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Dalle nove alle nove

Di

Editore: Adelphi

3.9
(216)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8845918033 | Isbn-13: 9788845918032 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Marco Consolati

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Che cosa nasconde il bizzarro e concitato comportamento di Stanislaus Demba nelle dodici ore di una fatale giornata di inizio secolo? Quale colpa, quale paura lo mette in fuga attraverso le stazioni di un itinerario tormentoso e funambolico per le strade di Vienna? Fra i nove rintocchi del mattino e i nove battuti dalla campana della sera si consuma l'odissea dell'uomo braccato nel labirinto della città e delle proprie paure. "Dalle nove alle nove" è stato pubblicato per la prima volta nel 1918.
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  • 4

    Romanzo perfetto con un grande Perutz che accompagna il lettore pagina dopo pagina con richiami a un mondo che stava facendo della psicanalisi il suo essere nella cornice di Vienna alle soglie del g ...continua

    Romanzo perfetto con un grande Perutz che accompagna il lettore pagina dopo pagina con richiami a un mondo che stava facendo della psicanalisi il suo essere nella cornice di Vienna alle soglie del grande dramma. Imperdibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Mette un po' di ansia, confesso che ho sbirciato le ultime pagine......dopodiché l'ho gustato molto di più! Completamente diverso da "Di notte sotto un ponte di pietra " ma comunque molto molto bello. ...continua

    Mette un po' di ansia, confesso che ho sbirciato le ultime pagine......dopodiché l'ho gustato molto di più! Completamente diverso da "Di notte sotto un ponte di pietra " ma comunque molto molto bello. Ancora di più per me che conosco e adoro Vienna.

    ha scritto il 

  • 5

    Vienna, inizio Novecento. Muovendoci tra negozi, panchine del parco e bar, assistiamo per dodici ore alle vicende (assurde, tragicomiche, grottesche) di Stanislaus Demba, uno studente dai comportament ...continua

    Vienna, inizio Novecento. Muovendoci tra negozi, panchine del parco e bar, assistiamo per dodici ore alle vicende (assurde, tragicomiche, grottesche) di Stanislaus Demba, uno studente dai comportamenti sospetti: cosa si nasconde dietro le sue stramberie?
    Dapprima prevale la curiosità, che poi – nel crescendo incalzante della narrazione – diventa impaziente agitazione. E quando a un certo punto il mistero si chiarisce e scopriamo la causa del suo comportamento, allora assistiamo, con una vaga sensazione di impotenza, al progressivo sgretolarsi di amori, amicizie e della stessa sua identità in un finale sorprendente e beffardo.

    Peccato che Perutz sia uno scrittore poco conosciuto. Meriterebbe maggior fortuna.

    ha scritto il 

  • 5

    Con Stanislaus Demba - protagonista del romanzo "Dalle nove alle nove" - Leo Perutz ha dato vita a un personaggio dostoevskjiano, del quale Dostoevskji per primo sarebbe rimasto estasiato.
    In queste d ...continua

    Con Stanislaus Demba - protagonista del romanzo "Dalle nove alle nove" - Leo Perutz ha dato vita a un personaggio dostoevskjiano, del quale Dostoevskji per primo sarebbe rimasto estasiato.
    In queste duecento pagine sono racchiusi diversi elementi che appartengono solo alla grandissima letteratura e che è davvero raro trovare concentrati in un'unica opera. Una tensione continua e realmente coinvolgente, per nulla manieristica, per nulla artificiosa. Un'ironia amara e mai stancante. Un eccezionale senso del ritmo narrativo. Una formidabile caratterizzazione dei personaggi. Una prodigiosa scioltezza dei dialoghi. Un finale memorabile.
    Al di sotto di tutto ciò, il dramma dell'uomo di animo nobile condannato ad essere, in una società della prosperità e del culto degli affari quale quella viennese di inizio Novecento, un paria, un reietto.
    Tutti i romanzi di Perutz che finora ho letto si sono rivelati capolavori, ma questo - forse - è quello che mi è piaciuto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggerezza e profondità.

    Un meccanismo narrativo perfetto, che regge senza smagliature due letture consecutive, guadagnandone in profondità e conservando leggerezza e godibilità. Per me la dimostrazione pratica di come sia fa ...continua

    Un meccanismo narrativo perfetto, che regge senza smagliature due letture consecutive, guadagnandone in profondità e conservando leggerezza e godibilità. Per me la dimostrazione pratica di come sia facile il pregiudizio: il giudicare insopportabile il protagonista senza conoscere le sue motivazioni, ma solo i suoi strani comportamenti. Una volta svelato il primo livello di retroscena il sentimento di antipatia si affievolisce, mentre la scoperta del secondo livello lascia spazio alla compassione per l'ennesimo essere umano che si autoinganna, e non riesce a essere libero neanche quando nulla di esterno lo impedirebbe. Mostra che i nostri più efficaci aguzzini siamo noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho finalmente incontrato Leo Perutz

    L’ho conosciuto come un intrattenitore, ma di quelli che sanno il fatto loro.

    Attraverso il personaggio del giovane, impulsivo, e assai antipatico Stanislaus Demba mi sono lasciata condurre per le str ...continua

    L’ho conosciuto come un intrattenitore, ma di quelli che sanno il fatto loro.

    Attraverso il personaggio del giovane, impulsivo, e assai antipatico Stanislaus Demba mi sono lasciata condurre per le strade di Vienna in una giornata qualunque, dalle 9 di mattina alle 9 di sera.
    Volutamente senza pormi troppe domande, gli ho permesso prima di disorientarmi, di divertirsi con la mia curiosità, per poi trascinarmi abilmente in un crescendo di situazioni sempre più surreali, come fossero schizzi di un pittore espressionista che sembrano confondersi in un grosso pasticcio, fino a che…

    Purtroppo non posso dire di più della trama di questo libro senza incorrere in spiacevoli spoileraggi…
    Ci tengo però a dire che questo libro mi è piaciuto, molto, ed in particolare mi è piaciuta la sua struttura.
    Costruito con abilità e precisione da giocoliere, dall’inizio alla fine, cosparso qua e là di riferimenti e “indizi”, che quando l’ho finito, il libro, già ne pregustavo una futura rilettura.

    ha scritto il 

  • 4

    La realtà attraverso la lente dell'angoscia

    Sebbene scritto in terza persona, piccoli dettagli, all’inizio insignificanti, poi sempre più macroscopici, ci avvertono che in realtà la Vienna belle epoque e i personaggi che la popolano di cui legg ...continua

    Sebbene scritto in terza persona, piccoli dettagli, all’inizio insignificanti, poi sempre più macroscopici, ci avvertono che in realtà la Vienna belle epoque e i personaggi che la popolano di cui leggiamo, sono emanazioni della mente di Stanie Demba, studente alla disperata ricerca del denaro con il quale immagina di “ricomprare” l’interesse della fidanzata perduta, offrendole il viaggio che lei ha sempre sognato. E la disperazione deforma la realtà, rendendola nemica, ostile, crudelmente e ostinatamente contraria ai propri desideri.
    L’umanità varia che popola il romanzo è appena tratteggiata, in quadretti deliziosi ma psicologicamente superficiali, specchio del narcisismo di Stanie che tutto trasforma in funzione del proprio bisogno. Più mi addentravo nella lettura e nella spirale di sfortuna che circonda la giornata di Stanie, più mi tornava in mente il film di Scorsese “After Hours”, che si svolge anch’esso “dalle nove alle nove” ma in notturna.
    Certo Scorsese è maestro di suspense, laddove Perutz tende ad annoiare un po’ con gli esiti sempre più scontati dei tentativi di Stanie. Ma Perutz si rifà grazie alla Vienna belle epoque che batte la New York degli anni ’80 almeno due a zero.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle per l'idea che sottende al titolo e per la scrittura con la sua capacità di destare curiosità e, in certi momenti, quasi irritazione nei confronti del protagonista e della sua immatura ...continua

    Quattro stelle per l'idea che sottende al titolo e per la scrittura con la sua capacità di destare curiosità e, in certi momenti, quasi irritazione nei confronti del protagonista e della sua immatura giovinezza. Istintivamente l'ho associato a La leggenda del santo bevitore di Roth. Oltre a questo, non m'è rimasto molto altro.

    ha scritto il 

  • 5

    Che sollievo togliersi le scarpe e stravaccarsi sul divano dopo dodici ore di frenetico girovagare per la città......
    ma con Leo andrei in capo al mondo.
    FATICOSAMENTE PERFETTO!!

    ha scritto il 

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