Dalla parte delle bambine

L'influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 961)

4.2
(1248)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000034066 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Educazione & Insegnamento , Famiglia, Sesso & Relazioni , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Nota: Nella prima edizione per Feltrinelli, collana Universale economica n. 961, il codice ISBN non è presente.

La tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori 'innati', bensì ai 'condizionamenti culturali' che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo. Questa la tesi appoggiata da Elena Gianini Belotti e confermata dalla sua lunga esperienza educativa con genitori e bambini in età prescolare.Ma perché solo "dalla parte delle bambine"? Perché questa situazione è tutta 'a sfavore del sesso femminile'. La cultura alla quale apparteniamo - come ogni altra cultura - si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere: fra questi anche il 'mito' della "naturale" superiorità maschile contrapposta alla "naturale" inferiorità femminile.In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". L'operazione da compiere dunque "non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene".
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

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    Uno di quei libri che tutti, uomini e donne, dovrebbero leggere per riflettere sulle differenze di genere che ancora oggi permeano la nostra societá e che, forse anche inconsciamente, gli adulti inizi ...continua

    Uno di quei libri che tutti, uomini e donne, dovrebbero leggere per riflettere sulle differenze di genere che ancora oggi permeano la nostra societá e che, forse anche inconsciamente, gli adulti iniziano a trasmettere ai bambini sin dai primi anni di vita. Nonostante il saggio risalga agli anni '70, e sia quindi superato per certe questioni ed esempi (es.: educatori uomini nella scuola materna), la questione di fondo risulta piú che mai attuale: le convenzioni di genere non dipendono dal fattore biologico ma da quello CULTURALE. E ai bambini é piú facile fare interiorizzare stereotipi e condizionamenti sociali perché essi sono esseri ancora privi di una coscienza formata e di spirito critico per potersi fare delle domande e "ribellarsi".

    ha scritto il 

  • 5

    "Il bambino è una persona seria".

    Splendido, illuminante, un saggio che scorre come un romanzo. E purtroppo tragicamente ancora d'attualità.

    "Il bambino ha l'istinto del vagabondo, curioso di qualsiasi cosa e desidera viverla, e prop ...continua

    Splendido, illuminante, un saggio che scorre come un romanzo. E purtroppo tragicamente ancora d'attualità.

    "Il bambino ha l'istinto del vagabondo, curioso di qualsiasi cosa e desidera viverla, e proprio in quel momento. È fortemente spinto verso i propri simili e li affronta faccia a faccia, senza infingimenti e senza diplomazie. E attratto in maniera irresistibile dagli altri bambini e pur di passare il suo tempo con loro è disposto ad affrontare rischi, pericoli, ripulse violente, scontri cruenti, battaglie durissime. Conquiste faticose che non sono mai definitive e possono durare anche solo un momento. Ma lui non ci bada, è disposto a riprovarci, ogni volta si espone temerariamente, affronta maltrattamenti, botte, morsi, graffi, con un coraggio che è soltanto suo e di quell'età".

    "Un essere così intrepido, che vive con tale intensità, meriterebbe autonomia, incoraggiamento, approvazione, incondizionata ammirazione. Gli andrebbero dati i mezzi, il materiale per le sue esplorazioni, come si fa con un ricercatore, e poi bisognerebbe rispettarlo e lasciarlo in pace".

    ha scritto il 

  • 2

    Tema molto vero peccato per il gretto e violento femminismo

    Decisamente scritto in altri tempi con uno stile che trasuda odio sessista dalla parte della donna. Probabilmente rispecchia il bisogno di rivalsa delle donne giustificato dalle discriminazioni esager ...continua

    Decisamente scritto in altri tempi con uno stile che trasuda odio sessista dalla parte della donna. Probabilmente rispecchia il bisogno di rivalsa delle donne giustificato dalle discriminazioni esagerate degli anni 70.
    Purtroppo anche se gli esempi non son più attuali i temi lo sono moltissimo.
    Sarebbe utile che qualcuno riscrivesse questo libro in maniera un po' più intelligente in modo da spiegare l'urgenza del problema a tante persone che conosco e che non si rendono neanche conto della situazione.

    A me è stato utile anche per porre l'attenzione su alcuni gesti e atteggiamenti inconsci che ho riconosciuto anche in me.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi ha aperto gli occhi su tantissime cose che non avevo mai notato prima (e forse non avrei nemmeno mai notato altrimenti). Lettura consigliatissima soprattutto ai neo genitori.

    ha scritto il 

  • 0

    "Dalla parte delle bambine. L’influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita" è un libro un po’ datato ma dai contenuti discretamente attuali, che mo ...continua

    "Dalla parte delle bambine. L’influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita" è un libro un po’ datato ma dai contenuti discretamente attuali, che molto dice riguardo al ruolo determinante dei condizionamenti sociali nel plasmare l’esistenza individuale.

    Un saggio pubblicato nel 1973, scritto da Elena Gianini Belotti, un’insegnante che ha scelto di “osservare” l’influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita. In particolare, osservando il bambino dalla nascita in poi, l’autrice analizza il comportamento degli adulti nei suoi riguardi, i rapporti che essi stabiliscono con lui nel corso delle varie età, il modo in cui essi si pongono, le aspettative che si creano nei confronti del piccolo per il fatto di appartenere a un sesso piuttosto che a un altro. Passa in rassegna, altresì, gli sforzi che il bambino fa per adeguarsi a tali aspettative e i rifiuti o le gratificazioni che riceve a seconda che esaudisca o meno le richieste ricevute.

    La ricerca è condotta nei luoghi primari dell’esistenza infantile, ossia la famiglia e la scuola. Essa consente di scoprire che le differenze di genere risiedono in piccoli gesti quotidiani, così abituali da passare inosservati, in reazioni automatiche di cui ci sfuggono origini e scopi e che ripetiamo routinariamente in quanto interiorizzate nel corso del processo educativo. A partire dall’attesa del figlio, quando l’interrogativo primario attiene al sesso del nascituro, che, una volta conosciuto, determina tutta una serie di “preparativi” identificati da un inequivocabile colore. Il rosa e il celeste, ricorda l’autrice, altro non sono se non il risultato di un “processo di attribuzione” che di biologico non ha praticamente nulla.

    Passando attraverso l’analisi delle differenze di genere nei giochi, nei gruppi che si creano a scuola e persino nella letteratura infantile, l’autrice giunge inevitabilmente a confermare il mito della “naturale” superiorità maschile contrapposta alla “naturale” inferiorità femminile. Compie la sua analisi da un’ottica prevalentemente critica nei confronti delle donne, ma senza mai muovere alcuna accusa. Il suo è soprattutto un tentativo di rendere palesi i condizionamenti subìti, spingendo verso la presa di coscienza che modificarli è possibile.

    “L’operazione da compiere, che ci riguarda tutti ma soprattutto le donne perché ad esse è affidata l’educazione dei bambini […] è di restituire ad ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene” (p.8).

    “Finché le origini innate di certi comportamenti differenziati secondo il sesso restano un’ipotesi, l’ipotesi opposta che siano invece frutto dei condizionamenti sociali e culturali cui i bambini vengono sottoposti sin dalla nascita rimane altrettanto valida […]. Non è in potere di nessuno modificare le eventuali cause biologiche innate, ma può essere in nostro potere modificare le evidenti cause sociali e culturali delle differenze tra i sessi” (p.7).

    Valentina Perrone, http://www.sololibri.net/Dalla-parte-delle-bambine-Elena.html

    ha scritto il 

  • 4

    Saggio interessantissimo e fondamentale, sebbene a tratti datato (ma molto meno di quello che pensavo, e speravo). La tesi è semplice: normalmente riteniamo che uomini e donne siano diversi per motivi ...continua

    Saggio interessantissimo e fondamentale, sebbene a tratti datato (ma molto meno di quello che pensavo, e speravo). La tesi è semplice: normalmente riteniamo che uomini e donne siano diversi per motivi innati non solo fisiologicamente:

    "Poiché da tempo immemorabile i maschi sono condizionati all'attività e all'aggressività e le femmine alla passività e alla remissività, se ne deduce che si tratta di un fatto naturale legato alla biologia dei due sessi. Le eccezioni che si presentano, per quanto numerose possano essere, vengono considerate appunto eccezioni e il pregiudizio non viene affatto scalfito." (18-19)

    In realtà "Si dà il caso [...] che nascano bambine con un temperamento assai più combattivo e "maschile" di quello di molti maschi e, viceversa, nascano maschi con un temperamento più dolce e sensibile di quello di molte femmine, e se non venissero proposti modelli parentali così opposti nei quali identificarsi e spesso così dissimili dal temperamento originario del bambino, tante qualità individuali non andrebbero irrimediabilmente perdute perché giudicate inaccettabili in un individuo di quel sesso."

    "La tipizzazione prestabilita in senso biologico è tale esclusivamente nei riguardi della procreazione; tutto il resto è culturale, fino a dimostrazione contraria." (102)

    Dunque le bambine vengono spinte ad essere remissive, ad aiutare gli altri, ad educarsi in vista di una futura famiglia, mentre i bambini vengono spinti ad essere vivaci ed operosi, in vista di un futuro lavoro. Alle bambine si permette senza troppi problemi il pianto, la leziosaggine, la vanità, mentre ai bambini si permette tranquillamente l'aggressività, la prepotenza, l'indifferenza nell'aiuto in casa. Nel caso in cui un bambino presenti inclinazioni diverse da quelle comunemente accettate, viene instancabilmente corretto, nonché preso in giro: le bambine troppo vivaci vengono accusate di essere maschiacci, mentre i bambini troppo sensibili di essere delle femminucce. Bambini e bambine sono destinati a vite completamente diverse, e quella femminile sarà inevitabilmente subordinata a quella maschile, e in generale al servizio della vita familiare:

    "[...] un matrimonio senza figli è destinato all'insuccesso, la maternità è l'unica, vera realizzazione possibile per la donna e mentre il mondo trabocca di madri infelici e frustrate, esse si ostinano a sentirsi fallite, non realizzate nella loro femminilità se non riescono a diventare madri [...]" (15)

    "I momenti in cui l'uomo è libero dal lavoro sono sacri per tutta la famiglia: la moglie, che pure ha lavorato altrettanto e spesso è più stanca del marito, si fa in quattro perché il suo riposo sia rispettato dai figli." (95)

    "[...] la maggior parte delle bambine è vittima di interventi repressivi quando il temperamento innato le porti ad essere diverse dallo stereotipo femminile imposto. Sono proprio queste bambine, così ricche di vitalità e di curiosità, così avide di vita, tese alla conquista del mondo circostante e della propria autonomia, a essere destinate a combattere fin da piccolissime vere e proprie battaglie con le madri, e con scarse possibilità di uscirne vincitrici." (49)

    Il motivo per cui questa educazione repressiva (che è repressiva per i maschi quanto per le femmine) viene perpetuata è molto semplice: in primis, avendo ricevuto sin dall'infanzia un'educazione molto specifica, sia uomini che donne trovano molto difficile anche solo concepire un universo di valori diverso, figuriamoci combattere contro lo status quo. Inoltre, e forse ancora più importante:

    "I pregiudizi sono profondamente radicati nel costume: sfidano il tempo, le rettifiche, le smentite perché presentano un'utilità sociale. L'insicurezza umana ha bisogno di certezze, ed essi ne forniscono." (13)

    "Il fatto è che, mentre la realtà sociale cambia con sempre crescente rapidità, le strutture psicologiche dell'uomo mutano con estrema lentezza." (22)

    Al giorno d'oggi le cose sono ovviamente cambiate, anche se in parte solo formalmente (i condizionamenti sono ancora molto forti, e basta pensare a tutta una serie di occasioni quotidiane per ritrovarcisi). Qual è quindi la soluzione?

    "Non è spingendo le bambine alla competizione e all'imitazione del maschio che si offrirà loro qualcosa in più, ma rispettando e favorendo le scelte di ognuno, indipendentemente dal suo sesso e offrendo ai bambini modelli più ricchi, più espressi, più liberi dagli stereotipi imperanti: potranno così realizzarsi in maniera più completa senza essere costretti a sacrificare parti di se stessi valide e preziose" (62)

    Consiglio la lettura di questo saggio, anche se alla fine vi chiederete quanto della vostra vita sia frutto della vostra scelta e quanto di un condizionamento più o meno occulto.

    ha scritto il 

  • 4

    da leggere!

    Da leggere! Cos'altro aggiungere?! Massì, sconta il fatto di avere più di quarant'anni forse, ma la maggior parte delle cose sono ancora così tristemente vere che l'unico modo per venirne fuori sarebb ...continua

    Da leggere! Cos'altro aggiungere?! Massì, sconta il fatto di avere più di quarant'anni forse, ma la maggior parte delle cose sono ancora così tristemente vere che l'unico modo per venirne fuori sarebbe quello di farlo leggere innanzitutto a tutte le maestre e i maestri, e poi ai genitori, ai nonni, ... a tutti insomma. Tutti coloro i quali hanno a cuore il futuro, ma anche il presente, delle giovanissime generazioni dovrebbero assolutamente leggerlo!

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono in grado di giudicarne l'attualità scientifica, non me ne intendo. Ma testo di una straordinaria valenza politica. Ci sono molte zone in cui questo messaggio deve ancora passare. "Può darsi c ...continua

    Non sono in grado di giudicarne l'attualità scientifica, non me ne intendo. Ma testo di una straordinaria valenza politica. Ci sono molte zone in cui questo messaggio deve ancora passare. "Può darsi che la biologia c'entri, ma non potremo saperlo se non quando i condizionamenti secondo il sesso saranno scomparsi."

    ha scritto il 

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