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Danny l'eletto

Di

Editore: Garzanti (Gli elefanti)

4.2
(864)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 357 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Ceco , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8811685222 | Isbn-13: 9788811685227 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Marcella Bonsanti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
A Brooklyn, negli anni della seconda guerra mondiale, due ragazzi, Reuven Malter e Danny Saunders, s'incontrano sul campo di baseball nel corso di una partita che presto assume i connotati di una guerra santa. Entrambi ebrei, Danny e Reuven appartengono a due diverse comunità religiose, che da sempre si guardano con sospetto e diffidenza.
Reuven, figlio di uno studioso del Talmud, è quello che Danny, chassid intransigente, definisce sprezzantemente un «apicoros», cioè un eretico, che ha l'ardire di profanare la lingua sacra studiando le materie scolastiche in ebraico anziché in yiddish. La ferita che Danny infligge a Reuven durante la partita è anche una ferita simbolica, di sfregio e di sfida, e insieme la cerniera narrativa che consente a Potok di mettere a confronto due modi di concepire la fedeltà alla tradizione e di vivere l'esistenza.
La scrittura di Potok riluce soprattutto nell'ascolto che riesce a prestare a quegli immensi silenzi familiari, gonfi di tensione, che legano biologicamente i padri ai figli; antichi linguaggi muti che «dicono più col silenzio che con le parole di una vita intera», perché «le parole sono crudeli, nascondono il cuore, il cuore che parla per tramite del silenzio».
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  • 2

    Storia di un'amicizia tra due figli di rabbini (Danny e Reuven) appartenenti a correnti opposte dell'ebraismo,una ortodossa,l'altra più aperta alla modernità. Non mi è piaciuto per diversi motivi:innanzitutto la scrittura,non so se complice una traduzione un po'invecchiata,mi è sembrata monocorde ...continua

    Storia di un'amicizia tra due figli di rabbini (Danny e Reuven) appartenenti a correnti opposte dell'ebraismo,una ortodossa,l'altra più aperta alla modernità. Non mi è piaciuto per diversi motivi:innanzitutto la scrittura,non so se complice una traduzione un po'invecchiata,mi è sembrata monocorde e fiacca;poi l'amicizia descritta è quanto di meno accattivante ci possa essere,ultracerebrale,in pratica i due ragazzi hanno quindici anni ma parlano solo di interpretazioni del Talmud (!) e cose del genere. Inoltre,anche queste "dotte" disquisizioni sono affrontate in modo del tutto superficiale per cui se anche uno volesse capirci qualcosa rimarrebbe deluso.Faccio un esempio per chiarire:i due sono alle prese con una frase del Talmud (così,generica,mica la riporta per renderci partecipi) e l'altro attacca citando un parere contrario (anche qui senza specificare) di un interprete medievale e l'altro ribatte e così via per pagine.Appassionante proprio... No,decisamente non è il mio genere di libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi ha accompagnato per circa un mese e ha avuto per me, tra altri, il grande pregio che mentre lo leggevo riusciva ad infondermi una calma e una serenità insolita ed era come se desiderassi prolungarne la lettura ancora a lungo.
    Oltre questo aspetto, del tutto personale, devo ...continua

    Questo libro mi ha accompagnato per circa un mese e ha avuto per me, tra altri, il grande pregio che mentre lo leggevo riusciva ad infondermi una calma e una serenità insolita ed era come se desiderassi prolungarne la lettura ancora a lungo.
    Oltre questo aspetto, del tutto personale, devo dire che è stata una bellissima storia: d’amicizia, di formazione di due giovani appartenenti alla comunità ebraica di Brooklyn nella metà degli anni '40, della loro educazione spirituale vissuta in maniera molto rigida ma volontariamente partecipata, è anche una storia di libertà e di scelta, mi ha chiarito aspetti e riti della religione ebraica nella sua consuetudine e nella sua forma più ortodossa, non da meno ha il merito di essere scritto in maniera nitida, pulita, senza eccessi di stile ma anche senza difetti.
    Sarebbero 4 stelle ma poiché mi è stato regalato da persona che ha la mia massima stima e per la quale questo libro è in un certo senso il libro o uno dei libri della vita, di diritto ed honoris causa il mio giudizio sale a cinque brillanti stellette.

    ha scritto il 

  • 4

    Sotto il comune cielo dell'olocausto con 6 milioni di morti, gli ebrei braccati, malvisti, ridotti a quattro gatti si ritrovano anche divisi tra loro da dispute ideologiche nonostante abbiano problemi immensamente più grandi quali la sopravvivenza della cultura ebraica comune e degli ebrei come r ...continua

    Sotto il comune cielo dell'olocausto con 6 milioni di morti, gli ebrei braccati, malvisti, ridotti a quattro gatti si ritrovano anche divisi tra loro da dispute ideologiche nonostante abbiano problemi immensamente più grandi quali la sopravvivenza della cultura ebraica comune e degli ebrei come razza, oltre al dolore per l'enormità dell'accaduto e per il silenzio inspiegabile di Dio.
    In un simile scenario Potok sente il dovere di darsi da fare per mettere in evidenza ciò che unisce le diverse culture ebraiche rispetto all'esiguità di ciò che le divide. E lo fa scrivendo i suoi romanzi, che dovrebbero avere lo scopo di costruire ponti tra culture ebraiche sorelle. In Danny l'eletto, il materiale di cui è fatto il ponte è l'amicizia vera che implica dialogo sincero e aperto. L'amicizia tra Danny e Reuven crea un ponte tra le famiglie e le culture molto diverse scalzando i reciproci pregiudizi. Danny è un ragazzo chassid, cioè fa parte di una famiglia di ebrei polacchi considerati dagli altri ebrei dei fanatici, mentre Reuven è figlio di un professore universitario dalla mente molto aperta. Le tradizioni, gli usi sono molto diversi. I chassid combinano matrimoni, hanno metodi educativi fuori da ogni ragionevolezza, deplorano la formazione dello stato ebraico auspicata dagli altri ebrei, gli eretici, tra cui la famiglia di Reuven. Il padre di Danny non parla mai al figlio per la sua scelta di educarlo tramite il silenzio, e il padre di Reuven gli parla con molta sincerità e buon senso. Il libro è volutamente didascalico, il padre di Reuven educa figlio e lettore alla stessa tavola, ma la qualità dell'insegnamento è così elevata che non ci si può di certo lamentare. Il padre rimprovera Reuven di non avere ascoltato il suo nemico che è venuto a parlargli più volte nel corso del romanzo. Il nemico è all'inizio Danny, poi il fanatico padre di Danny. Il libro non fa che sottolineare l'importanza del dialogo che fa cadere barriere e smonta i più radicati pregiudizi.
    L'ascolto, il dialogo sincero non possono che avvicinare persone e culture. Persone sincere, oneste non possono che apprezzarsi a vicenda. Solo non parlandosi, non confrontandosi ci si allontana.
    Potok è fermamente deciso ad avvicinare altri ebrei e fermo sostenitore del dialogo. Alla fine, dice, la vita umana è come un battito di ciglia. Il tempo che dura il battito è infinitesimale, non ha importanza alcuna, ma sta all'uomo riempire questo battito di significato.
    Lo spessore culturale dei due amici e forse anche il tipo di cultura sorprende e spiazza il lettore. Ma il messaggio è universalmente valido e può essere esteso a cristiani di gruppi diversi, a religioni diverse, a persone con diversi ideali in generale, laici o cristiani che siano, purchè ci sia il punto comune di essere aperti al confronto e alla ricerca dell'1% di umanità che ogni persona contiene sotto la sua scorza sia che sia fatta di materia, di animalità o di genio. Alla fine di questa ricerca si scopre che le persone sono più simili di quanto appaia, che fanatico e apichoros (eretico) sono fratelli della stessa pasta.

    ha scritto il 

  • 4

    Twijfel alweer tussen drie of vier sterretjes. Mooi, ontroerend en leerrijk verhaal, maar te vaak langdradig en te gedetailleerd.
    Voor het verhaal op zichzelf zou ik graag 5 sterretjes geven, wat stijl betreft zou ik naar een kleine drie sterren neigen.
    Verhaal gaat over twee jonge jo ...continua

    Twijfel alweer tussen drie of vier sterretjes. Mooi, ontroerend en leerrijk verhaal, maar te vaak langdradig en te gedetailleerd.
    Voor het verhaal op zichzelf zou ik graag 5 sterretjes geven, wat stijl betreft zou ik naar een kleine drie sterren neigen.
    Verhaal gaat over twee jonge joodse jongens, Danny en Reuven. De vader van Danny is een ultra-orthodoxe jood, bovendien een Tzaddik (rechtvaardige) en een extreem onverdraagzaam man. De vader van Reuven is een Rabbi, een "zionistische" jood " en verdraagzaam en begripvol. De vaders zijn elkaars tegengestelden, zeg maar concurrentenvan elkaar of nog beter "vijanden".
    Desondanks slagen de jongens erin een wonderbaarlijke en intieme vriendschap op te bouwen. Danny is voorbestemd om ook een Tzaddik te worden, maar wil dat niet. Reuven zal hem door die moeilijke periode helpen.
    Heb enorm veel bijgeleerd over het "jodendom". Sommige passages vond ik cehter uitermate langdradig en ik had moeite om er me doorheen te worstelen, desalniettemin een echte aanrader. Ben al heel lang grote fan van Potok.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è così semplice il compito di amico, eh, Reuven?

    L'uomo viene al mondo con un'unica minuscola scintilla di bene dentro a sé. La scintilla è Dio, è l'anima; il resto è male, è bruttura, una scorza. La scintilla deve essere custodita come un tesoro, dev'essere alimentata, deve esser fatta divampare in fiamma. Deve apprendere a scoprire altre s ...continua

    L'uomo viene al mondo con un'unica minuscola scintilla di bene dentro a sé. La scintilla è Dio, è l'anima; il resto è male, è bruttura, una scorza. La scintilla deve essere custodita come un tesoro, dev'essere alimentata, deve esser fatta divampare in fiamma. Deve apprendere a scoprire altre scintille, deve dominare la scorza.

    Un altro giorno rise e osservò divertito: "Padre, che razza di somaro è quell'uomo". Mi adirai. "Scruta la sua anima", ribattei. "Fermati nella sua anima e guarda il mondo con gli occhi di lui. Conoscerai il dolore che gli cagiona la propria ignoranza, e smetterai di ridere".

    ha scritto il 

  • 4

    1/2

    Romanzo scorrevolissimo, sembrava solo un racconto di formazione/ ragazzo che racconta dell'amico particolare e genialoide... non fosse stato per quei silenzi.... dialogo finale del padre di Danny veramente stupendo, Ottimo libro.
    SPOILER
    L'intelligenza pura senza un cuore ed un'anima ...continua

    Romanzo scorrevolissimo, sembrava solo un racconto di formazione/ ragazzo che racconta dell'amico particolare e genialoide... non fosse stato per quei silenzi.... dialogo finale del padre di Danny veramente stupendo, Ottimo libro.
    SPOILER
    L'intelligenza pura senza un cuore ed un'anima buoni/ empatici che la regolino è arida.

    ha scritto il 

  • 4

    La loro strada nel mondo

    Ho trovato questo libro molto interessante perché, attraverso la storia di due ragazzi, racconta due modi antitetici di essere ebrei negli Stati Uniti.
    Dopo la fine della seconda guerra mondiale si abbattè sul mondo l’orribile scoperta della Shoà e la comunità americana si rese conto che la ...continua

    Ho trovato questo libro molto interessante perché, attraverso la storia di due ragazzi, racconta due modi antitetici di essere ebrei negli Stati Uniti.
    Dopo la fine della seconda guerra mondiale si abbattè sul mondo l’orribile scoperta della Shoà e la comunità americana si rese conto che la fiorente comunità ebraica europea era incenerita e stava agli ebrei americani di perpetuare il popolo e la religione ebraica.
    Buona parte della comunità ebraica americana ritenne che la sopravvivenza degli ebrei nel mondo fosse legata alla nascita di uno stato in Medio Oriente, l’attuale Israele.
    Le correnti più legate alla tradizione ashkenazita e certamente i chassidim erano invece fortemente contrari, ritenendo che se quella era stata la volontà di Dio, avrebbero dovuto continuare a essere ebrei della diaspora e che fondando uno stato la purezza della loro religione sarebbe dovuta scendere a compromessi.
    In questo quadro travagliato Reuven e Danny, figli di un rabbino progressista e di un rabbino chassidim, fanno amicizia. Reuven impara a conoscere i punti di vista dei chassidim, ma non può condividerli, perché ha ricevuto una formazione razionalista che non si rassegna a seguire in modo acritico tutti i più antichi precetti abdicando completamente alla ragione. D’altra parte i chassidim dissimulano a fatica il disprezzo nei confronti degli altri ebrei, che chiamano apicoros, cioè miscredenti.
    Danny è una personalità con un grosso conflitto interiore, fra la grande responsabilità di dover prendere un giorno il posto di suo padre come tzatzik, guida religiosa di una comunità chassidim e il desiderio di vivere per sé, essendo libero di seguire i propri interessi culturali. Reuven è costretto ad assistere impotente al dramma del suo amico, che è stato educato col silenzio, perché trovi da solo risposta ai propri interrogativi.
    Il romanzo racconta come i due ragazzi trovano la loro strada nel mondo. I personaggi sono ben raccontati e credibili e a questo ha certamente contribuito l’esperienza personale di Chaim Potok che nacque nel 1929 a New York in una famiglia chassidim. Le ultime pagine, in cui il padre di Danny ha un colloquio coi due ragazzi, sono particolarmente belle e illuminanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Danny l’eletto di Chaim Potok è un romanzo che parla soprattutto di amicizia, un’amicizia profonda resa ancor più speciale quando avviene tra due ragazzi che, nonostante siano entrambi ebrei, appartengono a due comunità religiose diverse che da sempre si guardano con sospetto e diffidenza. Parla ...continua

    Danny l’eletto di Chaim Potok è un romanzo che parla soprattutto di amicizia, un’amicizia profonda resa ancor più speciale quando avviene tra due ragazzi che, nonostante siano entrambi ebrei, appartengono a due comunità religiose diverse che da sempre si guardano con sospetto e diffidenza. Parla dei loro padri, entrambi rabbini e profondi conoscitori del Talmud i quali, malgrado le loro idee siano diametralmente opposte, impareranno a conoscersi e rispettarsi attraverso l’amicizia dei loro figli (nonostante la nascita dello stato di Israele li abbia portati ad uno scontro che non è solo ideologico ma ha radici centenarie). Parla di modi differenti di educare, e amare, il figlio maschio destinato a seguire le orme del padre, uno nella condivisione fatta di parole di tutti gli aspetti della vita, l’altro nel silenzio assoluto.
    Ogni essere umano possiede una propria “mappa”, fatta di provenienza culturale, di educazione ricevuta, di esperienze vissute. Queste pagine sono pregne di profondo rispetto, e se non necessariamente per i comportamenti altrui sempre e comunque per le loro mappe, anche quando si basano su valori differenti dai tuoi. E tutto questo ha toccato ciò in cui credo fortemente.
    “Quando i fedeli gli chiedevano perché osservasse quel silenzio con suo figlio, rispondeva che le parole sono crudeli, le parole sono malfide, travisano ciò che c’è nel cuore, nascondono il cuore, il cuore parla per tramite del silenzio. Impariamo a conoscere il dolore altrui soffrendo il nostro dolore, impariamo a conoscerlo rivolgendoci interiormente, scoprendo la nostra anima”.

    ha scritto il 

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