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Dança, Dança, Dança

Por

Editor: Casa das Letras

4.1
(5574)

Language:Português | Number of Páginas: 473 | Format: Softcover and Stapled | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi simplified , Italian , French , German , Russian , Dutch , Czech , Spanish , Catalan

Isbn-10: 9724617513 | Isbn-13: 9789724617510 | Data de publicação:  | Edition 2

Também disponível como: Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
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  • 5

    Un folgorante noir giapponese

    Il romanzo per eccellenza. Murakami è un maestro nel creare mondi onirici e qui da il meglio di se.


    Ci si trova catapultati nella vita del protagonista, nel suo vuoto esistenziale e l'unico modo per dare un senso a "tutto" è danzare; attraverso un percorso fatto di scheletri, sogni, celle ...continuar

    Il romanzo per eccellenza. Murakami è un maestro nel creare mondi onirici e qui da il meglio di se.

    Ci si trova catapultati nella vita del protagonista, nel suo vuoto esistenziale e l'unico modo per dare un senso a "tutto" è danzare; attraverso un percorso fatto di scheletri, sogni, celle di prigioni, ragazzine veggenti, attori famosi, prostitute di lusso... dal clima tropicale delle Hawaii a quello rigido di Hokkaido in un viaggio tra realtà e fantasia.

    Scritto divinamente non c'è una riga fuori posto, ogni pagina è emozionante e deliziosa al punto giusto, i personaggi sono memorabili (Yuki su tutti) e il finale è compiuto (cosa rara nei romanzi di Murakami).

    dito em 

  • 5

    Ero pronta ad abbandonarlo a metà, ero talmente legata a norwegian wood, ma fortunatamente sono andata avanti e mi sono trovata in un bellissimo vortice di personaggi particolarissimi e in una storia che mi ha fatto danzare con i pensieri, proprio come suggerisce il titolo. Ti amo Murakami

    dito em 

  • 5

    Ero pronta ad abbandonarlo a metà, ero talmente legata a norwegian wood, ma fortunatamente sono andata avanti e mi sono trovata in un bellissimo vortice di personaggi particolarissimi e in una storia che mi ha fatto danzare con i pensieri, proprio come suggerisce il titolo. Ti amo Murakami

    dito em 

  • 3

    Un bel romanzo, molto scorrevole, abbastanza avvincente. Avevo altissime aspettative e seppure all'inizio mi sono sentita un po' delusa, nel corso della storia ha recuperato.
    Un interessante parallelismo tra il mondo "reale" e il monto interno, dei significati e delle sensazioni. Murakami t ...continuar

    Un bel romanzo, molto scorrevole, abbastanza avvincente. Avevo altissime aspettative e seppure all'inizio mi sono sentita un po' delusa, nel corso della storia ha recuperato.
    Un interessante parallelismo tra il mondo "reale" e il monto interno, dei significati e delle sensazioni. Murakami ti conduce a condividere la stessa ansia e le stesse riflessioni del protagonista.

    dito em 

  • 4

    Ormai un salvagente quando la voglia di leggere latita.
    Anche se questa volta c'è meno sogno, più realtà e il titolo non l'ho trovato calzante, per questo non ho dato 5 stelle ma 4.
    Resta comunque il piacere di andare all'Albergo Delfino, di cercare Kiki, di conoscere la ragazzina, Yu ...continuar

    Ormai un salvagente quando la voglia di leggere latita.
    Anche se questa volta c'è meno sogno, più realtà e il titolo non l'ho trovato calzante, per questo non ho dato 5 stelle ma 4.
    Resta comunque il piacere di andare all'Albergo Delfino, di cercare Kiki, di conoscere la ragazzina, Yuki. Questo vagare e perdere tempo come danzare.
    Una discografia da riscoprire in ogni romanzo di Murakami.

    dito em 

  • 3

    dubbi

    Sono un po' stufo di finire i libri e chiedermi che cosa ho capito. Di solito non capisco niente. Per esempio, quando ho letto la peste di Camus, io ho capito che a Orano c'era la peste e siccome i racconti di malattie epidemiche mi piacciono un sacco, mi ero gustato anche la Peste. Solo dopo, va ...continuar

    Sono un po' stufo di finire i libri e chiedermi che cosa ho capito. Di solito non capisco niente. Per esempio, quando ho letto la peste di Camus, io ho capito che a Orano c'era la peste e siccome i racconti di malattie epidemiche mi piacciono un sacco, mi ero gustato anche la Peste. Solo dopo, vado a leggere i commenti e scopro che la peste è tutta una metafora per parlare del totalitarismo. Gesù. E io non me ne sono accorto? E' come quando sei cornuto e sei l'ultimo a saperlo.
    Murakami mi mette in crisi più di Camus, perché qui è evidente che c'è qualcosa da capire, un secondo significato da individuare. Il mio problema è che oltre a non trovare questo secondo significato nascosto, non mi è chiaro nemmeno il primo. Preferisco di gran lunga il corvo parlante: con un po' di pazienza si riesce a ricostruire la sua frase e anche a trovare l'oggetto nascosto. Qui è un casino: chi è l'uomo pecora? Esiste davvero? Chi ha ucciso Mei? E che cosa rappresenta quel poveraccio con un braccio solo che esiste solo per morire investito? Potrei andare avanti con i miei dubbi che sono più di mille, ma non vorrei farne venire a chi non ne ha. E quindi mi fermo. Anche con Murakami.

    dito em 

  • 0

    Stavolta è stato più bizzarro e incontrollato del solito. E se si parla di Murakami, beh. Perché bisogna danzare stavolta. Mentre ne La fine del mondo" e in parte anche in Tazaki Tsukuru (ma in modo diverso, e comunque il discorso potrebbe valere anche per altri libri, ma in questi è quasi palese ...continuar

    Stavolta è stato più bizzarro e incontrollato del solito. E se si parla di Murakami, beh. Perché bisogna danzare stavolta. Mentre ne La fine del mondo" e in parte anche in Tazaki Tsukuru (ma in modo diverso, e comunque il discorso potrebbe valere anche per altri libri, ma in questi è quasi palese) il percorso era in un certo modo segnato, stavolta è un gioco dove non ci sono ingranaggi specifici se non quelli fin troppo umani. Questo danzare è quasi rilassante, ma di sicuro appagante. E proprio perché si danza la fine non è mai stata così "non definitiva", per niente straniante. Bello bello.

    dito em 

  • 3

    e mezzo

    Tra i primi lavori di Murakami, anche qui troviamo il realismo magico in salsa nipponico-onirica, protagonisti malicnonici alla ricerca del senso della loro vita, situazioni paradossali accostate con la massima naturalezza ad accurate descrizioni della vita di tutti i giorni; il tutto condito da ...continuar

    Tra i primi lavori di Murakami, anche qui troviamo il realismo magico in salsa nipponico-onirica, protagonisti malicnonici alla ricerca del senso della loro vita, situazioni paradossali accostate con la massima naturalezza ad accurate descrizioni della vita di tutti i giorni; il tutto condito da un'imponente colonna sonora che spazia dagli anni sessanta agli ottanta (E Murakami mette in gioco come sempre tutta la sua cultura in questo campo). Non raggiunge ancora le vette che toccherà con Kafka sulla spiaggia (che a mio parere resta il suo capolavoro) ma resta comunque un romanzo godibilissimo.

    dito em 

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