anche il Colosseo di notte, illuminato dalla fioca luce delle fiaccole, ideale simbolo romantico, l'unico possibile fino a quel momento, sia capace di trasfigurare fino a diventare luogo predestinato e decadente ove consumare un dramma.
    E se fino a oggi ho amato passeggiare per i viali del Cimitero Acattolico all'ombra della Piramide Cestia, il cimitero inglese com'è chiamato da molti, e aggirarmi fra le lapidi di poeti e pittori, nobildonne e liberi pensatori, bambini e fanciulle in fiore stroncati nella primavera della loro esistenza, inglesi russi e norvegesi, protestanti ebrei e comunisti, fra marmi pini e gatti sonnacchiosi che sembrano aver attraversato un'invisibile porta del tempo, se ho respirato il silenzio e la quiete di quei viali , d'ora in poi, in ricordo delle sempre splendie parole di Henry james e di quelle notti in cui, come usava all'epoca, al di fuori delle mura papaline venivano seppelliti coloro i quali non avevano diritto nemmeno a un funerale alla luce del sole, non riuscirò a non guardarmi intorno senza cercare Daisy, fiore di primavera che l'inverno raggiunse troppo presto.
    Non palpitante e pieno di passione come “Madame de Mauves“, lontano dalla perfezione de “La bestia nella giungla“, “Daisy Miller“, solo apparentemente lineare e privo di mistero, si svela, forse, solo alla fine: proprio come una rosa.

    Una giovane donna, il Cimitero Acattolico, una rosa: che altro?
    http://youtu.be/wBecFeMzaPA

    said on 

  • 3

    (Pubblicata anche qui: http://bibliomaniarecensioni.blogspot.it/2013/08/mini-recensioni-tre-libri-per-un-post-8.html )

    Purtroppo, secondo me, questo libretto non è il titolo migliore con cui approccia ...continue

    (Pubblicata anche qui: http://bibliomaniarecensioni.blogspot.it/2013/08/mini-recensioni-tre-libri-per-un-post-8.html )

    Purtroppo, secondo me, questo libretto non è il titolo migliore con cui approcciare Henry James: credo proprio che, al contrario dei suoi romanzi più noti, non sia destinato a diventare un classico – anzi, mi spingo a dire che probabilmente negli omnibus e nelle raccolte dedicate all’autore sarà annoverato tra le opere di secondaria importanza. Non è che sia un brutto libro: il suo più grande difetto è, a conti fatti, il fatto di essere figlio del suo tempo. Il comportamento di Daisy (niente più che una ragazza carina e sciocca) poteva scandalizzare solo i contemporanei di James, e poteva commuovere solo chi poteva sentire vicina l’ostracizzazione di ragazze come lei – la cui colpa è, sostanzialmente, di essere vitale, di dare confidenza troppo in fretta agli estranei e di avere amici del sesso opposto tali da rendere dubbio il loro rapporto (almeno, secondo gli standard dell’epoca). Insomma, Daisy dovrebbe essere una vittima, nelle intenzioni dell’autore – ma ai miei occhi è sembrata solo una persona troppo noncurante e malaccorta, per quanto pura e onesta nelle intenzioni. Si prova pena per lei, senz’altro, ma le cui azioni sono talmente lontane dall’immoralità di cui viene accusata (almeno, per la sensibilità odierna) che risulta davvero difficile sentirsi scossi da quel che le accade.
    Il resto dei personaggi è abbastanza ben delineato, ma non tanto da saltare all’occhio: anche il narratore non è niente più che una figura utile, un ponte tra Daisy, in quanto suo ammiratore, e la società che la rigetta (di cui lui fa parte, per le sue origini familiari e per le proprie scelte morali).
    La trama non è particolarmente elaborata – non che questa sia una caratteristica sempre necessaria, ma la sua piattezza non ha certamente aiutato il libro.
    Penso leggerò altro di James, perché lo stile, in generale, non è affatto male – tanto che, nonostante Daisy, la lettura è stata tutto sommato piacevole; ho in casa Giro di vite, considerata una delle sue opere principali, attraverso cui spero di riconciliarmi con lui dopo questo primo incontro non memorabile.

    said on 

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