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Dance dance dance

Di

Editore: Einaudi

4.1
(5701)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 500 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Portoghese , Francese , Tedesco , Russo , Olandese , Ceco , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000031090 | Isbn-13: 9788806174347 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.
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  • 3

    « - A stare qui mi sembra che il tempo si sia fermato. Il tempo continua a scorrere?
    - Sfortunatamente sì. Scorre? Che dico, precipita. Il passato aumenta e il futuro diminuisce. Le possibilità si ass ...continua

    « - A stare qui mi sembra che il tempo si sia fermato. Il tempo continua a scorrere?
    - Sfortunatamente sì. Scorre? Che dico, precipita. Il passato aumenta e il futuro diminuisce. Le possibilità si assottigliano, i rimpianti crescono. »

    ha scritto il 

  • 4

    Onirico e poetico come solo Murakami sa essere. Un viaggio nell'assurdo, con personaggi fra i più diversi, tutti collegati da un filo invisibile. Una danza surreale e lieve, dal sapore dolce.

    ha scritto il 

  • 5

    Come per la maggior parte dei romanzi di Murakami anche Dance dance dance si sviluppa fra realtà e un mondo onirico. I sentimenti e il cinismo con i quali Murakami interpreta lo smarrime ...continua

    Come per la maggior parte dei romanzi di Murakami anche Dance dance dance si sviluppa fra realtà e un mondo onirico. I sentimenti e il cinismo con i quali Murakami interpreta lo smarrimento esistenziale sono ben dosati da una scrittura dolce, molto descrittiva e suggestiva per chi lo ama. Questo è Murakami.
    Dance dance dance è il racconto di un qualsiasi trentaquattrenne senza nome e senza passioni: lavora giusto perché deve, frequenta donne giusto perché ne ha bisogno. Vive distrattamente. Le donne con le quali ha avuto un rapporto lo definiscono fuori dal mondo " Tu vivi sulla Luna…." gli dicono e per lo stesso motivo la moglie lo ha lasciato.
    "Cosa c'è che non va in me?" è dentro se stesso, un posto non pericoloso ma buio da paura, che può trovare risposta. Dance, balla, vivi gli eventi si sentirà rispondere.
    E di eventi da quel momento ne accadono tanti, quasi che la vita stessa lo inciti, gli serviranno per imparare a capirsi, sentirsi sicuro e avere fiducia in se stesso. Finalmente Vivere.

    ha scritto il 

  • 5

    "È la realtà, pensai, ed è qui che resterò".

    Era da un po' di tempo che non leggevo un libro di Murakami e ne avevo un'immensa voglia. Soprattutto di leggere questo suo "Dance dance dance", di cui mi han sempre parlato benissimo.
    È stata un'espe ...continua

    Era da un po' di tempo che non leggevo un libro di Murakami e ne avevo un'immensa voglia. Soprattutto di leggere questo suo "Dance dance dance", di cui mi han sempre parlato benissimo.
    È stata un'esperienza meravigliosa. Murakami mi strega, mi ammalia. I suoi romanzi hanno un'atmosfera unica e mi fanno sentire bene, scuotendomi e ipnotizzandomi.
    L'ho adorato.

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo è una continuazione del romanzo della pecora. Ritroviamo anche qui il Dolphin Hotel di Sapporo. Ancora una volta un romanzo sulla solitudine alla ricerca di senso.
    Il romanzo comincia con i ...continua

    Il romanzo è una continuazione del romanzo della pecora. Ritroviamo anche qui il Dolphin Hotel di Sapporo. Ancora una volta un romanzo sulla solitudine alla ricerca di senso.
    Il romanzo comincia con il protagonista che parla di ciò che sogna : «Mi accade spesso di sognare l’Albergo del Delfino. Nel sogno, sono una parte dell’albergo.»
    La ricerca questa volta non è dell’uomo pecora ma della ragazza che aveva affiancato Watanabe nella prima avventura, la ragazza dalle orecchie che parlano: Kiki. Lei è scomparsa e gli parla in sogno. Qui il vagabondare si tinge di giallo, ma è un giallo per così dire metafisica, sia per le ambientazione da realtà parallela, sia perché lo sconto è la scena ghiacciata di un’incontro tra i vari personaggi, senza giudizi morali, solo il crudo omicidio.
    L’albergo si manifesta qui come un intreccio di inconscio ed esistenza. Uno “stato mentale che ha assunto la forma di albergo”, come lo definisce il narratore. Il protagonista e’ divorziato. L’Albergo e’ cambiato e si e’ trasformato in un edificio di ventisei piani con grandi superfici di vetro e acciaio scintillante “Dolphin Hotel”. Ma dentro e’ sempre l’Albergo del Delfino. Con l’aria fredda e l’odore di muffa. Nel buio assoluto. Strana linea di confine tra incubo e realtà.
    Lo stesso buio lo ritroviamo nel cunicolo. Un silenzio da trattenere il respiro. “Al buio si perde il senso del tempo. Fluttua, si dilata e si contrae.” Dove diventa di nuovo possibile incontrare l’uomo pecora.
    “Hai perso qualcosa, e ti senti perso tu stesso. Vorresti andare da qualche parte, ma non sai dove. Hai perso molte cose, hai sciolto troppi legami, e non hai saputo sostituirli. Perciò sei confuso” gli dice.

    ha scritto il 

  • 4

    Murakami confeziona un curioso romanzo, a metà tra viaggio onirico e percorso introspettivo alla ricerca di sé. Forte è l'influenza del destino sulla vita dei personaggi, che spesso non possono fare a ...continua

    Murakami confeziona un curioso romanzo, a metà tra viaggio onirico e percorso introspettivo alla ricerca di sé. Forte è l'influenza del destino sulla vita dei personaggi, che spesso non possono fare altro che lasciarsi guidare dalla corrente, ballando al ritmo della musica imposta dalla sorte. I tratti paranormali che assume la storia mi hanno lasciato talvolta interdetto, ma forse è solo perché non rientrano propriamente tra i miei gusti personali. La prosa è sempre scorrevole, accompagnando la lettura senza attriti. Ho trovato curioso che ci fossero quasi più riferimenti alla cultura occidentale che non a quella giapponese.

    Mi sembrava di non aver mai toccato l'apice. Se mi voltavo indietro, mi sembrava di non avere avuto nemmeno una vita. Un po' di vicissitudini. Progressi e regressi. Ma niente di più. Non avevo fatto niente, prodotto niente. Avevo amato qualcuno, ed ero stato amato. Ma non mi restava niente. Il paesaggio era stranamente piatto. Mi sembrava di muovermi all'interno di un videogame. Come Pac-man, avanzavo mangiando i puntini che componevano il labirinto. Senza scopo. Ma con la certezza, prima o poi, di morire.

    ha scritto il 

  • 4

    Credo che la quarta di copertina del libro sia fuorviante: parla di detective, di cadaveri e di una receptionist nervosa. Ecco, meglio dimenticare e avvicinarsi a questo libro sapendo che molto di ciò ...continua

    Credo che la quarta di copertina del libro sia fuorviante: parla di detective, di cadaveri e di una receptionist nervosa. Ecco, meglio dimenticare e avvicinarsi a questo libro sapendo che molto di ciò che si leggerà sta più nella sfera del paranormale che in quella di un noir. Murakami, con il suo stile coinvolgente, ci conduce fra le vie tortuose dell’Io del protagonista, che, inconsapevolmente, lotta per non far morire la propria anima, la propria sensibilità, la propria capacità di relazionarsi agli altri. E sono i sogni a svelargli gli errori già commessi e quelli da evitare per vivere pienamente e non lasciarsi più sfuggire la possibilità della condivisione.
    A volte la narrazione rallenta e si è spinti a leggere più velocemente per arrivare a capire dove si sta andando: ma a parte questi momenti, il libro scorre e alla fine si respira aria di cambiamento.

    ha scritto il 

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