Danny l'eletto

Di

Editore: Garzanti (Gli elefanti)

4.2
(966)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 357 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Ceco , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8811685222 | Isbn-13: 9788811685227 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Marcella Bonsanti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
A Brooklyn, negli anni della seconda guerra mondiale, due ragazzi, Reuven Malter e Danny Saunders, s'incontrano sul campo di baseball nel corso di una partita che presto assume i connotati di una guerra santa. Entrambi ebrei, Danny e Reuven appartengono a due diverse comunità religiose, che da sempre si guardano con sospetto e diffidenza.
Reuven, figlio di uno studioso del Talmud, è quello che Danny, chassid intransigente, definisce sprezzantemente un «apicoros», cioè un eretico, che ha l'ardire di profanare la lingua sacra studiando le materie scolastiche in ebraico anziché in yiddish. La ferita che Danny infligge a Reuven durante la partita è anche una ferita simbolica, di sfregio e di sfida, e insieme la cerniera narrativa che consente a Potok di mettere a confronto due modi di concepire la fedeltà alla tradizione e di vivere l'esistenza.
La scrittura di Potok riluce soprattutto nell'ascolto che riesce a prestare a quegli immensi silenzi familiari, gonfi di tensione, che legano biologicamente i padri ai figli; antichi linguaggi muti che «dicono più col silenzio che con le parole di una vita intera», perché «le parole sono crudeli, nascondono il cuore, il cuore che parla per tramite del silenzio».
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  • 4

    Se riuscite a superare il primo noiosissimo capitolo in cui si racconta nel dettaglio una partita di baseball, vi si aprirà lo sconfinato mondo di un'amicizia fra due ragazzi ebrei, che li porterà a c ...continua

    Se riuscite a superare il primo noiosissimo capitolo in cui si racconta nel dettaglio una partita di baseball, vi si aprirà lo sconfinato mondo di un'amicizia fra due ragazzi ebrei, che li porterà a crescere insieme, sullo sfondo della seconda guerra mondiale, nonostante le loro inconciliabili differenze. Due mondi diversi che si incontrano e si scontrano, tentano di comprendersi, si accettano nonostante le difficoltà e proprio perché diversi si arricchiscono l'un l'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ABC dell'ebraismo e dell'amicizia

    Non esiste quasi nulla, per me, di più noioso della cronaca di una partita di baseball, ed è proprio questo l'esordio del libro: Chsssidim vs Apicorim. Ma avendo Potok scelto, con funzione metaforica, ...continua

    Non esiste quasi nulla, per me, di più noioso della cronaca di una partita di baseball, ed è proprio questo l'esordio del libro: Chsssidim vs Apicorim. Ma avendo Potok scelto, con funzione metaforica, questo escamotage narrativo per far incontrare/scontrare due mondi e due personaggi come Danny e Reuven, non mi sono arresa alla prima base.
    Pagina 47: è fatta! Esco dal tunnel di mazze e guantoni ed entro in empatia con la miopia, le vertigini e la nausea di Reuven.
    La dolcezza struggente di un padre: quello di Reuven; granitico, apodittico e anaffettivo quello di Danny, e loro si trovano, si mischiano, si confrontano, crescono.
    La storia di un'amicizia maschile profonda, costruttiva e più forte delle rigide convenzioni e protocolli.
    Scrittura semplice e leggera, quasi troppo diluita - piuttosto 'basic', per così dire; lettura rasserenante anche se un po' prevedibile, però utile per muovere i primi passi nella complessità della storia e cultura ebraica e i suoi conflitti millenari.
    Vorrei trovare qualcosa in più ne 'La scelta di Reuven'.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro assoluto

    Credo di non aver mai letto un libro così bello. La figura di Danny ti colpisce e ti commuove. La solitudine che vive per la sua genialità che non gli permette di avere amicizie adeguate ti lascia col ...continua

    Credo di non aver mai letto un libro così bello. La figura di Danny ti colpisce e ti commuove. La solitudine che vive per la sua genialità che non gli permette di avere amicizie adeguate ti lascia col cuore gonfio. E quando trova Reuven, da lui cercato perchè unico capace di stargli all'altezza, i 2 amici crescono e diventano adulti grazie alla loro amicizia. Una amicizia che non è banale compagnia e compagnoneria, ma che li aiuta ad affrontare la vita e a diventare uomini. Uomini veri, seri, e che però sanno anche divertirsi ed aiutarsi nelle difficoltà. Anche quando hanno idee diverse o situazioni di vita diverse sanno comprendersi ed aiutarsi invece di affrontarsi. La lettura di un libro così ti rende per forza una persona migliore.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino

    Bel libro, scritto in modo impeccabile e con il plus di avermi fatto conoscere un sacco di aspetti della cultura ebraica di cui ero all'oscuro. Purtroppo non è riuscito a far breccia nel mio cuore e c ...continua

    Bel libro, scritto in modo impeccabile e con il plus di avermi fatto conoscere un sacco di aspetti della cultura ebraica di cui ero all'oscuro. Purtroppo non è riuscito a far breccia nel mio cuore e cadrà nell'oblio fra qualche anno.

    ha scritto il 

  • 3

    Una scrittura incantevole, meritevole certamente di tutte le stelle a disposizione, solo che per me la lettura è stata ostica, prima il baseball poi le differenze all'interno della cultura ebraica mi ...continua

    Una scrittura incantevole, meritevole certamente di tutte le stelle a disposizione, solo che per me la lettura è stata ostica, prima il baseball poi le differenze all'interno della cultura ebraica mi hanno reso questo libro difficile da seguire

    ha scritto il 

  • 3

    Pedante!

    Mi ha molto delusa questo libro di cui avevo letto entusiastiche recensioni. Non mi è affatto piaciuto lo stile: il protagonista Reuven, che parla in prima persona, scrive come potrebbe farlo uno scol ...continua

    Mi ha molto delusa questo libro di cui avevo letto entusiastiche recensioni. Non mi è affatto piaciuto lo stile: il protagonista Reuven, che parla in prima persona, scrive come potrebbe farlo uno scolaretto modello che voglia stupire l'insegnante e prendere un bel voto. Non mi è piaciuta la trama: assurda e decisamente esagerata, stento a credere che possano verificarsi simili situazioni anche in quel particolare contesto di famiglie ebree "chassidiche". Non ho neanche gradito i dialoghi: elementari e di livello molto basso rispetto a quello della narrazione. L'ho trovato di una noia mortale: i due ragazzini di differenti fazioni ebraiche (una integralista, l'altra più aperta e moderna), che dissertano sul Talmud, su Frued, sull'analisi matematica, ecc. come fossero eminenti professori universitari (Danny addirittura già a 4 anni leggeva e imparava a memoria libri di storia ebraica, neanche fossero le fiabe di Perrault...). Più volte mi sono chiesta "ma qual è il tema che l'autore intende trattare": quello del "silenzio" (che spesso vale più delle parole, ma che qui rende infelice un figlio che non riesce a comunicare con il padre), quello dell'educazione dei figli (ma in un simile contesto, le implicazioni religiose ne stravolgono anche il concetto), quello dell'amicizia? Tutte domande rimaste senza risposta. Unica cosa che ho apprezzato: sapere qualcosa di più sull'Ebraismo, la sua storia e il perché della divisione in fazioni (fa sempre piacere arricchirsi di informazioni). Ho però davvero faticato a finirlo, infastidita da questi personaggi saccenti, e non lo consiglio affatto, non perché sia pesante, ma perché è...PEDANTE!

    ha scritto il 

  • 4

    Conflitto padre-figlio

    Un romanzo basato su una grande storia di amicizia, al centro di un piccolo universo nel quale gli elementi cercano di orbitare immutabilmente intorno alla propria fonte di verità, ovvero la stella. ...continua

    Un romanzo basato su una grande storia di amicizia, al centro di un piccolo universo nel quale gli elementi cercano di orbitare immutabilmente intorno alla propria fonte di verità, ovvero la stella. Danny e Reuven sono due ragazzi quindicenni, entrambi ebrei, che vivono nel quartiere di Brooklyn negli anni che attraversano la seconda guerra mondiale, inseriti nel microcosmo della comunità ebraica. Ma l’apparenza di una identità culturale comune viene solcata in due dalle profonde differenze esistenti tra la comunità chassidica, alla quale appartiene Danny Saunders, e quella degli “apicorsim”, termine utilizzato dai primi per definire sprezzantemente gli ebrei progressisti, alla quale invece appartiene Reuven Malter. La rivalità esplode subito all’inizio del libro, durante l’incontro di baseball che oppone la squadra liceale dei chassidici contro quella di Reuven, e culmina con l’infortunio all’occhio di quest’ultimo, colpito con volontaria violenza dalla palla lanciata da Danny. Eppure sarà questo grave episodio a fornire la scintilla che accenderà la fiamma della loro amicizia. Due mondi all’apparenza così simili e invece diametralmente opposti, troveranno un punto di incontro nel momento in cui si renderanno conto di essere due piccoli ingranaggi inseriti in un meccanismo che ha già scelto quale dovrà essere la loro funzione. La tradizione chassidica vuole che il figlio del rabbino, in questo caso Danny, debba seguire per reditarietà le orme del padre, ma questa usanza secolare si scontra con la mente del ragazzo, predisposta ad un futuro ben diverso e molto lontano dalle aspirazioni paterne. IL romanzo si snoderà attaverso il conflitto interiore di Danny che,passo dopo passo, si renderà conto della voce interiore che prima sussurra e poi urla con disperazione il desiderio di percorrere il cammino della propria vita su un percorso nuovo. E purtroppo anche attaverso il conflitto esteriore con il padre che all’apparenza ripudia ogni cosa che non sia espressione dell’ortodossia chassidica.
    Il protagonista del romanzo è indubbiamente Danny, ma la narrazione è improntata dal punto di vista dell’amico, Reuven, un espediente che permette di osservare e comprendere la crescita di un carattere attraverso l’alterità, senza mai far trapelare emozioni e pensieri di Danny.
    Molto interessante l’ambientazione storica, dato che il romanzo si sviluppa tra il 1940 e il 1948, anni importantissimi per il giudaismo mondiale culminati con la sofferta creazione dello stato di Israele. Evento, quest’ultimo, che ovviamente creerà un’altra profonda divisione all’interno delle comunità ebraiche Newyorchesi, e sarà terreno di scontro per le figure altamente eurdite dei padri di Reuven e Danny.
    Un romanzo che si basa su una storia di amicizia ma che, durante lo svolgimento, introduce molti altri temi interessanti oltre a quelli storici, e personalmente ho trovato di una profondità immensa l’analisi del conflitto tra le aspettative dei padri per i figli e le aspirazioni di questi ultimi per la propria vita. Un conflitto che durerà tutto il romanzo e si risolverà in una maniera inaspettata, cambiando il senso della storia nell eultime trenta pagine.
    Una nota positiva la merita anche la prosa di Potok, molto scorrevole pur cimentandosi con dialoghi contenenti termini strettamente Yiddish, tenendo sempre alta l’attenzione del lettore e il desiderio di proseguire pagina dopo pagina. Un libro molto profondo, ma che si divora come una bella avventura.

    ha scritto il 

  • 0

    Suggerito al Gruppo di Lettura da mio marito (che però non ne fa parte).
    Trovo che le digressioni storiche e religiose non risultino organiche alla narrazione, spezzandone il ritmo altrimenti ben cong ...continua

    Suggerito al Gruppo di Lettura da mio marito (che però non ne fa parte).
    Trovo che le digressioni storiche e religiose non risultino organiche alla narrazione, spezzandone il ritmo altrimenti ben congegnato; il finale, però, val bene un pacco di dispute sul Talmud: arriva inaspettato e mi ha fatto piangere come una fontana. Vedo ancora la testa di Danny china, le sue spalle sussultare...

    ha scritto il 

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