Dance dance dance

Di

Editore: Einaudi

4.1
(5876)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 500 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Portoghese , Francese , Tedesco , Russo , Olandese , Ceco , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000031090 | Isbn-13: 9788806174347 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.
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  • 4

    È il secondo libro di Murakami che leggo dopo l'enorme -in tutti i sensi- 1Q84, che mi ha entusiasmato.
    Qui si ritrovano nuove atmosfere oniriche, un altro protagonista dal ritmo di vita autarchicamen ...continua

    È il secondo libro di Murakami che leggo dopo l'enorme -in tutti i sensi- 1Q84, che mi ha entusiasmato.
    Qui si ritrovano nuove atmosfere oniriche, un altro protagonista dal ritmo di vita autarchicamente compassato come Tengo, un'altra strana adolescente di poche parole ma capace di grandi intuizioni, altre telefonate interrotte bruscamente, un altro inseguimento alla ricerca della propria identità, dell'Amore e della propria fetta di realtà.
    Da quello che ho letto e che sento in giro, inizio a pensare che gli ingredienti utilizzati da Murakami nelle sue opere siano più o meno sempre gli stessi, ma finché li divoro così... chi se ne frega!

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se non sono la persona più adatta per apprezzare il continuo confondere realtà con assurdo, devo ammettere che Murakami scrive dannatamente bene e che anche questo romanzo si legge con piacere e ...continua

    Anche se non sono la persona più adatta per apprezzare il continuo confondere realtà con assurdo, devo ammettere che Murakami scrive dannatamente bene e che anche questo romanzo si legge con piacere e allo stesso tempo offre tanti spunti di riflessione sulla nostra società e il nostro modo di essere.

    ha scritto il 

  • 4

    Murakami inventa raramente qualcosa di veramente nuovo: affianca elementi magici a una rappresentazione iperrealistica del Giappone moderno, e gioca sullo straniamento che ne deriva ponendo i suoi per ...continua

    Murakami inventa raramente qualcosa di veramente nuovo: affianca elementi magici a una rappresentazione iperrealistica del Giappone moderno, e gioca sullo straniamento che ne deriva ponendo i suoi personaggi in situazioni assurde. Beh, pazienza, è un meccanismo che continua a funzionare. Dance dance dance forse è più forte degli altri sul grottesco, ma il meccanismo è quello. E si legge che è un piacere.

    ha scritto il 

  • 2

    Grazie alla magistrale sobrietà narrativa con cui l'afflato favolistico ed onirico riesce a fondersi compiutamente con le più immediate tensioni allegoriche dell'esistenza umana, Murakami, con la cons ...continua

    Grazie alla magistrale sobrietà narrativa con cui l'afflato favolistico ed onirico riesce a fondersi compiutamente con le più immediate tensioni allegoriche dell'esistenza umana, Murakami, con la consueta gaiezza che connota tutte le sue opere, riesce anche qui propinarci tutto l'ottimismo dei suoi temi più cari: la morte, l'abbandono, l'uomo-pecora, la solitudine, il distacco, la morte, il sogno, il pesce palla (morto), l'aldilà, l'unicorno, la morte, il tosa-pecore-elettrico, il dolore, la trascendenza, la disgrazia, la donna-pecora, il gatto (nero), le due lune, la fiatella, la morte, il sesso (però in un'ottica di immane tristezza), gli universi paralleli e perpendicolari, la catastrofe, il lutto, la pecora-al-forno-con-le-patate, la morte, la supercazzola onirica, il dramma, la pecora-viados e, infine, la morte.
    Un romanzo che mi ha toccato profondamente.
    Anche io, infatti, avevo una pecora.
    Poi è morta.

    ha scritto il 

  • 2

    "Io continuerò sempre a volerti bene. È una cosa che non ha a che vedere con il tempo."

    È il mio primo approccio con l'autore e non so se ho fatto bene a partire da questo romanzo. Mi è sembrato piuttosto strano (diverso anni luce da ciò che leggo abitualmente!) e particolare: la lettura ...continua

    È il mio primo approccio con l'autore e non so se ho fatto bene a partire da questo romanzo. Mi è sembrato piuttosto strano (diverso anni luce da ciò che leggo abitualmente!) e particolare: la lettura è stata difatti altalenante, ho cominciato curiosa di scoprire il plot, poi l'ho abbandonato perché disinteressata (ad un certo punto mi è sembrata una cavolata) poi l'ho ripreso e così via fino all'epilogo! Nel complesso non posso parlarne male ma neanche benissimo.. Preferisco altri generi.

    ha scritto il 

  • 3

    Partita con i peggiori preconcetti su Murakami, dopo aver letto L'uccello che girava le viti del mondo, questo libro è meno peggio di quello che pensassi e se la cava con una sufficienza.
    La storia è ...continua

    Partita con i peggiori preconcetti su Murakami, dopo aver letto L'uccello che girava le viti del mondo, questo libro è meno peggio di quello che pensassi e se la cava con una sufficienza.
    La storia è scorrevole, coinvolge e, una volta tanto, il reale prevale sull'onirico e sul paranormale.
    Mi restano comunque indigeribili certi elementi costanti dell'autore: le ninfette che un po' ci sono e un po' ci fanno, i protagonisti che si lasciano vivere, i gatti che scompaiono, la musica (decisamente troppa)...
    Questi più un altro paio di ingredienti (alberghi, uomini-pecora, nuotate in piscina e donne incomprensibili a volontà) impastati, cotti a fuoco lentissimo, anzi a bagnomaria, e poi impiattati fanno la ricetta di un polpettone murakaniano che poi mi resta sullo stomaco.
    Comunque complimenti all'autore: in tempo di crisi e sotto le festività natalizie il riciclo è una virtù! Con i soliti ingredienti e gli avanzi dei libri precedenti sforna manicaretti come nemmeno la Parodi dei tempi migliori!

    ha scritto il 

  • 4

    Cos'è la realtà? Come spesso accade nei romanzi di Murakami, i piani si confondono, sembra di camminare nella nebbia, insieme a personaggi che altro non sono che le innumerevoli sfaccettature del prop ...continua

    Cos'è la realtà? Come spesso accade nei romanzi di Murakami, i piani si confondono, sembra di camminare nella nebbia, insieme a personaggi che altro non sono che le innumerevoli sfaccettature del proprio io. E allora, si deve seguire la musica e continuare a danzare, anche quando ci costa una fatica immane, fino a raggiungere la luce dell'alba. Una poesia lunga 485 pagine, che riconferma il mio amore sconfinato per questo autore.

    ha scritto il 

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