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Daniel Deronda

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Publisher: General Books

4.1
(47)

Language:English | Number of Pages: 142 | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Italian , Portuguese , Spanish

Isbn-10: 115201708X | Isbn-13: 9781152017085 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , Audio CD , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 4

    Mi è molto piaciuto. Che potenza creativa, che lungimiranza e che finezza di analisi! Mi viene spesso da pensare che questo genere di romanzi stia alla produzione letteraria moderna come una sinfonia ...continue

    Mi è molto piaciuto. Che potenza creativa, che lungimiranza e che finezza di analisi! Mi viene spesso da pensare che questo genere di romanzi stia alla produzione letteraria moderna come una sinfonia di Schubert o di Beethoven alla musica pop...

    said on 

  • 3

    Finalmente!

    Non ho potuto fare a meno di esclamarlo dopo aver finito di leggere il libro: una lettura che mi è sembrata infinita ed estenuante. Non per questo il libro ha meno valore, anzi, è un libro impegnativo ...continue

    Non ho potuto fare a meno di esclamarlo dopo aver finito di leggere il libro: una lettura che mi è sembrata infinita ed estenuante. Non per questo il libro ha meno valore, anzi, è un libro impegnativo e unico ma davvero difficile da affrontare, con pagine e pagine e pagine di dissertazioni mentali e quasi filosofiche della Eliot che, non mi vergogno di ammetterlo, spesse volte non ho capito.
    Daniel Deronda, a parte una breve apparizione fugace, non appare fino a pagina 200 e comunque la vicenda stenta a partire fino a pagina 300; non che poi la lettura si faccia più semplice ma almeno si riesce a mantenere un ritmo costante.
    Secondo me sarebbero bastate la metà delle pagine per dirci ciò che la Eliot voleva esprimere.
    La storia di per sé è bella, con alcune punte di sentimento intenso e avrei dato di sicuro 4 stelline se non avessi fatto tanta fatica a proseguire.
    Un altra cosa del libro che mi ha disturbata, ma è assolutamente personale, è l'assoluta antipatia nei confronti di Gwendolen, coprotagonista e quasi più presente dello stesso Daniel: una ragazza veramente superficiale, boriosa, superba e convinta che il mondo giri solo attorno a lei. Non riesce a crescere durante il romanzo, rimane sempre una sciocca egocentrica nonostante le avversità che le si presentano sul cammino; secondo me si salva solo nelle ultimissime pagine.
    Tutto il contrario di Daniel, un ragazzo che è tutto cuore, quasi un santo direi, ma che è così intenso, generoso e altruista che non ho potuto che amarlo fin dal principio. Lo stesso dicasi per Mardocheo, forse il personaggio più misterioso e interessante di tutto il libro.
    Sicuramente mi sono sentita appagata dopo averlo letto, vuoi per la felicità di essere riuscita a resistere, vuoi per la bellezza della storia stessa e la liricità che la Eliot infonde nelle sue pagine...è un libro che colma l'animo.

    said on 

  • 5

    Come tenere assieme il tutto in un affondo di bellezza, cioé: la Letteratura che ti apre in tante parti se tu appena la schiudi: per quanto tu voglia guardarci dentro, sarà sempre lei a eplorarti dentro mille volte tanto.

    Ne sento la mancanza. La mancanza delle bizze e delle isterie e della ribellione senza guida di Gwendolen. Voglio ascoltare altre parole pragmatiche di Gascogne e non riuscire mai a decidere s'è più r ...continue

    Ne sento la mancanza. La mancanza delle bizze e delle isterie e della ribellione senza guida di Gwendolen. Voglio ascoltare altre parole pragmatiche di Gascogne e non riuscire mai a decidere s'è più rispetto dei suoi limiti o disprezzo per le sue mire, quello che mi fa provare. Voglio rivedere il volto ingiallito di Mardocheo e sperare di assomigliare almeno un pochetto al miraggio del suo prossimo che aspetta sullo sfondo d'oro luminoso al tramonto s'un fiume. Voglio vincere la seduzione del male assieme a Daniel, e diventare buono ignorando il pericolo costante di diventare ridicolo. Mi manca l'irriverenza di Hans, la meschinità del padre di Mirah, il giudizio severo di Klasmer. Voglio rivedere gli occhi neri di Lydia Glasher, il fascino ripugnante di Grandcourt, odiare e ammirare e temere e condividere la maternità rinnegata della principessa Halm.

    Me ne faccio un punto d'onore, di tenere separata la lettura e l'esperienza. Purtroppo, siccome la Eliot è letteratura massima, la vera esperienza l'ho fatta leggendo lei, nelle ultime due settimane, non mentre facevo cose tipo litigare sul voto elettorale, passare la serata al bar con tre amici, dormire almeno sei ore per notte e consegnare il lavoro in tempo con il rischio di farti menare dai clienti. Perché la letteratura è tale quando accentua, e accenta, la vita, la maledetta!, l'intrusa; e quindi qualcosa è cambiato, nel mio amare la donna che amo, nel mio confrontarmi con gli amici e con gli altri tutti, nel mio pensare a cosa vorrei pensare di me e di quello che voglio fare da qui a quando poi per me non ci sarà più nessun qui dove far qualcosa.
    È sempre una sconfitta, per me, dover ammettere che un romanzo m'ha dato una sonora lezione, perché io detesto tutti i maestri e specie quelli buoni, che sono crudeli come quelli cattivi potranno solo sperare di essere dicendo grossolanità mica colpendoti a lividi e sangue con le verità che gli sono capitate per mano diventando scrittura.

    Muovermi su carrozze e navi nell'Europa di fine secolo, in una Inghilterra che guarda con ammirazione alle vicende dell'Italia che lotta per la sua unità, nell'Inghilterra all'interno della quale brucia la questione ebraica: per la difesa della propria identità non può che muovere all'attacco. E tremare dentro, sapendo cosa aspetta gli ebrei nel continente, leggendo tutto il romanzo con la consapevolezza che rende tremenda una tragedia greca.

    La scrittirce George Eliot ha scritto uno dei romanzi più vigorosi senza per questo dover essere brutali che abbia mai avuto l'avventatezza di leggere. Da un romanzo così se ne esce cambiati. Dico meglio: da un romanzo così non se ne esce.

    said on 

  • 0

    Daniel Deronda

    Questo è il quinto libro di G Eliot che leggo; la vicenda è interessante, ma ho trovato le metafore, le citazioni e il sustrato filosofico troppo cerebrale e molto difficile da seguire. Decisamente un ...continue

    Questo è il quinto libro di G Eliot che leggo; la vicenda è interessante, ma ho trovato le metafore, le citazioni e il sustrato filosofico troppo cerebrale e molto difficile da seguire. Decisamente un romanzo non facile e molto diverso dai suoi altri romanzi

    said on 

  • 4

    E' impegnativo per linguaggio - che non è sempre scorrevole - e temi trattati (l'ebraismo, la condizione della donna, i falsi privilegi..). Ma è molto bello. E la Eliot non smette di stupirmi per la m ...continue

    E' impegnativo per linguaggio - che non è sempre scorrevole - e temi trattati (l'ebraismo, la condizione della donna, i falsi privilegi..). Ma è molto bello. E la Eliot non smette di stupirmi per la modernità del suo pensiero. Era talmente tanto più avanti dei suoi contemporanei! Che donna! Che pensatrice! Che scrittrice!

    said on 

  • 4

    Lo más interesante de la novela es el profundo (y en algunos casos, extremadamente denso) retrato psicológico de los personajes. La autora se toma una gran molestia en que las acciones de los mismos q ...continue

    Lo más interesante de la novela es el profundo (y en algunos casos, extremadamente denso) retrato psicológico de los personajes. La autora se toma una gran molestia en que las acciones de los mismos queden perfectamente justificadas y sean comprensibles para el lector, tanto como si éste fuera un amigo íntimo. De este modo, el triángulo protagonista alcanza una gran intensidad: las dudas y los anhelos de los personajes no son caprichosos, sino que están sentados sobre una base que la autora se ha ocupado de dejar patente. De este modo, se entiende perfectamente la atracción de Deronda por Gwendolen, del mismo modo que se entiende su atracción por Mirah. Son dos afectos distintos, y que parten de motivos distintos (quizás de un mismo motivo, pero de diferentes interpretaciones del mismo); y sin embargo los dos son igualmente fuerte y –al menos para mí- comprensibles. También resulta lógica la relación de Daniel con Mardoqueo, o el cambio de actitud de la caprichosa Gwendolen.

    El tema del judaísmo es también un plato fuerte, ya que ahonda en él ofreciendo distintas perspectivas y dando una panorámica de la situación que los judíos podían encontrarse en el Londres del siglo XIX. En algunos puntos me ha parecido una narración algo idealizada (igual que la exagerada bondad de Mirah), pero por lo general me ha resultado muy interesante, excepto cuando se mueve quizás demasiado hacia el fanatismo, algo que –se traten de ideas religiosas o no-, me suele causar rechazo; y que culmina con la misión del propio Deronda de conseguir la fundación de un moderno estado de Israel (proyecto que se hizo realidad poco menos de un siglo después de la publicación de la novela). Respecto al tratamiento de esta religión y cultura en la novela, resulta muy interesante el planteamiento que ofrece Eliot, comenzando por el rechazo del protagonista, que de ahí se mueve hacía la curiosidad para terminar abrazándola sinreservas. De todos modos, de este tema lo que más me ha interesado ha sido la -desaprovechada- historia de la princesa Halm-Eberstein, aunque el personaje no haya salido muy bien parada.

    Esto también supone un inconveniente, porque la autora gasta tanta energía en retratar a los personajes psicológicamente que este retrato se puede volver, como sigo al principio, denso e incluso repetitivo, pues suele volver sobre algunos puntos con insistencia. Esto puede lastrar un poco la lectura, ya que la narración se frena durante páginas de párrafos interminables sobre este tema. En cualquier caso, la historia es lo suficientemente atractiva e interesante para que esto sólo resulte un mal menor.

    said on 

  • 4

    Fidanzamenti, matrimoni, eredità.....

    Come sempre nei romanzi di Elliot donne che attendono di fidanzarsi con uomini benestanti, testamenti capestro, eredità contese: ma questa volta anche un personaggio nuovo. Egoista.
    Non solo: anche la ...continue

    Come sempre nei romanzi di Elliot donne che attendono di fidanzarsi con uomini benestanti, testamenti capestro, eredità contese: ma questa volta anche un personaggio nuovo. Egoista.
    Non solo: anche la ricerca delle radici ebraiche di Deronda è tema piuttosto nuovo per l'epoca e molto ben raccontato con buoni colpi di scena. Un buon libro.

    said on 

  • 4

    Representation of a whole class of people

    Profound psychological study in human relationships and individual growth with an interesting historical background (the history of Jews in England) treated with sympathy and understanding. Sometimes ...continue

    Profound psychological study in human relationships and individual growth with an interesting historical background (the history of Jews in England) treated with sympathy and understanding. Sometimes Eliot injects characters with too much admiration and compassion. The result is a lack of balance.

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    "What name doth Joy most borrow when life is fair?To-morrow. What name doth best fit Sorrow in young despair? To-morrow"

    said on