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Danslärarens Återkomst

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Förlag: ORDFRONT FÖRLAG AB

3.8
(975)

Language:Svenska | Number of Pages: 456 | Format: Others | På andra språk: (andra språk) English , German , French , Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 917324757X | Isbn-13: 9789173247573 | Publish date:  | Edition 1

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Bokbeskrivning
Oktober 1999. På en ensligt belägen gård i Härjedalen hittas den pensionerade polismannen Herbert Molin brutalt mördad. I Borås förbereder sig hans före detta kollega Stefan Lindman för sitt livs svåraste kamp. Han ska snart påbörja behandling mot en livshotande cancer. När han läser om mordet får han en impuls att åka till Härjedalen för att ta reda på vad som hänt. Under besöket i norr inser Lindman att hans gamle läromästare Molin varit en helt annan människa än han trott. Att idéer ur det förgångna hålls vid liv och fortfarande utgör ett livsfarligt hot mot samhället. Och på det blodsölade golvet i den mördades hus gör Östersundspolisen en kuslig upptäckt...
Sorting by
  • 5

    Il capolavoro di Mankell al di fuori della serie di Kurt Wallander. Ne leggerò altri e valuterò se qualcuno mi piacerà ancora di più. :)

    sagt den 

  • 3

    un po' arzigogolato...

    non mi appassiona la scrittura di mankell..è sicuramente bravo nelle descrizioni ma è un po' troppo decadente nelle trame...e poi è un po' ripetitivo nel mettere gli omicidi che vengono dal passato remoto

    sagt den 

  • 4

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevole.
    La trama è ben congegnata, a dimensione planetaria, ma quel che m'ha favorevolmete colpi ...fortsätt

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevole.
    La trama è ben congegnata, a dimensione planetaria, ma quel che m'ha favorevolmete colpito è il contrappunto tra il rapporto con la morte vissuto dal protagonista che ha appena saputo di avere un cancro e la visione che di questo rapporto hanno gli esponenti dei gruppi neonazisti di cui parla il libro. Nel primo la lotta per la vita, con i suoi scoramenti o slanci, ne mostra il valore purché sia, nei secondi il valore può scendere a 0 se la vita è quella degli altri, restando in altissima considrazione soltanto la propria.
    Dicono che l'opera vorrebbe trattare, attraverso l'artificio del giallo, il problema dei rinascenti gruppi neonazisti nelle società evolute come quella svedese: certo non ne fa un'analisi sociologica sul perché di questa rinascita, si limita a far presente il problema. A me è parso che faccia molto di più: con l'artificio che ho descritto sopra, espone la propria visione della vita intesa non come idilliaca adesione ad un immaginario religioso, ma come reale, concreta ed unica possibilità che abbiamo per stare su questo mondo con sofferenze e gioie e con dignità per tutti.
    Nella mia prima recensione di un'opera di Mankell notavo la "nordicità" come un difetto ben evidente, l'aspetto permane ma ora sono propenso a spostarlo nel campo dei pregi, per la visione laica che questa "nordicità" infonde all'opera.

    sagt den 

  • 4

    Con Mankell si va sempre sul sicuro: storie avvincenti, personaggi profondi e ben caratterizzati, e soprattutto senza quell'aura da "supereroi" che si trova in tanti altri protagonisti del genere.
    Immagino che l'ambientazione scandinava - fredda, buia e un poco malinconica - possa allontana ...fortsätt

    Con Mankell si va sempre sul sicuro: storie avvincenti, personaggi profondi e ben caratterizzati, e soprattutto senza quell'aura da "supereroi" che si trova in tanti altri protagonisti del genere.
    Immagino che l'ambientazione scandinava - fredda, buia e un poco malinconica - possa allontanare qualcuno, ma a mio parere è perfetta per un romanzo di questo tipo.

    sagt den 

  • 5

    Davvero un gran bel libro:scrittura fluida e accattivante! È il primo libro di Mankell che leggo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. . In un libro giallo credo sia importante riuscire a crearsi anche una propria "indagine mentale" su quanto accaduto, e Mankell in questo libro fo ...fortsätt

    Davvero un gran bel libro:scrittura fluida e accattivante! È il primo libro di Mankell che leggo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. . In un libro giallo credo sia importante riuscire a crearsi anche una propria "indagine mentale" su quanto accaduto, e Mankell in questo libro fornisce gli elementi sufficienti per farti diventare detective per qualche giorno!

    sagt den 

  • 4

    Cercavo velocemente un libro da leggere senza dovermi studiare recensioni e so che con Mankell vado sul sicuro. Non sono rimasta delusa neppure questa volta; nonostante la trama non sia così avvincente per essere un "giallo", si ritrovano le atmosfere malinconiche e a volte un po' angoscianti cos ...fortsätt

    Cercavo velocemente un libro da leggere senza dovermi studiare recensioni e so che con Mankell vado sul sicuro. Non sono rimasta delusa neppure questa volta; nonostante la trama non sia così avvincente per essere un "giallo", si ritrovano le atmosfere malinconiche e a volte un po' angoscianti così tipiche della letteratura nordica, l'introspezione che spesso vince sull'azione, il freddo climatico che si riesce a percepire attraverso la carta.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    En parejas...

    A pesar de ser bastante largo mantiene bien la tensión. Lo que más me ha gustado es como se no muestra totalmente parte de la trama mientras que el resto permanece oculto; se establece una relación muy interesante entre los dos asesinos y los dos policías; bailando por parejas...

    sagt den 

  • 4

    Il ritorno del maestro di danza è la dimostrazione che per scrivere un romanzo giallo degno di questo nome, non sono necessari tutti quegli orrendi stereotipi a cui gli autori degli ultimi anni ci hanno tristemente abituato.
    La trama è umana, verosimile. Ma non per questo meno coinvo ...fortsätt

    Il ritorno del maestro di danza è la dimostrazione che per scrivere un romanzo giallo degno di questo nome, non sono necessari tutti quegli orrendi stereotipi a cui gli autori degli ultimi anni ci hanno tristemente abituato.
    La trama è umana, verosimile. Ma non per questo meno coinvolgente o appassionante. Il protagonista non è un superuomo, senza macchia e senza paura, affascinante, pieno di risorse e circondato da belle donne (un triste cliché ormai consolidato nella recente letteratura). Stefan Lindman è un comune poliziotto che collabora con le forze dell'ordine di un piccolo e tranquillo paesino svedese alla ricerca di un efferato quanto atipico serial killer. E' uno di noi, una persona vera, con le sue paure, le sue debolezze, i suoi difetti.

    Nelle pagine di questo romanzo si respira un profumo squisitamente retrò, un modo di scrivere old style, che riesce a tenerci incollati alla lettura fino all'ultima riga. L'autore sa dipanare la matassa degli eventi con abilità e con il giusto tempismo, e il tutto senza eccessi, mai sopra le righe.
    Giudizio assolutamente positivo: quattro stelle meritatissime.

    sagt den 

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