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Dance dance dance

By Haruki Murakami, Giorgio Amitrano (Translator)

(3724)

| Paperback | 9788806174347

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Book Description

È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé.Continue

È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.

Critics

  • Dance dance dance

    La trama e le recensioni di Dance dance dance, opera di Haruki Murakami edita da Einaudi. Un noir giapponese. Un giornalista free lance di 34 anni, cercando una ragazza squillo sparita senza lasciare traccia, torna sul luogo del loro ultimo incontro, ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 30 Nov 2010

37 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    Danzare. Danzare e basta.

    Andando avanti imparerai a riconoscere le cose che contano davvero. Il tempo può risolvere molti problemi. Ma quelli che il tempo non può risolvere, li dobbiamo risolvere da soli.

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    Euridice said on May 27, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Primo libro di Haruki...

    Felice di aver aperto le porte della mia libreria a questo strambo, affascinante e particolare scrittore; Muratami Haruki.
    Piccola premessa: Per quanto affascinante la prima parte l’ho trovata a tratti come trascinata e se non fosse per la scrittura frizzante, forse un po’…ma giusto un po’, mi avre ... (continue)

    Felice di aver aperto le porte della mia libreria a questo strambo, affascinante e particolare scrittore; Muratami Haruki.
    Piccola premessa: Per quanto affascinante la prima parte l’ho trovata a tratti come trascinata e se non fosse per la scrittura frizzante, forse un po’…ma giusto un po’, mi avrebbe annoiato.
    Tuttavia è proprio nelle prime pagine che si sviluppa una sorta di trama-non trama che in alcuni tratti quasi ti innervosisce ma non ti allontana, anzi, ti affascina pagina dopo pagina e alla fine…non avresti voluto che terminasse!

    ”Devi danzare. Danzare senza fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno”
    In ogni storia di questo romanzo c’è sempre un’esortazione a non abbandonarsi, una storia d’amore, d’amicizia, ma tutte fondamentalmente con un lieto fine che può anche non essere lieto nella nostra vita “terrestre”, ma in tante dimensioni parallele che hanno come comando principale il DOLPHIN HOTEL, un particolare posto che in un certo senso è la chiave di tutto.
    Il nostro simpatico protagonista tenterà di ripercorrere un complesso quanto mai anonimo periodo della sua vita grazie ad un sogno nel quale qualcuno piangeva per lui in quel luogo-non luogo in cui c’era stato con una sua vecchia compagna.
    Ma, passati quattro anni e molte cose sono inevitabilmente cambiate.
    E forse saranno i suoi nuovi compagni di viaggio a riportarlo nella giusta dimensione.
    Una ragazzina con strani poteri, un attore, un poeta ed una receptionist un po’ schizzata.
    Da allora, grazie anche a loro, inizia a tessere la trame della sua vita e non solo, facendosi anche una sorta di esame di coscienza ed entrando lui stesso in altre dimensioni semplicemente oltrepassando un muro.
    Non so se sono stato chiaro, in fondo credo che questo bellissimo romanzo porti anche a questo, si susseguono fatti e colpi di scena ma alla fine c’è sempre quel muro da attraversare e se ce la fai, tutto torna.
    Voto:8,5

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    Gianpaolo said on Dec 24, 2011 | 5 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    È strano, ma ognuno di noi nella propria vita tocca un apice. Una volta raggiunto, non può che scendere. Nessuno però sa dove sia il proprio apice. La linea di confine può presentarsi all'improvviso, quando si crede di essere ancora al sicuro. Nessuno lo sa. Alcuni possono raggiungere quel culmine a ... (continue)

    È strano, ma ognuno di noi nella propria vita tocca un apice. Una volta raggiunto, non può che scendere. Nessuno però sa dove sia il proprio apice. La linea di confine può presentarsi all'improvviso, quando si crede di essere ancora al sicuro. Nessuno lo sa. Alcuni possono raggiungere quel culmine a dodici anni. Da quel momento in poi la loro vita scorrerà nel più monotono tran tran. Alcuni continuano a salire fino alla morte. C'è chi muore nel suo massimo splendore. Molti poeti e musicisti hanno vissuto in modo febbrile e sono morti a trent'anni per aver bruciato traguardi troppo in fretta. Picasso a ottant'anni passati realizzava ancora quadri pieni di vigore, ed è morto serenamente senza sperimentare il declino. È impossibile conoscere il proprio destino senza averlo percorso fino in fondo.

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    Luca Leone said on Dec 2, 2011 | Add your feedback

  • Vedere o sentire?

    Persone sole, si intrecciano e "collegano" tra loro, tra Sapporo, Tokio e Honolulu. La vita è cio che vediamo o cio che sentiamo?

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    TheClash976 said on Feb 12, 2012 | Add your feedback

  • Il valzer lento del giapponese

    Se questo libro fosse una danza, come la filosofia che predica, che tipo di ballo sarebbe?!
    Diciamo che non lo definirei rock scatenato, uno di quelli che ti entusiasma, che ti tiene sveglia fino al mattino.
    Questo libro è piuttosto un valzer, uno di quelli che appena li senti ti sembrano un pò no ... (continue)

    Se questo libro fosse una danza, come la filosofia che predica, che tipo di ballo sarebbe?!
    Diciamo che non lo definirei rock scatenato, uno di quelli che ti entusiasma, che ti tiene sveglia fino al mattino.
    Questo libro è piuttosto un valzer, uno di quelli che appena li senti ti sembrano un pò noiosi e magari ti fanno scappare anche uno sbadiglio. Pero' se alla fine di convinci a ballare va a finire che ti piace e magari, quando finisce la musica, ti rimane anche un pò di nostalgia. Ecco, questo libro è così: la trama non è sicuramente "prorompente" ma poi non si può non affezionarsi ai personaggi, alla trama, all’autore stesso.
    In effetti credo che il punto forte di questo libro siano proprio i personaggi. Persone talmente strane che se fossero descritte da chiunque altro risulterebbero incredibili e, invece, in questo romanzo, sembrano solo uomini e donne comuni che, come noi,hanno le loro particolarità,i loro problemi, le loro nevrosi.
    Bellissima e meritevole di essere citata l’amicizia tra il protagonista e l’attore Gotanda: poetica, romantica, a tratti arriva quasi e sembrare una storia d’amore.
    Ultima cosa, a costo di fare la figura di quella che non capisce mai il finale dei libri…Sentite, ma qualcuno di voi ha capito chi ha ucciso Mei?!? 500 pg e io non ci sono arrivata. Ero distratta?! Mah! Non ditemi che il poliziotto intellettuale si è arreso così….

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    Monique85 said on Feb 11, 2012 | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    "Io non sono affatto un tipo strano.
    Lo penso sinceramente.
    Magari non sarò il tipico cittadino medio, ma non sono un eccentrico. Sono una persona molto normale. Straight. Dritto e preciso come una freccia. Vivo come so, e non mi preoccupo troppo di come mi vedono gli altri. È un problema che riguar ... (continue)

    "Io non sono affatto un tipo strano.
    Lo penso sinceramente.
    Magari non sarò il tipico cittadino medio, ma non sono un eccentrico. Sono una persona molto normale. Straight. Dritto e preciso come una freccia. Vivo come so, e non mi preoccupo troppo di come mi vedono gli altri. È un problema che riguarda più loro che me.
    Alcuni mi giudicano più ingenuo, o più calcolatore, di quanto io sia in realtà. Pazienza. Anche come sono io in realtà, è una mia idea soggettiva. Gli altri avranno le loro ragioni. Che importa? Non è una questione di malintesi, ma di modi di vedere diversi. Il mio è questo."

    " Noi siamo fuori dal mondo. A stare qui mi sembra che il tempo si sia fermato. Il tempo continua a scorrere?
    — Sfortunatamente sì. Scorre? Che dico, precipita. Il passato aumenta e il futuro diminuisce. Le possibilità si assottigliano, i rimpianti crescono."

    "Tutt'a un tratto mi ricordai di un libro di scienze che leggevo da bambino. A un certo punto c'era la domanda: «Cosa accadrebbe al mondo se non esistesse l'attrito?» La risposta era: «Se non esistesse l'attrito, tutto quello che c'è sulla terra sarebbe risucchiato nello spazio dalla forza centrifuga della rotazione». Ecco, io mi sentivo esattamente così."

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    Lara Motterlini said on Feb 11, 2012 | Add your feedback

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