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Dança, Dança, Dança

Por

Editor: Casa das Letras

4.1
(5670)

Language:Português | Number of Páginas: 473 | Format: Softcover and Stapled | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi simplified , Italian , French , German , Russian , Dutch , Czech , Spanish , Catalan

Isbn-10: 9724617513 | Isbn-13: 9789724617510 | Data de publicação:  | Edition 2

Também disponível como: Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
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  • 5

    "È la realtà, pensai, ed è qui che resterò".

    Era da un po' di tempo che non leggevo un libro di Murakami e ne avevo un'immensa voglia. Soprattutto di leggere questo suo "Dance dance dance", di cui mi han sempre parlato benissimo.
    È stata un'espe ...continuar

    Era da un po' di tempo che non leggevo un libro di Murakami e ne avevo un'immensa voglia. Soprattutto di leggere questo suo "Dance dance dance", di cui mi han sempre parlato benissimo.
    È stata un'esperienza meravigliosa. Murakami mi strega, mi ammalia. I suoi romanzi hanno un'atmosfera unica e mi fanno sentire bene, scuotendomi e ipnotizzandomi.
    L'ho adorato.

    dito em 

  • 3

    Il romanzo è una continuazione del romanzo della pecora. Ritroviamo anche qui il Dolphin Hotel di Sapporo. Ancora una volta un romanzo sulla solitudine alla ricerca di senso.
    Il romanzo comincia con i ...continuar

    Il romanzo è una continuazione del romanzo della pecora. Ritroviamo anche qui il Dolphin Hotel di Sapporo. Ancora una volta un romanzo sulla solitudine alla ricerca di senso.
    Il romanzo comincia con il protagonista che parla di ciò che sogna : «Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino. Nel sogno, sono una parte dell’albergo.»
    La ricerca questa volta non è dell’uomo pecora ma della ragazza che aveva affiancato Watanabe nella prima avventura, la ragazza dalle orecchie che parlano: Kiki. Lei è scomparsa e gli parla in sogno. Qui il vagabondare si tinge di giallo, ma è un giallo per così dire metafisica, sia per le ambientazione da realtà parallela, sia perché lo sconto è la scena ghiacciata di un’incontro tra i vari personaggi, senza giudizi morali, solo il crudo omicidio.
    L’albergo si manifesta qui come un intreccio di inconscio ed esistenza. Uno “stato mentale che ha assunto la forma di albergo”, come lo definisce il narratore. Il protagonista e’ divorziato. L’Albergo e’ cambiato e si e’ trasformato in un edificio di ventisei piani con grandi superfici di vetro e acciaio scintillante “Dolphin Hotel”. Ma dentro e’ sempre l’Albergo del Delfino. Con l’aria fredda e l’odore di muffa. Nel buio assoluto. Strana linea di confine tra incubo e realtà.
    Lo stesso buio lo ritroviamo nel cunicolo. Un silenzio da trattenere il respiro. “Al buio si perde il senso del tempo. Fluttua, si dilata e si contrae.” Dove diventa di nuovo possibile incontrare l’uomo pecora.
    “Hai perso qualcosa, e ti senti perso tu stesso. Vorresti andare da qualche parte, ma non sai dove. Hai perso molte cose, hai sciolto troppi legami, e non hai saputo sostituirli. Perciò sei confuso” gli dice.

    dito em 

  • 4

    Murakami confeziona un curioso romanzo, a metà tra viaggio onirico e percorso introspettivo alla ricerca di sé. Forte è l'influenza del destino sulla vita dei personaggi, che spesso non possono fare a ...continuar

    Murakami confeziona un curioso romanzo, a metà tra viaggio onirico e percorso introspettivo alla ricerca di sé. Forte è l'influenza del destino sulla vita dei personaggi, che spesso non possono fare altro che lasciarsi guidare dalla corrente, ballando al ritmo della musica imposta dalla sorte. I tratti paranormali che assume la storia mi hanno lasciato talvolta interdetto, ma forse è solo perché non rientrano propriamente tra i miei gusti personali. La prosa è sempre scorrevole, accompagnando la lettura senza attriti. Ho trovato curioso che ci fossero quasi più riferimenti alla cultura occidentale che non a quella giapponese.

    Mi sembrava di non aver mai toccato l'apice. Se mi voltavo indietro, mi sembrava di non avere avuto nemmeno una vita. Un po' di vicissitudini. Progressi e regressi. Ma niente di più. Non avevo fatto niente, prodotto niente. Avevo amato qualcuno, ed ero stato amato. Ma non mi restava niente. Il paesaggio era stranamente piatto. Mi sembrava di muovermi all'interno di un videogame. Come Pac-man, avanzavo mangiando i puntini che componevano il labirinto. Senza scopo. Ma con la certezza, prima o poi, di morire.

    dito em 

  • 4

    Credo che la quarta di copertina del libro sia fuorviante: parla di detective, di cadaveri e di una receptionist nervosa. Ecco, meglio dimenticare e avvicinarsi a questo libro sapendo che molto di ciò ...continuar

    Credo che la quarta di copertina del libro sia fuorviante: parla di detective, di cadaveri e di una receptionist nervosa. Ecco, meglio dimenticare e avvicinarsi a questo libro sapendo che molto di ciò che si leggerà sta più nella sfera del paranormale che in quella di un noir. Murakami, con il suo stile coinvolgente, ci conduce fra le vie tortuose dell’Io del protagonista, che, inconsapevolmente, lotta per non far morire la propria anima, la propria sensibilità, la propria capacità di relazionarsi agli altri. E sono i sogni a svelargli gli errori già commessi e quelli da evitare per vivere pienamente e non lasciarsi più sfuggire la possibilità della condivisione.
    A volte la narrazione rallenta e si è spinti a leggere più velocemente per arrivare a capire dove si sta andando: ma a parte questi momenti, il libro scorre e alla fine si respira aria di cambiamento.

    dito em 

  • 3

    La storia in se è abbastanza prevedibile.
    Murakami scrive bene e questo è un pregio, rende piacevole la lettura, però non rimane molto alla fine ...

    dito em 

  • 5

    Ecchettelodicoaffà.
    Murakami riesce quasi sempre a strapparmi la quinta stellina.
    Lo amo e, come con tutte le cose che si amano, probabilmente non riesco ad essere obiettiva.
    Però l'atmosfera onirica, ...continuar

    Ecchettelodicoaffà.
    Murakami riesce quasi sempre a strapparmi la quinta stellina.
    Lo amo e, come con tutte le cose che si amano, probabilmente non riesco ad essere obiettiva.
    Però l'atmosfera onirica, danzante (non solo per il titolo) ed ipnotica che ti avvolge in questo libro è qualcosa che sfido chiunque a provare con chissà quante altre letture.

    dito em 

  • 5

    Eccellente. La realtà, schietta e spesso ruvida, si incrocia a più livelli con una densa e nebulosa percezione di un mondo nascosto ma percettibile. Narrare accurato, ma pulito e divertente, che mett ...continuar

    Eccellente. La realtà, schietta e spesso ruvida, si incrocia a più livelli con una densa e nebulosa percezione di un mondo nascosto ma percettibile. Narrare accurato, ma pulito e divertente, che mette in moto pensieri e sensazioni ai lettori ricettivi.

    dito em 

  • 4

    In tutti libri di Murakami che ho letto sono presenti grosso modo gli stessi temi, come se la trama fosse sempre la stessa, sviluppata dando enfasi ora all'uno ora all'altro elemento ed utilizzando un ...continuar

    In tutti libri di Murakami che ho letto sono presenti grosso modo gli stessi temi, come se la trama fosse sempre la stessa, sviluppata dando enfasi ora all'uno ora all'altro elemento ed utilizzando una ambientazione differente.
    La scrittura però risulta sempre avvincente, le frasi si susseguono con un ritmo che tiene incollati al libro, non fosse altro che per capire se si arriverà mai al dunque.
    In questo libro in particolare la trama è (stranamente) abbastanza comprensibile.

    dito em 

  • 2

    La scoperta dell'acqua calda

    Una storia surreale, onirica, incongruente, e fino a qui possiamo starci: è lo spirito stesso del romanzo. Ma non riesco a vedere l'incommensurabile valore attribuito all'autore e all'opera: letterari ...continuar

    Una storia surreale, onirica, incongruente, e fino a qui possiamo starci: è lo spirito stesso del romanzo. Ma non riesco a vedere l'incommensurabile valore attribuito all'autore e all'opera: letterario no, perché non è che sia scritto in stile eccelso o con grandi trovate narrative, pur facendosi leggere -ma mica stiamo tutto l'anno sotto l'ombrellone-; socio-psicologico-etico-morale, forse? Ma già lo sapevamo che chi vuol essere lieto sia ché del doman non v'è certezza, che la lettura del mondo e degli altri è personale e spesso frutto di nostre proiezioni, come pure che tutto è transitorio, che la vita va vissuta e accettata nel suo fluire, che le persone care prima o poi ci lasceranno, o saremo noi a lasciare loro (variabili: l'età, la sfiga e il grado di potenza del male di vivere che ci abita), che la società dei consumi ha degli aspetti mostruosi. Certo, direte voi, ma la differenza sta nel modo e nella forma in cui si esprimono concetti universali; non mi sembra che nella fattispecie si tocchino grandi vette, dico io. E quindi? Dove risiederebbe l'originalità e la grandezza del romanzo? Siamo troppo distanti dalla cultura e dal sentire nipponico? O non sarà forse spirito di contraddizione e palato fine? Non saprei, ma certamente non definirei quest'opera un capolavoro, e tantomeno candiderei l'autore al Nobel. Ma si sa: il mondo è bello perché è vario, multiforme e colorato.

    dito em 

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