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Dammi mille baci

Veri uomini e vere donne nell'Antica Roma

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 2234)

3.8
(456)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807722348 | Isbn-13: 9788807722349 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , History , Social Science

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Descrizione del libro
Dopo la ricognizione sull'eros greco, Eva Cantarella, con ironia e leggerezza, e con la consueta competenza, ci parla dell'amore al tempo dei romani, un tempo ormai più secolare, più lontano dal divino, ma non per questo meno affascinante, specie se illustrato nei suoi aspetti meno noti e meno divulgati... tutto quello che avremmo voluto sapere sul sesso ma non abbiamo mai osato chiedere. Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell'amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo, il fondatore della città. L'altra faccia della sessualità romana è l'etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. Ecco allora i Carmina Priapea, gioiosa celebrazione di Priapo, il dio del fallo, con i suoi spropositati attributi; ecco graffiti e iscrizioni di palestre, taverne, muri la cui gioiosa crudezza sconfina spesso nell'oscenità, ecco leggende popolate da membri maschili che spuntano dal focolare per fecondare innocenti fanciulle. Ed ecco dotti ma spassosi intermezzi, dove la Cantarella ci guida attraverso le pratiche osculatorie (i tre modi di nominare il bacio: osculum, savium e basium), le tariffe, le specializzazioni e l'abbigliamento delle prostitute, i riti matrimoniali e di fecondità. E le donne? Ci sono quelle che soccombono (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia), contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici. E poi i "veri" uomini, Augusto e Cesare, i poeti Orazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.
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  • 4

    Nonostante sia un libro dichiaratamente per non specialisti l'autrice riesce a dare una panoramica esaustiva non utilizzando i "soliti" autori latini ma andando oltre e riuscendo così a incuriosire e ...continua

    Nonostante sia un libro dichiaratamente per non specialisti l'autrice riesce a dare una panoramica esaustiva non utilizzando i "soliti" autori latini ma andando oltre e riuscendo così a incuriosire e divertire il lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Dammi mille baci è una lettura piacevole, che si scorre rapidamente e che, però, trasmette numerose informazioni e curiosità su un aspetto della storia che, solitamente, la manualistica trascura. La r ...continua

    Dammi mille baci è una lettura piacevole, che si scorre rapidamente e che, però, trasmette numerose informazioni e curiosità su un aspetto della storia che, solitamente, la manualistica trascura. La rassegna della Cantarella sulle diverse forme di relazione non si basa puramente su trattazioni storiografiche o reperti (come quelli pompeiani, spesso citati), ma è arricchita da continui riferimenti alle fonti letterarie e alle leggende romane che non solo ampliano la prospettiva dell'analisi, ma ricreano quella profonda intersezione fra tradizione e mito che caratterizzò la storia romana dalle origini del villaggio di pastori alla caduta dell'impero.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/01/dammi-mille-baci-cantarella.html

    ha scritto il 

  • 4

    In questo saggio la celebre studiosa parla del modo di vivere l’amore in epoca romana. La sua opera affronta diversi temi quali l’amore dovuto, l’amore proibito, la prostituzione maschile e femminile, ...continua

    In questo saggio la celebre studiosa parla del modo di vivere l’amore in epoca romana. La sua opera affronta diversi temi quali l’amore dovuto, l’amore proibito, la prostituzione maschile e femminile, l’adulterio, l’aborto, la concezione della famiglia e nell’ultima parte presenta dieci “coppie celebri”. Non mancano excursus su temi particolari quali: i diversi tipi di bacio, l’importanza dei gioielli per una donna, i processi alle donne, il modo di vivere delle donne nella città di Pompei.

    “I romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell’amore e nel sesso. E, infatti, proprio da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo, il fondatore della città.”

    Nell’intitolare la sua opera, l’autrice riprende dei celebri versi tratti dall’altrettanto celebre V carme catulliano, parole che inquadrano perfettamente l’argomento cardine della pubblicazione, anche se il popolo romano non va di certo ricordato per il suo senso di romanticismo.

    Il mondo romano antico era completamente diverso da quello moderno per modo di vivere e per mentalità. Si è abituati a considerare questo mondo solo dal punto di vista bellico tralasciando l’aspetto socio- culturale, invece proprio durante il suo lungo corso storico, esso ha attraversato momenti e fasi che oltre a influenzare l’aspetto politico del territorio (monarchia, repubblica, impero), hanno influito anche sul modo di vivere dei suoi abitanti.

    La donna romana era relativamente libera. Costretta a sottostare sempre e comunque alla figura maschile (il padre prima e il marito poi) era spesso vista come venter utile alla procreazione. Diverso era il modo di vivere delle prostitute, le quali rinchiuse nei lupanari, avevano l’obbligo di soddisfare richieste sessuali di ogni genere. Eppure, nonostante tutto, la figura femminile cerca di evolversi e d’imporsi.

    L’autrice si serve di uno stile semplice, fluido e scorrevole che oltre a rendere l’opera un trattato leggibile da tutti, riesce a coinvolgere pienamente il lettore il quale scopre particolari che nei libri di scuola non vengono solitamente trattati.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Secondo testo della prof. Canterella, letto in coda a "perfino Catone scriveva ricette". Più organico di quest'ultimo, si conferma estremamente scorrevole, interessante ed a tratti ironico.
    un modo li ...continua

    Secondo testo della prof. Canterella, letto in coda a "perfino Catone scriveva ricette". Più organico di quest'ultimo, si conferma estremamente scorrevole, interessante ed a tratti ironico.
    un modo lieve (ma non scontato) di approcciarsi ai temi dell'antichità.

    ha scritto il 

  • 4

    molto bello...storia, competenza in materia e la natura dell'essere umano in un mondo antico e lontano, ma almeno, grazie alla Cantarella, visto senza monumenti e retorica, restituendo ai personaggi s ...continua

    molto bello...storia, competenza in materia e la natura dell'essere umano in un mondo antico e lontano, ma almeno, grazie alla Cantarella, visto senza monumenti e retorica, restituendo ai personaggi sentimento e carne, tralasciando le celebri virtu'.

    ha scritto il 

  • 4

    Dammi...

    Quando devo abbassare un po' la pressione di lettura, questo è uno dei miei modi, leggere di Roma Antica, oltre che appassionarmi, mi rilassa moltissimo, in questo caso poi, lo stile colloquiale di Ev ...continua

    Quando devo abbassare un po' la pressione di lettura, questo è uno dei miei modi, leggere di Roma Antica, oltre che appassionarmi, mi rilassa moltissimo, in questo caso poi, lo stile colloquiale di Eva Cantarella ti fa sentire come in aula ad ascoltare una sua lezione su argomenti di cui è indubbiamente esperta. In questo testo quel che più preme sottolineare alla scrittrice/studiosa è di mettere bene in chiaro, al di là dei molti luoghi comuni, che la società romana, anche se antesignana del modello occidentale, non era proprio, come così forzatamente a volte si vuole proporre, esattamente accomunabile a quella odierna, per molti versi, primo tra tutti la condizione della donna di totale sottomissione ai vari padre, marito, suocero e in generale a una socièta che del maschilismo aveva fatto il suo imperativo. Ma ci sono anche altre cose interessanti come la sessualità e la bisessualità dei romani, il tutto da scoprire attraverso le varie fonti, qualche volta anche con un sorriso...
    Da parte mia, molte conferme e qualche spunto per ulteriori approfondimenti, e la certezza che leggerò altri libri di Eva Cantarella.

    ha scritto il 

  • 3

    Analisi del mondo femminile romano. Perso lo smalto de "l'amore è un dio" riguardante il mondo greco, l'autrice si fa strada tra figure retoriche ridondanti, demarcando una chiara differenza tra Noi e ...continua

    Analisi del mondo femminile romano. Perso lo smalto de "l'amore è un dio" riguardante il mondo greco, l'autrice si fa strada tra figure retoriche ridondanti, demarcando una chiara differenza tra Noi ed i Romani riguardo l'amore, il sesso ed i rapporti interumani.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un buon libro di facile lettura, che impiega poco tempo e pochi neuroni, e che fa capire quanto la morale possa essere cosa relativa, quanto il passato sia, effettivamente, "terra straniera".
    Vale ...continua

    E' un buon libro di facile lettura, che impiega poco tempo e pochi neuroni, e che fa capire quanto la morale possa essere cosa relativa, quanto il passato sia, effettivamente, "terra straniera".
    Vale come introduzione ad un eventuale approfondimento in materia.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi è dispiaciuto questo saggio sull'amore ai tempi dei romani. La brava autrice Eva Cantarella ci svela gli amori leciti (matrimonio canonico dove la donna era vista più come generatrice di figli ...continua

    Non mi è dispiaciuto questo saggio sull'amore ai tempi dei romani. La brava autrice Eva Cantarella ci svela gli amori leciti (matrimonio canonico dove la donna era vista più come generatrice di figli che come donna da amare, ma anche l'amore uomo-uomo se il romano fosse stato nella posizione di attivo) e quelli proibiti (omosessuale passivo, rapporti con le Vestali, etc), dove gli amanti rischiavano grosso se fossero stati scoperti. Il libro si chiude con dieci storie d'amore che chiariscono ulteriormente il mondo dell'amore romano.

    ha scritto il 

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