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Dandelion wine

By Ray Bradbury

(1)

| Paperback | 9780553131550

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Book Description

An endearing classic of childhood fancies and memories of an idyllic Midwestern summer from America's most beloved storyteller.

Dandelion Wine

Ray Bradbury's moving recollection of a vanished golden era remains one of his Continue

An endearing classic of childhood fancies and memories of an idyllic Midwestern summer from America's most beloved storyteller.

Dandelion Wine

Ray Bradbury's moving recollection of a vanished golden era remains one of his most enchanting novels. DANDELION WINE stands out in the Bradbury literary canon as the author's most deeply personal work, a semi-autobiographical recollection of a magical small town summer in 1928.

Twelve-year-old Douglas Spaulding knows Green Town, Illinois, is as vast and deep as the whole wide world that lies beyond the city limits. It is a pair of brand-new tennis shoes, the first harvest of dandelions for Grandfather's renowned intoxicant, the distant clang of the trolley's bell on a hazy afternoon. It is yesteryear and tomorrow blended into an unforgettable always. But as young Douglas is about to discover, summer can be more than the repetition of established rituals whose mystical power holds time at bay. It can be a best friend moving away, a human time machine who can transport you back to the Civil War, or a sideshow automaton able to glimpse the bittersweet future.

Come and savor Ray Bradbury's priceless distillation of all that is eternal about boyhood and summer.

Twelve-year-old Douglas Spaulding knows Green town, Illinois, is as vast and deep as the whole wide world that lies beyond the city limits. It is a pair of brand-new tennis shoes, the first harvest of dandelions for Grandfather's renowned intoxicant, the distant clang of the trolley's bell on a hazy afternoon. It is yesteryear and tomorrow blended into an unforgettable always. But as young Douglas is about to discover, summer can be more than the repetition of established rituals whose mystical power holds time at bay. It can be a best friend moving away, a human time machine who can transport you back to the Civil War, or a sideshow automaton able to glimpse the bittersweet future.

62 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il vino del dente di leone

    Ci vogliono almeno due premesse: la prima riguarda il fatto che i libri migliori scompaiono nelle nebbie del tempo recente, nessuno li ristampa più, nessuno li vende più. Perciò questa è la descrizione di un libro che non si trova (quasi); la seconda ...(continue)

    Ci vogliono almeno due premesse: la prima riguarda il fatto che i libri migliori scompaiono nelle nebbie del tempo recente, nessuno li ristampa più, nessuno li vende più. Perciò questa è la descrizione di un libro che non si trova (quasi); la seconda premessa riguarda il fatto che per Bradbury ho un debole, sia come scrittore di fantascienza (sono belli persino i titoli tradotti in italiano) sia come scrittore e basta. Se poi qualcuno vuole provare con “Lo zen e l’arte della scrittura”, scoprirà anche una persona interessante e intensa.
    La seconda premessa per dire che sono più disposta a essere indulgente con lui piuttosto che con altri. Anche se penso che, in questo caso, l’indulgenza non sia necessaria.
    “L’estate incantata” è davvero pieno di incanto. In certa misura, di magia. La magia del vino di dente di leone, quello del titolo originale (“Dandelion wine”), che permette di imbottigliare, uno alla volta, i giorni di un’estate che si potrà richiamare indietro con un sorso, quando sarà freddo e grigio.
    La magia delle parole che, anche nella traduzione, riescono ad avvilupparti dentro l’estate di Douglas Spaulding, di suo fratello Tom, e di tutte le persone che girano intorno a loro e nelle strade a fianco, per tutta la cittadina di Green Town e anche appena un poco oltre. Ci sono descrizioni delicate, paragoni buffi e intelligenti, momenti di fiato in gola e paura che sfiorano Stephen King (prima che ti venga in mente che il secondo è stato allievo del primo), attimi di poesia e lirismo e subito dopo le urla e le risate di Douglas di fronte all’estate che arriva.
    Sì, è un romanzo di formazione; chi non ama il genere potrebbe persino essere ingannato e tralasciarlo. Perderebbe molto: per esempio tutte le storie che si intrecciano e si incontrano sotto gli occhi o alla portata delle orecchie di Douglas, che spesso è semplicemente un comprimario o uno strumento per rendere partecipe il lettore di ciò che accade, è accaduto o potrebbe accadere. Perderebbe il mondo visto con gli occhi di una manciata di ragazzini o di vecchi, molti vecchi così pieni della loro vita da saperla (e volerla) abbandonare senza nessun rimpianto; perderebbe soprattutto una serie infinita di sapori e odori e caldo e freddo che arrivano addosso a chi legge da ogni parte delle pagine; e poi le riflessioni di piccoli e di grandi sulla vita, l’universo e tutto quanto [cit.], la consapevolezza che una moglie felice non è “magra come diventano le diciassettenni se nessuno le ama o grassa come diventano le cinquantenni se nessuno le ama, ma proprio giusta, tonda e soda come lo sono le donne a qualunque età se non dubitano di essere amate”.
    Da evitare se pensate che in un romanzo così frammentario non ci debba essere molta dolcezza accanto a un po’ di paura.

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    Annalisa [che se ne va da aNobii-Mondadori] said on Aug 16, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Preso per caso, mi aspettavo decisamente un altro genere di libro. Nelle prime pagine mi aspettavo arrivassero degli elementi fantascientifici che quasi mi forzavo di trovare nella narrazione.
    invece si tratta di un romanzo ad episodi (forse pubblica ...(continue)

    Preso per caso, mi aspettavo decisamente un altro genere di libro. Nelle prime pagine mi aspettavo arrivassero degli elementi fantascientifici che quasi mi forzavo di trovare nella narrazione.
    invece si tratta di un romanzo ad episodi (forse pubblicato così su qualche rivista) che racconta la vita di un gruppo di persone in una piccola cittadina. il centro del racconto è un ragazzino di 12 anni che probabilmente è, in qualche modo, l'alter ego dello scrittore. il tono si aggira sempre pericolosamente sul confine tra l'emotivo intelligente e quello facilotto ma resta quasi sempre dentro il primo ambito in modo sorprendente ed è proprio questa caratteristica a renderlo molto piacevole.

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    Rabingum said on May 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quien haya gustado de las "Crónicas marcianas", y aunque este no sea un libro de ciencia ficción, disfrutará con "El vino del estío". La misma prosa rica y llena de poesía, esta vez narrándonos la felicidad y la melancolía de descubrirse vivo y senti ...(continue)

    Quien haya gustado de las "Crónicas marcianas", y aunque este no sea un libro de ciencia ficción, disfrutará con "El vino del estío". La misma prosa rica y llena de poesía, esta vez narrándonos la felicidad y la melancolía de descubrirse vivo y sentirse crecer a los doce años, en un verano lleno de acontecimientos (tristes, alegres...).

    Una pequeña joya.

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    Carla said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    This is the first book of Bradbury I've dared to read in his original language, and while reading I was dazzled like the very first time that I adventured myself in this book.
    The prose is enriched with a variety of nouns and captures the impressions ...(continue)

    This is the first book of Bradbury I've dared to read in his original language, and while reading I was dazzled like the very first time that I adventured myself in this book.
    The prose is enriched with a variety of nouns and captures the impressions of the young boys, projecting the reader in that enchanted time.
    Scent of summer and memory of old days.

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    Paolo Gibellini said on Mar 28, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Some people turn sad awfully young," he said. "No special reason, it seems, but they seem almost to be born that way. They bruise easier, tire faster, cry quicker, remember longer and, as I say, get sadder younger than anyone else in the world.

    I know, for I'm one of them."

    Ti ricordi, L., di quella volta che ci siamo perse nel bosco (della terra appiccicata ai pantaloni, dei capelli pesanti per la pioggia, della notte che, nei boschi, arriva prima; e poi ancora dei vestiti puliti e ...(continue)

    I know, for I'm one of them."

    Ti ricordi, L., di quella volta che ci siamo perse nel bosco (della terra appiccicata ai pantaloni, dei capelli pesanti per la pioggia, della notte che, nei boschi, arriva prima; e poi ancora dei vestiti puliti ed asciutti indossati una volta che siamo tornate a casa sane e salve)?
    Ti ricordi delle due caprette che abbiamo battezzato con nomi che non riesco a scordare? E ancora delle nuotate in piscina e degli infiniti sabato pomeriggio trascorsi a guardare film (ma anche della prima volta che abbiamo noleggiato un dvd e non sapevamo come farlo partire)?
    Io ricordo che stavo ad aspettarti ai piedi dell'albero, quando salivi su un ciliegio per mangiarne i frutti.

    E poi ricordo un'estate, quell'estate, in Toscana: ogni notte le stelle illuminavano a giorno il cielo, e abbiamo visto le volpi e le lucciole (oggi le lucciole ispirano protocolli per la sincronizzazione dei nodi nelle sensor networks).

    Per nulla al mondo vorrei avere di nuovo dieci anni (e poi la mia stagione è la primavera).

    http://www.youtube.com/watch?v=mphGpYAriDc
    http://www.youtube.com/watch?v=_dwhSHwPSY0

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    alice said on Mar 11, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    La magia dell’estate

    Douglas è il re del mondo: tutto obbedisce ai suoi ordini. Non importa se da tempi immemorabili il risveglio della cittadina di Green Town, Illinois, comporta gli stessi gesti: è lui, Douglas, il direttore d’orchestra che li provoca, per il solo fatt ...(continue)

    Douglas è il re del mondo: tutto obbedisce ai suoi ordini. Non importa se da tempi immemorabili il risveglio della cittadina di Green Town, Illinois, comporta gli stessi gesti: è lui, Douglas, il direttore d’orchestra che li provoca, per il solo fatto di elencarli, dominando la città dalla finestra della torretta nella casa dei nonni.
    E’ il primo giorno d’estate del 1928 e Doug, come tutti i ragazzini il primo giorno d’estate, è veramente il padrone - e non solo del mondo, ma anche del tempo.
    Il libro è una sequenza di episodi indipendenti, con un unico fattore comune: per la maggior parte riguardano bambini e vecchi, come se solo i ragazzini e gli anziani abbiano il potere di dilatare il tempo, scomponendolo in singoli istanti da assaporare fino in fondo, i bambini per meglio assimilarli e i vecchi per prolungarli. E certo gli adulti non hanno la possibilità di fermarsi a gustare un attimo alla volta, loro sono condannati alla produttività, come la signora Auffmann che deve pulire, lavare i panni, far da mangiare per la sua numerosa famiglia e non ha il tempo di assecondare le ubbie del marito alla ricerca della felicità artificialmente creata da una macchina.
    L’estate incantata, per Douglas, è l’estate della consapevolezza del proprio essere vivo e quindi della propria mortalità. E’ l’estate del passaggio ai rovelli dell’adolescenza dall’età infantile – Tom è inconsapevolmente gioioso nell’affrontare la sua estate, almeno fino a quando si trova a fronteggiare l’improvvisa grave infermità del fratello. Il tema di tutto il romanzo sembra essere il tempo che inesorabilmente scivola verso l’epilogo. Un tempo circolare che sembra permettere solo agli estremi di interagire, come nel caso di Bill ed Helen, il cui amore, ovviamente platonico, si concretizza in lunghe chiacchierate quando, lui trentenne, lei ha ormai superato la novantina. Un tempo che può comunque essere addomesticato e costretto a riversare i suoi momenti più preziosi nelle bottiglie del dorato, profumato vino di dente di leone – il Dandellion Wine del titolo originale – che il nonno distilla ed imbottiglia religiosamente ogni estate per essere stappato ed assaporato, insieme ai ricordi che conserva, per tutto l’inverno.
    Sono tante le figure che rendono indimenticabile il libro: come il robivecchi Jonas, filosofo e taumaturgo, che del vagabondaggio ha fatto uno stile di vita; o il signor Auffmann, desideroso di regalare al mondo la macchina della felicità, ma capace di distruggere la sua creatura quando si rende conto della sua pericolosa inefficacia. O gli anziani: la signorina Loomis, il colonnello Freeligh, la bisnonna, tutti sicuri, nella loro consapevolezza di aver vissuto una vita piena e soddisfacente, di poterla abbandonare senza rimpianti quando si sentono pronti.

    Il tempo diceva che era estate: il vento aveva quel certo tocco e il respiro del mondo era lungo, caldo e lento

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    zenzerino said on Dec 27, 2013 | 1 feedback

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