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Dammi mille baci

Veri uomini e vere donne nell'Antica Roma

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 2234)

3.8
(448)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807722348 | Isbn-13: 9788807722349 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , History , Social Science

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Descrizione del libro
Dopo la ricognizione sull'eros greco, Eva Cantarella, con ironia e leggerezza, e con la consueta competenza, ci parla dell'amore al tempo dei romani, un tempo ormai più secolare, più lontano dal divino, ma non per questo meno affascinante, specie se illustrato nei suoi aspetti meno noti e meno divulgati... tutto quello che avremmo voluto sapere sul sesso ma non abbiamo mai osato chiedere. Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell'amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo, il fondatore della città. L'altra faccia della sessualità romana è l'etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. Ecco allora i Carmina Priapea, gioiosa celebrazione di Priapo, il dio del fallo, con i suoi spropositati attributi; ecco graffiti e iscrizioni di palestre, taverne, muri la cui gioiosa crudezza sconfina spesso nell'oscenità, ecco leggende popolate da membri maschili che spuntano dal focolare per fecondare innocenti fanciulle. Ed ecco dotti ma spassosi intermezzi, dove la Cantarella ci guida attraverso le pratiche osculatorie (i tre modi di nominare il bacio: osculum, savium e basium), le tariffe, le specializzazioni e l'abbigliamento delle prostitute, i riti matrimoniali e di fecondità. E le donne? Ci sono quelle che soccombono (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia), contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici. E poi i "veri" uomini, Augusto e Cesare, i poeti Orazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.
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  • 4

    Bello

    Secondo testo della prof. Canterella, letto in coda a "perfino Catone scriveva ricette". Più organico di quest'ultimo, si conferma estremamente scorrevole, interessante ed a tratti ironico. un modo lieve (ma non scontato) di approcciarsi ai temi dell'antichità.

    ha scritto il 

  • 4

    molto bello...storia, competenza in materia e la natura dell'essere umano in un mondo antico e lontano, ma almeno, grazie alla Cantarella, visto senza monumenti e retorica, restituendo ai personaggi sentimento e carne, tralasciando le celebri virtu'.

    ha scritto il 

  • 4

    Dammi...

    Quando devo abbassare un po' la pressione di lettura, questo è uno dei miei modi, leggere di Roma Antica, oltre che appassionarmi, mi rilassa moltissimo, in questo caso poi, lo stile colloquiale di Eva Cantarella ti fa sentire come in aula ad ascoltare una sua lezione su argomenti di cui è indubb ...continua

    Quando devo abbassare un po' la pressione di lettura, questo è uno dei miei modi, leggere di Roma Antica, oltre che appassionarmi, mi rilassa moltissimo, in questo caso poi, lo stile colloquiale di Eva Cantarella ti fa sentire come in aula ad ascoltare una sua lezione su argomenti di cui è indubbiamente esperta. In questo testo quel che più preme sottolineare alla scrittrice/studiosa è di mettere bene in chiaro, al di là dei molti luoghi comuni, che la società romana, anche se antesignana del modello occidentale, non era proprio, come così forzatamente a volte si vuole proporre, esattamente accomunabile a quella odierna, per molti versi, primo tra tutti la condizione della donna di totale sottomissione ai vari padre, marito, suocero e in generale a una socièta che del maschilismo aveva fatto il suo imperativo. Ma ci sono anche altre cose interessanti come la sessualità e la bisessualità dei romani, il tutto da scoprire attraverso le varie fonti, qualche volta anche con un sorriso... Da parte mia, molte conferme e qualche spunto per ulteriori approfondimenti, e la certezza che leggerò altri libri di Eva Cantarella.

    ha scritto il 

  • 3

    Analisi del mondo femminile romano. Perso lo smalto de "l'amore è un dio" riguardante il mondo greco, l'autrice si fa strada tra figure retoriche ridondanti, demarcando una chiara differenza tra Noi ed i Romani riguardo l'amore, il sesso ed i rapporti interumani.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un buon libro di facile lettura, che impiega poco tempo e pochi neuroni, e che fa capire quanto la morale possa essere cosa relativa, quanto il passato sia, effettivamente, "terra straniera". Vale come introduzione ad un eventuale approfondimento in materia.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi è dispiaciuto questo saggio sull'amore ai tempi dei romani. La brava autrice Eva Cantarella ci svela gli amori leciti (matrimonio canonico dove la donna era vista più come generatrice di figli che come donna da amare, ma anche l'amore uomo-uomo se il romano fosse stato nella posizione di a ...continua

    Non mi è dispiaciuto questo saggio sull'amore ai tempi dei romani. La brava autrice Eva Cantarella ci svela gli amori leciti (matrimonio canonico dove la donna era vista più come generatrice di figli che come donna da amare, ma anche l'amore uomo-uomo se il romano fosse stato nella posizione di attivo) e quelli proibiti (omosessuale passivo, rapporti con le Vestali, etc), dove gli amanti rischiavano grosso se fossero stati scoperti. Il libro si chiude con dieci storie d'amore che chiariscono ulteriormente il mondo dell'amore romano.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo uguali in parte, peggiorati in parte

    Ciò che colpisce di questo libro, è ciò che insegna: da una parte la mente più aperta degli antichi romani in tema di omosessualità, dall'altra la condizione succuba della donna, non così diversa, due millenni dopo.
    Al tempo dei romani, i rapporti tra lo stesso sesso erano la norma tra uomini, pu ...continua

    Ciò che colpisce di questo libro, è ciò che insegna: da una parte la mente più aperta degli antichi romani in tema di omosessualità, dall'altra la condizione succuba della donna, non così diversa, due millenni dopo. Al tempo dei romani, i rapporti tra lo stesso sesso erano la norma tra uomini, purché il ruolo attivo lo avesse il partner di classe sociale superiore. Oggi è vietato a prescindere.

    La donna era un oggetto di scambio una volta e non aveva un ruolo nella vita politica. Non siamo cambiati molto.

    Interessanti i racconti dal fondo dei lupanari, dal profondo delle villae e dei palazzi. Un libro che si legge con piacere, tra storia e mitologia.

    ha scritto il 

  • 2

    Letture siciliane/5

    Mi aspettavo di più da questo leggero saggio sull'amore ed il sesso nell'antica Roma.
    Pochi concetti, alcuni in verità molto interessanti, ripetuti continuamente per tutte le 200 pagine ed esposti in maniera disordinata e confusa.
    Da leggere giusto per avere qualche nozione in più sul periodo. ...continua

    Mi aspettavo di più da questo leggero saggio sull'amore ed il sesso nell'antica Roma. Pochi concetti, alcuni in verità molto interessanti, ripetuti continuamente per tutte le 200 pagine ed esposti in maniera disordinata e confusa. Da leggere giusto per avere qualche nozione in più sul periodo.

    ha scritto il 

  • 5

    Sessualità a Roma

    Libro che fa il "paio" con "L'amore è un Dio" verte,in questo caso,sulla sessualità nel mondo Romano affrontandola sotto diversi profili:storico,giuridico,erotico,politico e sociale. A mio parere meglio del suo analogo sul mondo Greco,più ricco di fonti e soprattutto mi sembra scritto con più "pa ...continua

    Libro che fa il "paio" con "L'amore è un Dio" verte,in questo caso,sulla sessualità nel mondo Romano affrontandola sotto diversi profili:storico,giuridico,erotico,politico e sociale. A mio parere meglio del suo analogo sul mondo Greco,più ricco di fonti e soprattutto mi sembra scritto con più "passione" Di agevole lettura,mai noioso anche per chi non ha famigliarità con la lingua latina i cui vocaboli sono puntualmente tradotti dalla Cantarella storica di grande fama e autrice di numerosi testi in uso nelle scuole dell'obbligo e di altri testi più impegnativi di elevata caratura destinati a lettori "più esperti". Eccellente sotto ogni profilo.

    ha scritto il 

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