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Danubio

By Claudio Magris

(74)

| Paperback

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70 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    ‘Danubio’ è un romanzo che si colloca ai confini del saggio; anzi, per molti versi è più un saggio che un romanzo, dato il grande impegno scientifico che ne sta alla base; ma tanta e tale è la gradevolezza che lo scrittore ha saputo instillare in que ...(continue)

    ‘Danubio’ è un romanzo che si colloca ai confini del saggio; anzi, per molti versi è più un saggio che un romanzo, dato il grande impegno scientifico che ne sta alla base; ma tanta e tale è la gradevolezza che lo scrittore ha saputo instillare in questo “viaggio europeo” lungo il fiume, che il valore narrativo travalica inevitabilmente quello monografico. Opera godibile, quindi, interessante, in alcuni punti addirittura divertente: memorabile ad esempio la supposta origine del maestoso fiume da un modestissimo rubinetto allentato!

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    Daria49 said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una lettura faticosa. Un libro dotto, interessante, difficile da seguire per che non ha una cultura germanista. Un lungo viaggio attraverso la letteratura mitteleuropea, la storia e, naturalmente, la geografia. Un libro strano, non di viaggi, non sol ...(continue)

    Una lettura faticosa. Un libro dotto, interessante, difficile da seguire per che non ha una cultura germanista. Un lungo viaggio attraverso la letteratura mitteleuropea, la storia e, naturalmente, la geografia. Un libro strano, non di viaggi, non solo letterario, non storico.

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    Antonio Santangelo said on May 10, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Magris si propone come conoscitore di tutto, cioè della geografia della storia degli uomini e degli eventi.

    Tutta questa valanga di informazioni, certamente interessanti ma altrettanto certamente non verificate, viene filtrata da una visione ideolog ...(continue)

    Magris si propone come conoscitore di tutto, cioè della geografia della storia degli uomini e degli eventi.

    Tutta questa valanga di informazioni, certamente interessanti ma altrettanto certamente non verificate, viene filtrata da una visione ideologica marcata, e da un sentimento di appartenenza a quella mitteleuropa raccontata che rende l'analisi storica ancor meno rigorosa.

    Va bene come saggio, o come versione moderna di resoconto del grand-tour che gli eruditi nel secolo XIX si concedevano una volta nella vita, come narrazione malinconica e romantica di un tempo passato, e dei luoghi che lo ricordano.

    A questo sono dovute le tre stelline (con tentazione di due per la spocchia dell'autore, che si sopravvaluta soprattutto quanto a qualità letterarie).

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    Maurizio Attilio Ricci said on May 5, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Uno dei libri più belli di Magris. Da leggere e rileggere

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    Gabrilu said on Apr 28, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Cinque stelline non bastano.

    Cinque stelline non bastano per esprimere quanto io abbia apprezzato, amato questo libro. Sebbene avessi giurato di non leggere mai più nulla di questo eccelso studioso ed appassionato germanista perchè decisamente ad un livello troppo alto (persino) ...(continue)

    Cinque stelline non bastano per esprimere quanto io abbia apprezzato, amato questo libro. Sebbene avessi giurato di non leggere mai più nulla di questo eccelso studioso ed appassionato germanista perchè decisamente ad un livello troppo alto (persino) per me, non appena ho cominciato a leggere le prime pagine di Danubio non sono più riuscita a smettere. Un libro meraviglioso di pensieri, riflessioni sull'uomo, sulla vista, sulla storia. Un viaggio dentro di noi (banale, lo so, ma è così). Un uomo dalla cultura vastissima che, in questo caso riesce a renderla accessibile (anche se per apprezzare veramente questo libro bisogna: a) essere degli appassionati germanisti, b) aver letto tanto, ma tanto dei grossi nomi - e ancora non basta. L'apice dell'ammirazione l'ha raggiunta quando descrivendo Bulgaria e Romania, per tacere della Transilvania e dei Siebenbuerger, è riuscito a snocciolare una quantità di informazioni, riferimenti culturali (da Canetti a Jonesco, tanto per dire i primi due) che mi hanno fatto ammirare Magris ancora di più. E la pagina che ha scritto per Canetti? Non trovo più parole per descrivere quello che ho provato, anche perchè è tutto un crescendo fino a quando descrive la foce del Danubio. La fine. Non trovo più parole perchè non sono Magris. Grande, grandissimo libro.

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    Clara Mazzi said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Appena pochi giorni fa riportavo, nel commento a Brodskij, la bella metafora dell’acqua come immagine del tempo. Anche il Danubio di Magris è un veicolo per viaggiare nel tempo, più che nello spazio. Le mille identità fisiche e etniche traversate dal ...(continue)

    Appena pochi giorni fa riportavo, nel commento a Brodskij, la bella metafora dell’acqua come immagine del tempo. Anche il Danubio di Magris è un veicolo per viaggiare nel tempo, più che nello spazio. Le mille identità fisiche e etniche traversate dal grande fiume sono come i muscoli che si dipartono da una spina dorsale, le membra dell’Europa centrale. Qualcosa di analogo vale per le genti e le terre mediterranee, la cui diversità si raccoglie a fattor comune entro il Mare Nostrum.
    Ma il Danubio che Magris percorre vent’anni fa è anche quello dove l’assetto postbellico dell’Europa comincia a scricchiolare: il declino del cosmopolitismo occidentale, così come il degrado delle repubbliche sovietiche morenti annunciano l’Europa che conosciamo oggi, dove un burocratico centralismo tenta di mascherare lo sgretolamento centrifugo dei mille particolarismi.
    Magris parla a un certo punto della relatività del concetto di contemporaneo, e ne parla dal punto di vista degli anni ’80 del Novecento. Seguendo questa strada, oggi siamo forse più contemporanei della Mitteleuropa esplosa dopo il primo conflitto mondiale che di quella ibernata nei blocchi della Guerra Fredda. Per questo, credo, leggere oggi questo libro è come compiere un viaggio straniante, confondere il filo dritto della storia nelle anse e nei capricci delle volute del fiume. E per questo, dopo tante storie legate alla vita millenaria del corso d’acqua, non resta, al termine, che la cruda natura. Il paesaggio del delta, la sua ricca fauna e la sua lussureggiante flora, parlano una lingua che il fine germanista – così come il suo lettore – non sanno più capire. Il termine del viaggio nello spazio, e nel tempo, è allora solo un attonito sguardo di meraviglia.

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    Chicca said on Mar 28, 2014 | 1 feedback

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