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Dandelion Wine

By Ray Bradbury

(11)

| Paperback | 9780007284740

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Book Description

An endearing classic of childhood memories of an idyllic midwestern summer from the celebrated author of 'Farenheit 451'. "He stood at the open window in the dark, took a deep breath and exhaled. The street lights, like candles on a black cake, went Continue

An endearing classic of childhood memories of an idyllic midwestern summer from the celebrated author of 'Farenheit 451'. "He stood at the open window in the dark, took a deep breath and exhaled. The street lights, like candles on a black cake, went out. He exhaled again and again and the stars began to vanish. Douglas smiled. He pointed a finger. There, and there. Now over here, and here! Yellow squares were cut in the dim morning earth as house lights winked slowly on. A sprinkle of windows came suddenly alight miles off in dawn country. 'Everyone yawn. Everyone up.'" In the backwaters of Illinois, Douglas Spaulding's grandfather makes an intoxicating brew from harvested dandelions. 'Dandelion Wine' is a quirky, breathtaking coming-of-age story from one of science fiction's greatest writers. Distilling his experiences into "Rites & Ceremonies" and "Discoveries & Revelations", the young Spaulding wistfully ponders over magical tennis shoes, and machines for every purpose from time travel to happiness and silent travel. Based upon Bradbury's own experiences growing up in Waukegan in the 1920s, 'Dandelion Wine' is a heady mixture of fond memory, forgiveness, magic, the imagination and above all, of summers that seemed to go on forever.

61 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Preso per caso, mi aspettavo decisamente un altro genere di libro. Nelle prime pagine mi aspettavo arrivassero degli elementi fantascientifici che quasi mi forzavo di trovare nella narrazione.
    invece si tratta di un romanzo ad episodi (forse pubblica ...(continue)

    Preso per caso, mi aspettavo decisamente un altro genere di libro. Nelle prime pagine mi aspettavo arrivassero degli elementi fantascientifici che quasi mi forzavo di trovare nella narrazione.
    invece si tratta di un romanzo ad episodi (forse pubblicato così su qualche rivista) che racconta la vita di un gruppo di persone in una piccola cittadina. il centro del racconto è un ragazzino di 12 anni che probabilmente è, in qualche modo, l'alter ego dello scrittore. il tono si aggira sempre pericolosamente sul confine tra l'emotivo intelligente e quello facilotto ma resta quasi sempre dentro il primo ambito in modo sorprendente ed è proprio questa caratteristica a renderlo molto piacevole.

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    Rabingum said on May 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quien haya gustado de las "Crónicas marcianas", y aunque este no sea un libro de ciencia ficción, disfrutará con "El vino del estío". La misma prosa rica y llena de poesía, esta vez narrándonos la felicidad y la melancolía de descubrirse vivo y senti ...(continue)

    Quien haya gustado de las "Crónicas marcianas", y aunque este no sea un libro de ciencia ficción, disfrutará con "El vino del estío". La misma prosa rica y llena de poesía, esta vez narrándonos la felicidad y la melancolía de descubrirse vivo y sentirse crecer a los doce años, en un verano lleno de acontecimientos (tristes, alegres...).

    Una pequeña joya.

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    Carla said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    This is the first book of Bradbury I've dared to read in his original language, and while reading I was dazzled like the very first time that I adventured myself in this book.
    The prose is enriched with a variety of nouns and captures the impressions ...(continue)

    This is the first book of Bradbury I've dared to read in his original language, and while reading I was dazzled like the very first time that I adventured myself in this book.
    The prose is enriched with a variety of nouns and captures the impressions of the young boys, projecting the reader in that enchanted time.
    Scent of summer and memory of old days.

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    Paolo Gibellini said on Mar 28, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Some people turn sad awfully young," he said. "No special reason, it seems, but they seem almost to be born that way. They bruise easier, tire faster, cry quicker, remember longer and, as I say, get sadder younger than anyone else in the world.

    I know, for I'm one of them."

    Ti ricordi, L., di quella volta che ci siamo perse nel bosco (della terra appiccicata ai pantaloni, dei capelli pesanti per la pioggia, della notte che, nei boschi, arriva prima; e poi ancora dei vestiti puliti e ...(continue)

    I know, for I'm one of them."

    Ti ricordi, L., di quella volta che ci siamo perse nel bosco (della terra appiccicata ai pantaloni, dei capelli pesanti per la pioggia, della notte che, nei boschi, arriva prima; e poi ancora dei vestiti puliti ed asciutti indossati una volta che siamo tornate a casa sane e salve)?
    Ti ricordi delle due caprette che abbiamo battezzato con nomi che non riesco a scordare? E ancora delle nuotate in piscina e degli infiniti sabato pomeriggio trascorsi a guardare film (ma anche della prima volta che abbiamo noleggiato un dvd e non sapevamo come farlo partire)?
    Io ricordo che stavo ad aspettarti ai piedi dell'albero, quando salivi su un ciliegio per mangiarne i frutti.

    E poi ricordo un'estate, quell'estate, in Toscana: ogni notte le stelle illuminavano a giorno il cielo, e abbiamo visto le volpi e le lucciole (oggi le lucciole ispirano protocolli per la sincronizzazione dei nodi nelle sensor networks).

    Per nulla al mondo vorrei avere di nuovo dieci anni (e poi la mia stagione è la primavera).

    http://www.youtube.com/watch?v=mphGpYAriDc
    http://www.youtube.com/watch?v=_dwhSHwPSY0

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    alice said on Mar 11, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    La magia dell’estate

    Douglas è il re del mondo: tutto obbedisce ai suoi ordini. Non importa se da tempi immemorabili il risveglio della cittadina di Green Town, Illinois, comporta gli stessi gesti: è lui, Douglas, il direttore d’orchestra che li provoca, per il solo fatt ...(continue)

    Douglas è il re del mondo: tutto obbedisce ai suoi ordini. Non importa se da tempi immemorabili il risveglio della cittadina di Green Town, Illinois, comporta gli stessi gesti: è lui, Douglas, il direttore d’orchestra che li provoca, per il solo fatto di elencarli, dominando la città dalla finestra della torretta nella casa dei nonni.
    E’ il primo giorno d’estate del 1928 e Doug, come tutti i ragazzini il primo giorno d’estate, è veramente il padrone - e non solo del mondo, ma anche del tempo.
    Il libro è una sequenza di episodi indipendenti, con un unico fattore comune: per la maggior parte riguardano bambini e vecchi, come se solo i ragazzini e gli anziani abbiano il potere di dilatare il tempo, scomponendolo in singoli istanti da assaporare fino in fondo, i bambini per meglio assimilarli e i vecchi per prolungarli. E certo gli adulti non hanno la possibilità di fermarsi a gustare un attimo alla volta, loro sono condannati alla produttività, come la signora Auffmann che deve pulire, lavare i panni, far da mangiare per la sua numerosa famiglia e non ha il tempo di assecondare le ubbie del marito alla ricerca della felicità artificialmente creata da una macchina.
    L’estate incantata, per Douglas, è l’estate della consapevolezza del proprio essere vivo e quindi della propria mortalità. E’ l’estate del passaggio ai rovelli dell’adolescenza dall’età infantile – Tom è inconsapevolmente gioioso nell’affrontare la sua estate, almeno fino a quando si trova a fronteggiare l’improvvisa grave infermità del fratello. Il tema di tutto il romanzo sembra essere il tempo che inesorabilmente scivola verso l’epilogo. Un tempo circolare che sembra permettere solo agli estremi di interagire, come nel caso di Bill ed Helen, il cui amore, ovviamente platonico, si concretizza in lunghe chiacchierate quando, lui trentenne, lei ha ormai superato la novantina. Un tempo che può comunque essere addomesticato e costretto a riversare i suoi momenti più preziosi nelle bottiglie del dorato, profumato vino di dente di leone – il Dandellion Wine del titolo originale – che il nonno distilla ed imbottiglia religiosamente ogni estate per essere stappato ed assaporato, insieme ai ricordi che conserva, per tutto l’inverno.
    Sono tante le figure che rendono indimenticabile il libro: come il robivecchi Jonas, filosofo e taumaturgo, che del vagabondaggio ha fatto uno stile di vita; o il signor Auffmann, desideroso di regalare al mondo la macchina della felicità, ma capace di distruggere la sua creatura quando si rende conto della sua pericolosa inefficacia. O gli anziani: la signorina Loomis, il colonnello Freeligh, la bisnonna, tutti sicuri, nella loro consapevolezza di aver vissuto una vita piena e soddisfacente, di poterla abbandonare senza rimpianti quando si sentono pronti.

    Il tempo diceva che era estate: il vento aveva quel certo tocco e il respiro del mondo era lungo, caldo e lento

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    zenzerino said on Dec 27, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'incanto di un'estate fantastica

    Un romanzo incantevole, delicato, in cui viene raccontata l'estate del 1928 in una piccola comunità rurale nella quale Douglas, un ragazzino, decide di annotare le esperienze memorabili che gli danno coscienza di essere vivo. La poesia delle vite qua ...(continue)

    Un romanzo incantevole, delicato, in cui viene raccontata l'estate del 1928 in una piccola comunità rurale nella quale Douglas, un ragazzino, decide di annotare le esperienze memorabili che gli danno coscienza di essere vivo. La poesia delle vite qualunque, che non sono mai qualunque ma sono capaci di slanci improvvisi e di fantasie fuori dal comune, si dipana attraverso un romanzo che sembra composto da una serie di racconti intersecantisi in un'unica narrazione, dato che ogni episodio costituisce un ulteriore tassello nella costruzione di una realtà continuamente contaminata dalla presenza del fantastico, surreale sottofondo che accompagna i protagonisti fino al sorprendente finale.

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    Imagus 2011-2014 said on Dec 26, 2013 | Add your feedback

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